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se sono partito ogni tanto devo pur tornare
POLITICA
9 agosto 2009
CAPORALATO DI STATO ( di stefano olivieri)
 

Se settembre si preannuncia caldo sul fronte del lavoro, la cura governativa sarà una doccia gelatissima. L’effetto combinato del decreto sicurezza attivo da oggi e di quelli già operativi da tempo sarà infatti l’istituzione di un vero e proprio caporalato di stato, che mentre abbassa drammaticamente la sicurezza sul lavoro nell’industria e nei cantieri, dall’altra rischia di pregiudicare il paziente lavoro di integrazione di tante regioni e comunità locali che di manodopera extracomunitaria hanno avuto e continueranno ad avere bisogno in futuro. Badanti, ma non solo, dovrebbe dirsi quando si legifera, perché sono tanti i lavori che impegnano uomini e donne venuti da lontano nel nostro paese, e ciascuno ha la sua dignità e la sua utilità.

Se fossimo davvero in uno stato di diritto, dove non esista distinzione e diversità di trattamento fra i reati per ricchi ( falso in bilancio, corruzione, concussione, bancarotta fraudolenta, turbativa d’asta e chi più ne ha ne metta) e quelli dei poveracci, se fossimo dunque in un Italia diversa, che riuscisse a scrollarsi di dosso senza esitazione e senza paura il ciarpame da qualunque parte venga, sarebbe immensamente più semplice combattere l’ennesima illegalità di stato, questo reato di clandestinità che prescinde dalla persona, dalla sua condotta civile, dal fatto che lavori onestamente o meno e che abbia una famiglia sulle spalle. Oggi inizia la caccia ai clandestini, supportata dalle ronde volontarie. Ci sono già i primi fermi, è già pronto un plotoncino da avviare ad un rimpatrio che avrà, ci si può scommettere, una visibilità mediatica massima, così da tranquillizzare sotto ferragosto l’Italia sotto l’ombrellone, come dicendo : “tranquilli, mentre voi ve la godete al mare facciamo un po’ di pulizia, così quando tornate a casa sarete più sicuri.” In Italia è previsto l’anonimato soltanto per il denaro che rientra dall’estero, per la carne umana c’è arresto e rimpatrio, sempreché non appartenga alle pollastrelle che bazzicano villa Certosa, naturalmente.


Stranieri assassini, stuprafemmine e mangiabambini. Bossi tuona cercando di far leva sugli istinti più bassi del suo popolo, e se ne frega delle raccomandazioni di Napolitano. E rincara la dose, confermando la strategia leghista del doppio salario e delle gabbie salariali. Gli fa eco subito il premier, che dopo aver fatto la befana nella conferenza estiva ( il carbone naturalmente è toccato al TG3), rilancia il tema dei salari accoppiandolo al “piano per il sud” che ha in mente. Il piano gestito a palazzo Grazioli, una agenzia di affari che si è già molto distinta su come sfruttare a fondo le risorse del sud, in particolare per le badanti pugliesi del premier. Un piano gestito in prima persona dal premier, forse perchè in autunno calabria, puglia, sicilia e campania andranno al voto regionale, ed è bene partire subito con le promesse, tanto giù c'è tanta povera gente che crede ancora alle favole. Pensa bene Scalfari su Repubblica, questo lo chiamano federalismo ma  è un attacco bello e buono all’integrità della repubblica italiana, un tentativo di riproporre e anzi accelerare la secessione leghista senza avere il senso delle cose, senza neppure immaginare quali e quanti disastri l’Italia “federata” potrà incontrare.

Ditemi la verità, elettori di Berlusconi. Che ve ne farete di un presidente straripante oltre ogni libertà, anche la vostra ? Che beneficio potrete portare a casa in un paese che premia i furbi – e c’è sempre chi è più furbo di voi.. – e aumenta il suo debito con l’estero giorno dopo giorno ? Quale avvenire per i vostri figli se andiamo incontro con il sorriso sulle labbra a centinaia di migliaia di licenziamenti soltanto a settembre, se i capannoni e le botteghe continuano a chiudere ? Che ce ne faremo, che ne farete di un paese intero in cassa integrazione, quando il resto d’Europa comincerà a risollevarsi dalla crisi ? Stiamo andando verso la sconfitta di tutti, perché quando muore lo stato di diritto non vince nessuno, nessuno è più al sicuro.

Fermatelo, levategli la vostra fiducia, spegnete per un giorno la tv e pensate a dove stiamo andando. Questo di Silvio Berlusconi non è più nemmeno un governo di destra, non è più un governo e basta. La destra italiana non può appiattirsi così, perché il tempo è ancora più tiranno del premier e se non si interviene oggi, domani con Berlusconi si scioglierà tutto il pdl. Da democratico militante dovrei sperare che accada, da cittadino padre di famiglia sogno un paese maturo che sappia vivere quel passaggio senza lacerazioni e senza traumi. L’Italia e la sua democrazia sono un bene comune, che tutti insieme dobbiamo conservare, anche dopo Berlusconi.

Stefano Olivieri
http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it/

POLITICA
5 agosto 2009
TRA IL DIRE E IL FARE C’E DI MEZZO IL FAS ( di stefano olivieri)
 

Se non fossimo italiani ci divertiremmo un mondo a vedere che cosa si inventa questo governo per confezionare la doverosa, sacrosanta restituzione dei fondi scippati al sud italia. I F.A.S., fondi per le aree sottosviluppate del paese, risorse pecuniarie in realtà intangibili se non per un uso mirato, sono stati finora la cassa di espansione del governo delle “pillole” - oggi ritocco qua e domani se si apre una nuova crepa ritocco là – un governo pavido e incapace anche soltanto di percepire, di decifrare le vere emergenze del paese.

Con i FAS ( provvedimento varato da Prodi, ricordiamolo ancora una volta, nel dicembre del 2007) hanno tappato il buco dell’ICI, la tassa sulle case dei ricchi abbuonata da Berlusconi già in campagna elettorale. Sempre con i FAS hanno tamponato la prima emergenza del terremoto abruzzese, fra l’altro risparmiando perché la gente sta ancora in tenda aspettando le C.A.S.E. Con i FAS hanno probabilmente fatto fronte alla straordinaria emergenza degli ammortizzatori sociali in deroga, e con tutto ciò, con mezza Italia ormai in cassa integrazione, non hanno tirato fuori ancora uno straccio di strategia di ripartenza produttiva del paese, visto e considerato che le piccole e medie aziende sono ancora oggi ospiti sgraditi per le banche.

Insomma, gira e rigira i famosi ottanta miliardi – venghino signori, ottanta miliardi – di Tremonti altro non sono che soldi già stanziati ( da un altro governo, quello di Prodi) e mai in realtà messi ancora a disposizione di chi avrebbe titolo ad usarli. Oggi parlano di piano "Marshall" per il Sud ma in realtà vogliono solo resuscitare – e meno male che questa dovrebbe essere la terza repubblica – la Cassa per il Mezzogiorno, e se il buon tempo si vede dal mattino e  l’anticipo sono stati i 4 miliardi usati per tacitare Miccichè e Lombardo che minacciavano il partito del sud, ebbene la nuova CassMez del terzo millennio si presenta già adesso come una formidabile macchina mangiasoldi che scaverà, anziché colmarla, una ulteriore profondissima fossa fra il sud e il resto del paese, una fossa che Calderoli vorrebbe già blindare con le gabbie salariali, altra straordinaria riscoperta di questo governo dei miracoli.

Dicono che i moribondi, un attimo prima del trapasso, acquistano una lucidità retrospettiva incredibile, riuscendo a rievocare con straordinaria capacità descrittiva eventi lontanissimi. Ebbene, forse ci siamo, siamo già tornati agli anni sessanta, un altro piccolo sforzo e saremo in trincea, come nella seconda guerra mondiale.

A meno che Barbara e i suoi fratelli e sorelle non compiano il miracolo. “Lotte per il patrimonio? No , se mio padre è giusto..!” ha detto a chi la intervistava per Vanity Fair. Giusto, perché ancora prima della Cassmez c’è il portafoglio di Silvio, da cui finora è dipesa la destra italiana degli ultimi quindici anni. Se quel portafoglio si buca all'improvviso causa divorzio e conseguente divisione patrimoniale, non ci saranno più non solo le farfalline dorate per ninfette spudorate, ma neanche i soldi per la politica, per i media milionari e i loro direttori aggrappati al premier, non ci sarà più nulla di nulla.

Vale la pena di aspettare l’ultimo atto senza far nulla, o si può dare un aiutino al moribondo ? Secondo me non si può, si deve. Quest’autunno promette pioggia, governo ladro, ma se un alluvione si portasse via il ciarpame e quant’altro, ben venga l’acqua purificatrice. Dai Gheddafi, preparagli la tenda.

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