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se sono partito ogni tanto devo pur tornare
29 marzo 2012
BERSANI FUORI ROTTA (di Stefano Olivieri)


Non so se l’intendimento sia quello di parlare d’altro, di derubricare di fatto l’argomento lavoro e articolo 18 dal dibattito politico e attendere i risultati delle prossime amministrative per riprenderlo da posizioni di forza che si prospettano migliori. Il fatto è che il nuovo argomento di conversazione scelto da Bersani, Alfano e Casini è la riforma elettorale, ovvero il pensionamento – finalmente dovremmo dire – del porcellum di Calderoli, che ha consentito a Berlusconi di ipertrofizzare la sua maggioranza e trasformare il parlamento in un recinto di nominati, anziché di eletti dal popolo.

Il guaio è che la discussione sta portando altrove. Dove lo si capisce dalle prime battute, e la cosa puzza parecchio. Intanto la fotografia di Vasto non c’è più: niente coalizioni secondo il nuovo progetto, ogni partito per conto suo e chi vince prende il bonus. Anzi no, ancora peggio: il primo e il secondo partito prendono il bonus elettorale, e a questo punto la cosa comincia a puzzare davvero. Siamo in realtà alle prove tecniche della grande coalizione preventiva, una cosa di fronte alla quale l’inciucio dalemiano sembra un giochino da elementari. In buona sostanza PD e PDL (o come cavolo si chiamerà la prossima aggregazione di destra) faranno da assi pigliatutto, poi dietro verranno gli altri. Con un limite fissato fra il 4 e il 5 % per essere in parlamento, più un assurdo “diritto di tribuna” per i più piccoli. Il partito che vince esprimerà il premier e l’Italia si troverà di nuovo nei guai.

Non ci siamo Bersani. Se davvero vogliamo cambiare completiamo questo maggioritario che è rimasto incompleto, introducendo un secondo turno, e lasciamo le coalizioni. E soprattutto restituiamo ai cittadini le preferenze, perché in parlamento ci è arrivata gente ignobile, che va scacciata a pedate, e una cosa del genere la può – e la deve fare – soltanto il popolo sovrano.

Bersani non scherzare col fuoco. Non hai ben capito, evidentemente, quanta “terra di mezzo” c’è nell’elettorato del PD. Gente che crede nella democrazia vera a tal punto, che potrebbe senza problemi voltarti le spalle. Gente che vuole risolvere davvero i problemi di questo paese cominciando col fare piazza pulita di ogni ignobile inciucio. Gente che vuole lì esercizio delle primarie, dei referendum e del bilancio partecipativo come strumenti quotidiani e non occasionali di democrazia diretta. Gente che vuole i ladri e i corrotti in galera, e gli onesti in parlamento. Gente che non ci sta più a firmare cambiali in bianco, a nessuno, e non vuole più pagare per chi non ha mai pagato in vita sua.

Riflettici su, Bersani. In fretta. La partita su lavoro e pensioni è da riaprire tutta altrimenti l’Italia si scassa, e l’Europa intera tornerebbe in crisi. La banca d’Italia, non più di tre mesi fa, aveva diffuso i dati della ricchezza delle famiglie italiane: una media di quasi 500mila euro a famiglia. Ciò vuol dire che i ricchi italiani ci sono eccome, e stanno portando alla fame e alla disperazione milioni di oneste e sane famiglie di operai e lavoratori dipendenti. Che non accetteranno, che non si rassegneranno perché c’è un limite a tutto. Monti eviti di parlare di sondaggi favorevoli dal Giappone, che mi ricorda tanto Berlusconi. Se vuole sondaggi veri li venga a fare in piazza il tredici di aprile. E se non gli sta bene torni a fare il professore alla Bocconi e si porti dietro la Fornero, che è meglio. O li licenziamo noi, senza articolo 18.
E tu Bersani, se hai a cuore l’Italia e il PD, pensaci bene prima di far salotto con certa gente.

Stefano Olivieri

http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it

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