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se sono partito ogni tanto devo pur tornare
24 ottobre 2009
Anche per questo voto Marino ( di Stefano Olivieri)

Stiamo per entrare in un girone infernale. Noemi, le feste di villa certosa con le sue giovanissime frequentatrici forse anche minorenni, i festini notturni di palazzo Grazioli e le farfalle, il caso Boffo e poi il dossier su An, i calzini di Mesiano e adesso Marrazzo. Questa è soltanto la punta dell’iceberg, una volta che i media ci avranno raccontato come e fino a che punto la classe politica italiana – specchio del paese – sia composta da puttanieri, ruffiani, drogati, transessuali e chi più ne ha più ne metta, scopriremo nient’altro che l’acqua calda, e cioè che il sesso e la sua mercificazione nelle modalità più degradanti è la valuta corrente utilizzata dai potenti nel nostro paese ( e non solo). E’ questa una scoperta sensazionale ? Niente affatto, ma il dramma è che la politica ne esce massacrata, defunta in un momento in cui dovrebbe piuttosto risorgere e riguadagnare il suo posto per guidare l’uscita da una gravissima crisi sistemica.

La strategia di accomunare gli avversari nelle proprie – diciamo così – debolezze, è già nota. Il memorabile discorso di Craxi alla Camera, quando non potendo più difendersi dall’accusa di aver preso denari chiamò a correo tutti i partiti, oggi fa quasi sorridere. Oggi non esistono più regole, si colpisce al bersaglio grosso ma anche, sempre più spesso, sotto la cintura, perché quello che conta è demolire l’avversario, annientarlo, distruggerlo, insomma toglierlo di mezzo. In tv fa notizia il gruppo di face book che inneggia alla morte di Berlusconi ( sarà divertente vedere Maroni tentare di spegnerli, ne sono già usciti altri tre), ma questo è il classico guardare il dito anziché la luna perché il primo dispensatore d’odio è stato ed è ancora lui, il presidente di pochi e non di tutti, quello che ha scelto di far pagare la crisi alla parte più debole del paese con i tagli agli enti locali, con i condoni e gli scudi fiscali per i furbi e i ladri, ora con la promessa di tagliare l’IRAP ( ancora 40 miliardi di meno alle regioni) prima di pensare alle famiglie, ai licenziati, cassintegrati, disoccupati che non hanno futuro, prima di pensare ai sempre più poveri di questo sciagurato paese.

E’ ormai il 70 % secondo l’Eurispes il numero degli italiani schierato contro questo governo, e pazienza se questo sondaggio non piace a Berlusconi. Stiamo andando incontro ad un autunno esiziale e non per la crescita dell’odio di massa contro questo o quel politico, ma per le mancate risposte alle domande – non quelle di Repubblica, che pure sono importanti – che ogni giorno che passa il paese rivolge ai suoi governanti. Non siamo fuori dalla crisi, è la crisi che farà fuori noi. Chi vive blindato dentro palazzo Chigi e palazzo Grazioli, scortato quando esce da cento gorilla non conosce il paese vero, non può dire di conoscerlo e tantomeno di essere amato soltanto per le mani che stringe alla povera gente. Il sepolcro politico di Berlusconi è anzi proprio lì, in quei milioni di mani sconosciute che ha voluto stringere finora, sorridendo e promettendo a tutti un paese migliore. Quel paese non c’è e non arriverà mai fin quando chi governa pensa prima di tutto ai suoi affari e a quelli dei suoi amici.

Siamo a un passo dall’insorgenza civile, e scoppierà probabilmente al sud, forse prima ancora che sia posta la prima pietra dell’ennesima inutile cattedrale nel deserto, il ponte di Messina. La democrazia italiana ha ancora gli anticorpi intatti, ma guai a contare su questa soluzione che non sarebbe né semplice né indolore. Domani si vota per per le primarie del PD, io voterò per Ignazio Marino e così mi piacerebbe che scegliesse di fare la gente che crede nella democrazia fuori dai giochi di potere. C’è una Italia immensa e silenziosa che attende di tornare a farsi sentire, quella che non ha più voce nei palazzi del potere, quella che non ha santi in paradiso a cui votarsi per un posto di lavoro o un letto in ospedale. Questa Italia c’è e deve poter scegliere con le primarie, con il bilancio partecipato, con la trasparenza di una giustizia uguale per tutti, il suo futuro. Se questo partito è davvero democratico domani sceglierà Marino, al di sopra dei giochi e dei pronostici interessati. E se Ignazio Marino non è un “animale politico” come dicono spesso, per rimarcare la sua presunta inadeguatezza, ebbene ciò per me è un punto di merito, un segno palese di discontinuità reale, all’interno del PD e della politica nostrana, da un passato davvero da dimenticare.
 
Stefano Olivieri
http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it/

POLITICA
19 agosto 2009
ECCLESIA CASTA ET MERETRIX ? ( di Stefano Olivieri)

Se sono state soltanto "cene simpatiche", perchè il premier è così reticente nel giustificare quello che tutti hanno visto nelle foto e sentito nelle intercettazioni di Patrizia D'Addario ? Perchè invita le sue ospiti di "simpatiche cene" ad aspettarlo nude sul "lettone di Putin" ? Perchè i suoi paraninfi preavvertono le sue gentili ospiti che il premier gradisce rapporti sessuali non protetti e addirittura contrattano le future prestazioni ? Perchè non ha mai chiarito in Parlamento e a tutti i cittadini italiani dove ha conosciuto Noemi Letizia, quando ha conosciuto Noemi Letizia, quante volte è stato solo con Noemi Letizia ? E dove è finita Roberta, l'amica ( più piccola di età) di Noemi Letizia che è stata anche lei a villa Certosa ? Perchè nei numerosi e frequenti momenti di relax un premier plurisposato (per il diritto canonico Berlusconi è ancora sposato con Carla Dall'Oglio...) plurisettantenne e già nonno ama circondarsi di tante giovani donne seminude lontano dalla sua famiglia ? In virtù di quale primato etico quest'uomo oggi intende porsi a capo "dell'esercito del bene contro le forze del male" ?























































Perchè, malgrado abbia fin qui accuratamente evitato di rispondere a tutte le richieste di informazioni sul caso Noemi, D'Addario, villa Certosa e palazzo Grazioli, adesso il premier ha tanta premura di raccontare, senza tante fastidiose domande e a una testata "amica" ( di cui è editore) la sua verità, per altro costituita soltanto dall'ennesima serie di smentite ? Perchè il premier nega perfino l'evidenza, dopo che la moglie Veronica lo ha sconfessato pubblicamente e perfino una figlia ha preso le distanze da lui, dichiarando di sperare che il padre "sia equo" con tutti i suoi figli quando, per il prossimo divorzio, si dovrà procedere alla divisione dei beni ?

Perchè il Papa infine, pur sollecitato da più parti dello stesso mondo ecclesiastico e dai cattolici, non ha ancora scomunicato il premier Berlusconi per la sua condotta scandalosa pur sapendo quanto sia pernicioso l'esempio di quest'uomo importante e così tanto visibile in tv, per tutta la comunità dei credenti ?

Sua Santità, ci spieghi bene : aveva forse ragione Sant'Ambrogio ?

Stefano Olivieri
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1 luglio 2009
Il grande papi ( di stefano olivieri)
 

Date un’occhiata alla foto, ripresa dal settimanale “Chi” e riportata da Repubblica. Una romantica terrazza a mare, sullo sfondo i coniugi Letizia, che si baciano come due fidanzatini. In primo piano, Noemi Letizia e il fidanzato Domenico Cozzolino.

E’ tutto finto. Probabilmente finto il trasporto amoroso fra i due genitori di Noemi, e finto anche l’abbraccio fra i due giovani. Per ammissione stessa di Cozzolino : “E' stata Noemi a chiedermi di mettere in scena questo finto rapporto, anche se credo che qualcuno l'abbia indirizzata”. Indirizzata a tal punto da prevedere anche la data in cui questa finta storia d’amore sarebbe finita, e cioè il giorno dopo le elezioni europee. Come Noemi confida in chat ad una amica su Facebook.

A questo punto non è difficile capire chi l’avrebbe indirizzata. Ma a me fa più orrore la madre e il padre di Noemi, che si prestano alla fiction.

Naturalmente la notizia della rivelazione di Cozzolino non raggiunge la tv. Eppure dovrebbe, perché i padri di famiglia italiani devono sapere fin dove arriva il Grande Fratello. O sarebbe più esatto dire il grande papi.

stefano olivieri
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SOCIETA'
3 giugno 2009
Le farfalline di re Silvio (di stefano olivieri)

Le disegna lui, raccontano che le personalizzi una ad una. Le farfalline sono centinaia, migliaia, chi può dirlo quante ce ne siano già in circolazione, ma ciascuna delle beneficiarie di questo personalissimo e prezioso gadget sa che può mostrarlo in pubblico come un lasciapassare, un passepartout, un salvacondotto dorato che può aprire qualsiasi porta che conti.

E’ di qualche tempo fa, un po’ prima del ciclone Noemi, una illuminante intervista della direttrice dell’Unità Concita de Gregorio ad una giovane procuratrice legale che lavora da precaria in un celebre studio di avvocati di Roma. Nel corso della conversazione la giovane, di una bellezza che non lascia indifferenti, raccontava di aver partecipato più volte alle feste “del presidente” lamentandosi che, con il passar del tempo, avevano perso in qualità dei partecipanti (“le persone che contano”) essendo ormai frequentate quasi esclusivamente da “escort” ( accompagnatrici a pagamento). “Le prime volte - raccontava la giovane procuratrice - c’erano deputate, attrici, manager. Insomma persone con una professione. Adesso sono soprattutto escort e la mosca bianca sei tu che lavori”.

Concita de Gregorio le chiedeva dunque che cosa mai accadesse in queste feste, e la giovane rispondeva : “Un po’ di tutto, le solite cose per divertirsi, le cose che piacciono a lui, spettacolini….. Poi ci ha regalato la solita farfalla, le disegna lui. Eccola è questa qui. Ogni tanto incontro una che non conosco con la farfalla al collo e penso ma guarda, anche lei. Una volta, con una, ce lo siamo anche dette: anche tu?”.

Probabilmente la stessa farfalla era disegnata sull’invito della festa di compleanno di Noemi a Casoria. E la stessa farfallina ( ….ma quanto lavora ‘sto gioielliere di fiducia ? Riesce ogni tanto a fare un giorno di ferie ?..) pare sia il gadget previsto per tutte le fortunatissime che hanno avuto e avranno il privilegio di partecipare a una delle numerose feste in costa smeralda, a villa Certosa.

Ci ho pensato su, perché proprio una farfallina. Il gentlemen’s agreement di Silvio mi suggerirebbe il facile doppio senso che nella nostra lingua si da al leggiadro insetto, quando lo si riferisce ad una ragazza, soprattutto se avvenente. Poi ho riflettuto anche sull’ipotesi evoluzionistica, dal momento che la farfalla prima di diventare tale è un banale bruco molliccio e poi una ancor più repellente e immobile crisalide. Ecco, re Silvio potrebbe forse voler sottintendere questo, che con il suo semplice tocco è in grado di trasformare una banalissima crisalide in una splendida farfallina, pronta a spiccare il volo da un reality all’altro, a saltare di fiore in fiore finchè, se è abbastanza brava, raggiungere addirittura la poltrona di deputato o di ministro.

Tutti ragionamenti validissimi, finchè non mi è capitato sotto gli occhi il logo di playboy, la più famosa e blasonata rivista per soli uomini diretta dal leggendario Hugh Heffner. Quel papillon sotto l’icona della coniglietta mi ha fatto rabbrividire e all’improvviso ho capito. Ho ripensato al vecchio Hugh in accappatoio circondato dalle sue conigliette e alle foto – quelle finora note alla stampa..- di re Silvio a villa Certosa, abbrancicato su una panchina alle sue amichette. Ecco l’approdo. E lì e soltanto lì che Silvio vuole arrivare, altro che larve e bruchi. Che si sbrighi allora, perché se aspetta un altro po’ la sua rivista dovrà chiamarla Plaid boy.

Stefano Olivieri
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POLITICA
31 maggio 2009
UN MILIONE DI NOEMI ( di Stefano Olivieri)
 

Leggo il commento sconsolato del gelataio di Portorotondo, che occasionalmente gestisce anche un banco dentro la villa del cavaliere, e gode dunque di un osservatorio privilegiato : “…Le ragazze fanno la fila per farsi ricevere alla villa, d’estate ne arrivano a centinaia. Quelle invitate direttamente viaggiano negli aerei privati e negli yacht, altre giungono speranzose, come quando si compra il biglietto della lotteria…” . Il gelataio ha il suo bel rientro economico con tutto quel movimento, ma conclude dicendo : ”.. Però quello sciamare di ragazzine pronte a tutto mette tristezza: questo è il Paese ...”. Ripenso a Franceschini e la sua frase “..fareste educare i vostri figli da quest’uomo ? “ mi pare addirittura inadeguata per consistenza, rispetto alle dimensioni del carnaio di villa Certosa, che per altro va avanti da anni e anni. Pensare che quella non è nemmeno l’unica dimora del premier, ne ha tante altre anche più nascoste, più al riparo dai giornalisti, alcune addirittura all’estero.

Dite tutti ciò che volete ma è questo il tema, questo il bivio a cui si trova il paese. E lo sanno bene gli sciacalli del presidente che ora smaniano e si battono il petto denunciando interviste prezzolate a destra e a manca. Proprio loro, quelli che Prodi era una spia russa, quelli che “Mortadella Cicogna e Ranocchio”, lo ricordate ? Avevano imbastito il caso Telekom Serbia su un testimone puzzolente come il truffatore professionista Igor Marini, e con questa soap da terz’ordine avevano cannoneggiato sugli avversari politici, Berlusconi era arrivato a dire “La vicenda Telekom Serbia è tutta una tangente !”. Proprio lui, come dire che il bue dice cornuto all’asino. Peccato che alla fine la commissione parlamentare istituita ad hoc non sia riuscita a provare nemmeno un’ accusa, peccato che tre dei testimoni chiave siano stati rinviati a giudizio per calunnia aggravata. Cito direttamente da wikipedia la conclusione della vicenda : “Dalla richiesta di archiviazione emerge un particolare (non penalmente rilevante) che investe direttamente l'On. Italo Bocchino, membro della commissione parlamentare d'inchiesta. Nel 2001, Bocchino ricevette dalla "Finbroker", società finanziaria con sede a San Marino, 2 miliardi e 400 milioni di lire per il quotidiano napoletano "Roma" (del quale l'On. Bocchino è editore). Quel denaro proveniva dai 14 miliardi di lire in contanti che erano stati percepiti dal conte Gianni Vitali per la sua mediazione nell'affare Telekom Serbia.

Oggi la Santanchè, donna di grande finezza evidentemente in cerca di sponsor politici, attacca, sempre con la compiacenza del quotidiano Libero, Veronica Lario, dopo aver affermato (marzo 2008): "..Berlusconi è ossessionato da me...tanto non gliela do....Donne, non votatelo, ci vede solo in posizione orizzontale..." Evidentemente rinsavita e riconciliata, adesso la pasionaria racconta che la moglie di Berlusconi ha un amante e ne fa anche il nome e il cognome. Epperò, allora ha ragione il presidente a scapricciarsi con le minorenni, con una moglie del genere.

Vergogna, piccoli servitori di regime. Vergogna presidente palpeggiatore, vergogna per le generazioni di giovani che stai traviando, vergogna per la fatica assurda che imponi alle ragazze e ai ragazzi che in questo paese dei balocchi vorrebbero fare strada sfruttando soltanto il proprio cervello e vengono invece avviati al bivio, o precari a vita oppure bene allineati e svestiti verso uno dei tuoi oceanici casting, dove troveranno già in fila un milione di Noemi. Potrai anche vincere tutte le prossime elezioni, potrai azzittire tutta l’opposizione e l’informazione libera, ma resti un pover’uomo che ha perso il senso della vita e non sa più invecchiare con dignità, figurarsi se può guidare un paese. Se fossi cattolico aggiungerei che meriti l’inferno.

Stefano Olivieri
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SOCIETA'
28 maggio 2009
CIAO MAMMA (di Stefano Olivieri)
 

Sono proprio contento di rivederti, era un bel po’ che non trovavi il tempo di startene da sola al pc. Lo so, per te è difficile con il lavoro, la casa, i figli, i soldi, tuo marito… mamma mia non so come fai, davvero, a stare dietro a tutto. Forse nemmeno tu lo sai ed è questa la tua forza, che non ti poni il problema, non lo rimandi, non puoi rimandarlo, ne hai troppi ogni giorno. E’ questo probabilmente il senso di quella particolare qualità che voi donne, voi mamme sopratutto possedete. Noi uomini questa dote la banalizziamo – forse per invidia – dicendo che siete più “pratiche” di noi ed è vero, ma non è certo solo questo. Siete anche più coraggiose, più pronte a definire di volta in volta la scala delle emergenze, e le affrontate senza girarci attorno.

Non prendertela, ma oggi ti vedo un po’ affaticata, anche se sei sempre bellissima. Ti conosco, quando tieni gli occhi bassi così è perché i pensieri ti si affollano in testa e girano in tondo senza che tu riesca ad acchiapparli. Se ti può consolare anch’io sono preoccupato, e ho la sensazione che siamo in tanti ad esserlo ultimamente. E’ per questo che sei affaticata, perché poi tutti scaricano su di te i loro problemi, se non si trova una cosa in casa sei solo tu a sapere dov’ è, tu fai la spesa, paghi le bollette, segni le chiamate ai tuoi figli quando sono fuori, sai trovare le parole giuste anche per tuo marito che è tanto preoccupato per il suo lavoro. Ma te, alla fine, chi ti rasserena ? Nessuno.

Lo so, non te l’aspettavi questa, ma credimi così non se l’aspettava nessuno, questa crisi. La vita è sempre cara quando si ha una famiglia sulle spalle, ma finora avevate sempre avuto qualcosina da parte, per le emergenze. Venti anni fa tu e tuo marito, chiacchierando a letto la sera, sognavate questi anni in modo diverso : i figli grandi, uno magari già sistemato, il mutuo quasi finito da pagare, magari un bel viaggetto d’estate come due fidanzatini, quel viaggio di nozze che non avete fatto mai perché tu eri già incinta di Luca. Poi è arrivato Jacopo e 13 anni fa, quando già sognavi di diventare nonna, è arrivata anche Caterina. Avete dovuto rivoluzionare casa per trovarle una stanza ma alla fine ci è scappato anche un bagnetto in più, però quanti problemi !

Si fa presto a dire di essere ottimisti. Sono tutti professori i vostri amici, vi consigliano di qua e di là, poi salgono sul suv e per tre mesi non li vedi. E voi l’ultima vacanza che avete fatto, una settimana in calabria, risale ormai a cinque anni fa e quest’anno è meno aria di ferie degli altri anni, tuo marito senza più bonus con lo stipendio quasi dimezzato, tu che ti sei dovuta mettere in part time a causa di Caterina, i bot in banca finiti l’anno scorso. Si fa presto a dire di essere ottimisti, è una vita che tu guardi al bicchiere mezzo pieno perché altrimenti non ce la faresti a tirare avanti ma è dura, è difficile, è deprimente comunque. Perché prima, quando pensavi a quelli che stavano peggio di voi, ti venivano in mente famiglie normali in fondo, gente che frequentavi, solo con qualche disponibilità in meno. Oggi invece sei costretta a confrontarti con un mondo che ignoravi del tutto, con problemi che ti mozzano il respiro, che ti fanno evitare lo sguardo dei figli quando sei preoccupata. Perché i tuoi figli crescono, e tu ti rendi conto che il mondo che li circonda è peggiore di quello che speravi per loro. Per Caterina soprattutto, la bellissima Caterina, che ha quasi 14 anni e sembra già una donna. Quando la vai a prendere a scuola te ne accorgi, di come la guardano gli uomini, e ti prende lo sgomento. Vorresti proteggerla, coprirla a quegli sguardi cattivi, ma non puoi. Vorresti evitarle quella tv becera e starnazzante del dopopranzo, quelle figuranti che corteggiano per mestiere però parlano di sentimenti, ma non puoi, perché hai già provato a farlo e Caterina si è infuriata, ti ha detto che non la stimi e che offendi la sua intelligenza, si è chiusa nella stanza e ti ha lasciato sola con le tue paure. E’ difficile essere mamma oggi, faticosissimo tenere la briglia sciolta e al tempo stesso gli occhi bene aperti, tirare una figlia bella e tenerla lontana dai pericoli è diventata una riffa. Caterina è intelligente e studiosa, ma è anche tanto sognatrice e io so che cosa temi, cara mamma. Hai paura di non farcela, che ti sfugga di mano, che vada a fidarsi di gente che sembra per bene, ma non lo è e le farà del male.

Lo spettacolo, il mondo della tv, i tuoi nemici. Pensare che con tanti problemi che hai in testa, i soldi che non bastano nemmeno tagliando su tutto, Luca ancora a spasso con tanto di laurea, il posto in bilico di tuo marito, tu sei costretta a pensare a queste cose. Ieri altri tre poveracci son morti sul lavoro, per quella benedetta sicurezza che non è mai abbastanza, eppure tu pensi a Caterina. Non fraintendermi, non ti sto rimproverando : fai bene, tu pensi a tua figlia, perché lo Stato, il governo dovrebbe pensare alla sicurezza degli operai, a sanzionare chi si approfitta di loro e li tratta come schiavi. Dovrebbe, ma non lo fa, anche perché abbiamo un capo di governo che a quanto pare si interessa ad altre cose, piuttosto che pensare al paese.

Lo so che stai pensando, mi ricordo, sai, che tu lo hai votato. Non voglio farti la predica perché tanto non la accetteresti, perché tanto ci sei arrivata già da sola alle conclusioni. La conclusione è che sei andata a votare uno che chiama di notte al telefono una ragazza che ha solo 3 anni più della tua Caterina e mentre la ascolta chissà che cosa fa, e questo ti turba, ti scombussola, ti toglie qualsiasi sicurezza, perché se non ti puoi fidare di lui, di chi potrai mai fidarti ? Quando eri bambina tua madre ogni tanto, quando facevi i capricci, per farti smettere ti parlava dell’uomo nero che sarebbe venuto a prenderti, ma erano altri tempi. Oggi è tutto più difficile, tutto tremendamente complicato, le nostre ragazze crescono in fretta e da un giorno all’altro le senti parlare al cellulare con un papi.

E intanto tutti quelli che stanno attorno a lui si affannano a dire agli italiani di non dare retta al gossip, però guarda caso le televisioni di cui quello lì è proprietario proprio di gossip nutrono ogni giorno i nostri ragazzi, li spronano al successo e alla competizione sfrenata, li spingono ad usare solo la bellezza e la sfrontatezza per farsi avanti nella vita mostrando loro un mondo che non c’è, mentre tu e tuo marito non sapete più come tirare avanti. Lanciano il sasso ma nascondono la mano, facile farlo stando dall’altra parte della tv, facile mentire quando si hanno le tasche piene, troppo facile.

Però mamma, la sai una cosa ? Io penso che alla fine ce la farai, e ce la farà anche Caterina, perché tu hai saputo darle i giusti anticorpi, anche se adesso non sei serena per lei. Ma tu per lei devi continuare a combattere, perché la parte sana di questo paese torni a galla e faccia sentire il suo peso. Lo sai, non tutto ciò che luccica è vero oro. Perciò la prossima volta che guardi in tv quello lì, abbassa l'audio per un attimo e prova a pensare al ritratto di Dorian Gray.

Stefano Olivieri
http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it/

 

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