.
Annunci online

se sono partito ogni tanto devo pur tornare
6 agosto 2011
Quattro pilastrini e una bella colonna ( di Stefano Olivieri)

Dunque L’Italia non è commissariata dalla Ue, come ci ha spiegato ieri l’esimio premier Berlusconi. E’ piuttosto il governo italiano che si sta attivando, forse addirittura per salvare il mondo. Il venerdì, appena qualche mese fa, era di solito dedicato alle seratine simpatiche e ai bunga bunga, ma ora finalmente il presidente ha preso atto che la crisi c’è, anche se naturalmente sempre per colpa di altri, mai sua neanche in parte.
 
Così insieme a Tremonti ci ha spiegato i quattro pilastri su cui poggerà la rinascita italiana. Sul fronte del lavoro viene annunciata una profonda riforma ( ancora? …) che sicuramente finirà per sforbiciare del tutto ciò che è rimasto dei diritti dei lavoratori. Che non esisteranno praticamente più, visto che al posto del loro statuto si vuole varare lo “statuto dei lavori”, in salsa berlusconiana naturalmente (Sacconi applaude convinto). Poi ci sarà l’altra chicca, quella di rendere ( con variazione costituzionale) libero tutto ciò che non sia espressamente vietato dalla legge: i birbaccioni creativi sono già al lavoro, ne vedremo davvero delle belle.
 
Poi gli altri due pilastri: la delega assistenziale ( pesanti ritoccatine al welfare) e la riforma fiscale. Semplicemente anticipate di un anno, senza mutare di una virgola il vergognoso disegno di legge. Ladri, mazzettari, corrotti e corruttori, presidenti di cricche e loro affini possono star tranquilli, nessuno li toccherà. La pompa idrovora governativa sarà immersa soltanto laddove sa di alimentarsi con facilità: lavoro dipendente e pensioni. Il fatto che l’Italia sia il paese in cui la quota di reddito nazionale che si ottiene attraverso il lavoro sia la più bassa dell’Ocse, e che più del 45% del reddito nazionale sia detenuto da appena il 10% delle famiglie (dati Banca d'Italia 2009), non preoccupa minimamente Berlusconi.
 
Dovrebbe preoccuparsi invece e molto il popolo italiano, e mettere in atto adeguate contromisure. Tempo ce ne è molto poco e l’emergenza è tale che a questi pericolanti pilastri andrebbe almeno aggiunta una colonna di rinforzo, sia pur temporanea, che riporti equità: la tassa PATRIMONIALE applicabile alle rendite da capitale al di sopra di una determinata cifra e a tutti i beni di lusso. Prima di strangolare del tutto le famiglie ( col rischio neanche tanto remoto di innescare una violenta insorgenza civile) vanno sgrullate e tanto le tasche piene. E con quei soldi si rifinanzia la crescita. Se trovate altri rimedi ditelo. Ma Berlusconi non può farlo, per questo se ne deve andare.
 
Stefano Olivieri
6 dicembre 2008
Pacchi per poveri, istruzioni per l'uso ( di Stefano Olivieri)

 La tv rileva le ridondanze della crisi : i negozi vuoti, i consumatori abbottonati, i saldi camuffati che cominciano ben prima di Natale, infine il premier che riscopre – si fa per dire – l’antica arte di venditore e frusta il popolo : “Comprare, comprare, comprare fino all’ultimo saldo di fine stagione”. Perché l’Italia è solida, le imprese sono solide, le banche sono solide e così via. Insomma saremmo una specie di Fort Knox a sentire Tremonti, ma allora chissà perché questi timori di non piazzare i nostri bot, allora come mai si scopre che rischio pagato più caro in Europa è quello legato a una eventuale insolvenza del nostro paese ? Qualcosa non quadra, e fra le sirene governative che tubano soavi davanti ai supermercati e l’allarme del Censis – due famiglie su tre hanno ristretto bruscamente i consumi – è chiaro che la massa degli italiani si orienta verso una saggia prudenza. D’altra parte con questi chiari di luna chi ha poche risorse taglia sul superfluo per non essere poi costretto a rinviare una seduta dal dentista, e lo fa senza pensarci troppo su perché ormai le chiacchiere stanno a zero. Il partito del disagio cresce di giorno in giorno e la sua consistenza la si misurerà già il prossimo 12 dicembre, con lo sciopero nazionale CGIL. Ma intanto mi piacerebbe sapere :

1. Quanto è costato far stampare centinaia di migliaia di social cards, a partire dal disegno stampigliato ( anche il disegnatore bisogna pur pagarlo) per finire con il costo della ditta che fisicamente le ha prodotte;

2. Quanto costa ai contribuenti l’intervento dei CAF, e poi quello degli Uffici postali, in termini di ore lavorate esclusivamente per l’operazione social card.

3. Quanto è costato ( e chiederei anchein base a quali CRITERI DI TRASPARENZA E MERITOCRAZIA è stata effettuata la selezione dei punti vendita..) individuare i punti vendita autorizzati ad accettare la social card;

4. Quanto è costato predisporre nei punti vendita sopraccitati la lettura magnetica delle social cards alle casse.

Lo dico perché la platea degli aventi diritto è individuata in base a criteri ( età, reddito personale, etc.) che ad esempio sono già in possesso dell’Inps, che alla stragrande maggioranza dei richiedenti la social card ha già concesso l’assegno sociale o la maggiorazione sociale sulla pensione contributiva integrata al trattamento minimo. Sarebbe bastato estrarre questo tipo di dati e ricalcolare le pensioni interessate con il nuovo importo, e ci saremmo risparmiati una serie di costi aggiuntivi che il governo avrebbe potuto ( dovuto) trasformare in denaro in più per gli indigenti, vista e considerata la miseria ( un cappuccino al giorno non toglie il medico di torno) che gli va a dare. Però così, vuoi mettere che cosa significa avere in tasca un bancomat ? Lo puoi toccare, accarezzare e ricordarti ogni volta lo usi del governo amico…!

Per ciò che riguarda il bonus famiglie, finalmente è visibile ( e scaricabile) sul sito della Agenzia delle Entrate il modulo della richiesta e le istruzioni relative. Anche qui non è che ci sia da scialare, in particolare considerando la contrazione dei budget contrattuali soprattutto ne pubblico impiego. Come dire, con una mano ti rapinano e con l'altra poi ti fanno l'elemosina.  Con le dovute eccezioni naturalmente : i Brunetta boys, ovvero il personale dipendente della Presidenza del Consiglio ( e dunque anche del dipartimento della Funzione Pubblica, quello di Brunetta per l’appunto) hanno di che essere contenti in questo periodo di crisi. Per loro – e solo per loro, va sottolineato in neretto – a fronte del piccolo sacrificio dell’aumento di due ore lavorative settimanali, da 36 a 38 ( che comunque saranno subito risucchiate dalle varie tolleranze dovute alla nuova disciplina dei tornelli di controllo) , avranno un aumento cospicuo ( fino a 900 euro mensili) direttamente introdotto nella prima voce stipendiale, cioè sul tabellare utile anche per la pensione, derivante dal travaso diretto nello stipendio di quel salario incentivante che per tutto il resto del pubblico impiego sarà invece sospeso e non elargito ( dl 112) per il prossimo triennio, salvo ripristinarne una parte con nuovi criteri ancora non resi noti. Così mentre i Brunetta boys si beccheranno un aumento aggiuntivo mensile pari alla paga di un lavoratore precario, il resto dei dipendenti pubblici si dovrà accontentare di 70 euro lordi ( più o meno 40 euro mensili) sul già magro stipendio.

Riporto qui di seguito, per comodità di chi fosse interessato, i links utili per scaricare la richiesta di social card e di bonus famiglia. Le pagine sono quelle ufficiali dell’Agenzia delle Entrate. I pacchi per i poveri sono pronti, affrettatevi perché non ce ne sarà per tutti, ma soprattutto per i bonus famiglie non serviranno a comprare il panettone dati i tempi di rilascio previsti, quanto piuttosto la colomba pasquale. Nel frattempo, dice Berlusconi, siate ottimisti e sorridete, che fa bene alla salute.

SOCIAL CARD – MODULO DI RICHIESTA

SOCIAL CARD – ISTRUZIONI

Numero verde informazioni : 800.666.888

Numero verde per blocco carta in caso smarrimento : 800.902.122

BONUS FAMIGLIE – MODULO DI RICHIESTA

BONUS FAMIGLIE - ISTRUZIONI

Stefano Olivieri

http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it/

sfoglia
  

Rubriche
Link
Cerca

Feed

Feed RSS di questo 

blog Reader
Feed ATOM di questo 

blog Atom
Resta aggiornato con i feed.

Curiosità
blog letto 1 volte

Questo blog si presenta sotto forma di appunti personali, e come tale non segue un vero filo logico nel corso del tempo. Il presente blog non costituisce testata giornalistica, non ha carattere periodico ed è aggiornato secondo la disponibilità e la reperibilita’ dei materiali ivi contenuti. Pertanto, non può essere considerato in alcun modo un prodotto editoriale ai sensi della Legge n° 62 del 7.03.2001. posizionamento sui motori ricerca



IL CANNOCCHIALE