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se sono partito ogni tanto devo pur tornare
16 marzo 2011
DISASTRI, RIVOLUZIONI E ALTRE CATASTROFI (di Stefano Olivieri)

Ciò che natura crea l’uomo distrugge. E ciò che l'uomo crea, la natura distrugge. Il terremoto e lo tsunami più violenti mai conosciuti hanno colpito la terza potenza economica mondiale, mettendola in ginocchio. Non solo: la paura di contaminazione nucleare derivante dal disastro delle centrali giapponesi colpite dal sisma cresce in tutto il pianeta, rievocando il fantasma di Chernobyl. I governi di tutto il mondo, nuclearisti o meno, si interrogano sul futuro, solo il nostro va avanti imperterrito ignorando i sondaggi che indicano danno ormai nel nostro paese una sconfessione dell’opzione nucleare al 80 %.
 
 
L’uomo, creatura proterva e vanitosa, continua a baloccarsi con l’atomo e a bruciarsi le mani, ma insiste. Perché al di là e al di sopra della tecnologia più o meno sicura, al di fuori delle convenienze energetiche, il business del nucleare è ricchissimo, per chi naturalmente può infilarci il muso dentro. Pochi, pochissimi ci si arricchiranno, e state certi che le centrali non saranno costruite vicino casa loro.
 
Ho una esperienza davvero dolorosa della precedente emergenza nucleare, che investì l’Italia nel 1986. Avevo mio figlio ancora piccolo, e mia moglie già iperprotettiva nei suoi confronti perse completamente la testa, costringendomi ogni giorno a fare mille telefonate per informarmi su tutto, dall’acqua potabile al latte, dalle uova al pesce congelato. Per due anni Francesco, mio figlio, fu tenuto a stecchetto di latte e derivati, come a dire tutte le golosità dei piccoli. Avevamo nel freezer di casa, quando successe di Chernobyl, un tronchetto Algida, la “Viennette” come viene chiamata. La feci durare quasi un anno, tagliandola a fettine così sottili che pareva prosciutto e servendola a mio figlio ogni tanto, quando andava in crisi di astinenza.
 
L'arroganza ottusa e offensiva di Romani, Brunetta, Sacconi, della stessa Prestigiacomo sul rischio nucleare che potrebbe correre il nostro paese, notoriamente sismico come il Giappone, costituisce la cifra dell’attenzione nei confronti della gente di questo esecutivo: zero.
 
Adesso rifiutano ancora di più la proposta dell’election day (accorpamento del referendum antinuclearista già convocato in tempi non sospetti, con le elezioni amministrative). Sono disposti a dilapidare più di 300 milioni di euro dei cittadini per non correre il rischio di essere travolti da un NO! oceanico. Ma lo saranno ugualmente.
 
Per il resto, che dire ? Poco o nulla, le solite scene pietose di un governicchio alla canna del gas. Berlusconi vara la sua riforma epocale sulla giustizia, la pensata più smaccatamente anticostituzionale che il suo governo avrebbe potuto partorire. E’ fin troppo chiaro, dati i problemi di tenuta che da tempo denuncia la maggioranza, che questa riforma epocale vuole soltanto essere un diversivo per tirare a campare finchè sarà possibile. Nel frattempo Berlusconi sarà costretto a presentarsi ai processi, per spiegare come e perché si è voluto scopare una sedicenne, recapitata a casa sua dai paraninfi Mora e Fede.  Lui va dicendo in tv che la riforma epocale non riguarda i suoi processi, intanto però è in dirittura d'arrivo  la “prescrizione breve” per i sessantacinquenni incensurati come lui: se passasse, i processi Mediaset e Mills andrebbero al macero.
 
Intanto il paese affonda nei debiti. L’altro ieri la Banca d’Italia ci ha fatto sapere che per effetto del debito pubblico che cresce (quasi 2000 milioni di euro), ciascun italiano, anche i neonati, dovranno restituire 31mila euro a testa. A casa mia siamo in tre, quindi farebbero centomila tondi. Chi li ha mai visti e che cosa mai avremmo fatto per dilapidarli? A quali festini, a quali costosi bagordi abbiamo mai partecipato, visto che neanche andiamo in ferie da più di dieci anni, proprio per mancanza di soldi?
 
E’ veramente ora che questa razza cafona, arrogante  e padrona venga spazzata via dalle elezioni. Se non sarà il vento del nord Africa ce lo inventeremo da soli l’uragano, stia tranquillo Berlusconi. E a proposito di Libia e di tutto il nord Africa in rivolta : ignobile la sceneggiata italiana circa l’ipotesi di opzione militare per fermare il genocidio di Gheddafi.
 
Ricordo che Berlusconi fu tra i primi entusiasti firmatari del documento del “willings”, i volenterosi che Bush chiamò intorno a se per attaccare prima l’Afghanistan e poi l’Irak. Il parere dell’Onu all’epoca non fu minimamente richiesto e tenuto in considerazione, e anzi si diceva che l’organismo internazionale era “una scatola vuota”.
 
Adesso improvvisamente Berlusconi e Frattini attendono che l’Onu si faccia avanti, e continuano a dirsi contrari a una opzione militare nei confronti del genocida Gheddafi. L’ex alleato, l’ex amico di Silvio al quale il nostro premier pochi mesi fa baciava la mano (ma era guascone come dice lui, o non sarà mica un po’ finocchio?) oggi tuona contro l’occidente e l’Italia, e perfino alla Russia di Putin gli ha voltato le spalle.
 
Preghiamo per il Giappone, perché laggiù se la passano davvero male. Soprattutto speriamo che dopo una batosta del genere vogliano ripensare, i cittadini del paese più sismico del pianeta, la loro strategia energetica, perché è un fatto indiscutibile che da qualche anno continuano a verificarsi terremoti, maremoti, inondazioni e catastrofi naturali sempre più spaventosi, e bisogna metterli in conto. Si dice che le energie alternative non siano sufficienti al fabbisogno mondiale, ma si tace sul fatto che in Italia proprio su queste energie si è praticamente chiuso il rubinetto della ricerca. Proprio nel paese più ricco di sole, di mare, di vento, per non parlare dei mille corsi d’acqua e laghi, che fino a meno di mezzo secolo fa ci hanno assicurato una tutt’altro che disprezzabile risorsa energetica con l'idroelettrico.
 
Mi chiedo come gli elettori del governo possano continuare a dormire in questa situazione. Per fortuna le iene sono già al lavoro : da Miccichè a Scajola, dalla Poli Bortone agli stessi Responsabili che potrebbero girare le spalle al governo se non accontentati con un ministero, perfino Giovanardi che ha la delega per la famiglia minaccia di andarsene, vista l’attenzione nulla del governo per le famiglie italiane.
Siamo costretti ad aspettare : ha da passà la nuttata, diceva Eduardo. Gli italiani, già martoriati da Berlusconi, adesso hanno anche l’incubo di non ricevere informazioni sufficienti sul disastro nucleare giapponese da un governo che ha sposato il nucleare per favorire i soliti noti. Ma appuntano tutto e non dimenticano, e presto presenteranno il conto a questo governo dei miracoli mancati.
 
Stefano Olivieri
  
30 agosto 2009
Dopo gli Usa di Obama anche il Giappone svolta a sinistra e la Germania si prepara a farlo ( di Stefano Olivieri)
 



Nel gruppo del G8 quello del Giappone è il secondo Stato che cambia il suo governo, dopo la crisi economica planetaria. Negli Usa hanno vinto i democratici con Obama. Ora anche in Giappone vincono i democratici con Yukio Hatoyama. In realtà hanno stravinto, strappando ben 200 seggi in parlamento agli avversari, che erano al potere da oltre 50 anni. In Germania nelle elezioni regionali arretra il partito della Merkel e a sinistra esplode la Linke (il partito di sinistra nato dalla fusione fra i postcomunisti della Pds e i ribelli della Spd), facendo affacciare l'ipotesi di una nuova coalizione rossoverde.

Il liberismo comincia a pagare dazio. Quanto dovremo aspettare da noi ?

Stefano Olivieri

http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it

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