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se sono partito ogni tanto devo pur tornare
29 aprile 2012
TROPPE TASSE E IL PAESE MUORE, SIGNOR MONTI ( di Stefano Olivieri)
 

Il troppo è troppo e basta, l’Italia così non ce la farà. Non si tratta di cambiare ricette, si tratta di alleggerire un peso intollerabile per dipendenti, pensionati e quella fascia di lavoro autonomo virtuosa che da anni continua a soccombere di fronte alla concorrenza sleale di evasori, elusori e truffatori. E attenzione: quando i suicidi diventeranno troppi qualcuno vorrà vendicare quelle morti e arriveranno anche gli omicidi mentre il governo Monti continua a ignorare questi terribili segnali di sofferenza.

Il fondo della botte è stato raschiato e c’è forse oggi l’equità sociale? C’è forse oggi la giustizia fiscale? Si stanno tutelando le classi meno abbienti, si stanno offrendo prospettive maggiori ai nostri giovani? E infine, si sta forse salvaguardando quella fascia invisibile della popolazione composta dai disabili totali e dalle loro disgraziate famiglie? La risposta, lo sappiamo, è negativa e le chiacchiere son finite.

Questa Italia non è un paese civile. Siamo passati dal regime di un mignottaro come Berlusconi a quello non meno cinico di Monti, che è ben attento a non dispiacere il potere finanziario, i cartelli di petrolieri e assicuratori, i grandi potentati economici.

Non pretendo certo da Monti che diventi democratico da un giorno all’altro. Vorrei però che per l’onestà intellettuale che contrassegna un governo tecnico dicesse a chiare lettere che cosa intende fare della classe lavoratrice a reddito fisso e dei pensionati a basso reddito, che soccombono e continueranno a soccombere con le tasse e i tagli da lui previsti. I cittadini sono tutti uguali quando vanno a votare, e la voce di tutti va dunque ascoltata, a maggior ragione da un governo tecnico che sia lì non per investitura elettorale ma per manifesta e conclamata incapacità dell’intera classe parlamentare.

Uno studio di qualche mese fa della Banca d’Italia ha rivelato che il reddito medio di ciascuna famiglia italiana si aggira sui 434mila euro. Ciò vuol dire che nel nostro paese ci sono ladri ricchissimi che detengono assai più del 60 % del reddito delle famiglie italiane. E a questi signori, che con la crisi continuano ad accrescere il loro patrimonio, il signor Monti non vuole fare nulla.

Italia svegliati! Ai partiti del centrosinistra deve premere la tenuta della democrazia prima che il rigore economico. Si diano in fretta una sveglia anche loro prima che sia troppo tardi. C’è già un esercito di disperati che ha ben poco da perdere, a menare le mani.

Patrimoniale subito sui grandi patrimoni, prelievo coatto del 2% su tutti i conti correnti e su tutti i depositi bancari superiori ai 200mila euro. Subito l’asta tv e subito un nuovo consiglio di amministrazione per la Rai (Vergogna Monti!). E per il lavoro autonomo: si vari una legge che leghi l’esercizio di qualsiasi attività autonoma, dal dentista al fruttivendolo, dall’avvocato al fabbro, alla verifica di tutti i requisiti di correntezza fiscale e contributiva. Chi non si fa verificare dal fisco, dall’Inps e dagli altri enti certificatori NON DEVE POTER LAVORARE E FARE PROFITTO.

La legge deve essere uguale per tutti, altro che sciopero fiscale dei furbi.

Monti non perderti in chiacchiere, Bersani pensa alla tenuta democratica del tuo paese o fatti da parte.

Stefano Olivieri
http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it

POLITICA
22 ottobre 2011
PUNTO DI NON RITORNO (di Stefano Olivieri)

I fuochi, piccoli e interminabili, del disagio italiano sono ormai accesi ovunque e ardono giorno e notte, come i pensieri e le preoccupazioni degli italiani comuni. Leggere, interpretare la cronaca quotidiana di questi ultimi anni andando oltre ai singoli eventi è impresa sempre più semplice perché stiamo raggiungendo velocemente il punto di non ritorno. Ci avevano definito disfattisti menagrami, profeti di sciagure quando qualche anno fa avevamo iniziato a sottolineare certi segnali. Ci avevano detto che non amavamo l’Italia e invece è proprio lo sviscerato amore per questo sventurato paese che ci ha tenuto fermi, sul punto, a denunciare il pericolo.
 
Il nostro paese è davvero a un passo dall’insorgenza civile. Le aree di disagio si estendono giorno dopo giorno e sommano cittadini a cittadini. Studenti, operai, disoccupati e inoccupati, le stesse famiglie dei lavoratori in crisi scendono in piazza più o meno giornalmente. E se qualcuno ancora perde tempo a registrare se sia più alta la febbre della Fiom o quella degli indignados, se la violenza teppistica dei black blok nasconda o meno disegni eversivi, nel frattempo quei mille fuochi ardono e crescono dalle campagne alle città, dalle fabbriche alle officine fin dentro la pubblica amministrazione, perché anche lì dentro ormai da anni è entrato il vento della crisi.
 
Più poveri, più arrabbiati certamente. Anche delusi e disorientati da una opposizione inerte e troppo prudente, milioni di cittadini cominciano a sentirsi prudere le mani. Il denaro che manca in famiglia per le spese essenziali ristruttura rapidamente la scala di valori mettendo ai primi posti la sopravvivenza della famiglia stessa, il lavoro, il costo della vita, i figli disoccupati. Le urla esagitate dei carnefici di Gheddafi entrano in queste ore in tante case disperate del nostro paese e più di qualcuno, ne sono certo, avrà fatto cattivi pensieri pensando che laggiù in Libia è stato finalmente eliminato il tiranno. Quando si è disperati certi accostamenti, certe sintesi si fanno e la politica dentro quelle teste non entra più, attenzione.
Il governo ha inteso rispondere all'ansia di tante, troppe famiglie italiane ridotte allo stremo  con un decreto sviluppo teso soltanto a sviluppare la sopravvivenza di Berlusconi, perché non ci hanno messo dentro neanche un euro e con le chiacchiere non si fa sviluppo. Il nostro premier è ormai lo zimbello d’Europa, all’estero non si fa più vedere e in patria vive blindato nelle sue case che ne hanno già viste tante, troppe. E la UE, l'intero occidente sta togliendo fiducia all'Italia a causa di quest'uomo anziano, sempre più solo e ottenebrato dai suoi fantasmi, non più in grado di badare a se stesso, figurarsi al suo paese. Prima o poi cadrà e i fedelissimi che lo difendono cadranno probabilmente insieme a lui, che di questa plebaglia indecente di leccaculo e donnine compiacenti è il principale sponsor economico, prima che politico. L’opposizione parlamentare guarda troppo e fa troppo poco, non si può restare sulla sponda del fiume in questi casi perché il dramma vero è fuori da palazzochigi, è nelle case di tutti gli italiani comuni. ma non c'è più tempo
 
I mille fuochi si stanno unendo fra di loro, siatene certi, e quando l'incendio divamperà purtroppo non ce ne sarà più per nessuno, non occorre essere maestri della politica per capirlo. Scorrerà sangue inutile perché l’Italia ha già pagato questo prezzo. Per evitarlo imploro: fare presto, che a questo punto significa soltanto assediare il palazzo e costringere il governo alla resa. Tertium non datur.
 
Stefano Olivieri

http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it   

POLITICA
11 ottobre 2010
NON E' SUCCESSO NIENTE ( di Stefano Olivieri)
 

Dieci, quindici anni fa una settimana come quella appena trascorsa avrebbe avuto un posto speciale nell’almanacco dell’anno. Quattro morti in guerra, lo stupro post mortem di una quindicenne ad opera del caro zietto, i soliti infortuni sul lavoro ( in media circa un migliaio di morti all’anno, 750mila feriti). Che altro ? Ah, si : il ministro La Russa che chiede al parlamento se i nostri piloti in Afghanistan possono portare ( e dunque eventualmente sganciare? ) bombe sui loro aerei da combattimento, il ministro Sacconi che nella sede dell’associazione mutilati e invalidi per lavoro si compiace della nascita del nuovo sindacato cisluil ormai maggioritario fra i lavoratori (?) e perfettamente allineato al governo. Sarà forse per questo che da qualche parte (ri)compare la stella a cinque punte sotti i nomi di Bonanni e Marchionne ? Poi ancora la solita sciagura ecologica (42 Kilometri in Ungheria contaminati da fanghi rossi tossici) e tornando in casa nostra la perquisizione della redazione del quotidiano “Il Giornale” (di proprietà del fratello del premier) a seguito di intercettazione telefonica di Nicola Porro, che chiacchierando amabilmente con il capufficio stampa di Confindustria lo informava di una battuta di caccia in quel di Mantova per fare le pulci alla presidente di Confindustria. Infine i maldipancia del premier con la richiesta di commissariare l’intera magistratura, ma questa è roba che non fa più notizia davvero.

E a proposito dell’Afghanistan, dopo dieci anni di assenso alle proroghe dei finanziamenti alle nostre truppe laggiù, nel centrosinistra all’opposizione inizia ad affiorare il dubbio che forse ci si dovrebbe interrogare un po’ meglio sul perché stanno lì. Che ci stanno a fare ? A difendere quali interessi e di chi? Io se cerco Afghanistan su Google trovo soltanto petrolio e coltivazioni immense di papavero da oppio. Per il petrolio non stiamo messi tanto bene malgrado le truppe, per la coca non so visto che non la prendo, ma forse il governo che sa tutto potrebbe spiegare meglio. Pare che la coca sia sempre meno cara, forse le bombe sugli aerei servono per i campi di papaveri?

Comunque giornali e la tv hanno più o meno diligentemente riportato tutte le notizie e il paese ha tranquillamente continuato a dormire. Ci ha provato a risvegliarlo Bersani tuonando che adesso la musica del PD cambierà e alle elezioni di primavera l’opposizione si riprenderà il governo, ma il paese si è girato su un fianco sorridendo, forse il sonno era giunto in fase rem ed era apparsa Belen vestita da calciatrice.

Non è successo niente pur essendo successo di tutto e di più. A noi italiani hanno staccato la spina, siamo pazienti irrecuperabili. Se non ci svegliamo da noi scompariremo presto anche dai libri di storia.

Stefano Olivieri

http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it

6 ottobre 2010
DEMOCRATICI E SERENI ( di Stefano Olivieri)
 

Il vero democratico si arrabbia per gli abusi ma non fomenta la violenza. Semmai a violenza può rispondere, per naturale istinto di sopravvivenza, quel tanto che serva a ricondurre uno scontro troppo acceso nel naturale alveo di un dibattito democratico. Alzare i toni, seminare odio, irridere alle regole della democrazia e della Costituzione è tipico di chi insegue obiettivi occulti, opposti alla stessa democrazia, che se disvelati apertamente non potrebbero che portare questo paese all’insorgenza civile.

Ho più volte ammonito da queste pagine, da questo piccolissimo e oscuro spazio web, circa il rischio che potesse partire qualche scheggia impazzita se si fossero alzati troppo i toni dello scontro politico. E ho anche scritto che il governo Berlusconi avrebbe avuto tutto da guadagnare in una situazione del genere, varando al momento opportuno una politica autoritaria ancora più asfissiante delle altrui libertà di pensiero.

Ebbene i segnali purtroppo cominciano ad esserci e per questo occorre la massima vigilanza democratica, perché la pratica del gettare il sasso e poi nascondere la mano è nota. Fin dai tempi del G8 di Genova, ricordate tutti le famose molotov confezionate dagli stesi agenti che poi le avrebbero “ritrovate” alla scuola Diaz.

La sicurezza dei cittadini innanzi tutto, dice Maroni. Benissimo. Ma qui il pericolo Al Qaeda, seppure mai scomparso del tutto dai paesi occidentali (e dunque è più che giusto non rilassarsi mai) rischia in questo improvviso clima preelettorale di confondersi per assumere subito dopo contorni e connotati più comuni e riconoscibili. Comunque rossi, comunisti, non importa se del sindacato o della politica. Dunque nemici giurati, diamogli giù. Mentre Berlusconi e Bossi spargono benzina.

Bene intesi : le prevaricazioni violente non vanno mai bene, chi passa alle vie di fatto sbaglia e deve pagare, da qualsiasi parte stia. Lo ripeto, il vero democratico è sereno, consapevole che la vera forza sta nel rispetto della legalità repubblicana e non nel suo contrario. Anche per questo non facciamoci dare lezioni di democrazia da chi vorrebbe una commissione di inchiesta contro la magistratura, semmai invitiamolo ad andare a ripetizione da un giurista.

Abbiamo forse atteso troppo, e troppo concesso senza rintuzzare subito i violenti e ripetuti attacchi di un premier che non è mai stato, neanche per un solo attimo, il presidente di tutti i cittadini italiani. Berlusconi ha sempre esercitato il suo potere indossando e mai smettendo la casacca del capopopolo, immiserendo il parlamento a colpi di decreti legge e richieste di fiducia, e adesso che i numeri cominciano a non essere più dalla sua parte si sente legittimato a straparlare ancora di più di quanto non abbia fatto finora. Le parole sono pietre, se a tirarle è il presidente del consiglio rischiano di ferire davvero, altro che un paio di uova marce. Se dovesse succedere qualcosa di grave a questa debole, fragile Italia, Berlusconi sarà il primo a doversene assumere la responsabilità, altro che cerino acceso. L’Italia democratica è tranquilla ma attenta a ciò che accade, e al momento opportuno saprà giudicare.

Stefano Olivieri
http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it


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permalink | inviato da Stefano51 il 6/10/2010 alle 21:22 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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