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se sono partito ogni tanto devo pur tornare
22 agosto 2011
COINCIDENZE SOSPETTE ( di Stefano Olivieri)
18 marzo 2011
ECCO IL VERO MOTIVO DEL CDM STRAORDINARIO SULLA LIBIA ( di Stefano Olivieri)

Non è facile mollare Gheddafi per Berlusconi. I diavoli fanno le pentole e non i coperchi, così l’abbraccio italo-libico celebrato in pompa magna ( a spese dei contribuenti italiani) pochi mesi fa a Roma ha una spiegazione che non ha nulla a che fare con la politica. Si tratta solo di affari. Da sistemare velocemente e bene, per non perdere denaro da investire in qualche nuovo bungabunga, altro che ragion di stato.

 
Dal web (http://umbyweb.altervista.org ), un articolo datato 22 agosto 2010, ancor prima della parata faraonica organizzata dal premier sbaciucchiatore per l’amico Muahmmar :
 
RAPPORTI DI AFFARI PRIVATI TRA BERLUSCONI E GHEDDAFI
Nervo scoperto. Scopertissimo. La «diplomazia degli affari» messa in luce da l’Unità provoca la rabbiosa reazione di Niccolò Ghedini, legale del Presidente del Consiglio e influente parlamentare del Pdl. «Ancora una volta su l’Unità vengono prospettati fatti e situazioni del tutto sconnessi da qualsiasi dato reale», afferma Ghedini, a proposito dell’articolo che ha aperto ieri il nostro giornale dedicato ad «Una tv per Gheddafi». «Il Presidente Berlusconi - dice Ghedini - non intrattiene alcun rapporto d’affari con chicchessia limitandosi da molti anni a svolgere il suo ruolo politico per il bene del Paese, nè in particolare intrattiene rapporti d’affari con leader di altri Paesi quali Gheddafi o Putin». «Nè ovviamente vi è alcun interesse personale da parte del Presidente Berlusconi nella gestione del Ministero dello Sviluppo Economico. È sufficiente verificare gli atti ufficiali per rendersi conto della assurdità delle infondate, strumentali e diffamatorie accuse contenute in quegli articoli», è la nervosa chiosa finale.

IMBARAZZO E NERVOSISMO L’onorevole-legale si guarda bene dal ricordare che le «infondate, diffamatorie, strumentali» accuse riprendono, aggiornandolo, lo scoop di John Hooper, il corrispondente in Italia dell’autorevole quotidiano britannico Guardian . Ghedini sorvola sul fatto, incontestato, che tempo fa la società libica Lafitrade, controllata dalla famiglia Gheddafi, ha acquisito il 10% della Quinta Comunication, compagnia di produzione cinematografica fondata da Tarek Ben Ammar, amico di lunga data e storico socio del Cavaliere. L’altro partner di Ben Ammar nella Quinta Comunication è, con circa il 22% del capitale, una società registrata in Lussemburgo di proprietà della Fininvest. Non basta.

Il legale del Premier (e forse il Premier stesso) sorvolano anche sul fatto (mai smentito) che Quinta Comunication e Mediaset possiedono ciascuno il 25% di una nuova televisione via satellite araba, la Nessma Tv che opera anche in Libia. L’onorevole Ghedini infine dimentica che a confermare l’ingresso del Colonnello in Quinta Comunication è stato lo stesso Ben Ammar, spiegando al Guardian che l’ingresso era dovuto al fatto che Gheddafi è entrato in QC «perché interessato alla produzione di film sul mondo arabo». In serata si fa vivo proprio Ben Ammar precisando che: «in Nessma Tv non vi è alcuna partecipazione societaria libica sia indirettamente che direttamente», non smentendo in tal modo ciò che lo stesso finanziere franco-tunisino aveva affermato al Guardian sulla partecipazione a Quinta Communication della famiglia Gheddafi.

TELEFONATA TRA AMICI Ghedini tuona nel giorno in cui - riferisce l’agenzia di stampa egiziana Mena - il premier mette a punto con il leader libico i festeggiamenti per il secondo anniversario del Trattato di amicizia italo-libica siglato a Bengasi il 30 agosto del 2008. Per mettere a punto i dettagli dei festeggiamenti - rimarca ancora l’agenzia egiziana - Berlusconi ha telefonato a Gheddafi. L’appuntamento è a Roma, il prossimo 30 agosto.

Capito, il furbone ? E' soltanto preoccupato per i suoi interessi personali, nient'altro. In questa ultima settimana drammatica in cui è accaduto di tutto, dalla catastrofe giapponese alla strage di civili in Libia, ho visto Obama in tv un sacco di volte, mentre si rivolgeva al suo popolo, dando spiegazioni e rassicurando i suoi concittadini. Come un vero statista deve saper fare.

E il nostro premier : ben chiuso nel suo bunker, ha sprecato fiato soltanto per buttare veleno sui giudici e annunciare la sua riforma epocale. E poi sulle due emergenze, ci ha mandato i suoi ministri, che hanno detto di tutto e subito dopo il contrario di tutto. Siamo davvero la repubblica delle banane.

Stefano Olivieri

http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it

 

17 marzo 2011
No fly zone in Libia, oggi il voto ONU ( di Stefano Olivieri)

Ciò che sta succedendo in Libia viene passato sotto silenzio in Italia dalla stampa amica dell’amico di Gheddafi. Ma è un genocidio e Berlusconi, che da “volenteroso” per Bush si è trasformato in svogliato e riottoso di fronte alle stragi di civili in Libia, sta condizionando pesantemente il fronte anti Gheddafi che si è realizzato in Europa.
 
Occorrono prese di posizioni chiare e certe, e occorre soprattutto agire in fretta con deterrenti che siano convincenti per un pazzo sanguinario come il colonnello libico. L’ipotesi di una  “No fly zone”  avversata da subito – e in modo ufficiale – nel nostro paese per esplicite dichiarazioni del ministro Frattini, andrà comunque in discussione oggi all’ONU. Se passerà una risoluzione per un intervento che possa garantire la No fly zone in Libia, il governo italiano sarà costretto ad allinearsi senza indugio, altrimenti sarà costretto a spiegare a tutte le Nazioni Unite i motivi della sua posizione.
 
Oggi è il giorno in cui si festeggia – si fa per dire – l’unità del nostro paese. Con un partito come la Lega che vergognosamente non solo sta apertamente boicottando questa ricorrenza, non presentandosi in Parlamento, ma fa anche una vera e propria campagna politica in giro per il paese ( vedi Salvini a Milano) per provocare disordini. E tutto questo senza neanche una tiratina di orecchie da parte di un premier che sembra sempre più un re travicello in mezzo ad uno stagno di ranocchie. Per festeggiare ancora più degnamente l’unità italiana sarebbe bene riuscire a comprendere quanto sia importante e fondamentale per il nostro paese appoggiare la democrazia dei paesi nordafricani.
 
Bersagliamo il parlamento italiano di email chiedendo che venga messo all’ordine del giorno il voto sulla Libia non appena sarà nota la determinazione dell’Onu. Fermiamo la strage dell’amico di Berlusconi.
 
Stefano Olivieri
 

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16 marzo 2011
DISASTRI, RIVOLUZIONI E ALTRE CATASTROFI (di Stefano Olivieri)

Ciò che natura crea l’uomo distrugge. E ciò che l'uomo crea, la natura distrugge. Il terremoto e lo tsunami più violenti mai conosciuti hanno colpito la terza potenza economica mondiale, mettendola in ginocchio. Non solo: la paura di contaminazione nucleare derivante dal disastro delle centrali giapponesi colpite dal sisma cresce in tutto il pianeta, rievocando il fantasma di Chernobyl. I governi di tutto il mondo, nuclearisti o meno, si interrogano sul futuro, solo il nostro va avanti imperterrito ignorando i sondaggi che indicano danno ormai nel nostro paese una sconfessione dell’opzione nucleare al 80 %.
 
 
L’uomo, creatura proterva e vanitosa, continua a baloccarsi con l’atomo e a bruciarsi le mani, ma insiste. Perché al di là e al di sopra della tecnologia più o meno sicura, al di fuori delle convenienze energetiche, il business del nucleare è ricchissimo, per chi naturalmente può infilarci il muso dentro. Pochi, pochissimi ci si arricchiranno, e state certi che le centrali non saranno costruite vicino casa loro.
 
Ho una esperienza davvero dolorosa della precedente emergenza nucleare, che investì l’Italia nel 1986. Avevo mio figlio ancora piccolo, e mia moglie già iperprotettiva nei suoi confronti perse completamente la testa, costringendomi ogni giorno a fare mille telefonate per informarmi su tutto, dall’acqua potabile al latte, dalle uova al pesce congelato. Per due anni Francesco, mio figlio, fu tenuto a stecchetto di latte e derivati, come a dire tutte le golosità dei piccoli. Avevamo nel freezer di casa, quando successe di Chernobyl, un tronchetto Algida, la “Viennette” come viene chiamata. La feci durare quasi un anno, tagliandola a fettine così sottili che pareva prosciutto e servendola a mio figlio ogni tanto, quando andava in crisi di astinenza.
 
L'arroganza ottusa e offensiva di Romani, Brunetta, Sacconi, della stessa Prestigiacomo sul rischio nucleare che potrebbe correre il nostro paese, notoriamente sismico come il Giappone, costituisce la cifra dell’attenzione nei confronti della gente di questo esecutivo: zero.
 
Adesso rifiutano ancora di più la proposta dell’election day (accorpamento del referendum antinuclearista già convocato in tempi non sospetti, con le elezioni amministrative). Sono disposti a dilapidare più di 300 milioni di euro dei cittadini per non correre il rischio di essere travolti da un NO! oceanico. Ma lo saranno ugualmente.
 
Per il resto, che dire ? Poco o nulla, le solite scene pietose di un governicchio alla canna del gas. Berlusconi vara la sua riforma epocale sulla giustizia, la pensata più smaccatamente anticostituzionale che il suo governo avrebbe potuto partorire. E’ fin troppo chiaro, dati i problemi di tenuta che da tempo denuncia la maggioranza, che questa riforma epocale vuole soltanto essere un diversivo per tirare a campare finchè sarà possibile. Nel frattempo Berlusconi sarà costretto a presentarsi ai processi, per spiegare come e perché si è voluto scopare una sedicenne, recapitata a casa sua dai paraninfi Mora e Fede.  Lui va dicendo in tv che la riforma epocale non riguarda i suoi processi, intanto però è in dirittura d'arrivo  la “prescrizione breve” per i sessantacinquenni incensurati come lui: se passasse, i processi Mediaset e Mills andrebbero al macero.
 
Intanto il paese affonda nei debiti. L’altro ieri la Banca d’Italia ci ha fatto sapere che per effetto del debito pubblico che cresce (quasi 2000 milioni di euro), ciascun italiano, anche i neonati, dovranno restituire 31mila euro a testa. A casa mia siamo in tre, quindi farebbero centomila tondi. Chi li ha mai visti e che cosa mai avremmo fatto per dilapidarli? A quali festini, a quali costosi bagordi abbiamo mai partecipato, visto che neanche andiamo in ferie da più di dieci anni, proprio per mancanza di soldi?
 
E’ veramente ora che questa razza cafona, arrogante  e padrona venga spazzata via dalle elezioni. Se non sarà il vento del nord Africa ce lo inventeremo da soli l’uragano, stia tranquillo Berlusconi. E a proposito di Libia e di tutto il nord Africa in rivolta : ignobile la sceneggiata italiana circa l’ipotesi di opzione militare per fermare il genocidio di Gheddafi.
 
Ricordo che Berlusconi fu tra i primi entusiasti firmatari del documento del “willings”, i volenterosi che Bush chiamò intorno a se per attaccare prima l’Afghanistan e poi l’Irak. Il parere dell’Onu all’epoca non fu minimamente richiesto e tenuto in considerazione, e anzi si diceva che l’organismo internazionale era “una scatola vuota”.
 
Adesso improvvisamente Berlusconi e Frattini attendono che l’Onu si faccia avanti, e continuano a dirsi contrari a una opzione militare nei confronti del genocida Gheddafi. L’ex alleato, l’ex amico di Silvio al quale il nostro premier pochi mesi fa baciava la mano (ma era guascone come dice lui, o non sarà mica un po’ finocchio?) oggi tuona contro l’occidente e l’Italia, e perfino alla Russia di Putin gli ha voltato le spalle.
 
Preghiamo per il Giappone, perché laggiù se la passano davvero male. Soprattutto speriamo che dopo una batosta del genere vogliano ripensare, i cittadini del paese più sismico del pianeta, la loro strategia energetica, perché è un fatto indiscutibile che da qualche anno continuano a verificarsi terremoti, maremoti, inondazioni e catastrofi naturali sempre più spaventosi, e bisogna metterli in conto. Si dice che le energie alternative non siano sufficienti al fabbisogno mondiale, ma si tace sul fatto che in Italia proprio su queste energie si è praticamente chiuso il rubinetto della ricerca. Proprio nel paese più ricco di sole, di mare, di vento, per non parlare dei mille corsi d’acqua e laghi, che fino a meno di mezzo secolo fa ci hanno assicurato una tutt’altro che disprezzabile risorsa energetica con l'idroelettrico.
 
Mi chiedo come gli elettori del governo possano continuare a dormire in questa situazione. Per fortuna le iene sono già al lavoro : da Miccichè a Scajola, dalla Poli Bortone agli stessi Responsabili che potrebbero girare le spalle al governo se non accontentati con un ministero, perfino Giovanardi che ha la delega per la famiglia minaccia di andarsene, vista l’attenzione nulla del governo per le famiglie italiane.
Siamo costretti ad aspettare : ha da passà la nuttata, diceva Eduardo. Gli italiani, già martoriati da Berlusconi, adesso hanno anche l’incubo di non ricevere informazioni sufficienti sul disastro nucleare giapponese da un governo che ha sposato il nucleare per favorire i soliti noti. Ma appuntano tutto e non dimenticano, e presto presenteranno il conto a questo governo dei miracoli mancati.
 
Stefano Olivieri
  
26 febbraio 2011
SCINTILLE ( di Stefano Olivieri)

Son rimasto fermo una settimana per una influenza ed è cambiato il mondo. Questo atomo opaco di male ha avuto un piccolo sussulto dalle parti del nord Africa, che pian piano è diventato un terremoto. Le crepe aperte in quelle terre povere e aride ma ricche di energia nel sottosuolo hanno inghiottito in pochi giorni tre regimi totalitari e adesso rischiano di esportare nel sonnacchioso ed evoluto occidente europeo le faville di una democrazia germinale – pane e libertà – che da noi purtroppo non esiste più.
 
Dovremmo preoccuparci delle somiglianze fra il nostro premier e i suoi amici Ben Alì, Mubarak, Gheddafi, dovremmo preoccuparci della loro vicinanza in affari – tv, petrolio e altro – per capire come e perché occorre essere totalmente vicini ai popoli nordafricani adesso, e non fra qualche mese. E invece siamo preoccupati che Bin Laden possa spargere il seme del fondamentalismo in quelle terre, in quelle menti. Lo sceicco non aspetta che la nostra paura per cominciarlo a fare, lui è un evoluto che sa come vanno queste cose, sa come giocare su più tavoli perché non a caso era socio in affari con Bush.
 
Ricorda Concita De Gregorio che l’apertura di una via del gas a sud, verso l’Africa di Gheddafi, fu motivata da Berlusconi come una valida alternativa a quella strada del nord che l’instabilità ucraina aveva messo a rischio. Menomale che oggi abbiamo il gas ucraino altrimenti saremmo tornati di colpo  all’età della pietra. La Libia, paese "stabile e amico" secondo Berlusconi, oggi è in fiamme e il nostro premier ha un appoggio in meno anche nella politica internazionale.
 
Vorrei proprio sapere che altro deve succedere per buttarlo giù. Ci stiamo preoccupando nel constatare come, secondo recenti sondaggi e interviste, molte ragazze italiane sarebbero disponibili a partecipare ai festini del premier, incoraggiate dalle loro mamme. La scoperta dell’acqua calda. Come a dire che questa non è l’Italia che di zoccole e di magnaccioni ne produce in quantità industriale, da esportazione. E’ stato sempre così, ma il punto oggi è capire che questa tendenza, che questo trend è incoraggiato ad arte, e si identifica nel frequente ragionamento del premier sulla sua intangibilità dalla Legge perché eletto e supportato dalla maggioranza del popolo italiano.
 
A parte il fatto che a ben contare i voti politici, chi oggi sponsorizza Berlusconi presidente rappresenta una esigua minoranza degli italiani, resta il fatto che l’andazzo, la cosidetta costituzione di Arcore, non è ancora in vigore e chi infrange le leggi deve pagare, anche se gode di consensi, simpatie e ammiccamenti diffusi. La democrazia non può essere furba, la democrazia è democrazia e basta.
 
Prendiamo in prestito una scintilla africana e proteggiamola. Pane e libertà cominciano ad essere beni preziosi anche da noi, provatevi a chiederlo in giro. Non aspettiamo di contare i morti, abbiamo già dato su quel fronte, ma mandiamo a casa Berlusconi. Ne ha da scegliere, anche all’estero.
 
Stefano Olivieri

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permalink | inviato da Stefano51 il 26/2/2011 alle 12:15 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
19 febbraio 2011
REGIME E RIVOLUZIONE (di Stefano Olivieri)

Berlusconi è tornato Berlusconi. Sarà il panico da processi che gli mette le ali, ma è ripartito alla grande. Sta vampirizzando FLI sotto gli occhi del suo fondatore Fini ( l’ultimo è Menardi, che era stato anche il primo a iscriversi al nuovo gruppo del presidente della Camera); sta rilanciando contro Quirinale e Consulta (adesso prepara la grande infornata sulla giustizia, compresa la leggina che riformerebbe la Corte Costituzionale); infine se ne frega di intervenire presso la Libia (“…non posso disturbare Gheddafi..”) per gli 83 morti in tre giorni a causa della repressione poliziesca contro i dimostranti. Lo stesso Gheddafi ricevuto in pompa magna a Roma appena qualche mese fa, con coreografie da medioevo e immancabile esercito di squinzie italiche a contorno.
 
Del processo per prostituzione minorile, della concussione, della Chiesa che deplora, delle italiane scese in piazza il 13 febbraio contro le sue conclamate e reiterate offese al genere femminile, il premier semplicemente se ne fotte, e si dice sicuro di far passare le sue leggi e anche di vincere i referendum. Perché poi ci sarà anche la stretta sulla stampa e l’informazione, per stritolare ogni residua resistenza critica al suo primo apparire. E se la gente dovesse incazzarsi sul serio e fare le barricate, Gheddafi docet…
 
E’ una vita che parlo di regime, e senza abbassare la voce. E’ una vita che chiedo risposte forti a una opposizione di deputati e senatori messi in parlamento dalle segreterie dei loro partiti e non dal popolo sovrano ( grazie a Calderoli), e che ai loro partiti direttamente ubbidiscono. Abbiamo un paese in subbuglio, le famiglie senza soldi ( leggetevi bene il mille proroghe e scoprite che cosa succede alla cassa integrazione in deroga, quella destinata a coprire i più emarginati e indifesi fra i lavoratori), i nostri giovani senza più guida, che vedono l’Africa mediterranea incendiarsi e rovesciare i regimi autoritari e non capiscono perché ciò non possa, non debba avvenire anche qui da noi, paese evoluto dell’occidente europeo, dove si muore ogni giorno sul lavoro in proporzioni enormi, inarrivabili da qualsiasi democrazia occidentale. Morti di regime anche queste, o no ? Chi è stato, se non Berlusconi, a stoppare le leggi sulla sicurezza del lavoro? Tremonti è giunto perfino a dire che non ce la possiamo permettere, perché è troppo cara per le nostre imprese.
 
Questo è regime cari miei, non giriamoci attorno alle parole. R E G I M E.  Impariamo (di nuovo, per chi fosse troppo giovane) il senso di questa parola, assaporiamola fra i denti e chiediamoci tutti, come si può e si deve rispondere a un regime canagliesco e autoritario come questo di Berlusconi e dei suoi ministri sodali e genuflessi. Chiediamoci dove ci porterà e che cosa dovremo fare per evitarlo. Chiediamoci se alla scadenza di questa legislatura di regime saranno rimaste le stesse regole di garanzia per elezioni democratiche. E poi chiediamoci a quel punto se sia esagerato parlare di rivoluzione partigiana, come ne parlava Gramsci quando pensava agli indifferenti. Chiediamocelo sul serio e non restiamo indifferenti. Tanto per cominciare dovremmo tornare subito in piazza e restarci, stavolta. faccio un invito serio a tutti i nostri rappresentanti : ci servono tre cose, un leader che unisca tutti, una coalizione, un programma democratico. Se queste tre cose non riuscite a trovarle in parlamento, cercate nel paese ma fate presto, o il paese farà anche a meno di voi.
 
Stefano Olivieri
POLITICA
31 agosto 2010
FACCETTA NERA SARAI PADANA ( di Stefano Olivieri)
 

Entrano una dopo l’altra. Sono tutte alte, belle, formose, molti occhiali scuri, tacco 12 e vestiti attillati, qualche minigonna, molti fuseau. Scendono dai pulmann e passano al controllo dei soldati di guardia all’ingresso della caserma Salvo D’Acquisto, giovani di leva volontaria che mai prima di quel momento hanno visto tanto bendidio tutto insieme. Sono le nuove missionarie della libertà, le crocerossine di Stato a contorno della kermesse italo-libica. Su di esse si allarga e indugia il sorriso di tutto il funzionariato libico a seguito di Muammar Gheddafi, invece quelli al seguito del nostro premier quasi non ci fanno neanche caso alle ragazze, per quanto ci sono abituati.

Reclutate da tutta Italia (anche dalla padania, con buona pace della "cristianissima" Lega Nord) attraverso una agenzia di hostess.  In cinquecento alla prima (selezione ?) all'ambasciata libica l'altro ieri, ora in 200. retribuite, pare, con una paga fra i 50 e i 70 euro al giorno, vitto e alloggio compresi.  Ci vengono in mente altre tariffe e altri luoghi, ma qui non c’è nulla di segreto, anzi l’evento è al massimo della visibilità istituzionale. Certo di protocollo vero e proprio non si può ancora parlare perchè non ci sono precedenti nella nostra storia repubblicana che possano essere accostati a tanta grottesca pompa magna, dalla tenda regale piantata nei giardini dell’ambasciata libica ( almeno villa Pamphili stavolta è stata risparmiata…) fino ai cavalli berberi agghindati come un banco dei pegni, e a quei carabinieri a cavallo costretti ad attendere in fila, per oltre 40 minuti, che arrivasse il gippone presidenziale con Berlusconi e Gheddafi in piedi a benedire urbi et orbi. Sembrava un film Luce sulla buonanima.

Due lezioni di Corano e poi finalmente la cena. Le immagino queste duecento hostess mescolate agli ottocento invitati, a intrattenere come nella migliore tradizione del cummenda di Arcore. Tre di loro si dice siano state addirittura fulminate sulla via di Damasco e si siano convertite all’Islam. Un marketing religioso davvero insolito questo di Gheddafi : niente veli e burqa ma anzi forme bene in mostra per una lezione destinata alle sole donne del bel paese. Tutte con il Corano in mano, qualcuna ostenta anche un prezioso ciondolo con un cammeo che raffigura il capo libico. Una variante delle famose farfalline ?

Facciamo presto, per favore, freniamo questa deriva umiliante. Quella di ieri è l’ennesima testimonianza di ciò che sta diventando il nostro paese sotto Berlusconi. Un degrado etico, una mortificazione per la quale non servono più le parole, bastano le immagini. E la cifra di questa devianza socioculturale è sempre la stessa, il corpo femminile di volta in volta esibito, sfruttato e offerto in quantità industriale a testimonianza della disponibilità, della dipendenza dal potere, dovrei dire della sudditanza a guardare lo stesso Berlusconi che fa il baciamano a Gheddafi.

Di questa storia non mi interessa l’implicazione religiosa, è talmente palese quanto il polverone suscitato dalle frasi a effetto di Gheddafi ( l’Islam che conquista l’Europa, etc) debba servire soprattutto a coprire gli affari personali dei due premier, che non vale la pena spendervi commenti.

Mi interessa invece rilevare che non ci saranno mai abbastanza D’Addario, abbastanza Noemi, abbastanza intercettazioni e rivelazioni sui pruriti senili di un plurisettantenne (e in questo caso anche dei suoi coetanei alleati libici) a frenare l’assalto disinvolto e disincantato di tante, troppe ragazze italiane al carro del potere. Ancora ieri erano tutte lì in passerella, a farsi valutare anima e corpo, sopratutto quest’ultimo sperando in cuor loro di staccare così il biglietto vincente per l’accogliente firmamento berlusconiano.

Facciamo presto, dicevo. Perché dai singoli privilegi, dai casi isolati e fortunati di veline, segretarie, infermiere che da un giorno all’altro diventano ministre, deputate europee, assessore regionali, ora si è entrati decisamente nella logica del casting di massa, delle "truppe mammellate", dei serbatoi rosa sempre più simili a quell’harem di giovani vergini (?) sacrificate al piacere dell’imperatore cui si riferiva l’accorato sfogo della ex moglie del premier quando decise di lasciarlo.

Facciamo presto perchè non si tratta di fenomeni isolati.

Preso dal web, une vero cazzotto nello stomaco : http://prostitutaxcaso.splinder.com/post/21540209 . La titolare del blog si presenta così : Mi sveglio una mattina e i soldi che guadagno con il mio lavoro di impiegata non bastano più. e voglio studiare e voglio viaggiare e voglio inventarmi una nuova vita. e allora invento una nuova me: Claudia 25 anni, prostituta x caso. Questo il suo post di mercoledì, 21 ottobre 2009 :

Guido, 53 anni, ingegnere, sposato da 25. giovane figlia 24enne laureata in medicina. Valdostano, giramondo. barotto viaggiatore, la peggior specie. Maiale, di quelli senza pudore. mentre mi scopava ha pensato fosse eccitante dirmi " mi faccio fare pompini da un paio di ragazzine di 14/15 anni alle quali faccio ripetizioni di matematica, devi vedere come succhiano". Ecco quello è stato il momento in cui avrei voluto dargli un calcio nei coglioni e buttarlo fuori da casa mia. Ma era alto, era grosso, era forte, e mi teneva stretta, ho chiuso gli occhi e ho pensato che tra poco sarà natale. Le luci della città mi mettono nostalgia a natale, ma una nostalgia dolce..
200 euro. quando è andato via, l'ho informato che non ci vedremo più, nonostante la sua richiesta di un nuovo incontro… schifo. ti pare mai?!..

Ancora dal web, dal sito : http://blandobass.spaces.live.com/blog/cns!9632E5B5F2D5B709!1009.entry

AAA corpo vendesi per la carriera. Il 18% delle giovani italiane arriverebbe a darsi in cambio di un avanzamento di carriera. E per l'8% il modello è la Gregoraci. Lo dice una recente ricerca. Corpo di donna in cambio di carriera. Un "do ut des" da vere ciniche che all'idea può far venire la pelle d'oca, ma non tutte le donne la pensano così evidentemente. Lo dimostra un recente studio dell'associazione "Donne e Qualità della Vita", che ha rivelato che il 18% delle studentesse italiane accetterebbe di vendere il proprio corso per un avanzamento professionale. E farlo per farlo, a quel punto preferirebbero uomini col «potere televisivo» (18%) a personaggi influenti del mondo della finanza (15%). Soltanto al terzo posto si piazzano i professori (13%), i calciatori (12%), gli stilisti (9%) e gli aristocratici (6%). I ricconi russi sono sempre più amati (10%), mentre gli sceicchi non attirano più (4%). Delle 540 studentesse intervistate per la ricerca, il 20% si è dichiarato non disponibile a qualsiasi compromesso. Mentre il 62% ha risposto con un diplomatico "non so". Il mito del lavoro nel mondo dello spettacolo e della tv porta più della metà delle ragazze (54%) a non escludere una relazione di mero interesse con un personaggio famoso del piccolo schermo come Bruno Vespa. Invece una ragazza su tre, per inseguire il sogno di una vita ricca e sfarzosa, opterebbe per il più giovane manager Matteo Arpe. Infine veniamo al mondo accademico: concedersi a un docente della propria università non sarebbe giudicato disdicevole da una studentessa su quattro. Sorprendenti risposte anche in tema di verginità all'asta: la condanna per Raffaella (ex gieffina che ha deciso di vendere la propria illibatezza via web) arriva solo dal 33% delle ragazze, mentre per il 15% "anche la propria integrità è un business". Sul banco degli imputati finiscono anche le famiglie: molte ragazze le condannano perché dicono che spesso sono proprio i genitori ad alimentare desideri di ricchezza e voglia di apparire. Il 24% se la prende con il fato, perché «se fossi nata in una famiglia di ricchi non ne avrei avuto bisogno». Se devono indicare un modello di donna di successo, un buon 8% cita Elisabetta Gregoraci, la moglie di Briatore.

Voglio credere che malgrado il sondaggio per fortuna la gran parte del paese sia un’altra cosa. E che la gran parte delle nostre ragazze non abbia intenzione di mettersi in vendita, e che la gran parte dei giovani e meno giovani maschi italiani veda ancora nella donna l’altra metà del cielo, creda nell’amore e nei sentimenti nobili, detesti la mercificazione del corpo.

Ciò non toglie che la fenomenologia descritta  sia in rapida crescita, perché non solo tollerata ma anzi assecondata dallo stesso governo italiano. E questo è un motivo in più, niente affatto secondario, di riflessione per gli elettori e le elettrici del premier Berlusconi. Sopratutto se hanno figli.

Stefano Olivieri

http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it

POLITICA
25 agosto 2010
BOLLINO NERO (di Stefano Olivieri)
 

In famiglia nelle due vetture Agila ( vecchio tipo) che possediamo ha smesso all’improvviso di funzionare il condizionatore. E’ successo a inizio luglio, e il pezzo di ricambio è stato finora non disponibile. Risultato: finestrini aperti e viaggi urbani limitati al massimo ( mia moglie adopera l’auto soprattutto per accompagnare Francesco, mio figlio, disabile al 100 %).

La riparazione prevista per ambedue le auto è complessivamente di 600 euro e per il momento abbiamo deciso di soprassedere, sperando che prima o poi il fresco ritorni. Del resto anche il condizionatore è un lusso, il fatto che sia entrato come accessorio fisso anche nelle utilitarie è segno di altri tempi passati, altri scenari sociali, di altri popoli. E poi si è sempre detto che anche il clima è condizionato dal benessere economico, i ricchi stanno al fresco d’estate e al caldo d’inverno, i poveri esattamente il contrario e così sia.

Le vacanze, per chi le ha fatte, stanno per finire. Il paese torna al lavoro ( per chi ce l’ha) e la politica dovrebbe preoccuparsene, perché c’è una crisi gravissima che non da segnali particolari di cedimento. Anzi, al sud comincia soltanto adesso a mostrare i suoi aspetti più allarmanti, con una disoccupazione che fra i giovani tocca la metà della popolazione. Industrie e aziende segnano il passo, il ricorso alla cassa integrazione è ancora altissimo, gli enti locali salassati dal governo centrale non riescono ad aiutare i loro concittadini più deboli. La tv non fa che parlare di bollini rossi e neri per i gaudenti partenti o rientranti ma nulla dice degli incubi di chi è restato a casa e la notte si rigira nel sonno pensando a tasse e bollette da pagare. L’unica cosa certa è che in autunno ci sarà la solita stangata energetica, con buona pace di Berlusconi e dei suoi linguainbocca e i suoi baciamano stagionali con Putin e Gheddafi, proprietari di gas e petrolio che il premier ha sempre detto di portare in Italia a prezzo di favore. Di certo qualche favore lo faranno a lui, a noi restano le bollette sempre più alte.

La politica dovrebbe preoccuparsi della crisi. La Fiat licenzia e non reintegra e alla fine i tre operai di Melfi sono costretti a ricorrere al capo dello Stato, perché il ministro delle infrastrutture è assente. O meglio, è ben presente, nascosto nell’interim di Berlusconi, che i suoi affari industriali per le aziende di famiglia continuerà certo a curarli ma si guarda bene dall’impicciarsi nei problemi degli operai. Tutta la maggioranza di governo gioca al cucuzzaro e al totoelezioni mentre il paese va in frantumi. Perfino Famiglia Cristiana, noto periodico comunista, adesso tuona contro il “berlusconismo”, ma il premier tira avanti dritto, da qui alla fine dell’anno dovrà fare una gimcana continua per schivare i processi e la galera e non ha tempo per curare il paese. Però sorride e promette, perché tanto l’elettore italiano è “come un bambino di undici anni, e neanche troppo sveglio”, sua definizione di qualche tempo fa. Vi prego di guardarlo attentamente in questi giorni di difficoltà, con lui non è il nuovo ad avanzare, è il regime.

Prima o poi accadrà, i tempi sono maturi per non dire marci. Padri e madri di famiglia scenderanno in strada con i loro figli e marceranno verso il palazzo, per cacciare i mercanti dal tempio della democrazia e riprendersi il paese. Per il momento la politica non sembra voler rivendicare che il primato dell’inerzia.

Stefano Olivieri
http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it/

POLITICA
11 giugno 2009
AMAZZONI (di Stefano Olivieri)
 Lo ammetto, comincio a prenderci gusto con i volantini. D'altronde... siamo o no nella civiltà delle immagini ?

Stefano Olivieri
http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it/


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permalink | inviato da Stefano51 il 11/6/2009 alle 13:45 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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