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se sono partito ogni tanto devo pur tornare
4 novembre 2011
CHI HA VOLUTO LO SCUDO AMERIKANO? (di Stefano Olivieri)

Chi ha voluto davvero lo scudo americano? Chi ha chiesto l’intervento del FMI? Il giallo di Cannes probabilmente si chiarirà soltanto fra qualche tempo, ma sta il fatto che da stasera la sovranità delle scelte economiche del nostro paese è notevolmente ridotta. Che poi scelte economiche non saranno per niente perché avranno ripercussioni profonde nella società italiana, soprattutto quella dei cittadini più deboli e ricattabili economicamente.
 
Dunque, andiamo per ordine: Barroso e Sarkozy hanno affermato in serata che è stata l’Italia a chiedere l’intervento del Fondo monetario internazionale. Un intervento di controllo, Berlusconi la definisce – bontà sua – una “certificazione” e questo già ci fa un po’ capire dove vuole andare a parare. Poi il premier si dilunga come suo solito e aggiunge particolari alla vicenda, ma che vanno tutti confermati perché ormai è notorio il vezzo del cavaliere di arricchire a modo suo i resoconti di eventi ufficiali. Ha infatti detto che quelli del FMI erano stati così carini con il nostro paese da offrire anche un aiuto economico, che lui ha rifiutato. Particolare immediatamente smentito dai diretti interessati.
Ha detto anche, Berlusconi, che in questo affare del FMI c’entra anche il presidente Napolitano, preoccupato del discredito crescente del nostro paese. L’intervista nelle stesse ore del presidente della Repubblica sembrerebbe confermare questa versione e potrebbe essere letta come un “warning” lanciato dall’inquilino del Quirinale al nostro premier, come a dire: “Ti faccio controllare dal FMI, così devi per forza rigare dritto.”
 
Se davvero così fosse, stavolta non sarei del tutto d’accordo con il capo dello Stato. Perché Berlusconi dell’ingerenza del FMI ha sicuramente intenzione di farne uno scudo, con cui ottenere un doppio risultato: da una parte blindare – per questo ha parlato di “certificazione” – tutte le scelte contenute nel maxiemendamento, in modo tale da presentarsi in parlamento con uno strumento di ricatto in più, buono soprattutto per i rivoltosi del pdl. Il secondo risultato è che il riconfezionamento del piano anticrisi richiesto a gran voce dall’opposizione ( patrimoniale, un vero piano per la crescita, un riequilibrio fiscale) dovrebbe a questo punto superare anche l’esame del FMI, nell’eventualità in cui a Berlusconi venga a mancare la maggioranza e il governo entri in crisi.
 
A questo punto tocca sapere per bene la verità, ed è assolutamente urgente che l’opposizione, con una sola voce, esponga chiaramente il piano alternativo.
Altrimenti i mercati ci faranno neri e, quel che è peggio, Berlusconi continuerà a stare a palazzo Chigi, seppure come vicerè di Unione Europea e FMI.
 
Io dico che è ora di dare questa benedetta spallata.
 
Stefano Olivieri
POLITICA
3 aprile 2009
MISTER OBAAAAAAAAAAAAAAAAMA ! ( di Stefano Olivieri)
 
Così ora gli piace anche se abbronzato. E quanto gli piace ! Un corteggiamento così asfissiante che Barack avrebbe potuto intentargli tranquillamente causa per stalking se soltanto il g20 si fosse tenuto nel nostro paese. Ma il premier Usa è comunque avvertito, a Luglio alla Maddalena non potrà sottrarsi ad abbracci, pacche sulle spalle, tastatine, guanciaguancia e chissà quali altre “carinerie”. Silvio ha già allertato i suoi fotografi, vuole un album completo di lui accanto al pennellone nero in tutte le pose, ci mancherebbe. Non è andato in America per festeggiarlo quando è stato eletto per non rubargli la scena, ma ora è tutto diverso, ora Obama è presidente anche lui e fra presidenti, si sa, ci si da del tu e ci si abbraccia spesso e volentieri, anche quando si è di idee distanti.

E' la vita. Sembrano passati millenni dall’idillio con il cowboy texano caduto rapidamente nell’oblio del nostro premier, ora è Obama il trend da inseguire, da accalappiare, da circuire spasmodicamente. Ogni mezzo è lecito per poter lanciare servizi su Libero dal titolo “Io e Barack”, e dunque tutti al lavoro, Saccà ripassi in fretta l’elenco delle signorine che stavolta altro che maggioranza al senato, qui si scrive la storia futura dell’umanità intera e sotto deve esserci anche la firma del cavaliere.

Pazienza per le gaffe, per quei decibel in più che hanno infastidito la regina Elisabetta dopo la foto di gruppo a Londra. Tanto ormai lo sanno tutti al mondo che Silvio è fatto così, verace come una vongola e smanioso come una partoriente quando stravede per qualcuno. Non ci si può far nulla, manco Bonaiuti e Capezzone in coro riuscirebbero a giustificare il suo comportamento strabordante, eppoi in fondo all’Italia che lo vota va bene così, che si lasci pure andare il premier del paese dei furbetti e dei mazzettari, alle volte una strizzata d’occhio fatta al momento giusto vale più di una firma ad un protocollo d’intesa. Quindi Obama forever alla grande, che non si pensi mai che l’Italia non ama l’America. E se qualcuno poi fa domande più precise, e chiede per esempio perché anche da noi non mettiamo in gabbia truffatori e corruttori come sta facendo Obama, si può sempre rispondere che si tratta della solita mistificazione della sinistra.

Stefano Olivieri
http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it/

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