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se sono partito ogni tanto devo pur tornare
10 maggio 2011
3 VOLANTINI PER I REFERENDUM (di Stefano Olivieri)
Non sono "griffati dunque li potete personalizzare come volete. Dobbiamo darci da fare perchè ci stanno mangiando l'ultimo strumento di sovranità nazionale ancora in mano al popolo italiano. In tv non se ne parla, in rete dovremo essere virali. I volantini possono essere stampati e affissi)






Stefano Olivieri
http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it


16 marzo 2011
DISASTRI, RIVOLUZIONI E ALTRE CATASTROFI (di Stefano Olivieri)

Ciò che natura crea l’uomo distrugge. E ciò che l'uomo crea, la natura distrugge. Il terremoto e lo tsunami più violenti mai conosciuti hanno colpito la terza potenza economica mondiale, mettendola in ginocchio. Non solo: la paura di contaminazione nucleare derivante dal disastro delle centrali giapponesi colpite dal sisma cresce in tutto il pianeta, rievocando il fantasma di Chernobyl. I governi di tutto il mondo, nuclearisti o meno, si interrogano sul futuro, solo il nostro va avanti imperterrito ignorando i sondaggi che indicano danno ormai nel nostro paese una sconfessione dell’opzione nucleare al 80 %.
 
 
L’uomo, creatura proterva e vanitosa, continua a baloccarsi con l’atomo e a bruciarsi le mani, ma insiste. Perché al di là e al di sopra della tecnologia più o meno sicura, al di fuori delle convenienze energetiche, il business del nucleare è ricchissimo, per chi naturalmente può infilarci il muso dentro. Pochi, pochissimi ci si arricchiranno, e state certi che le centrali non saranno costruite vicino casa loro.
 
Ho una esperienza davvero dolorosa della precedente emergenza nucleare, che investì l’Italia nel 1986. Avevo mio figlio ancora piccolo, e mia moglie già iperprotettiva nei suoi confronti perse completamente la testa, costringendomi ogni giorno a fare mille telefonate per informarmi su tutto, dall’acqua potabile al latte, dalle uova al pesce congelato. Per due anni Francesco, mio figlio, fu tenuto a stecchetto di latte e derivati, come a dire tutte le golosità dei piccoli. Avevamo nel freezer di casa, quando successe di Chernobyl, un tronchetto Algida, la “Viennette” come viene chiamata. La feci durare quasi un anno, tagliandola a fettine così sottili che pareva prosciutto e servendola a mio figlio ogni tanto, quando andava in crisi di astinenza.
 
L'arroganza ottusa e offensiva di Romani, Brunetta, Sacconi, della stessa Prestigiacomo sul rischio nucleare che potrebbe correre il nostro paese, notoriamente sismico come il Giappone, costituisce la cifra dell’attenzione nei confronti della gente di questo esecutivo: zero.
 
Adesso rifiutano ancora di più la proposta dell’election day (accorpamento del referendum antinuclearista già convocato in tempi non sospetti, con le elezioni amministrative). Sono disposti a dilapidare più di 300 milioni di euro dei cittadini per non correre il rischio di essere travolti da un NO! oceanico. Ma lo saranno ugualmente.
 
Per il resto, che dire ? Poco o nulla, le solite scene pietose di un governicchio alla canna del gas. Berlusconi vara la sua riforma epocale sulla giustizia, la pensata più smaccatamente anticostituzionale che il suo governo avrebbe potuto partorire. E’ fin troppo chiaro, dati i problemi di tenuta che da tempo denuncia la maggioranza, che questa riforma epocale vuole soltanto essere un diversivo per tirare a campare finchè sarà possibile. Nel frattempo Berlusconi sarà costretto a presentarsi ai processi, per spiegare come e perché si è voluto scopare una sedicenne, recapitata a casa sua dai paraninfi Mora e Fede.  Lui va dicendo in tv che la riforma epocale non riguarda i suoi processi, intanto però è in dirittura d'arrivo  la “prescrizione breve” per i sessantacinquenni incensurati come lui: se passasse, i processi Mediaset e Mills andrebbero al macero.
 
Intanto il paese affonda nei debiti. L’altro ieri la Banca d’Italia ci ha fatto sapere che per effetto del debito pubblico che cresce (quasi 2000 milioni di euro), ciascun italiano, anche i neonati, dovranno restituire 31mila euro a testa. A casa mia siamo in tre, quindi farebbero centomila tondi. Chi li ha mai visti e che cosa mai avremmo fatto per dilapidarli? A quali festini, a quali costosi bagordi abbiamo mai partecipato, visto che neanche andiamo in ferie da più di dieci anni, proprio per mancanza di soldi?
 
E’ veramente ora che questa razza cafona, arrogante  e padrona venga spazzata via dalle elezioni. Se non sarà il vento del nord Africa ce lo inventeremo da soli l’uragano, stia tranquillo Berlusconi. E a proposito di Libia e di tutto il nord Africa in rivolta : ignobile la sceneggiata italiana circa l’ipotesi di opzione militare per fermare il genocidio di Gheddafi.
 
Ricordo che Berlusconi fu tra i primi entusiasti firmatari del documento del “willings”, i volenterosi che Bush chiamò intorno a se per attaccare prima l’Afghanistan e poi l’Irak. Il parere dell’Onu all’epoca non fu minimamente richiesto e tenuto in considerazione, e anzi si diceva che l’organismo internazionale era “una scatola vuota”.
 
Adesso improvvisamente Berlusconi e Frattini attendono che l’Onu si faccia avanti, e continuano a dirsi contrari a una opzione militare nei confronti del genocida Gheddafi. L’ex alleato, l’ex amico di Silvio al quale il nostro premier pochi mesi fa baciava la mano (ma era guascone come dice lui, o non sarà mica un po’ finocchio?) oggi tuona contro l’occidente e l’Italia, e perfino alla Russia di Putin gli ha voltato le spalle.
 
Preghiamo per il Giappone, perché laggiù se la passano davvero male. Soprattutto speriamo che dopo una batosta del genere vogliano ripensare, i cittadini del paese più sismico del pianeta, la loro strategia energetica, perché è un fatto indiscutibile che da qualche anno continuano a verificarsi terremoti, maremoti, inondazioni e catastrofi naturali sempre più spaventosi, e bisogna metterli in conto. Si dice che le energie alternative non siano sufficienti al fabbisogno mondiale, ma si tace sul fatto che in Italia proprio su queste energie si è praticamente chiuso il rubinetto della ricerca. Proprio nel paese più ricco di sole, di mare, di vento, per non parlare dei mille corsi d’acqua e laghi, che fino a meno di mezzo secolo fa ci hanno assicurato una tutt’altro che disprezzabile risorsa energetica con l'idroelettrico.
 
Mi chiedo come gli elettori del governo possano continuare a dormire in questa situazione. Per fortuna le iene sono già al lavoro : da Miccichè a Scajola, dalla Poli Bortone agli stessi Responsabili che potrebbero girare le spalle al governo se non accontentati con un ministero, perfino Giovanardi che ha la delega per la famiglia minaccia di andarsene, vista l’attenzione nulla del governo per le famiglie italiane.
Siamo costretti ad aspettare : ha da passà la nuttata, diceva Eduardo. Gli italiani, già martoriati da Berlusconi, adesso hanno anche l’incubo di non ricevere informazioni sufficienti sul disastro nucleare giapponese da un governo che ha sposato il nucleare per favorire i soliti noti. Ma appuntano tutto e non dimenticano, e presto presenteranno il conto a questo governo dei miracoli mancati.
 
Stefano Olivieri
  
23 febbraio 2010
LE SCORIE LE SEPPELLIREMO AD ARCORE (di Stefano Olivieri)
 

 

Ok, nucleare per tutti. Di terza generazione su modello finlandese, checcefrega se Obama dichiara di costruirne in sei anni una di quarta negli USA. Noi siamo italiani, abbiamo l’arte dell’ingegno, sappiamo cavare sangue dalle rape, basta vedere chi ci siamo scelti per presidente del consiglio. Fa nulla se abbiamo già fatto un referendum sul nucleare, fa nulla se il nostro paese pare fatto apposta per altre forme di energia (sole, mare e vento ad abundantiam; quanto al biogas, il governo dispone già di maiali da paura..), fa nulla se il ministro incaricato è Scajola . L’Italia, cioè Silvio, ha scelto il nucleare e non si discute, alla sicurezza ci penseranno i cervelloni della protezione civile italiana, quella che ci invidia il mondo intero, a parte le indagini di alcuni svergognati magistrati.

Ok, ok. Aspetteremo. Abbiamo tempo, siamo giovani. La livella di Totò ci aiuterà, vedrete. La stella cometa del PDL sta già scendendo sulla grotta, non può farne a meno perché le stelle nane hanno una vita breve. Fanno un sacco di luce, è vero, ma poi si affiochiscono e scendono giù rapidamente. E’ la natura e nessuno può farci niente, neanche Scapagnini. Aspetteremo, ci beccheremo il nucleare e anche, prima o poi, il funerale del premier.

Nel frattempo l’opposizione parlamentare scomparirà completamente, esausta dei troppi problemi che comporta il posizionamento politico. L’informazione verrà totalmente regolamentata e normalizzata, i tg saranno condotti dalla Ventura e dalla Zanicchi direttamente collegate dall’isola dei famosi. Il malcontento nel paese, non più supportato da sindacati e da partiti, si ingrotterà bruscamente per esplodere con inusitata violenza fra una decina d’anni. Ci sarà una dittatura comunista e il leader sarà nero, la padania verrà rasa al suolo e i suoi capi costretti a raccogliere pomodori a Villa Literno.

I rifiuti delle centrali di Scajola saranno raccolti e recapitati ad Arcore in un gran villone requisito dal nuovo governo rivoluzionario, e lì richiusi ben bene in un mausoleo sotterraneo dalle mura ciclopiche ricoperte di simboli egizi. Fosse mai che con tutto quel popù d'uranio dovesse davvero schizzare fra le stelle come un astronave.

Stefano Olivieri
http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it/


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permalink | inviato da Stefano51 il 23/2/2010 alle 10:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
POLITICA
5 marzo 2009
UN PAESE INTERO IN C.I.G ( di Stefano Olivieri)
 

l’Inps ha fatto i conti e i dati del mese scorso ripropongono il trend di novembre e dicembre 2008. Tra gestione industria (ordinaria e straordinaria) ed edilizia nel febbraio 2009 le ore autorizzate sono state 42,5 milioni, cioè il 169,7% in più rispetto al febbraio 2008. Se si confronta il primo bimestre (gennaio più febbraio) 2009 con l’omologo periodo dello scorso anno l’incremento di ore autorizzate è stato del 131,7% (per un totale di 72 milioni di ore).

Scomponendo il dato emerge l’aumento eccezionale del ricorso alla cassa integrazione ordinaria (gestione industria): nel mese di febbraio appena passato sono state autorizzate 25,9 milioni di ore, contro le 3,9 milioni di ore dello stesso mese dello scorso anno, con un incremento del 553,17%. Se si fa il confronto sul primo bimestre dell’anno l’incremento sullo stesso periodo del 2008 è del 443,26%.

La COVIP informa che i cassintegrati da più di un anno sono per legge autorizzati a riscattare fino al 50 % della propria posizione accumulata nella previdenza complementare e per questo adesso la neonata terza gamba della previdenza italiana è già a rischio estinzione. Vale in particolare per i cassintegrati – e sono tantissimi – già avanti con l’età, che non faranno in tempo a rimettere i soldi nel fondo integrativo prima di andare in pensione. Ma anche il fondo pensioni lavoro dipendente è a rischio, per il rimaneggiamento della legge 88 / 89 fatto da Tremonti & c. con cui il governo si è disinvoltamente autorizzato a pescare denaro anche lì. E’ come se in una famiglia, per la lavapanni che si è rotta, si andassero a prendere i soldi destinati al pagamento della bolletta della luce. I panni si continueranno a lavare ma dopo un mese non pagando la bolletta la corrente verrà staccata e non funzionerà più niente, lavapanni compresa. Mala tempora currunt ! Per gli italiani a reddito fisso che tirano la cinghia non esiste più rifugio, e la stessa classe media è sempre più schiacciata fra la povertà che dilaga e i ricchi sempre più ricchi : la classe economica dei fornitori e produttori di beni e servizi, infatti, ha dimostrato, con un p.i.l. che arretra ai minimi storici ( - 2,6 la previsione , una delle più nere da 40 anni) e una inflazione che continua a crescere, di saper essere solidale sempre e soltanto con se stessa. Di più, nella crisi che sta distruggendo le famiglie italiane ha adottato comportamenti sempre più aggressivi e profittatori, dai cartelli di banche e assicurazioni alle speculazioni selvagge di immobiliaristi d’assalto che aspettano al varco chi è indebitato fino all’osso e ha come unico bene la casa di abitazione.

L’ho già scritto, molto prima del sindacato e della politica d’opposizione, e lo ripeto oggi : altro che riforma pensioni ( dopo il popò di miliardi scialacquati in Alitalia e rimborso ICI), il governo sappia che democrazia vuole, anzi pretende che in periodo di crisi e di rischio bancarotta per l’intero paese chi può paghi, in rapporto alle sue disponibilità, il soccorso e l’aiuto necessario alle classi più deboli. Ci si dovrà arrivare in un modo o nell’altro, ci dovrà arrivare ob torto collo perfino Berlusconi perché se non lo farà ci sarà davvero il rischio di un incendio sociale senza precedenti. Io sono fra quelli che andrà sotto palazzo Chigi – mia moglie si è già prenotata per starmi a fianco – ad aspettare all’ingresso il premier e chiedergli perché mai la crisi venga spalmata sempre e soltanto sulle famiglie. Se l’Europa ci chiede riforme strutturali, ebbene si guardi anche in alto e non solo in basso, ai redditi da capitale tuttora tassati assai meno dei conti correnti, ad aliquote fiscali che continuano a premiare i redditi alti e altissimi e mortificano la classe media e i poveracci, a una evasione e a una corruzione senza più controlli. Sarò lì all’ingresso di palazzochigi a dirgli che, se vuole una repubblica delle banane, se la vada a cercare altrove, non qui in Italia.

Il 2009 sia l’anno del grande risveglio delle coscienze assopite. Gli scioperi costeranno pure, ma a farsi intimidire da un governo del genere c’è il rischio che ti appioppino uno “sciopero virtuale” anche quando sei al lavoro, facendo tutt’uno della strategia di attacco al sindacato con la sciagurata campagna antifannulloni.

Al PD chiedo che faccia tacere chi come Letta o Ichino dimentica quanto già ha dovuto ingoiare la classe lavoratrice. Se la crisi è globale, globale deve essere per davvero lo strumento per uscirne, ma non è con questo governo che riusciremo a farlo. La diseguaglianza sociale e soprattutto economica che tutti i governi Berlusconi – soprattutto quest’ultimo – hanno sempre perseguito può e deve essere affrontata senza mezzi termini e per questo occorre un impegno straordinario, partiti e cittadini dell’opposizione uniti, perché si vada a uno scontro duro – dialettico ma duro e intransigente – con un esecutivo che non può reggere questa sfida immane. Ogni giorno che passa sono centinaia di posti di lavoro in meno, e se manca un progetto sano che confidando sulle risorse del paese trovi la strada per trasformare la crisi in una occasione di rilancio, rischiamo di mangiarci in pochi mesi quei quattro soldi rimasti in cassa e poi dichiarare bancarotta. Se Tremonti parla di auto ad idrogeno, Berlusconi e Scajola si gingillano con il nucleare e il paese non sa a chi dare retta. la "Robin Hood tax" del ministro consente in Italia di pagare la benzina a 1,2 euro al litro mentre il petrolio sta a 40 dollari al barile, e alle banche di continuare a giocare con lo spread a danno dei risparmiatori. Questi ci stanno menando per il naso, e quando le fabbriche saranno tutte chiuse e tutto il paese sarà in cassa integrazione sarà troppo tardi. Cacciamoli prima dalla stanza dei bottoni, Franceschini ed Epifani suonino la carica all’Italia che lavora.

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