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se sono partito ogni tanto devo pur tornare
8 aprile 2011
UN PRESIDENTE PUTTANIERE ( di Stefano Olivieri)

Un imprenditore tv ricco, cinico e potente scende in politica e diventa premier, creando dal nulla un partito. Esperto di tv, è un grande affabulatore e la gente lo segue quando parla, all’indomani di tangentopoli, di un nuovo miracolo italiano. In realtà il miracolo vero lo subisce il suo patrimonio, che grazie a una serie di leggi costruite ad hoc si incrementa e raddoppia in poco tempo. Passano 17 anni, durante la maggior parte dei quali l’uomo viene riconfermato premier. Il suo potere economico cresce ancora e gli da alla testa, anche perché la sua età comincia ad essere avanzata. L’uomo vede ormai nel suo denaro la bacchetta magica con cui ottenere tutto: esercita le giuste pressioni su parlamentari dell’opposizione che si dimostrano sensibili ai suoi argomenti e si circonda notte e giorno di giovani donne, come un vero sultano. Le favorite, in cambio della loro dedizione, vengono premiate perfino chi con un seggio parlamentare, chi addirittura con la carica di ministro. La moglie a un certo punto lo abbandona, disgustata dalla sua condotta e lui, finalmente libero dal giogo matrimoniale, si lascia ancora più andare. Grazie alla chirurgia e alla chimica farmacologica rabbercia come può il suo fisico ormai provato e continua, mentre il paese precipita nella crisi economico sociale più grave dal dopoguerra, a correre dietro alle gonne di ragazze sempre più giovani, addirittura minorenni.
 
Una di queste una sera viene arrestata e la sua amica, prostituta abituale, telefona subito al premier, di cui ha naturalmente – e non è la sola ad averlo – il numero di cellulare. L’uomo si trova all’estero in missione, ma poiché la giovanissima arrestata è una che ha la lingua lungua non esita un attimo e chiama personalmente la questura di Milano, ottenendo che sia liberata al più presto con una balla mostruosa: la ragazza sarebbe la nipote di Mubarak, il leader dell’Egitto.
 
Dalle intercettazioni nasce un processo su questo caso. L’uomo è accusato di concussione nei confronti degli uomini della questura, e naturalmente anche di prostituzione minorile. Mentre l’inchiesta va avanti, il premier riunisce la sua maggioranza e la spinge a votare in parlamento sul conflitto di attribuzione. Il voto obbliga alla presenza perfino i ministri per superare l’opposizione, e adesso sarà la Corte Costituzionale a decidere quale giudice dovrà fare il processo. Se la scelta dovesse ricadere sul tribunale dei ministri, il parlamento dovrà votare in questo caso il luogo a procedere e naturalmente la maggioranza lo negherà.
 
Se accadrà, continueremo ad avere al governo un premier puttaniere che se ne frega dei guai del suo paese. Se dovesse accadere, all’Italia democratica non resta che una rivoluzione nordafricana. Tanto ormai ci siamo già in Africa, come categorie di problemi.   
 
Stefano Olivieri

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permalink | inviato da Stefano51 il 8/4/2011 alle 11:5 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
29 gennaio 2011
SIAMO TUTTI NIPOTI DI… UNA IDEA PER FACEBOOK ( di Stefano Olivieri )

Io non ne ho purtroppo il tempo per farlo, ma sarebbe davvero il caso di creare un apposito evento su Facebook per dare la massima visibilità al tentativo del premier di far passare la sua assurda tesi ( ho creduto davvero che Ruby fosse nipote di Mubarak e quindi ho agito da presidente del Consiglio per il bene dei rapporti internazionali quando ho telefonato in Questura). la pagina Facebook si potrebbe intitolare "SIAMO TUTTI NIPOTI DI..." e raccogliere adesioni di tante persone ( con relativa foto segnaletica, con un bel cartello appeso al collo che dice ad esempio : sono cognato di George Bush; oppure suocera di Putin; fate voi). Una volta che si è fatto un gruppo consistente ( sopratutto di romani, per questioni logistiche) ci si da appuntamento con i cartelli davanti vanti a Montecitorio, per chiedere anche noi le bustarelle che lui ha dato alla "bisognosa" Ruby e non solo a lei. Occorre battere il ferro finchè è caldo, svegliare la gente addormentata dietro le chiacchiere e i proclami del premier. Occorre farlo subito, perché lui spera soltanto di far dimenticare, e invece bisogna far capire, e ricordare ogni giorno.  
 
Che cosa ne dite dell'idea ? Coraggio, c'è qualcuno che si prende la briga di organizzare una cosa del genere su FB ? Io, credetemi, non ne ho davvero il tempo per problemi seri, ma sarò certo il primo ad iscrivermi !!!
 
Ultimora : LA PAGINA FACEBOOK ( grazie a Francesco Jones per la sollecita collaborazione!!!) è stata già creata e la trovate  a questo indirizzo :
 
Iscrivetevi numerosi, se riusciamo a fare in pochi giorni un numero di 500, 1000 iscritti (possibilmente romani, o disposti comunque a partecipare un giorno a Roma), potremo organizare con i cartelli un bel sit in sotto le finestre del premier. Chissà se crederà anche a noi, visto che si è bevuto la bugia di Ruby (sempre ammesso che poi Ruby abbia detto di essere la nipote di Mubarak, perchè non sembra che stiano così le cose...).
 
Stefano Olivieri
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