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se sono partito ogni tanto devo pur tornare
POLITICA
17 novembre 2013
NON SI PUO' IMBALSAMARE UN PAESE (di Stefano Olivieri)

Son lì tutti a sdoppiarsi per aumentare l’accerchiamento e la conquista di un centro che è ormai diventato deserto. Non solo l’epilogo della favola berlusconiana (più che favola, direi meglio una saga: vent’anni di cavaliere), a breve Matteo Renzi finirà per spaccare anche il PD, grattando quel po’ di sinistra che si ostina a rimanervi dentro, e a quel punto i giochi saranno fatti. La riedizione dello scudo crociato risveglierà molte salme che torneranno a circolare nel prossimo governo mentre gli esuli della sinistra faticheranno, come è sempre stato, a formare almeno un cartello elettorale.

La gara sarà fra i populismi di destra di Berlusconi e Grillo e quelli di centro di Renzi & soci, quanti e quali è ancora troppo presto dire, occorre attendere la fine dell’emorragia post decadenza del cavaliere. Sì, perché il neocentrodestra di Alfano avrà il respiro troppo corto (di voti e risorse economiche) per tentare la strada dell’illibatezza, e dovrà scegliere prima delle elezioni se sposarsi di nuovo col cavaliere dimezzato e tentare la missione impossibile, oppure provare ad accodarsi al carro di Renzi.

Di tutto questo, al paese importa poco. Con gli operai ormai schiavi nella terra di nessuno e la classe media scivolata nel disagio, alla politica le famiglie non pensano più, impegnate come sono a non scivolare nel baratro. Sono mesi che i media si occupano di Berlusconi mentre le imprese chiudono, i disoccupati crescono, i salari e le pensioni sono sempre più bassi. Il lavoro non c’è e nessuno lo crea, il denaro ci sarebbe ma nessuno vuole andarlo a prendere dove le tasche sono strapiene. Per far ripartire il mercato interno occorrerebbe foraggiare la classe lavoratrice ma il governo sa parlare soltanto di tagli alla spesa che, tradotti, significano maggiori tasse per le famiglie e minori servizi.

Non si può chiedere a un ex o a un neo democristiano di fare la rivoluzione. Che si tratti di Letta o di Renzi, la vedo davvero dura per il prossimo governo. E quello attuale potrebbe anche non arrivare al Natale, perché non si può imbalsamare troppo a lungo la rabbia che cova nel paese.

Stefano Olivieri
http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it

30 marzo 2013
RITORNO ALLE ORIGINI (di Stefano Olivieri)


Nel momento di massimo caos cominciano a cogliersi i segni di una nuova ricomposizione del quadro politico. Che assomiglia molto al passato lontano, forse perché questo presente non ha convinto nessuno. Faccio la mia previsione, mi correggerete se avrò sbagliato.

Il PDL. Il processo che interessa Berlusconi va a sentenza in appello e con ogni probabilità il fondatore del Pdl sarà condannato, fra l’altro, alla ineleggibilità pubblica per cinque anni. Considerata l’età del cavaliere, ciò significa la fine della sua avventura politica. Il suo partito imploderà e quei voti dispersi al vento andranno al miglior offerente.

Il PD. Bersani sarà messo da parte e l’ascesa di Renzi spaccherà il partito. Il giovane neodemocristiano raccoglierà la minoranza ma potrà contare sui voti in libera uscita dal PDL. Di fatto si riformerà la vecchia Democrazia Cristiana, che si riprenderà anche i voti prestati a Grillo e alla Lega; la componente di sinistra del PD si fonderà con SeL e attirerà al suo interno tutti i vari cespugli di sinistra, tornando a formare il vecchio Partito Comunista Italiano. Magari il nome sarà un altro, ma l’elettorato di riferimento sarà quello.

E il M5S ? Una fenomenale occasione perduta per la nostra democrazia, a causa dell’incapacità e dell’ignavia del suo fondatore. Il movimento ridurrà in modo consistente la sua forza, perdendo completamente i voti prestati da destra e da sinistra. Ma anche il suo zoccolo duro si interrogherà all’interno, mettendo in discussione la leadership di Grillo e Casaleggio.

L’Italia tornerà alle origini e, stante l’attuale situazione, non so dire se sia un male. L’importante sarà mandare in Parlamento persone serie, che sappiano confrontarsi e assumere decisioni per il bene comune.

Al momento, sono sicuro di una cosa: non morirò democristiano.

Stefano Olivieri

http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it

6 marzo 2013
ITALIA BENE COMUNE E MAGGIORITARIO A DOPPIO TURNO SUBITO (di Stefano Olivieri)


E' chiaro che il M5S non vuole assumere alcuna responsabilità di governo. I grillini non daranno la fiducia a nessuno congelando in questo modo la delega ricevuta dai cittadini, in attesa di nuove elezioni che possano, secondo le aspettative di Grillo e Casaleggio, portare a un nuovo più straripante successo del movimento.

Se da tutto questo non dipendessero i destini del nostro paese, sarebbe semplice verificare l'efficacia del programma di Grillo affidandogli il governo e costringendolo a scoprire tutte le sue carte. Perché una cosa è urlare in piazza che si deve fare tabula rasa per ricostruire, un'altra è ricostruire, appunto, senza lasciare indietro nessuno, a partire dai più deboli. Grillo da solo non ha la forza, e vorrei dire anche la competenza, senza alcun retropensiero: la compagine parlamentare del M5S è al noviziato assoluto e il paese non può rischiare esperimenti. Però Grillo non intende stringere alcuna alleanza e dunque si andrà a nuove elezioni, sperando che nel frattempo non ci massacri la speculazione, come già è avvenuto in Grecia.

Siamo in una situazione davvero critica, da Italia postbellica, come suggerisce la foto di questo articolo. A questo punto vedo due cose da fare, assolutamente e subito . 

La prima riguarda il PD e SEL, che devono immediatamente fondersi in ITALIA BENE COMUNE. Una grande, stabile casa in cui la democrazia italiana riesca a entrare anche senza essere costretta a passare dalla rete digitale. Perchè non tutti nel nostro paese sanno usare internet, perché nessuno deve rimanere tagliato fuori.

L'altra cosa da fare è un governo provvisorio, diciamo un governo del presidente perché sarà Napolitano a nominare il premier, che abbia mandato per una sola legge, quella elettorale. Liberiamoci del porcellum e andiamo verso il completamento del sistema maggioritario, introducendo il doppio turno. Non correremo così il rischio degli attuali quattro cantoni, perché il paese è in crisi gravissima e non può mettersi a giocare al cucuzzaro.

Altre soluzioni non esistono. Una vasta e inclusiva alleanza democratica e una legge elettorale matura, per un paese che ha bisogno di cambiare ma senza andare a sbattere. Smettiamola di giocare .

Stefano Olivieri
http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it   
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