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se sono partito ogni tanto devo pur tornare
18 marzo 2011
ECCO IL VERO MOTIVO DEL CDM STRAORDINARIO SULLA LIBIA ( di Stefano Olivieri)

Non è facile mollare Gheddafi per Berlusconi. I diavoli fanno le pentole e non i coperchi, così l’abbraccio italo-libico celebrato in pompa magna ( a spese dei contribuenti italiani) pochi mesi fa a Roma ha una spiegazione che non ha nulla a che fare con la politica. Si tratta solo di affari. Da sistemare velocemente e bene, per non perdere denaro da investire in qualche nuovo bungabunga, altro che ragion di stato.

 
Dal web (http://umbyweb.altervista.org ), un articolo datato 22 agosto 2010, ancor prima della parata faraonica organizzata dal premier sbaciucchiatore per l’amico Muahmmar :
 
RAPPORTI DI AFFARI PRIVATI TRA BERLUSCONI E GHEDDAFI
Nervo scoperto. Scopertissimo. La «diplomazia degli affari» messa in luce da l’Unità provoca la rabbiosa reazione di Niccolò Ghedini, legale del Presidente del Consiglio e influente parlamentare del Pdl. «Ancora una volta su l’Unità vengono prospettati fatti e situazioni del tutto sconnessi da qualsiasi dato reale», afferma Ghedini, a proposito dell’articolo che ha aperto ieri il nostro giornale dedicato ad «Una tv per Gheddafi». «Il Presidente Berlusconi - dice Ghedini - non intrattiene alcun rapporto d’affari con chicchessia limitandosi da molti anni a svolgere il suo ruolo politico per il bene del Paese, nè in particolare intrattiene rapporti d’affari con leader di altri Paesi quali Gheddafi o Putin». «Nè ovviamente vi è alcun interesse personale da parte del Presidente Berlusconi nella gestione del Ministero dello Sviluppo Economico. È sufficiente verificare gli atti ufficiali per rendersi conto della assurdità delle infondate, strumentali e diffamatorie accuse contenute in quegli articoli», è la nervosa chiosa finale.

IMBARAZZO E NERVOSISMO L’onorevole-legale si guarda bene dal ricordare che le «infondate, diffamatorie, strumentali» accuse riprendono, aggiornandolo, lo scoop di John Hooper, il corrispondente in Italia dell’autorevole quotidiano britannico Guardian . Ghedini sorvola sul fatto, incontestato, che tempo fa la società libica Lafitrade, controllata dalla famiglia Gheddafi, ha acquisito il 10% della Quinta Comunication, compagnia di produzione cinematografica fondata da Tarek Ben Ammar, amico di lunga data e storico socio del Cavaliere. L’altro partner di Ben Ammar nella Quinta Comunication è, con circa il 22% del capitale, una società registrata in Lussemburgo di proprietà della Fininvest. Non basta.

Il legale del Premier (e forse il Premier stesso) sorvolano anche sul fatto (mai smentito) che Quinta Comunication e Mediaset possiedono ciascuno il 25% di una nuova televisione via satellite araba, la Nessma Tv che opera anche in Libia. L’onorevole Ghedini infine dimentica che a confermare l’ingresso del Colonnello in Quinta Comunication è stato lo stesso Ben Ammar, spiegando al Guardian che l’ingresso era dovuto al fatto che Gheddafi è entrato in QC «perché interessato alla produzione di film sul mondo arabo». In serata si fa vivo proprio Ben Ammar precisando che: «in Nessma Tv non vi è alcuna partecipazione societaria libica sia indirettamente che direttamente», non smentendo in tal modo ciò che lo stesso finanziere franco-tunisino aveva affermato al Guardian sulla partecipazione a Quinta Communication della famiglia Gheddafi.

TELEFONATA TRA AMICI Ghedini tuona nel giorno in cui - riferisce l’agenzia di stampa egiziana Mena - il premier mette a punto con il leader libico i festeggiamenti per il secondo anniversario del Trattato di amicizia italo-libica siglato a Bengasi il 30 agosto del 2008. Per mettere a punto i dettagli dei festeggiamenti - rimarca ancora l’agenzia egiziana - Berlusconi ha telefonato a Gheddafi. L’appuntamento è a Roma, il prossimo 30 agosto.

Capito, il furbone ? E' soltanto preoccupato per i suoi interessi personali, nient'altro. In questa ultima settimana drammatica in cui è accaduto di tutto, dalla catastrofe giapponese alla strage di civili in Libia, ho visto Obama in tv un sacco di volte, mentre si rivolgeva al suo popolo, dando spiegazioni e rassicurando i suoi concittadini. Come un vero statista deve saper fare.

E il nostro premier : ben chiuso nel suo bunker, ha sprecato fiato soltanto per buttare veleno sui giudici e annunciare la sua riforma epocale. E poi sulle due emergenze, ci ha mandato i suoi ministri, che hanno detto di tutto e subito dopo il contrario di tutto. Siamo davvero la repubblica delle banane.

Stefano Olivieri

http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it

 

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