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se sono partito ogni tanto devo pur tornare
24 agosto 2011
E GLI ANZIANI? MORTI DI CALDO, SUL SERIO ( di Stefano Olivieri)

Ho trovato la notizia sul corriere del Ticino (http://www.cdt.ch/mondo/cronaca/49566/milano-12-morti-per-il-caldo.html ) e mi sono chiesto quanto sono stati complessivamente i morti per il caldo in questi giorni in Italia. Se tanto mi da tanto, rapportando il dato dei 12 morti di Milano alla popolazione italiana, temo che gli anziani morti in questi giorni di canicola siano diverse decine.
 
Come mai i giornali e i media non ne parlano? Che cosa si è fatto e si sta facendo in questi giorni per le centinaia di migliaia di anziani lasciati soli a ferragosto, nelle loro case senza condizionatore d’aria ( anche il fresco è un lusso che pochi possono permettersi) ? Dove sta la Protezione civile con i suoi potenti mezzi finanziari ? Esiste un coordinamento nazionale dell'emergenza caldo o hanno scaricato tutto sui comuni? E almeno nelle metropoli, nei grandi comuni, è stato predisposto un servizio di emergenza,  con punti di raccolta nella città dotati di pronto soccorso medico, di ventilazione adeguata e quant’altro? Perché Berlusconi, che spende e spande quando organizza le sue seratine eleganti e simpatiche circondato di giovani escort, non si preoccupa ogni tanto dei suoi coetanei meno fortunati?
 
I vecchi in Italia non fanno notizia, a meno che non si parli del premier. Eppure gli ultrasessantacinquenni rappresentano più di un quinto della popolazione del nostro paese. Non tutti sono ricchi, non tutti godono di una pensione decorosa che possa loro consentire di superare senza problemi emergenze ambientali come quella di questi giorni. E non tutti, va detto purtroppo, hanno una famiglia sollecita e affettuosa che può soccorrerli, perché un sorriso e una carezza possono fare miracoli anche con il caldo canicolare.
 
Vorrei che ci ricordassimo di loro più spesso. Vorrei che se ne ricordasse la comunità e non solo i media. Vorrei che l’Italia fosse un paese civile, un paese di quelli che non solo a parole si prendono cura di chi è debole e senza risorse. Ma forse chiedo troppo. Gli anziani hanno già dato, sono stati ben spremuti sul lavoro e saranno, da quel che stanno apparecchiando al governo, ancora spremuti sulle loro pensioni, con risultati devastanti per la qualità della loro vita. Forse, alla fine, in questa Italia è meglio morire di caldo.
 
Stefano Olivieri
POLITICA
30 ottobre 2010
PIOVE GOVERNO LADRO ( di Stefano Olivieri)

 

Mentre dietro le vetrate della villa di Arcore il cavaliere si rilassa -legittimamente sostiene lui -  al ritmo del bunga bunga, in Italia arriva il maltempo. Ma di quello vero e serio, un fronte che dall’atlantico giunge fino alle isole britanniche, in queste ore in Scozia il vento ha soffiato a 180 km. orari, roba davvero da finimondo.

 

Sull’ Italia per ora resiste l’alta pressione, che mostra però già di cedere a cominciare dal nord. Arriverà a partire dalla serata di oggi, e a cominciare dal nord, un vento forte e molta, molta pioggia che coinciderà, come sempre avviene quando arrivano le nuvole, con un rialzo delle temperature. Il risultato potrebbe essere disastroso per tutta la rete fluviale interessata, dalle alpi agli appennini, allo scioglimento delle prime nevi, che si sommerà con un cospicuo aumento delle precipitazioni. Le province del nord interessate dai fenomeni, a cominciare dalla Liguria, sono state già allertate.

 

Ma anche al centro le previsioni non sono rosee. Fra domenica 31 ottobre e lunedì primo novembre, ad esempio, su Roma pioveranno complessivamente più di 20 cm (93,4 mm la domenica, ben 130 mm il lunedì) di pioggia e il vento soffierà con punte di 44 nodi, roba da sollevare tegole dai tetti, strappare antenne e spezzare rami grossi dagli alberi.

 

Se la burrasca dovesse arrivare con questa forza anche al sud, non vorrei proprio essere nei panni di quelle popolazioni (in Campania, Sicilia e  Calabria) che hanno già subito negli ultimi anni la furia della natura. A Giampilieri e in Calabria hanno atteso invano finora gli annunciati lavori di consolidamento anti frane e smottamenti. Se non si fa nulla si sa che cosa succede prima o poi : se Maometto non va alla montagna, prima o poi la montagna va da Maometto, e non saluta nemmeno. Avremo pure una protezione civile da campionato del mondo (scandali e cricche a parte), ma quanto a prevenzione civile siamo agli ultimi posti al mondo. Eppoi l'emergenza rende elettoralmente assai  di più della prevenzione.    

 

Però sappiamo confezionare molto bene le esequie di Stato, già vedo i volti contriti di certe facce di tolla che conosciamo bene, esprimere il cordoglio del governo per le future vittime. Mentre c’è chi si diverte a fare bunga bunga.

Stefano Olivieri

http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it

 

POLITICA
26 settembre 2010
DISTRAZIONI DI MASSA, AVANTI UN ALTRO! (di Stefano Olivieri)
 

Se Dio vuole questa storia si concluderà a breve. Ci potrebbero fare un film, anzi praticamente l’hanno realizzato in diretta e ce l’hanno propinato per tutta l’estate. Non si chiama “L’appartamento” soltanto perché quel titolo è già impegnato, dal 1960, dal capolavoro di Billy Wilder e Jack Lemmon. Ma almeno nel film di Wilder dell’appartamento abbiamo visto l’interno, qui invece soltanto una sequela di carte bollate, vere o false che siano.

Berlusconi avrà dunque la testa di Fini? Forse, ma potrebbe essere per lui una vittoria di Pirro. In Italia si dice “il bue dice cornuto all’asino” e il cavaliere di case, e castelli ne ha comprati a bizzeffe. Soldi suoi ? Certamente, ma solo fino a prova contraria dal momento che sull’origine delle sue immense ricchezze lui è stato sempre molto vago, soprattutto con i giudici. E dal momento che ha continuato ad arricchirsi sempre proprio più durante il governo della cosa pubblica, qualche dubbio ce l’abbiamo. Ad esempio il forziere della protezione civile, quello imbottito dei miliardi dei soldi spediti per sms dagli italiani, che per espresso volere di Berlusconi è sotto la giurisdizione e il controllo diretto della Presidenza del consiglio e non del ministero dell’economia. Una questione da me sollevata in passato proprio da questo blog, che ho scoperto recentemente essere diventata oggetto di interrogazione parlamentare da parte di Cimadoro dell’IDV (Ordine del Giorno 9/3196-A/35 -venerdì 19 febbraio 2010, seduta n.286 ) . Cosa che mi ha fatto piacere, segno che ogni tanto anche il tamtam del web arriva in parlamento.

Comunque dal momento che non si è avuta mai una risposta chiara sull’argomento, chi come il sottoscritto non si fida del Berlusconi politico ha tutto il diritto di chiedergli che fine hanno fatto tutti quei soldi offerti generosamente dalla popolazione italiana. E dal momento che le chiavi del forziere della solidarietà  ( non sono spiccioli: centinaia di milioni. Fra tsunami del 2004, terremoto in Abruzzo e ad Haiti, almeno 650 milioni di euro, e mi tengo basso) ce le ha in tasca il premier, così come si chiede conto a Fini dell’appartamento a Montecarlo, si dovrebbe chiarire al 100% il dubbio che le “cene simpatiche del cavaliere” a palazzo Grazioli con pernottamento delle gentili ospiti, le feste in Sardegna documentate da Zappadu, i festini in Brasile, le farfalline dorate e i numerosi appartamenti finiti nella disponibilità di signorine amiche del cavaliere siano stati totalmente finanziati dalle tasche personali del premier e non da altro, visto che spesso e volentieri ha dimostrato di confondere, anzi di identificare i suoi personali interessi con quelli di tutto il popolo italiano. Anche perchè fra l'altro attorno a questo bendidio della protezione civile hanno cominciato a circolare come mosche attorno al lardo  le "cricche" accreditate a palazzochigi di cui abbiamo appreso dalle intercettazioni, le famose intercettazioni che proprio il premier desidera tanto abolire con apposito ddl.

Insomma, per farla breve la fiction Tulliani si avvia a conclusione e in fondo Berlusconi, anche se Fini dovesse rimanere al suo posto, ci ha comunque guadagnato : per tutta l’estate si è parlato di questo e i numerosi impegni del governo del fare sono stati derubricati dall'attenzione di giornali e tv. Ora non so se Berlusconi farà o meno il famoso discorso ecumenico il giorno del suo compleanno, dopo le dichiarazioni di Fini qualcosa cambia e lo stesso Giuliano Ferrara – che la sa lunga – dal suo "Foglio quotidiano" consiglia al cavaliere di starsi quieto e vivacchiare, rinunciando anche alla performance da grande statista. E' più che probabile che il suo discorso non sia un ultimatum ai finiani, e che non si richieda nessuna fiducia parlamentare, tentando di continuare a galleggiare. Ma se sul documento non ci sarà voto di fiducia i finiani sasranno ancora più liberi di valutarlo (sopratutto per il capitolo giustizia) e i guai per il cavaliere potrebbero diventare seri, anche perchè le elezioni anticipate le vuole davvero soltanto la Lega che sa di crescere, mentre per gran parte dei peones del PDL si tratterebbe di tre anni di stipendio da parlamentare in meno con la prospettiva di un salto nel buio...

Dunque il rischio è che si vada a una nuova fiction, così da annacquare l'attenzione dell'Italia sulla stretta finale (sarà certamente una nuova porcata legislativa) per l'ennesimo scudo giudiziario di Berlusconi. Tutti certamente preferiremmo un governo del fare sul serio, perchè le miserie italiane cominciano a diventare importanti, ma probabilmente è proprio per questo motivo che Berlusconi e i suoi, sempre più inadeguati per un'Italia in caduta libera e sempre più pressati dalle esigenze giudiziarie di Silvio, la butteranno in caciara con qualche altra fiction. Perchè per Silvio gli elettori sono prima di tutto telespettatori un po' cretini, a cui basta regalare il culo di Belen quando sono depressi per ritirarli su.

Perché allora a questo punto non gli chiediamo ( PD, questa è una richiesta per i tuoi parlamentari), invece del solito ritrito panem et circenses,  di rendicontare fino all’ultimo centesimo proprio sullo stato dei fondi della solidarietà, che sono stati posti per suo volere nella diretta disponibilità della Presidenza del Consiglio ? Non vorrei davvero che il mio sms per l’Abruzzo fosse davvero finito in mignotte.

Stefano Olivieri

http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it

15 febbraio 2010
Protezione civile e la cassa della solidarietà ( di Stefano Olivieri)
C’è un aspetto ancora per niente indagato di tutta la vicenda che ha coinvolto in questi giorni i vertici della Protezione civile. Un capitolo non proprio irrilevante data la categoria dei rilievi mossi dai magistrati che stanno indagando, e che riguarda da vicino tutti noi italiani per la montagna di euro raccolti.

Fra le tante sue attività infatti, la Protezione civile gestisce da anni anche la cassa della solidarietà sociale, ovvero il flusso (enorme) di denaro drenato attraverso sms e donazioni di vario tipo per eventi calamitosi. Sono cifre da capogiro, da bilancio dello Stato per intenderci. Ma nessuno finora fra tv e quotidiani ne ha parlato e invece la cosa merita attenzione. Giusto per fare tre esempi :

Tsunami 2004 :

nel dettaglio, la somma (che ammonta esattamente a 45.067.707 euro) e' stata cosi' raccolta: 27.075.252 di euro attraverso l'invio di sms da vodafone, wind, tim e "3", in accordo con rai e mediaset; 4.100.000 di euro da telecom con il contributo degli altri operatori della telefonia fissa; 2.000.000 dalla rai che ha devoluto gli introiti pubblicitari realizzati lo scorso 5 gennaio, giornata di lutto in europa per le vittime delle calamita'. a queste cifre, spiega una nota del dipartimento, "vanno aggiunte quelle raccolte dal comitato 'un aiuto subito' del tg5 e corriere della sera" e quelle versate direttamente sul fondo nazionale della protezione civile.
Lo Stato italiano - secondo notizie tratte dal Corriere della Sera – ha contribuito con 70 milioni di euro stanziati, più 38 di crediti a Sri Lanka e Thailandia. Quindi il totale dell'aiuto italiano arriva così a circa 150 milioni di euro. La Protezione civile si occuperà delle risorse donate dagli italiani, alla Farnesina toccherà, sempre in collaborazione con la Protezione Civile, la gestione dei fondi del governo.

Terremoto Abruzzo

Sempre tratto da Corriere.it : “Terremoto Abruzzo: Bertolaso presenta i fondi stanziati dall’Unione Europea

Il Commissario delegato per l’emergenza terremoto Guido Bertolaso ha presentato oggi alla stampa lo stanziamento di quasi 494 milioni di euro da parte dell’Unione Europea per il terremoto in Abruzzo, “il più alto mai concesso ad un paese membro”. Entro la fine di novembre, ha spiegato Bertolaso, l’Unione Europea dovrebbe erogare il contributo, “dopo la firma dell’accordo tra il Governo italiano e la Commissione”.

Il contributo viene stanziato nell’ambito del Fondo Europeo di Solidarietà, finalizzato ad aiutare gli stati membri in caso di gravi catastrofi naturali che abbiamo serie ripercussioni sulle condizioni di vita dei cittadini, sull’ambiente naturale e sull’economia. Si tratta di uno strumento al quale l’Unione Europea ricorre in circostanze eccezionali e che va a integrare gli stanziamenti nazionali per far fronte alle tragedie come quella abruzzese.

L’Italia ha fatto domanda per accedere al Fondo lo scorso giugno, allegando un dossier sui danni totali, stimati in 10,2 miliardi di euro. Il Parlamento Europeo ha dato il via libera allo stanziamento lo scorso 8 ottobre. I fondi saranno utilizzati per interventi mirati a completare l’esigenza abitativa degli sfollati e degli studenti e per il recupero delle infrastrutture essenziali.”

Terremoto Haiti :

la raccolta fondi è ancora in corso (tramite il numero 48 540) e anche in questo caso la Protezione Civile italiana fa da collettore principale.

Ora la domanda che l’Italia ha sulla punta della lingua è sicuramente questa : che fine hanno fatto tutti questi soldi ? Se è vero, come pare, che lo stesso Bertolaso inizia ad ammettere che qualche defaillance nei controlli – e qui ci riferiamo non agli sms inviati, ma direttamente agli appalti alle ditte e ai rapporti fra ditte e Protezione civile – c’è stata, non è lecito pensare che anche la gestione della cassaforte della solidarietà sociale, affidata da Berlusconi a Bertolaso, possa avere più di qualcosa che non va ?

Aspettiamo fiduciosi che qualcuno ci risponda, prima che la Protezione civile divenga una spa e il presidente del Consiglio si trasformi in presidente del consorzio. Perché sapere che ci sono imprenditori che ridono delle disgrazie altrui fa male, ma apprendere, semmai fosse, che è il Governo a farci la cresta, dovrebbe far partire il licenziamento in massa per tutto l’esecutivo. Ancora brucia la memoria dello scandalo della missione Arcobaleno.

Stefano Olivieri

http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it

POLITICA
12 aprile 2009
Terremoti, Protezione civile e grandi eventi, passando per la newtown della Maddalena (di Stefano Olivieri)
 

Molti italiani non ne erano a conoscenza e bene ha fatto Claudio Fava ( Sinistra e libertà) a ricordarlo qualche sera fa nell’ultima puntata di Anno Zero interamente dedicata al terremoto de l’Aquila. Così il Dipartimento della Protezione civile da qualche tempo si occupa anche di “grandi eventi”, e per la precisione dei grandi lavori alla Maddalena nell’area dell’ex arsenale militare per accogliere il prossimo G8, dell’organizzazione del 150° anniversario dell’unità d’Italia e anche dei mondiali di nuoto che si terranno a Roma nel corso della manifestazione “Roma 2009”.

Apparentemente sembrerebbe quanto meno insolito mischiare i cavoli con i vescovi, come recita un vecchio proverbio per sottolineare gli accoppiamenti malfatti. Ma dipende dai punti di vista : per i media televisivi il terremoto è stato un affaire gigantesco ad esempio, un evento insomma, da fare impallidire tutti i festival di sanremo messi insieme. E Berlusconi, come è noto, di media se ne intende, oltre che di palazzine. Sarebbe interessante ad esempio verificare se e quando le tariffe per gli spot pubblicitari siano stati ritoccati di recente, visto che la liturgia del dolore ha raggiunto in tv picchi altissimi, le rovine dell’Aquila e dintorni prese d’assalto come un’acquasantiera da politici e giornalisti a tutte le ore del giorno, la disperazione di quella sfortunata gente triturata e spremuta fino all’ultimo, giungendo alla perfidia di andare di notte con il microfono in mano fra le auto piene di terremotati che cercavano di prender sonno.

Che cosa c’entri tutto questo con il G8, con il 150° anniversario della repubblica e con i mondiali di nuoto potrebbe spiegarcelo soltanto Bertolaso. O meglio chi ha pensato, in un paese spesso e volentieri sconvolto da alluvioni, terremoti, slavine e quant’altro che era il caso di caricare il dipartimento della Protezione civile di altre incombenze. Lo dico perché  il terremoto dell’Aquila e dintorni si candida da solo ad essere un grattacapo bello lungo e impegnativo, che traguarderà sicuramente e supererà anche le date dell’incontro dei potenti alla Maddalena, l’anniversario della Repubblica etc. etc. Ricostruire dalle fondamenta un capoluogo di provincia non è affare da poco, anche perché dopo i primi giorni di smarrimento e di sgomento comincia ad emergere possente e vigoroso il desiderio degli abruzzesi di tornare padroni del loro destino, a cominciare appunto dalla ricostruzione.

Non vogliono new towns, questo appare assodato. Sanno bene – lo hanno appreso pagando purtroppo a carissimo prezzo questa scoperta – che gran parte delle loro case, vetuste o recenti che fossero, sono andate giù perché costruite male o ristrutturate peggio da una banda di ladroni, politici e imprenditori, che da più di trent’anni continua ad aggirarsi famelica per tutto il nostro paese. Sanno dunque, gli abruzzesi, che niente potrà tornare esattamente come prima, ma al tempo stesso vogliono ostinatamente inseguire un sogno, che la loro cara città e i loro paesi tornino su con le stesse volumetrie, con le stesse facciate, le stesse finestre e gli stessi balconi infiorati. Vogliono le loro piazze e le loro fontane, vogliono poter inseguire di nuovo con gli occhi quei tetti che salgono e scendono nel cielo azzurro dell’Abruzzo, vogliono i loro colori, dal bruno del travertino al rosso dei mattoni. Oggi le macerie odorano di morte e di distruzione, le pale meccaniche hanno preso a violentare le rovine sotto gli occhi senza lacrime di chi dopo aver pianto i suoi morti ora da l’ultimo addio anche alle sue cose, i suoi vestiti riconosciuti fra i detriti, l’armadio della nonna accartocciato nella polvere. Gli abruzzesi guardano tutto, annotano tutto perché vogliono di nuovo esattamente quelle stesse case e quelle stesse cose, in una città che sia identica a quella di prima e forse anche più bella, forte di quella robustezza e di quella solidità strutturale che pur previste dalla legge si sono rivelate assenti da queste parti. Ma è tutta l’Italia così, non illudiamoci.

Proprio per questo non servono le new towns. E non servono oggi – anzi sarebbe il caso di tenerli lontani con i pali infuocati come si fa sulle montagne con i branchi di lupi che si avvicinano alle case - non servono dunque imprenditori senza scrupoli ma con molti appetiti. E invece gente del genere, proprio per effetto delle nuove incombenze affidate alla Protezione civile,  potrebbe trovarsi addirittura in seno alle istituzioni, a gente del genere potrebbe essere stata affidata per esempio la costruzione – coperta per di più dal segreto di stato – della new town della Maddalena, nella località del vecchio arsenale militare. Per il G8 non si baderà a spese, la new town dei capi di stato ospitati dal cavaliere sarà tutta alberghi, centri congressi e piscine, centinaia e centinaia di milioni di euro che escono dalle tasche degli italiani senza che nessuno possa metterci bocca perché c’è il segreto di stato. Un segreto che qualche tempo fa Fabrizio Gatti dell’Espresso ha disvelato con un servizio video e con una ricerca meticolosa che ha confermato ciò che in Italia segreto non è, e cioè che per capire da che parte sta il potere basta seguire l’odore dei soldi. Alla Maddalena sta scorrendo un fiume di denaro per costruire ad un costo a metro quadro quasi quattro volte superiore alla media delle costruzioni di lusso della zona. Eppure lo Stato, da buon amministratore della cosa pubblica, dovrebbe saper risparmiare. Invece le spese sembrano davvero gonfiate, come se tangentopoli non fosse mai finita.

Vi rimando alla lettura dell’articolo e al video di Gatti, per i dettagli. Ciò che qui mi interessa rimarcare è che dentro la nostra protezione civile, soprattutto per ciò che riguarda la gestione dei fondi, con questo bislacco rimescolamento di funzioni non c’è la trasparenza che sarebbe necessario ci fosse, dato che lì, tanto per dire, finiscono i soldi dei nostri sms che vorremmo destinati ai terremotati. E ci bazzicano persone, sempre a leggere l’articolo di Gatti, che giocano spesso su due tavoli, quello dell’amministratore statale che assegna i fondi e al tempo stesso quello dell’impresa privata che li riceve. Un film già visto d’altra parte, come la storia della Rocksoil del ministro Lunardi in un'altra legislatura. Sempre targata Berlusconi, naturalmente.

Così in Abruzzo la gente non vuole le new towns, soprattutto perché il pesce puzza dalla testa. E anche perché non si fidano di un premier che ha già più volte dimostrato scarsa sensibilità per l’ambiente e i monumenti. Uno che in Sardegna, per realizzare uno spot efficace per l’amico texano, non ha esitato a distruggere ettari di meravigliosa macchia mediterranea per ricreare un angolo di deserto texano, con tanto di migliaia di cactus trapiantati. No, grazie presidente. Si tenga Milano2 e Milano3, si tenga i laghetti artificiali e i cigni, e si tenga anche i cactus. In Abruzzo preferiamo ricostruire la città vecchia, ma per bene.

Stefano Olivieri
http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it/

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