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se sono partito ogni tanto devo pur tornare
15 dicembre 2011
CHI HA PRESO I MIEI 400MILA EURO?(di Stefano Olivieri)

 

 

 


Apprendo oggi da una indagine effettuata da una fonte autorevole come Bankitalia che la ricchezza degli italiani è diminuita. Detta così sembra la scoperta dell’acqua calda, ma entrando nei dati la questione è meglio chiarita. Dice, Bankitalia (cito testualmente Repubblica online): «…Sempre in termini reali la ricchezza complessiva è scesa dell'1,5% tra il 2009 e il 2010. Alla fine del 2010 la ricchezza netta delle famiglie (al netto, cioè, delle passività finanziarie) è stata pari a 8.640 miliardi di euro. La ricchezza lorda era invece pari a circa 9.525 miliardi di euro, corrispondenti a poco meno di 400 mila euro in media per famiglia.»

Minchia! 400mila euro per famiglia, quasi un miliardo delle vecchie lire. Allora è vero quello che dice Berlusconi, che gli italiani sono benestanti. Tutte le famiglie italiane, mica solo i Montezemolo o i Briatore, e nemmeno soltanto il sultano di Arcore. Qui stiamo scoprendo che se la ricchezza italiana, pur diminuita da qualche anno a questa parte, fosse messa in un unico gruzzolo e poi spalmata meticolosamente su tutte le famiglie italiane, ci sarebbe una bella coperta miliardaria anche per i cassintegrati, i precari, perfino i disoccupati, pensate un po’.

 

Allora sì che tutti potremmo aspettare a piè fermo, e direi anche con il sorriso sulle labbra, il decreto sventraitalia del professor Monti. Perché con 400mila euro sul conto corrente non avrei problemi, dormirei tranquillamente la notte invece di essere tormentato dai demoni IMU, IVA e ACCISE ( Acci Tua!). Il governo per l’ICI ha concesso, bontà sua, un abbuono di 50 euro per ogni figlio ma fino a ventisei anni. E i disabili, cara ministra del pianto Fornero? Io ho un figlio disabile totale che ha gli anni di Cristo. Ma come le scrivete ‘ste cose, con i piedi?

 

Se avessi, come dice Bankitalia, davvero 400mila euro non girerei fino a notte fonda per trovare il benzinaio fuori servizio che ti da la benzina verde al prezzo più economico per fare il pieno, non rimanderei la pulizia dei denti con il rischio poi di perderli, non negherei a mia moglie la lavastoviglie rotta da due anni, ché si sta rovinando le mani, povera donna.

Non farei niente di tutto questo, staccherei un assegno e lo darei a Monti pregandolo di usarlo al meglio, perché comunque è denaro sudore della fronte, mica quello che fanno le cricche.

 

Ora, pensate un attimo. Se è vero – e deve essere vero, se non le sa Bankitalia queste cose, chi altri… - che la media della ricchezza italiana è comparabile a 400mila euro a famiglia, ciò vuol dire che il divario fra poveri e ricchi italiani è incommensurabilmente maggiore rispetto a quello che ci si vuole far credere. Altro che il 10% che possiede il 50% del reddito nazionale. Se Bankitalia dice il vero, la situazione è a dir poco vergognosa e Monti si dovrebbe soltanto vergognare, per quello che (non) sta facendo. E Bersani pure, perché a reggere la sporta della più grande macelleria sociale di tutti i tempi, c’è anche il partito democratico. Brutto affare.

 

Fino ad oggi la partita l’ha vinta l’ex premier, non c’è dubbio. Che pure fuori da palazzo Chigi continua a far pesare i suoi desiderata. Prima fra tutte la “patrimoniale ad personam”, quell’asta delle frequenze che Passera (....) non vuole fare ma che frutterebbe al popolo italiano (che, caro professor Monti, egregio ma in senso etimologico ministro Passera, è SOVRANO: mettetevelo in testa prima di assecondare i desideri del sultano di Arcore), che frutterebbe dunque almeno 4 miliardi di euro, mica noccioline. E poi la tassa sui beni scudati (denaro sottratto alle tasse italiane e portato clandestinamente all'estero), ancora indecorosamente bassa. Il governo si giustifica invocando cavilli giuridici, però poi per marocchinare pensionati e dipendenti dimentica anche i principi di uguaglianza che ci vengono dalla Costituzione, senza parlare di leggi e contratti.

Carissimo Monti, TU SEI SUL FILO DEL RASOIO. Non per ciò che accade in parlamento, ma per quello che accadrà nel paese nei prossimi mesi. Potrà anche non interessarti la carriera politica, ma deve essere un tuo problema non spezzare la corda dell’equità in questo paese. Altrimenti sarai tu, non meno di Berlusconi , responsabile di ciò che potrebbe accadere.

 

Preferisci non toccare Berlusconi che potrebbe dare di più, ma molto di più all’Italia, in questo momento. Preferisci non fare una vera patrimoniale sui redditi alti e altissimi. Preferisci non toccare il Vaticano. Preferisci abbassare il prelievo su barche super auto e aerei per alzare le accise sulle sigarette. vedi Monti, capitalizzare i profitti e condividere le perdite è un assioma che può andar bene per una società finanziaria, non per un paese civile e democratico.

Tu sarai pure un tecnico e non un politico, ma è con la politica che dovrai poi confrontarti. Non quella di Montecitorio, parlo di quella vera delle case e delle famiglie, delle piazze d’Italia. E non scenderemo con gli striscioni stavolta.

 

Decidi da che parte stai, perché a questo punto devi dirlo apertamente, giocare a carte scoperte. Oppure dai le dimissioni e sceglierà il paese.

Bersani, per te questa è l’ultima chiamata. Datti una bella regolata.

 

Stefano Olivieri

http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it 

Post Scriptum : sono tornato a editare questo articolo perchè volevo mettere il link diretto al testo preso stamane da Repubblica online. Ebbene, quell'articolo c'è ancora ma è stato parecchio rimaneggiato, chissà perchè. Sopratutto è scomparsa la parte dove si fa riferimento, partendo dal reddito lordo complessivo del paese pari a 9525 miliardi di euro, alla incredibile media per famiglia di 400mila euro. Quasi che si volesse tenere il popolo nell'ignoranza, per poterlo mungere meglio. Bacchettata sulle dita ai censori di Repubblica online, e comunque a quel punto sono andato alla fonte, cioè Bankitalia. Il link dello studio sui redditi 2010 è questo:

http://www.bancaditalia.it/statistiche/stat_mon_cred_fin/banc_fin/ricfamit/2011/suppl_64_11.pdf

  

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