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se sono partito ogni tanto devo pur tornare
12 giugno 2013
QUALCOSA NON QUADRA (di Stefano Olivieri)



Il governo non ha soldi ma lo Stato tassa sempre di più, industria e commercio piangono miseria, lavoratori dipendenti e pensionati non ne parliamo neanche. Ma allora perché non vedo per strada carretti tirati a mano, perché non vedo auto di lusso abbandonate ad arrugginirsi, perché non vedo ville e palazzi gentilizi andare in rovina? Perché non vedo i ricchi chiedere la carità davanti a una chiesa? Come mai l’Italia povera si chiude in casa ma non sfugge alla miseria e alla fame e un’ altra italia invece corre e sbraita arrogante, spende e spande senza problemi come se entro gli stessi nostri confini ci fossero due paesi, due diverse e lontane comunità, ciascuna con la sua legge e la sua economia? Qualcosa non quadra e i tempi si vanno facendo molto cupi
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Da dove vengono e soprattutto dove finiscono i soldi per acquistare ville, palazzi, viaggi e gioielli, aerei e barche di lusso dei ricchi italiani?
Come mai nelle città in miseria fioriscono le banche manco fossero margherite e si continuano ad aprire centri benessere e palestre di lusso? E perché i soldi per la povera gente non ci sono mai e poi li vedi circolare?

Qualcuno dovrà spiegarlo perché la gente disperata se lo chiede e lo comincerà a chiedere a chi deve dare risposte. Speriamo che lo faccia con le buone maniere, ma io non mi fiderei troppo e non tirerei troppo la corda.
 
Stefano Olivieri

http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it  

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permalink | inviato da Stefano51 il 12/6/2013 alle 17:47 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
5 luglio 2012
NON FIRMIAMO CAMBIALI SUL DECLINO DELL'ITALIA ( di Stefano Olivieri)


Il primo esercito di esodati è, secondo le stime veritiere dell’Inps, di 395mila lavoratori del settore privato. Non sappiamo ancora bene che fine faranno, a quanti di essi verrà garantito un sostegno fino all’età della pensione. Una pensione, poi, inferiore alle attese per effetto della precedente riforma della Fornero. Adesso all’orizzonte si profila un secondo esercito, quello dei dipendenti pubblici. 10 % fuori, recita la spending review. A conti fatti sarebbero altri 350mila lavoratori. Non si sa ancora con quali criteri: età, produttività, colore dei capelli. Non si sa nulla ma la pubblica amministrazione è già, ovviamente, tutta in allarme. Per i fortunati che rimarranno al loro posto si parla di blocco degli stipendi fino al 2014. Stipendi di fatto già bloccati dal 2008, grazie al combinato disposto di vari provvedimenti varati dal trio Brunetta-Sacconi-Tremonti. Dicono che dopo la cura la pubblica amministrazione andrà meglio, ma intanto già molti servizi stentano, e costano di più ai cittadini.

Ricapitolando: fra settore pubblico e privato il paese perderà, per scelta programmata dal governo, quasi ottocentomila lavoratori. Ai quali vanno aggiunti quelli già licenziati dall’inizio della crisi ad oggi. Con questo sgombero, parrebbe il paradiso per le giovani generazioni che si affacciano sul mondo del lavoro. E invece no: la fascia di disoccupati dai 15 ai 30 anni è più del 36%, al sud Italia ha da tempo superato la metà della popolazione di riferimento.

Perdita del lavoro e perdita del potere di acquisto. Il primo bene a saltare è la casa, più di 250mila sfratti eseguiti negli ultimi cinque anni. Per beni immobiliari accaparrati sempre più in poche mani, quelle della speculazione.

Come Monti abbia l’ardire di continuare a parlare di crescita dopo questo massacro, lo trovo davvero straordinario. La spending review, chiamiamola revisione della spesa che è meglio, dovrebbe avere un senso quando le risorse tagliate vengono poi reinvestite. Qui invece si sta dissanguando un intero paese per pagare un debito che continua a crescere. E continua a crescere perché, mancando le risorse, abbiamo sempre maggiori difficoltà a saldarlo e gli investitori (sarebbe bene cominciare a chiamarli con il loro vero nome: i delinquenti, truffatori, speculatori succhiasangue della finanza internazionale ma anche di casa nostra, insomma la peggiore cricca del pianeta) come è noto si accaniscono sempre di più proprio con i paesi in difficoltà.

Stiamo assistendo inermi al nostro declino. Se verrà approvato il fiscal Kompact (Monti è stato uno dei promotori) l’Italia avrà davanti dieci anni come e peggio dell’attuale, sempre più incravattata da un debito che continuerà a crescere senza estinguersi mai, perché chi l’ha causato non ha alcun interesse a cambiare le cose. A cominciare da madame Merkel e la sua Germania, che di questa crisi oggi si sta approfittando dopo aver ricevuto l’aiuto del mondo intero quando era in difficoltà.

Così non va. Occorre che tutti dicano BASTA! sul serio alla roulette della finanza internazionale. La finanza non può divorare i popoli, il denaro deve tornare a essere strumento di scambio di beni e servizi reali e tangibili, e non altro.

Ciascuno deve fare la sua parte, anche l’ultimo dei cittadini. Basta dire NO, ma con forza ed energia, tutta l'energia possibile. Che non ci stiamo più a questo gioco al massacro. Perché non è vero che abbiamo fatto le cicale, le cicale continuano indisturbate a volare e sappiamo bene chi sono. E lo sa benissimo anche il signor Monti, che finge di non vederle abbassando gli occhi sugli inermi. Glielo avranno insegnato alla scuola del FMI. 

Riprendiamoci questo paese, prima che sia troppo tardi. L’Italia è stato uno dei paesi fondatori dell’Europa, trovi in se la forza per lanciare la nuova rinascita europea fondata sul lavoro, sulla cooperazione e la solidarietà fra i popoli, sulla giustizia e sullo sviluppo. Trovi in se la forza per cacciare i mercanti dal tempio e per ripristinare il diritto e la vera meritocrazia. Punisca subito chi ha rubato e continua a rubare e si faccia restituire il maltolto. Lo sviluppo e la crescita sono a portata di mano se cominciamo a rivoltare le tasche giuste, piuttosto che continuare a massacrare lavoratori a reddito fisso e pensionati. Un governo questo deve fare e subito, e se non vuole farlo, va cacciato. Con le buone o con le cattive.

Stefano Olivieri

http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it

POLITICA
30 dicembre 2011
CRESCITALIA, MA INTANTO CRESCONO SOLTANTO I PREZZI ( di Stefano Olivieri)


Si dice, lo afferma anche il premier Monti invitando all’ottimismo, che gli investitori stranieri non si fidano ancora del nostro paese e per questo lo spread continua ad aumentare, con il suo carico di interessi che svuota progressivamente di risorse qualsiasi manovra finanziaria, compresa l’ultima di lacrime e sangue.

Si dice anche che abbiamo vissuto per troppi anni al di sopra delle nostre possibilità. Un vero e proprio tormentone che ha ripetuto ieri in tv anche il sottosegretario Polillo, lo stesso che amiche che con Berlusconi il governo Monti aveva barattato l’appoggio del PDL con il procrastinamento alle calende greche dell’asta sulle frequenze tv che dovrebbe fruttare quasi 5 miliardi di euro (un bel pezzo della riforma previdenziale, per intenderci).

Si dice anche che il vento dell’antipolitica può danneggiare tutti, e in fondo è vero. Il nostro paese è una democrazia di tipo rappresentativo, nel senso che il potere si delega a chi viene eletto in parlamento: se cade la fiducia negli eletti cade la democrazia e qualsiasi golpe può essere dietro l’angolo.

Infine si dice che dall’Italia dipende praticamente il destino dell’intero pianeta, per un effetto domino (che non abbiamo certo voluto noi ma la roulette russa della finanza mondiale) che potrebbe innescarsi con il default del belpaese e trascinare dietro prima l’Europa e poi la stessa America.

Ebbene, finora la cura di Monti ha semplicemente anestetizzato il paziente. Più di due terzi della popolazione italiana, cittadini, famiglie e imprese produttive, sono in forte sofferenza ma stringono i denti sperando che prima o poi il governo metta le mani nelle tasche degli italiani furbi. Quelli, per intenderci, che con la crisi si sono ingrassati a dismisura, e continuano a ingrassarsi. Quelli che comprano a piene mani il nostro stesso debito e aspettano di essere ripagati con profumati interessi. Quelli che, quando non fiutano grossi affari nel nostro paese, portano il denaro fuori ( è ripresa ancora più di prima la fuga dei capitali, con ogni mezzo lecito e illecito, soprattutto illecito.).

A fine gennaio, metà febbraio, sapremo di più. Se cioè dopo averci ridotto alla fame, dopo aver distrutto il futuro breve dei pensionati e lungo dei giovani disoccupati, questo governo ci informerà di non poter onorare i suoi debiti con gli investitori. Io dico a questo punto: prepariamoci, non restiamo a guardare. Se Monti non vuole fare la patrimoniale OGGI, non domani; se Monti non vuole fare l’asta delle frequenze OGGI, non domani; se Monti non vuole rivedere il sistema fiscale in favore dei bassi e medi redditi OGGI, non domani; se Monti non vuole, OGGI e non domani, restituire denaro alle famiglie per far ripartire la domanda interna, se Monti dunque non vuole dare retta all’Italia, l’Italia non può dare retta a Monti, e neanche ai partiti che lo sorreggono.

Presidente Monti non tirare troppo la corda. La politica, in tempi di crisi, alla fine la fa il paese reale, è bene che tu lo sappia, è bene che lo sappiano i partiti.

Ci avete bloccato i contratti da quattro anni e passa, e avete trasformato l'indennità di contingenza in un giocattolino buffo e ammaestrato, che non restituisce più potere d'acquisto a salari e stipendi. E saremmo noi le cicale spensierate? Ci avevate promesso equità e crescita. Ci avevate promesso sacrifici proporzionati al portafoglio di ciascun italiano. Niente di tutto questo finora è accaduto e il tempo è scaduto. I prezzi e le tariffe salgono, i commercianti se ne fottono, la benzina sale e le pompe bianche beato chi l’ha viste. Non abbiamo la sveglia al collo, non abbiamo mai fatto le cicale, non passiamo il natale a Cortina e non regaliamo uova di struzzo. La brava, onesta e ormai POVERA gente di questo paese non vuole più attendere e non attenderà più, ve ne accorgerete ben presto. Siete riusciti a fare ringalluzzire perfino Berlusconi, pensate un po’.

L’Italia non è più in sonno e i fuochi sono accesi. Se non arriva oggi il segno del vero cambiamento, il paese esploderà a breve. Che l’anno nuovo vi porti consiglio giusto, altrimenti cari professori fatevi da parte e andiamo alle elezioni subito. Se queste sono le vostre lezioni di democrazia, è bene che siano sancite dalle urne. La vera democrazia non è l'arbitrio delle cricche e la vera libertà è quella vigilata dalle regole, che devono valere per tutti, nessuno escluso. Si chiama legalità,  cari professori, ricordatevelo.
Stefano Olivieri
http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it   

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