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se sono partito ogni tanto devo pur tornare
POLITICA
25 giugno 2009
EREZIONI POLITICHE ( di Stefano Olivieri)
 

Alla chetichella è stato ritirato il ddl Carfagna sulla prostituzione. Ci dispiace un po’ per l’avvenente ministra, che tanto si era adoperata per lasciare anche lei un segno in questa legislatura, e questo sarebbe stato fra l’altro un segno, come dire, fatto apposta, data la situazione : una bella ventata di pulizia morale, una radicale ramazzata a portar via, insieme a lucciole e papponi, tutto quel popò di gossip che tanto ha addolorato un premier così perbene e ha costretto Minzolini a beccarsi uno shampoo dal neopresidente Rai. Invece un bel decreto e zacchete, tutto sarebbe tornato a posto, la prostituzione in prigione e la sicurezza di madri, mogli, figlie e sorelle italiane finalmente garantita, al sicuro dagli strali laidi del diavolo tentatore.

Invece no, niente da fare, la ministra delle pari opportunità resterà ancora a bocca asciutta. Perché evidentemente, proprio a proposito di pari opportunità, non è stata approfondita a dovere la fondamentale differenza che esiste fra le normali erezioni e le erezioni politiche. Le prime, come è noto, sono imbarazzanti fin dalla pubertà quando diventano evidenti a sproposito. C’è tutta una letteratura legata al costume delle erezioni, che intreccia la morale pelosa di un paese cattolico come il nostro con la progressiva emancipazione dei comportamenti singoli e di coppia. Cinquant’anni fa al solo parlare in pubblico di cose del genere rischiavi la scomunica, ai ragazzini i preti ( quelli non pedofili..) davano le bacchettate sulle mani se li scoprivano a masturbarsi, oggi invece di cose del genere si parla tranquillamente in tv all'ora di pranzo, basta prendere un tronista di Maria de Filippi e dargli un microfono in mano. E’ così, nel nuovo millennio l’Italia è diventata un paese emancipato e se vogliamo anche un po’ sporcaccione,  e il bombardamento mediatico quotidiano è talmente intriso di sesso che è caduto in tentazione perfino il baciapile Cosimo Mele  ( lo ricordate ? quello dell’Udc – ora passato all’Adc di Pionati, che il 28 luglio di due anni fa si fece beccare in una stanza dell’hotel Flora a Roma con due prostitute, alcool e droga. Poi il suo capo Cesa propose una indennità per i parlamentari fuori sede, in quanto costretti a rinunciare all’alcova coniugale per troppo tempo…).

Il caso Mele ha fatto evidentemente da battistrada, inducendo il legislatore a cominciare a riflettere. Ma i recenti imbarazzanti avvenimenti, che coinvolgono in prima persona addirittura il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, sono stati la causa determinante per lo stop al decreto Carfagna. Perché, come dicevo poc’anzi, una cosa sono le erezioni normali, un’altra sono le erezioni politiche. Un’uomo politico, ma soprattutto Berlusconi che non ha nessuno al mondo con cui compararsi quanto a ricchezza e stili di vita sfrenati, innanzi tutto incontra molta più gente delle persone normali. E in mezzo a tutta questa gente è evidente che possano comparire anche delle belle ragazze, magari anche disponibili. E’ allora che scatta in Berlusconi quello che Giuliano Ferrara definisce magnanimamente il “patronage”, “..il gioco semiserio intorno al sogno di promozione in carriera e di competizione delle ragazze che girano nel mondo del casting, oggi una sorta di nuova classe sociale postmoderna che produce plusvalore e si guadagna da vivere attraverso l’immagine.” E Ferrara prosegue, in quest’articolo mai comparso in Italia ma pubblicato il 31 maggio – in pieno caso Noemi - in Germania sul quotidiano Die Welt : “Sebbene ami le donne, e questo può succedere, l’uomo è molto lontano da Gilles de Rais, e anche dal libertinismo di don Giovanni. Casomai è un Leporello pieno di disprezzo per le ipocrite maniere del bel mondo. “

Dal 31 maggio sotto i ponti è passata tanta di quell’acqua sporca che perfino il prode Ferrara ha cominciato ad essere un po’ più cauto e più realista sui vizietti del capo. Dal “patronage” è passato ( 21 giugno, Il Foglio) a “un’ anticchia di libertinaggio” nel discorso che in sogno ha visto fare alla Camere dal suo presidente (…”Mi piace circondarmi di belle ragazze e di amici, cantare, scherzare, dare a me stesso e agli altri un'immagine allegra e noncurante dell'esistenza. Le ragazze le faccio ballare sulle mie ginocchia, sono un nonnetto frivolo, un paparino scherzoso, che male c'è”…). Che l'articolo sia stato scritto sotto dettatura del premier o sia frutto della fervida fantasia del direttore del Foglio poco importa, il messaggio subliminale alla fine è sempre lo stesso, dare una decisa stiracchiata alla morale pubblica così da avvolgervi dentro anche la patologia – perché di questo e non di altro si tratta : ha ragione Veronica a questo punto – senile del premier.

La morale di questa storia è che le erezioni politiche sono pericolose, pericolosissime, perfino per uno potente come Berlusconi. E possono diventare pericolose anche per chi ha assecondato i suoi inconfessabili desideri : visto che lui parla di complotto eversivo ( è più che evidente che quella Patrizia D'Addario Franceschini è stata mandata, no..?), anche noi a questo punto diciamo che siamo rimasti molto perplessi alla notizia dell’incendio doloso che ha distrutto l’auto di Barbara Montereale, una delle ragazze di Bari coinvolte negli ultimi fattacci. Se è un avvertimento, deve essere arrivato di certo anche alla principale accusatrice del premier, Patrizia D’Addario, amica di Barbara. Anche Patrizia, tra l'altro, aveva subito uno strano furto in casa a maggio, appena dopo aver confidato ad un amico che era in possesso di registrazioni con il presidente. Da casa portarono via computer, cd, biancheria intima, perfino il vestito di Versace che lei aveva indossato a palazzo Grazioli. Forse a qualcuno era venuta in mente la Lewinsky. 

Le erezioni politiche sono insomma, cari miei, una vera jattura, e per addomesticarle, più che un decreto sulla prostituzione, servirebbe intanto chiudere a chiave il viagra e poi almeno un centinaio di sedute dall’analista. Ben inteso, se prima all’utilizzatore finale non cede di nuovo la prostata.

Stefano Olivieri
http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it/

DIARI
18 giugno 2009
LA FESTA E' FINITA, ANZI NO (di Stefano Olivieri)
 

Bene ragazzi, è finita la ricreazione ( a parte i martedì sera di palazzo Grazioli e i week end di villa Trombosa) è ora di rimettersi al lavoro che di cose da fare ce ne sono davvero tante. Ha ragione il presidente, non disturbiamolo più con la spazzatura sui giornali, che tanto lui quella ha già dimostrato di saperla trattare convenientemente, basta un bel falò nel termovalorizzatore e ci rimedia pure l’energia. Gli aquilani per esempio, invece di lamentarsi e manifestare, piuttosto consumassero un po’ di più, così con una bella montagnola di monnezza talquale potremmo accendere nelle tende i condizionatori d’estate e anche le stufe per il prossimo inverno. Vedete, basta organizzarsi, basta pensare positivo e anche dal letame possono nascere i fiori. E poi ‘sto pover’uomo, che si danna tutto il giorno per il suo paese, se ogni tanto si concede una pausa per trastullarsi con le femmine, mica lo vorrete fucilare, no ? La carne è carne, magari appena un po’ frollita per l’età, ma se ancora gli tira lasciatelo scapricciare, e che caspita !

Tanto poi lui aggiusterà tutto, vedrete. Un’altra sgrullatina al pallottoliere del bilancio, e se manca qualcosa per l’ Abruzzo uscirà fuori, siatene certi. Senza che nessuno ci perda nulla : chi ha il suv si terrà il suv, chi ha le pezze al culo avrà filo e ago per ricucirsele quando si staccano, i ricchi resteranno ricchi e i poveri ancora più poveri, ma allegri. I lavoratori precari, per esempio, non si sentiranno più abbandonati perché ne arriveranno tanti altri a far loro compagnia, i pensionati riceveranno pure una specie di quattordicesima regalo di Sacconi così potranno farsi una bella crociera al Divino Amore, i ragazzini bocciati a scuola non dovranno studiare durante l’estate guastando le ferie ai genitori, le guardie non dovranno inseguire più i ladri perché saranno i ladri a inseguire le guardie e così tutto il nostro paese tornerà felice e beato a riscaldarsi nella tv del mulino bianco.

Siamo un popolo meraviglioso, spontaneo, generosissimo, capace di dare, dare, dare senza chiedersi mai che cosa riceviamo in cambio, tanto c’è la tv che tiene i conti, che ci informa. Ad esempio Bari, la città del sole, nel giro di una settimana ci ha dato due esempi della sua generosità. Il 10 Giugno Vira Orlova, manco un’italiana ma una badante ucraina clandestina, in un impeto di generosità nei confronti del popolo che l’aveva accolta si è lasciata morire dissanguata ( aborto spontaneo) pur di non disturbare un ospedale italiano, che a sua volta avrebbe dovuto assumersi il grattacapo di denunciarla alle forze dell’ordine. Invece lei si è immolata in silenzio, per dare più sicurezza alla nostra nazione ottenebrata dal terrore dei clandestini. Il secondo esempio, sempre da Bari è venuto da Patrizia D’Addario, giovane escort free lancer saltuariamente anche in busta paga del cavaliere nazionale. La giovane intendeva prodursi in una meritoria attività di imprenditrice edil-turistica a tutto vantaggio della comunità barese ( e anche suo) e così era andata alla ricerca dei giusti sponsors. Cerca che ti cerca, gratta che ti gratta, alla fine bussando di porta in porta si era ritrovata una sera a Roma davanti al portone di palazzo Grazioli. Di solito nei club privè le donne entrano gratis e i clienti maschi pagano, in questo club invece le donne vengono addirittura pagate e in anticipo perché l’utilizzatore finale è uno solo, e non è precisamente George Clooney. Comunque sia Patrizia con la paghetta di mille euro in borsa riusciva ad entrare scoprendo che lì dentro si conduceva un simpatico gioco di società, lei avrebbe dovuto chiamarsi Alessia, non fare tante domande e giocare con il padrone di casa al dottore e l’infermiera. Alla fine del gioco avrebbe ricevuto altri mille euro e l’utilizzatore finale forse l’avrebbe aiutata a coronare il suo sogno di imprenditrice. Ma Patrizia, già malfidata di natura, era diventata molto circospetta perché aveva sentito da lontano puzza di merda ( forse quella scaricata lì davanti nell’ottobre del 2003 da Nunzio D’Erme) e per questo dopo una prima volta che se ne era tornata a casa a mezzanotte come cenerentola, la seconda volta si era portata dietro una minuscola diavoleria, di quelle che adoperano gli agenti segreti, e con questa aveva registrato tutto il suo incontro con il padrone di casa, giusto per evitare futuri fraintendimenti. Più trasparenza di così si muore, poi i maligni dicono che lì dentro perdono solo tempo e vanno a caccia di farfalle. Ora se tutto va per il verso giusto, male che vada, magari non farà l’imprenditrice ma al prossimo rimpasto governativo un posto da sottosegretaria a Patrizia non glielo toglie proprio nessuno.

Stefano Olivieri

http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it

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