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se sono partito ogni tanto devo pur tornare
POLITICA
25 dicembre 2015
IL PIU' PULITO? C'HA LA ROGNA (di Stefano Olivieri)

C’è una notizia in queste ore che ha un alto livello di pruriginosità politica. Da “Il Fatto Quotidiano”: …Giovanni De Robbio, il consigliere grillino più votato alle amministrative di Quarto di Napoli. Dalle carte dell’inchiesta sul voto di scambio camorristico e sui ricatti al sindaco M5s Rosa Capuozzo, spuntano le intercettazioni che collegano i Cesarano e De Robbio (ora sospeso dal movimento), indagato per la tentata estorsione al primo cittadino.

Naturalmente il M5S ha espulso Giovanni DE Robbio dal movimento, ma chiudere la stalla quando i buoi sono scappati è perfettamente inutile, e alto è il livello di permeabilità degli eletti cinquestelle, rigurgitati dalla società civile sulla scena politica senza fare un minimo di gavetta perché Grillo e i suoi hanno sempre sdegnosamente rifiutato qualsiasi contatto, giudicandolo infetto, con gli ambienti della politica. E poi ricordo Pietro Nenni, anzi lo cito: A fare a gara a fare i puri, troverai sempre uno più puro... che ti epura.

Questo livello di possibile penetrazione degli eletti m5S, comunque, è elevato perché da una parte non esiste negli eletti stessi, direi per scelta strategica da parte dei vertici del movimento, alcuna preparazione all'attività politica, che comprende però anche la capacità di fiutare l’aria cattiva.
Per contro, da parte di mafia e camorra, non esiste alcun pregiudizio – loro vogliono soltanto fare affari - verso questo o quel partito, e al tempo stesso nella criminalità organizzata esiste, lì sì eccome se esiste, il fiuto nell’imboccare sempre la strada più facile e corta, quella cioè del candidato, e poi dell’eletto, più facilmente circuibile, perché magari è già un delinquente nato o comunque incline a delinquere. E si sa bene che, considerati i metodi di selezione utilizzati dal M5S, nessuna verifica preventiva è stata fatta su Giovanni DE Robbio, così come probabilmente non è stata fatta su chissà quanti altri candidati, poi eletti, che dalla data delle elezioni locali possono essere stati avvicinati dal mondo della criminalità organizzata. Mi torna in mente l’immonda ammuina inscenata dai cinquestelle per cacciare Marino dal Campidoglio, perché ritenuto colpevole della penetrazione di mafia capitale nell’amministrazione capitolina. E mi torna in mente anche ciò che è successo a Ostia (https://www.facebook.com/AngeliFederica/posts/831450916913631 ) giusto per sottolineare quanto sia pericoloso andare avanti con i paraocchi.

Per concludere, meglio di qualsiasi mia parola è il commento, sintetico ed efficace, riportato sull’articolo de il Fatto Quticiano, da parte di un anonimo forumista che si firma “secchio nel pozzo”:

“Ma fino all'altro ieri , finchè non lo hanno beccato i magistrati, questo consigliere era un'ONESTO MERAVIGLIOSO RAGAZZO
come in tutti gli altri partiti anche nel m5s l'antibiotico alla malapolitica sono stati i magistrati
non i non-statuto. o la democrazia del webbe

Stefano Olivieri

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20 marzo 2013
PROVE DI GOVERNO (di Stefano Olivieri)



Roma, 20 marzo 2013.

Sono passati 23 giorni dalle elezioni politiche. Più di tre settimane dal big bang che avrebbe dovuto restituire il paese al suo elettorato, l’unico titolare di sovranità secondo la Costituzione. Negli ultimi vent’anni si è fatto uso e abuso della presenza di “società civile” all’interno delle liste elettorali, il più delle volte si è trattato di pietosi copripudenda immediatamente dimessi all’indomani del voto. Quest’anno l’elettorato si è spaccato in quattro, diciamo in tre blocchi e mezzo. Un partito, o per meglio dire un movimento di cittadini ha conquistato il maggior numero di elettori nel nostro paese, superando il 25 % dei consensi. Non è il primo partito in assoluto ( il Pd ha poi recuperato con il milione di elettori italiani all’estero, anch’essi titolari di sacrosanti diritto di voto) ma è sicuramente la novità più interessante di questa legislatura. Perché non vuole, il M5S, allearsi con nessuno ma al tempo stesso esige legittimamente di poter vigilare e soprattutto decidere sui destini di questa legislatura, che si preannuncia irta di ostacoli.

Grillo ha raccolto e coagulato su di se rabbia e disperazione di milioni e milioni di elettori, da destra e da sinistra, indifferentemente. Quegli elettori hanno spedito in Parlamento un piccolo esercito, entusiasta e inesperiente, più o meno, come buona parte delle nuove leve delle altre formazioni politiche. A differenza dagli altri partiti, però, i grillini hanno mille problemi a muoversi, hanno soprattutto l’ordine di non dialogare con nessun parlamentare italiano, e neanche con la stampa (italiana). Qualcosa però è successo con l’elezione delle presidenze di Camera e Senato, e credo che qualcosa d’altro continuerà a succedere, se la fortuna assiste questo disperato paese.

Fra oggi e domani prime prove tecniche di governo e staremo a vedere. Il premier incaricato andrà in Parlamento e come in una battuta all’asta presenterà alcuni progetti che potrebbero, se approvati dall’assemblea, risolvere uno dietro l’altro gli enormi problemi che l’Italia si porta dietro da decenni. Quelle leggi andranno a cercare il consenso fra i delegati dei cittadini e in quel momento si misurerà, al di là e al di sopra di qualsiasi chiacchiera o slogan, la caratura politica di ciascun rappresentante.

Chi voterà contro dovrà motivare la sua scelta e se ne assumerà la responsabilità, di fronte al Parlamento e soprattutto di fronte al paese. Chi segue la logica del cupio dissolvi potrebbe avere qualche sorpresa, andando a nuove elezioni. Chi deciderà di perdere questa fantastica occasione dovrà spiegarlo per bene ai suoi elettori, se mai ne sarà capace.

Stefano Olivieri

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4 marzo 2013
LE CHIACCHIERE SON FINITE (di Stefano Olivieri)


La libertà non è star sopra un albero

non è neanche avere un'opinione

la libertà non è uno spazio libero

libertà è partecipazione.

(Giorgio Gaber)

Si discute in questi giorni affannati della necessità di cambiare radicalmente rispetto al passato per dotarsi di strumenti nuovi e più efficaci con cui combattere e vincere le sfide di questi strani tempi, fatti di nemici invisibili e di povertà reali, di diritti e di doveri dei singoli sempre meno considerati, di sentimenti collettivi nati e sviluppati nella rete digitale che esplodono prepotentemente anche nel mondo reale.

Diventare cittadini di un mondo più vasto ed essere sovrani delle proprie scelte è il sogno di questo nuovo impellente bisogno di democrazia partecipativa di cui, in casa nostra, il movimento cinquestelle si è fatto portatore riuscendo a conseguire un successo elettorale oltre le aspettative. Con i voti dei cittadini residenti in Italia sarebbe addirittura il primo partito alla Camera dei deputati (lo è diventato in realtà il PD, grazie ai voti degli italiani all’estero) e forte di questo successo si pone adesso come importante interlocutore per il prossimo governo.

Al PD e al centrosinistra spetta, avendo la maggioranza di deputati alla Camera, l’onore e l’onere di tentare di formare un governo che ha ben poche prospettive di nascere, visto che al Senato, grazie ai meccanismi del porcellum, pur avendo vinto anche lì, seppur di misura, dal punto di vista dei voti collettivi, il centrosinistra si è visto superare dal centrodestra grazie al bonus regionale che Berlusconi e i suoi hanno ottenuto nelle regioni chiave.

Molte istanze portate dal M5S coincidono con quelle di gran parte dell’elettorato PD, prova ne sia il fatto che l’emorragia di voti verso il M5S ha riguardato appunto il partito di Bersani. La logica e il buon senso vorrebbero, a questo punto, che il M5S diventasse parte attiva del cambiamento imponendo l’agenda di tutti quei provvedimenti (dalla soluzione del conflitto di interessi alla legge elettorale; dal falso in bilancio alle regole sul finanziamento dei partiti; dalla revisione delle aliquote fiscali alla lotta alla corruzione e alla evasione; etc.) che da anni, anzi decenni ogni convinto democratico attende che vengano finalmente presi per riportare questo paese nell’alveo della legalità e della giustizia (“...la legalità è il potere dei senza potere...” Alessandro Galante Garrone).

Sta invece avvenendo che il capo carismatico del M5S non intende partecipare, secondo le regole indicate dalla Costituzione, a questa sfida comune. Grillo parla di democrazia partecipativa ma ai suoi deputati e senatori, eletti con i voti dei cittadini, impone il silenzio stampa assoluto e li convoca a porte chiuse per istruirli su ciò che dovranno fare, soprattutto non dovranno fare in Parlamento. Se la prende perfino con l’art. 67 della Costituzione definendolo circonvenzione d’elettore , dimenticando che si potrebbe dire altrettanto di lui per come sta trattando gli eletti del M5S.

L’ho già scritto, lo ripeto. Si sta giocando col fuoco. Gli esodati, i disoccupati, i licenziati, i precari, gli sfrattati e i pignorati, gli incapienti, milioni di famiglie che ormai da anni vivono in una situazione di sempre maggiore marginalità, non comprendono questo gioco e attendono risposte. Se non gliele diamo in tempo saranno loro a dettare la prossima agenda, e non ce ne sarà più per nessuno, neanche per il M5S. C’è un tempo per sognare e un altro per fare, se il paese sarà costretto ad andare a nuove elezioni sotto il fuoco incrociato della speculazione finanziaria internazionale, avremo perso tutti. Se Grillo crede realmente nel valore della partecipazione popolare e tiene nella giusta considerazione la sovranità di tutto il popolo italiano, dovrà cambiare, e in fretta, registro. Se non lo farà tutto il paese avrà perso una fantastica occasione.

Stefano Olivieri

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