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se sono partito ogni tanto devo pur tornare
11 febbraio 2010
Gnocca di Stato ( di Stefano Olivieri)


Insomma ci risiamo. La lingua batte dove il clito ride, direbbe un mio amico sempre pronto alle manipolazioni linguistiche. Anche Bertolaso ha viaggiato su escort, modello Francesca o Monica non ha importanza, è tutto questo governo ormai che va a puttane. Ma non è una cosa da nascondere, tutt’altro : da quando Berlusconi ha scoperto che gli italiani lo invidiano per il codazzo di belle donne al seguito, il premier non solo non nasconde più quale sia il suo passatempo preferito, ma lo fraternizza, in casa come all'estero ( perfino in Albania si è fatto subito riconoscere..), lo promuove come moneta corrente anche fra i suoi più intimi collaboratori, visto e considerato che il Dipartimento della Protezione civile fa ancora  parte del Governo, e a giudicare dalle intercettazioni sul G8 sardo il servizio di prenotazione escort massaggiatrici era un fatto tutt'altro che irrituale. Al posto del volgare denaro, evidentemente, il premier (palazzo Grazioli e villa Certosa insegnano) preferisce - e il suo esempio è stato a quanto pare subito ripreso dall'imprenditore Diego Anemone per ingraziarsi Bertolaso - che sia piuttosto la gnocca a premiare fedeltà, impegno e attivismo sul lavoro dei suoi collaboratori. Perchè fra l'altro il denaro una volta che lo hai speso se ne è andato e non torna più, mentre di gnocca che ti ronza attorno nell'Italia di oggi ce ne è d'avanzo e poi ti rimane a disposizione per anni (finchè regge), la puoi usare una infinità di volte come premio e in più consuma poco, soprattutto per uno che ha a disposizione televisione e cinema, particine e comparsate da distribuire a destra e a manca come santini, dalle sue tv come da quella di stato, come ci hanno insegnato le intercettazioni di Saccà. In fondo, Berlusconi se la gode e fa godere i suoi amici (avrei dovuto usare un’altra espressione, ma con il termine “gnocca” mi sono già speso ampiamente il bonus trivialità) a spese nostre, dei cittadini beoti di questa penisola italiana, che invece di incazzarsi una volta di più per l’ennesima riprova di questo troiaio di Stato e scacciarlo a furor di popolo da palazzochigi, lanciano fischi di ammirazione al cavaliere e poi magari si chiudono in bagno pensando di essere al posto suo, a palazzo Grazioli, sul lettone di Putin.

Povere donne italiane. Immagino le madri delle adolescenti, che fra i tanti problemi che in genere nascono con il fiorire delle tette delle figlie, oggi ne hanno uno in più : quello che le loro ragazze prima o poi finiscano non con il frequentare i bassifondi cittadini, bensì le molto più infide e pericolose residenze di stato del premier Berlusconi e diventare divisa monetaria al portatore, anzi per meglio dire, all’utilizzatore finale. Care mamme vi capisco, ma vedrete, la natura sta facendo il suo corso, basta aspettare.

Stefano Olivieri
http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it/

POLITICA
12 settembre 2009
MIGNOTTOPOLI (di Stefano Olivieri)
 

Come andare a puttane senza pagare un solo euro. Pare il sogno nemmeno tanto nascosto di un certo tipo di italietta odierna, quella che ha sempre acquistato e consumato l’amore mercenario senza battere un ciglio, quella di mariti, fidanzati e padri di famiglia che dopo aver rialzato la zip dei pantaloni tornano a casa sorridenti e rilassati a distribuire baci e carezze. Ci dovrebbero fare un gioco di società su una cosa del genere, una specie di monopoli – proporrei nel caso il più azzeccato nome “mignottopoli” - dove se estrai il cartellino verde che dice : “Sei amico di Tarantini : fai il giro di tutte le mignotte senza passare dal Via !” puoi darti alla bella vita mentre gli altri giocatori litigano fra di loro per non fallire. E di Tarantini l’Italia è piena, perché è la domanda a creare l’offerta in questo genere di affari.

Comunque, purtroppo per tutti noi, non si tratta di un gioco di società. Stropicciatevi bene gli occhi cari cittadini che lo avete votato pensando che avrebbe protetto i vostri interessi, e riapriteli bene perché questo non è un gioco bensì l’autunno, ineluttabilmente malinconico ma per questo ancor più pericoloso per il bene del paese, di un uomo che non sa arrendersi all’evidenza della sua conclamata inadeguatezza – causa malattia - alla carica per cui lo avete eletto, quella di presedente del consiglio di tutti gli italiani.

Una malattia degenerativa perché il paziente non sa e soprattutto non vuole curarsi, e anzi la nega e la fa negare dai suoi yesmen . Una malattia che si può ben nascondere sotto il doppiopetto di Caraceni, sotto il lifting e il trapianto di capelli, ma che è sempre lì ed esplode imperiosa quando meno te l’aspetti, di fronte ad amici, parenti ed anche estranei. In Italia ci si impietosisce subito per chi si ammala di tumore, o per un ictus, un attacco cardiaco, e quando un malanno del genere tocca a un politico che riveste grandi responsabilità istituzionali, nella mente dei cittadini si fa naturalmente strada, insieme alla speranza di una piena guarigione, anche la progressiva consapevolezza che se qualcosa andasse storto diventerà necessario, per la vita stessa del paese, pensare ad una sostituzione, ad un ricambio. Ma in questa Italia eticamente modificata da venti, venticinque anni proprio di berlusconismo, attraverso l’esempio diretto del premier ovvero attraverso i modelli comportamentali elargiti dalle tv in suo diretto possesso o dominio, in questa Italia l’attuale malattia del presidente non viene vista, non viene neanche catalogata come malattia, anzi diventa una corazza in più, l’arcivernice della strapotenza sessuale dei vegliardi, che riescono a portare a letto splendide ventenni grazie soltanto - dicono loro - al fascino personale e non già per le paghette anticipate da qualche paraninfo.

Ma cari cittadini, come fate a bervi una palla del genere ? E seppure non riuscite a berla neanche voi, perché onestamente è troppo grossa per qualsiasi intelligenza umana, come fate a compiacervi dell’astuzia legale suggerita da mavalà Ghedini, quella dell’”utilizzatore finale” inconsapevole che non commette reato soltanto perché non paga la fresca mercanzia che si porta a letto ? Vi piace così tanto che lui scopi con ragazze giovanissime, forse anche minorenni, distraendosi dalla cosa pubblica ? Vi rallegra il fatto che invece di pensare al lavoro, alla sicurezza e alla salute dei suoi concittadini, si faccia scrivere l’agenda da quell’affare che ha in mezzo alle gambe ? Vi fa piacere che vi abbia preso in giro fino all’altro ieri con la favola della famiglia del presidente tutta casa e chiesa ? Vi rendete finalmente conto che in questa Italia trasformata per volontà del premier in un immenso casting di giovanissime compiacenti, prima o poi toccherà anche a vostra moglie, ancora di più a vostra figlia perché l’esempio, arrogante e impunito, di Berlusconi fa proseliti ogni giorno fra parrucchieri, avvocati o imprenditori poco conta, comunque sia fra tutti i potenziali datori di lavoro italiani ? Riuscite a intravedere il danno che una cosa del genere può comportare nel nostro paese, precipitandolo nel medioevo dello jus primae noctis del potente di turno ? E’ questa l’Italia che volete per davvero ? Riuscite a percepire le risate e l’imbarazzo dei governi europei, i bisbigli divertiti quando compare il nostro presidente ? Li vedete i flashes dei fotografi, li sentite i giornalisti come si accaniscono con lui ? Tutti comunisti, da Zapatero alla Merkel fino a Brown ? Lo sentite il gelo che arriva dagli USA di Obama? Quanto dovrà durare ancora questa vergogna ?

Osservate tutto per bene, perché dopo che avrà ridotto al silenzio la stampa e la giustizia italiana, dopo che avrà querelato per lesa maestà tutti i giornali e i governi del mondo, dopo che avrà espulso Fini dal PDL gli rimarrete soltanto voi, fedeli elettori d’accordo, ma di un popolo della libertà scomparsa. E sarà duro ricominciare. Un sussulto di dignità da parte vostra oggi diventa un dovere civico, perciò datevi una mossa.

Stefano Olivieri
http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it/


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permalink | inviato da Stefano51 il 12/9/2009 alle 16:17 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
DIARI
18 giugno 2009
LA FESTA E' FINITA, ANZI NO (di Stefano Olivieri)
 

Bene ragazzi, è finita la ricreazione ( a parte i martedì sera di palazzo Grazioli e i week end di villa Trombosa) è ora di rimettersi al lavoro che di cose da fare ce ne sono davvero tante. Ha ragione il presidente, non disturbiamolo più con la spazzatura sui giornali, che tanto lui quella ha già dimostrato di saperla trattare convenientemente, basta un bel falò nel termovalorizzatore e ci rimedia pure l’energia. Gli aquilani per esempio, invece di lamentarsi e manifestare, piuttosto consumassero un po’ di più, così con una bella montagnola di monnezza talquale potremmo accendere nelle tende i condizionatori d’estate e anche le stufe per il prossimo inverno. Vedete, basta organizzarsi, basta pensare positivo e anche dal letame possono nascere i fiori. E poi ‘sto pover’uomo, che si danna tutto il giorno per il suo paese, se ogni tanto si concede una pausa per trastullarsi con le femmine, mica lo vorrete fucilare, no ? La carne è carne, magari appena un po’ frollita per l’età, ma se ancora gli tira lasciatelo scapricciare, e che caspita !

Tanto poi lui aggiusterà tutto, vedrete. Un’altra sgrullatina al pallottoliere del bilancio, e se manca qualcosa per l’ Abruzzo uscirà fuori, siatene certi. Senza che nessuno ci perda nulla : chi ha il suv si terrà il suv, chi ha le pezze al culo avrà filo e ago per ricucirsele quando si staccano, i ricchi resteranno ricchi e i poveri ancora più poveri, ma allegri. I lavoratori precari, per esempio, non si sentiranno più abbandonati perché ne arriveranno tanti altri a far loro compagnia, i pensionati riceveranno pure una specie di quattordicesima regalo di Sacconi così potranno farsi una bella crociera al Divino Amore, i ragazzini bocciati a scuola non dovranno studiare durante l’estate guastando le ferie ai genitori, le guardie non dovranno inseguire più i ladri perché saranno i ladri a inseguire le guardie e così tutto il nostro paese tornerà felice e beato a riscaldarsi nella tv del mulino bianco.

Siamo un popolo meraviglioso, spontaneo, generosissimo, capace di dare, dare, dare senza chiedersi mai che cosa riceviamo in cambio, tanto c’è la tv che tiene i conti, che ci informa. Ad esempio Bari, la città del sole, nel giro di una settimana ci ha dato due esempi della sua generosità. Il 10 Giugno Vira Orlova, manco un’italiana ma una badante ucraina clandestina, in un impeto di generosità nei confronti del popolo che l’aveva accolta si è lasciata morire dissanguata ( aborto spontaneo) pur di non disturbare un ospedale italiano, che a sua volta avrebbe dovuto assumersi il grattacapo di denunciarla alle forze dell’ordine. Invece lei si è immolata in silenzio, per dare più sicurezza alla nostra nazione ottenebrata dal terrore dei clandestini. Il secondo esempio, sempre da Bari è venuto da Patrizia D’Addario, giovane escort free lancer saltuariamente anche in busta paga del cavaliere nazionale. La giovane intendeva prodursi in una meritoria attività di imprenditrice edil-turistica a tutto vantaggio della comunità barese ( e anche suo) e così era andata alla ricerca dei giusti sponsors. Cerca che ti cerca, gratta che ti gratta, alla fine bussando di porta in porta si era ritrovata una sera a Roma davanti al portone di palazzo Grazioli. Di solito nei club privè le donne entrano gratis e i clienti maschi pagano, in questo club invece le donne vengono addirittura pagate e in anticipo perché l’utilizzatore finale è uno solo, e non è precisamente George Clooney. Comunque sia Patrizia con la paghetta di mille euro in borsa riusciva ad entrare scoprendo che lì dentro si conduceva un simpatico gioco di società, lei avrebbe dovuto chiamarsi Alessia, non fare tante domande e giocare con il padrone di casa al dottore e l’infermiera. Alla fine del gioco avrebbe ricevuto altri mille euro e l’utilizzatore finale forse l’avrebbe aiutata a coronare il suo sogno di imprenditrice. Ma Patrizia, già malfidata di natura, era diventata molto circospetta perché aveva sentito da lontano puzza di merda ( forse quella scaricata lì davanti nell’ottobre del 2003 da Nunzio D’Erme) e per questo dopo una prima volta che se ne era tornata a casa a mezzanotte come cenerentola, la seconda volta si era portata dietro una minuscola diavoleria, di quelle che adoperano gli agenti segreti, e con questa aveva registrato tutto il suo incontro con il padrone di casa, giusto per evitare futuri fraintendimenti. Più trasparenza di così si muore, poi i maligni dicono che lì dentro perdono solo tempo e vanno a caccia di farfalle. Ora se tutto va per il verso giusto, male che vada, magari non farà l’imprenditrice ma al prossimo rimpasto governativo un posto da sottosegretaria a Patrizia non glielo toglie proprio nessuno.

Stefano Olivieri

http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it

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