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se sono partito ogni tanto devo pur tornare
4 aprile 2013
SCEGLIAMO IN FRETTA LE SOLUZIONI, NON LE FACCE (di Stefano Olivieri)

Lavoro, Fisco, Welfare, Istruzione, Ambiente, Energia. Non cito la Giustizia perché voglio sperare che su questa non ci debbano essere visioni divergenti.

Sento di nuovo parlare di primarie nel centrosinistra. Il 7 aprile ci saranno quelle per scegliere il candidato sindaco a Roma, però la voglia di consultarsi è forte ovunque sopratutto da quando la fronda renziana ha rialzato la cresta. Di democrazia diretta si deve poter nutrire un popolo, purché l’alimento sia concreto, e la concretezza sono le questioni sul tappeto con le relative soluzioni, non le facce di questo o di quel candidato. Non siamo a un casting, siamo al bivio più importante della storia del nostro paese, e sarebbe pernicioso ammalarsi proprio adesso di plebiscitarismo fine a se stesso. Perciò barra dritta: se si vuole ascoltare la gente, lo si faccia per una volta nel modo adeguato. Ho citato sei aspetti del problema Italia, per me dirimenti. I candidati non ci mettano la faccia stavolta, ma la loro sensibilità e competenza su come interpretano personalmente ciascuno dei punti, e soprattutto come e dove intendono trovare le risorse per gestire il lavoro, il fisco, il welfare, l’istruzione, l’ambiente e l’energia in Italia nel modo più giusto e veramente democratico, in una parola più civile.

E siccome si propongono per il premierato, devono possedere la dote di sintesi e chiarezza. Per ciascun punto dovrebbero dare risposte non superiori ai 140 caratteri (quelli di un tweet) per la visione del problema e altri 140 per la soluzione del problema. Perché di chiacchiere ne abbiamo già sentite troppo ed è giunto il tempo del fare.

Qui non si tratta di essere più o meno giovani, più o meno simpatici, più o meno Renzi o più o meno Bersani. Si deve discutere e scegliere, piuttosto, la rotta che dovrà prendere il più grande partito della sinistra.

E bisogna fare presto, per favore.

Stefano Olivieri

http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it
20 marzo 2013
PROVE DI GOVERNO (di Stefano Olivieri)



Roma, 20 marzo 2013.

Sono passati 23 giorni dalle elezioni politiche. Più di tre settimane dal big bang che avrebbe dovuto restituire il paese al suo elettorato, l’unico titolare di sovranità secondo la Costituzione. Negli ultimi vent’anni si è fatto uso e abuso della presenza di “società civile” all’interno delle liste elettorali, il più delle volte si è trattato di pietosi copripudenda immediatamente dimessi all’indomani del voto. Quest’anno l’elettorato si è spaccato in quattro, diciamo in tre blocchi e mezzo. Un partito, o per meglio dire un movimento di cittadini ha conquistato il maggior numero di elettori nel nostro paese, superando il 25 % dei consensi. Non è il primo partito in assoluto ( il Pd ha poi recuperato con il milione di elettori italiani all’estero, anch’essi titolari di sacrosanti diritto di voto) ma è sicuramente la novità più interessante di questa legislatura. Perché non vuole, il M5S, allearsi con nessuno ma al tempo stesso esige legittimamente di poter vigilare e soprattutto decidere sui destini di questa legislatura, che si preannuncia irta di ostacoli.

Grillo ha raccolto e coagulato su di se rabbia e disperazione di milioni e milioni di elettori, da destra e da sinistra, indifferentemente. Quegli elettori hanno spedito in Parlamento un piccolo esercito, entusiasta e inesperiente, più o meno, come buona parte delle nuove leve delle altre formazioni politiche. A differenza dagli altri partiti, però, i grillini hanno mille problemi a muoversi, hanno soprattutto l’ordine di non dialogare con nessun parlamentare italiano, e neanche con la stampa (italiana). Qualcosa però è successo con l’elezione delle presidenze di Camera e Senato, e credo che qualcosa d’altro continuerà a succedere, se la fortuna assiste questo disperato paese.

Fra oggi e domani prime prove tecniche di governo e staremo a vedere. Il premier incaricato andrà in Parlamento e come in una battuta all’asta presenterà alcuni progetti che potrebbero, se approvati dall’assemblea, risolvere uno dietro l’altro gli enormi problemi che l’Italia si porta dietro da decenni. Quelle leggi andranno a cercare il consenso fra i delegati dei cittadini e in quel momento si misurerà, al di là e al di sopra di qualsiasi chiacchiera o slogan, la caratura politica di ciascun rappresentante.

Chi voterà contro dovrà motivare la sua scelta e se ne assumerà la responsabilità, di fronte al Parlamento e soprattutto di fronte al paese. Chi segue la logica del cupio dissolvi potrebbe avere qualche sorpresa, andando a nuove elezioni. Chi deciderà di perdere questa fantastica occasione dovrà spiegarlo per bene ai suoi elettori, se mai ne sarà capace.

Stefano Olivieri

http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it


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permalink | inviato da Stefano51 il 20/3/2013 alle 7:48 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
26 febbraio 2013
LETTERA A BERSANI (di Stefano Olivieri)


Vorrei dire a Bersani che deve aver coraggio, come tutti i padri di famiglia che di questi tempi si caricano sulle spalle la loro responsabilità e cercano, ogni giorno, di trasformare i problemi in opportunità di crescita.

Andiamo in parlamento e parliamo dell’Italia, delle cose da fare. Ce ne sono tante su cui il movimento cinque stelle vorrà dialogare eccome, e darà il suo appoggio, perché è per quello che sono stati eletti dai cittadini. Dal conflitto d’interessi alla gestione pubblica dei beni comuni come l’acqua, dall’Imu che va completamente ridisegnata sulla capacità fiscale dei cittadini, magari facendola pagare anche alla chiesa. Dalle sacche di privilegio che ancora abbondano nel nostro paese e vanno svuotate senza pietà, perché se c’è stata una cosa brutta in questa crisi, ebbene è stato il cinico arricchimento di chi da italiano ci ha speculato sopra, invece di dare una mano. Evasione fiscale, evasione contributiva, corruzione pubblica e privata si possono combattere e vincere con le leggi adeguate. Intervenendo con medesimo vigore sulle regole del mondo del lavoro per restituire dignità e sicurezza ai lavoratori e alle loro famiglie ma anche su quelle che disciplinano le imprese, gli appalti e i pagamenti. E occorre fare in fretta perché le fiamme della speculazione finanziaria hanno già preso ad ardere di nuovo, e se finiamo come la Grecia neanche Grillo basterà all’Italia, per risolvere i problemi che verranno.

E poi c’è la politica del centrosinistra. Anche lì serve coraggio e fermezza nell’indicare la strada. Subito una casa comune con Vendola, che serva da riferimento a quella quota di sinistra che ancora una volta, come già accade nel 2008, non sarà rappresentata in parlamento. È a sinistra che il PD deve, definitivamente, guardare. Perché se non lo farà subito, caro Bersani, e con gesti, parole ed opere più che convincenti, ci saranno altri compagni che, anche a malincuore, sceglieranno il movimento di Grillo. Perché cominciano a essere troppi i sassolini nelle scarpe, a far male.

In casa mia mia moglie e mio figlio hanno votato Vendola, io ho continuato a votare PD. Ma conservo un amaro ricordo delle leggi Fornero, che il PD ha fatto passare come lame nel burro. A un certo punto del governo Monti in tanti ti abbiamo chiesto di staccare la spina, ancora prima che lo facesse il PDL. Ma tu non ci hai voluto ascoltare.

Adesso hai quest’ultima carta, giocala saggiamente ma senza paura.

Auguri, ne hai bisogno.

Stefano Olivieri

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