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se sono partito ogni tanto devo pur tornare
22 marzo 2012
MONTI, BASTA! (di Stefano Olivieri)


È una manovra di centro destra. Monti ha diviso i sindacati, ha ucciso la concertazione, ha apertamente lanciato il guanto di sfida al PD dopo aver favorito, fin dall’inizio del suo mandato, i desiderata dell’ex premier. Niente asta tv, niente tassa patrimoniale per i ricchi ma qualche blitz della finanza, che fa molto scena in tv (panem et circenses) ma non produce effetti sistemici. Niente riforma del fisco, anzi sì: uno scellerato spostamento dalla tassazione diretta a quella indiretta, cioè dalle persone ai prodotti. E questo in un paese dove l’evasione fiscale è ancora altissima, dove i furbetti e gli evasori sono ovunque e mangiano, continuano a mangiare. L’aumento dell’Iva produrrà inflazione, la tassa più iniqua e odiosa perché colpisce i consumi. Monti ha avuto il braccino corto con le liberalizzazioni, promesse e poi non fatte dopo l’alzata di scudi del centrodestra. Monti ha distrutto il futuro di pensionandi e pensionati, taglieggiando le pensioni e continuando a tenere bloccati i contratti. E adesso arriva la riforma (???) del lavoro, ad opera della caimana Fornero, quella che piange e poi ti fotte bellamente. Dicono di volere i licenziamenti più facili per favorire gli investimenti esteri, ma il vero scopo è quello di diminuire paghe e stipendi. Non potendo svalutare l'euro si svaluta il prezzo della manodopera, così il margine di guadagno di prodotti e servizi sarà ancora più alto per i sciur parun. E questa sarebbe equità professor Monti? Ma stiamo davvero scherzando?

Che cosa si sta aspettando, forse le barricate? Il guanto è stato lanciato, l’Italia che lavora e che sta male lo ha già raccolto. Se Bersani e il PD non rispondono, l’Italia scenderà comunque in piazza, e stavolta con i forconi, c’è da giurarci. Qui non si tratta soltanto di pane quotidiano, che sarebbe già un gran bel problema. Qui si tratta di ripensare totalmente la strategia di crescita di un paese, a cominciare da dove vanno reperite le risorse. Perché se gli ammortizzatori sociali andranno riferiti a 12 milioni invece di 4, ciò vuol dire da una parte che nessun posto, pubblico e privato, è più al sicuro, ma dall’altra parte, che le risorse per questo nuovo welfare non potranno che uscire fuori dalla fiscalità generale, non più dunque soltanto dalle tasche del mondo del lavoro e dei pensionati. Insomma, invece di strozzare la povera gente con l’IMU in certi casi quintuplicata per le seconde case ( spesso improduttive, frutto di lasciti), si dovevano svuotare le tasche dei furbi e degli evasori, di chi ha portato il denaro all’estero. E non si è fatto, non si è ancora fatto, si continua a spremere il popolo bue.

Ma il popolo bue ha le corna, e pungono. L’Italia s’è desta e ha risorse per uscire dalla crisi. Se la politica non le saprà reperire, il popolo se le andrà a cercare da solo. Molto presto, da qui a giugno, diciamo.

Bersani svegliati e rispondi chiaramente: Da quale parte della barricata vorrai stare? Perché a questo arriveremo, ben presto. A meno che non si sconfessi apertamente questo governo di destra camuffato da tecnico e si vada immediatamente a elezioni anticipate. Due italiani su tre le vogliono.

Stefano Olivieri

http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it

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