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se sono partito ogni tanto devo pur tornare
13 aprile 2012
CONSIGLI PER GLI ACQUISTI (di Stefano Olivieri)
 

Il signor Rossi è in braghe di tela da un pezzo. In famiglia hanno tagliato tutto, al superfluo non si pensa più da anni, se ne è persa la memoria. Ora si aggredisce la spesa dell’indispensabile, con prudenza e con un po’ di fantasia. Si taglia sulla spesa alimentare, sulla mobilità (benzina), sull’abbigliamento essenziale. I consigli per gli acquisti spottati dalla tv sono un refrain acido e inutile, roba del secolo scorso, qua manca poco che si torni al baratto, alla borsa nera, ai cappotti rivoltati dello scorso secolo.

Abbiamo risparmiato su tutto e, naturalmente, non basta. Per questo il signor Rossi è in braghe di tela. E quando sente parlare di centinaia di milioni di rimborsi elettorali ai partiti, diventa fumantino. Partiti che poi, questa crisi, non l’hanno risolta, per loro manifesta incapacità, e hanno lasciato il posto al governo tecnico di Monti, che facesse lui il lavoro sporco di rimettere un po’ a posto le cose.

Con il crack della lega padrina in casa propria anche l’antipolitica inizia a sbandare. La lega di lotta e di governo non c’è più, è stata tutta inghiottita dal buco nero del cerchio magico. E i poveri disperati del nord senza lavoro e senza denaro non sanno davvero più a che santo votarsi, ci vorrebbe davvero l’armageddon di quello lassù a raddrizzare l’Italia.

Questi italiani. Licenziati, disoccupati, cassintegrati ed esodati in prima fila. Un vero esercito di giovani e soprattutto meno giovani, che chiede di poter lavorare e produrre, e guadagnarsi il pane con cui pagare le tasse che Monti, per non aver voluto sgrullare le tasche dei ricchi e ricchissimi, ha spalmato sulla povera gente. Salari e stipendi taglieggiati, diritti sul lavoro umiliati dalla riedizione di un articolo 18 che è l’ombra di se stesso, pensioni rimandate a babbo morto e poi, quando pure percepite, di fame grazie ai vari ritocchi ai coefficienti di rivalutazione e al calcolo contributivo per tutti.

Per molto, molto meno nel 1848 scoppiarono rivoluzioni in tutta Europa, e il popolo si fece sentire, eccome. Oggi invece si segue la scia dei suicidi in tv e ci si volta dall’altra parte, sperando fino all’ultimo che la cosa non ci riguardi. E invece ci deve interessare eccome. L’ingiustizia, l’iniquità fiscale, la sopraffazione del denaro e delle sue ciniche regole ci deve interessare. Abbiamo ingegno e industrie, abbiamo vento, sole e laghi e fiumi a sufficienza per diventare indipendenti sotto il profilo energetico, scegliendo una decrescita intelligente che privilegi l’ambiente, i territori, i veri bisogni di questo popolo. Possiamo fare da noi, rifiutando le logiche malate di un mercatismo liberista che rende liberi solo i ricchi e schiavi i poveri. Se desiderare tutto questo e applicarsi tutti insieme per realizzarlo significa fare la rivoluzione, allora facciamola, questa benedetta rivoluzione, prima che sia troppo tardi.

Mario Monti, tu oggi sei responsabile di ciò che sta accadendo al paese. La forbice fra poveri e ricchi si sta allargando paurosamente e tu lo sai bene. L’IMU metterà in ginocchio milioni di famiglie, le case ereditate dai padri morti dovranno essere svendute dai figli vivi e arricchiranno gli speculatori. Tu sai bene quel che stai facendo, di finanza sei esperto, e ad alto livello. Dunque non hai scusanti, non hai alibi. Vogliamo subito la tassa patrimoniale sui beni mobili dei ricchi gaudenti, vogliamo un prelievo diretto almeno del 2% sui conti correnti superiori a 500mila euro, vogliamo che i grandi evasori vengano messi in carcere e le tasse da loro dovute immediatamente reincassate e messe a disposizione della comunità. Tassate gli sms di chi ha evidentemente denaro e tempo per spedirne centinaia al giorno; tassate il lusso, i centri benessere e fitness rifugi per ricchi. Bloccate lo tsunami dei miliardi di euro drenati ogni anno dal gioco d'azzardo, online e non, i cui proventi finiscono in mano alla malavita. Tassate la Chiesa, le banche, le assicurazioni e i petrolieri ma lasciate in pace chi vive di salario e stipendio. Premiate l'onestà dell'imprenditoria che soffre per restare nelle regole e menate duro su chi, quelle regole, le infrange quotidianamente. Vogliamo gente pulita e volenterosa, vogliamo vedere merito e onestà negli occhi di chi intraprende, e vogliamo una classe politica che faccia che quel merito lo sappia riconoscere e che faccia politica e basta, senza affari.  Vogliamo partiti poveri di denaro ma ricchi di iscritti e militanti con potere reale di decidere e di eleggere i loro rappresentanti, attraverso le elezioni primarie. Vogliamo, in una sola parola, DEMOCRAZIA. Vera, per tutti. E tu, egregio (in senso squisitamente etimologico) premier Monti, hai finora dimostrato di pensare ad altro, dunque devi farti da parte. Con le buone o con le cattive.

Grazie e arrivederci

Stefano Olivieri

http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it

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