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se sono partito ogni tanto devo pur tornare
POLITICA
26 settembre 2010
DISTRAZIONI DI MASSA, AVANTI UN ALTRO! (di Stefano Olivieri)
 

Se Dio vuole questa storia si concluderà a breve. Ci potrebbero fare un film, anzi praticamente l’hanno realizzato in diretta e ce l’hanno propinato per tutta l’estate. Non si chiama “L’appartamento” soltanto perché quel titolo è già impegnato, dal 1960, dal capolavoro di Billy Wilder e Jack Lemmon. Ma almeno nel film di Wilder dell’appartamento abbiamo visto l’interno, qui invece soltanto una sequela di carte bollate, vere o false che siano.

Berlusconi avrà dunque la testa di Fini? Forse, ma potrebbe essere per lui una vittoria di Pirro. In Italia si dice “il bue dice cornuto all’asino” e il cavaliere di case, e castelli ne ha comprati a bizzeffe. Soldi suoi ? Certamente, ma solo fino a prova contraria dal momento che sull’origine delle sue immense ricchezze lui è stato sempre molto vago, soprattutto con i giudici. E dal momento che ha continuato ad arricchirsi sempre proprio più durante il governo della cosa pubblica, qualche dubbio ce l’abbiamo. Ad esempio il forziere della protezione civile, quello imbottito dei miliardi dei soldi spediti per sms dagli italiani, che per espresso volere di Berlusconi è sotto la giurisdizione e il controllo diretto della Presidenza del consiglio e non del ministero dell’economia. Una questione da me sollevata in passato proprio da questo blog, che ho scoperto recentemente essere diventata oggetto di interrogazione parlamentare da parte di Cimadoro dell’IDV (Ordine del Giorno 9/3196-A/35 -venerdì 19 febbraio 2010, seduta n.286 ) . Cosa che mi ha fatto piacere, segno che ogni tanto anche il tamtam del web arriva in parlamento.

Comunque dal momento che non si è avuta mai una risposta chiara sull’argomento, chi come il sottoscritto non si fida del Berlusconi politico ha tutto il diritto di chiedergli che fine hanno fatto tutti quei soldi offerti generosamente dalla popolazione italiana. E dal momento che le chiavi del forziere della solidarietà  ( non sono spiccioli: centinaia di milioni. Fra tsunami del 2004, terremoto in Abruzzo e ad Haiti, almeno 650 milioni di euro, e mi tengo basso) ce le ha in tasca il premier, così come si chiede conto a Fini dell’appartamento a Montecarlo, si dovrebbe chiarire al 100% il dubbio che le “cene simpatiche del cavaliere” a palazzo Grazioli con pernottamento delle gentili ospiti, le feste in Sardegna documentate da Zappadu, i festini in Brasile, le farfalline dorate e i numerosi appartamenti finiti nella disponibilità di signorine amiche del cavaliere siano stati totalmente finanziati dalle tasche personali del premier e non da altro, visto che spesso e volentieri ha dimostrato di confondere, anzi di identificare i suoi personali interessi con quelli di tutto il popolo italiano. Anche perchè fra l'altro attorno a questo bendidio della protezione civile hanno cominciato a circolare come mosche attorno al lardo  le "cricche" accreditate a palazzochigi di cui abbiamo appreso dalle intercettazioni, le famose intercettazioni che proprio il premier desidera tanto abolire con apposito ddl.

Insomma, per farla breve la fiction Tulliani si avvia a conclusione e in fondo Berlusconi, anche se Fini dovesse rimanere al suo posto, ci ha comunque guadagnato : per tutta l’estate si è parlato di questo e i numerosi impegni del governo del fare sono stati derubricati dall'attenzione di giornali e tv. Ora non so se Berlusconi farà o meno il famoso discorso ecumenico il giorno del suo compleanno, dopo le dichiarazioni di Fini qualcosa cambia e lo stesso Giuliano Ferrara – che la sa lunga – dal suo "Foglio quotidiano" consiglia al cavaliere di starsi quieto e vivacchiare, rinunciando anche alla performance da grande statista. E' più che probabile che il suo discorso non sia un ultimatum ai finiani, e che non si richieda nessuna fiducia parlamentare, tentando di continuare a galleggiare. Ma se sul documento non ci sarà voto di fiducia i finiani sasranno ancora più liberi di valutarlo (sopratutto per il capitolo giustizia) e i guai per il cavaliere potrebbero diventare seri, anche perchè le elezioni anticipate le vuole davvero soltanto la Lega che sa di crescere, mentre per gran parte dei peones del PDL si tratterebbe di tre anni di stipendio da parlamentare in meno con la prospettiva di un salto nel buio...

Dunque il rischio è che si vada a una nuova fiction, così da annacquare l'attenzione dell'Italia sulla stretta finale (sarà certamente una nuova porcata legislativa) per l'ennesimo scudo giudiziario di Berlusconi. Tutti certamente preferiremmo un governo del fare sul serio, perchè le miserie italiane cominciano a diventare importanti, ma probabilmente è proprio per questo motivo che Berlusconi e i suoi, sempre più inadeguati per un'Italia in caduta libera e sempre più pressati dalle esigenze giudiziarie di Silvio, la butteranno in caciara con qualche altra fiction. Perchè per Silvio gli elettori sono prima di tutto telespettatori un po' cretini, a cui basta regalare il culo di Belen quando sono depressi per ritirarli su.

Perché allora a questo punto non gli chiediamo ( PD, questa è una richiesta per i tuoi parlamentari), invece del solito ritrito panem et circenses,  di rendicontare fino all’ultimo centesimo proprio sullo stato dei fondi della solidarietà, che sono stati posti per suo volere nella diretta disponibilità della Presidenza del Consiglio ? Non vorrei davvero che il mio sms per l’Abruzzo fosse davvero finito in mignotte.

Stefano Olivieri

http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it

7 settembre 2010
Disdetta Federmeccanica, avvelenano i pozzi per il prossimo governo (di Stefano Olivieri)




Mentre Berlusconi schiaffeggia per l'ennesima volta il Quirinale con la pretesa che napolitano dimissioni Fini, la Federmeccanica disdetta il contratto siglato nel 2008. Effetto Pomigliano ? Senz'altro, ma c'è di più secondo me. Preso atto che l'impero sta per cadere, hanno iniziato ad avvelenare i pozzi, a piazzare le mine a tempo sul lastrico del prossimo governo. Gli imprenditori vogliono incassare in anticipo il vantaggio di un premier amico, sia pur all'ultima spiaggia, e lanciano il guanto di sfida; il premier dal canto suo si guarderà bene dall'entrare nella questione ( a proposito : come capo dell'esecutivo o come ministro dell'industria ?...) e anzi potrebbe essere stato proprio lui il suggeritore. Se tornerà lui vincitore ancora una volta, si troverà il lavoro già fatto, se invece sarà il centrosinistra, Bersani e gli altri avranno una gatta in più da pelare. Aspettiamo intanto con ansia di vedere che cosa faranno i sindacati Uil e Cisl, di solito accoccolati nei pressi di Sacconi.

Sono gli ultimi fuochi, d'accordo, ma dopo ci sarà davvero tanto da lavorare. Stasera Fini da Mentana si è detto disposto ad un governo tecnico di transizione, forse potrebbe toccare proprio a lui il bisturi per recidere il bubbone del berlusconismo dalla parte sana del paese. ma attenzione, perchè non è ancora finita. Gli antichi romani dicevano : in cauda venenum, e la sapevano lunga. Aspettiamoci colpi di coda.

Stefano Olivieri

http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it/ 

6 settembre 2010
QUANDO IL GIOCO SI FA DURO (di Stefano Olivieri)
 

La prima domanda dopo aver ascoltato il discorso di Fini a Mirabello è : se Fini fosse stato oggi premier al posto di Berlusconi, avrebbe detto le cose che ha detto ? In altri termini : se il Pdl non ci fosse mai stato e Fini fosse sceso da subito da quel predellino, e fosse riuscito a scalzare il cavaliere dal suo trono ancor prima delle elezioni del 2008, avrebbe poi detto le cose che ha detto ieri ?

La politica non si fa con i se e con i ma, più che certo. Ed è per questo anzi che il dibattito nel bel paese si è mummificato da qualche anno, perché nessuno finora ha veramente voluto o saputo gettare – citando nuovamente Fini – “il cuore oltre l’ostacolo”. Però ieri è successo e la cosa ci fa piacere, comunque sia arrivato Fini alle sue conclusioni, qualunque sia stato il suo più o meno lungo periodo di riflessione. In Italia si riaffaccia una destra liberale, che intende dialogare e progettare, era ora.

Forse il famoso vaccino di Indro Montanelli ha dato il suo primo frutto proprio in chi è stato più accanto a Berlusconi ( 16 anni non sono pochi) dal 1994. E’ stata una lunga attesa per chi, da sinistra, ha avversato Berlusconi non per odio personale ma per ciò che quest’uomo ha combinato nel corso degli ultimi 16 anni.

Ora le elezioni anticipate sono una certezza. Ma esiste anche la certezza che, se si vuole ( e se lo riterrà opportuno Napolitano, nel caso l'attuale governo dovesse cadere nel futuro prossimo sfiduciato dai finiani), si potrebbe andare a un governo di transizione che abbia i numeri per legiferare su una nuova legge elettorale ( Fini si è pronunciato in modo deciso sulla "porcata" di Calderoli). Dunque  Fini ha a questo punto acceso il cerino e lo ha tenuto in mano quanto basta a garantirgli che il premier adesso rovescerà tavolo e carte, e non per fare un dispetto al suo ex alleato, ma semplicemente perché è costretto a giocare d’anticipo – con le elezioni appunto – se non vuole rischiare un processo che per lui sarebbe esiziale. La Lega sente di nuovo puzza di bruciato e si allontana, nei prossimi giorni ne sentiremo delle belle e forse potrebbe esserci qualche grossa sorpresa nella stessa maggioranza. Se si abbassa il potere di attrattiva del premier, se il venditore di pentole si vede scomparire il pubblico davanti, può anche accadere che qualche ministro ex AN cominci a riflettere. Penso soprattutto ai giovani, che hanno più da perdere nell’aggrapparsi a una stella cadente. Vedremo.

Il PD non deve stare a guardare. C’è poco tempo e va utilizzato al meglio. Ieri ho sentito da Fini toccare argomenti a me cari, come quello delle famiglie monoreddito, dei disabili, dei servitori dello Stato presi a pesci in faccia finora da Brunetta, Sacconi, Tremonti e Berlusconi. Ma io non voglio farmi rassicurare da destra, voglio che sia il PD a farlo. Bersani concerti in fretta un manifesto di valori comuni con Di Pietro e Vendola e convochi immediatamente le primarie di coalizione, agganciandole ai territori e ai collegi, come suggerisce l’Unità e come io e altri, non tanti purtroppo, andiamo ripetendo da anni.

Il centrosinistra rialzi la testa e riprenda a parlare con il suo popolo, con i giovani e le donne, si faccia guidare dal sogno di una Italia pulita che è finalmente dietro l’angolo. E lo faccia con slancio e determinazione, subito, senza pensare a Fini, a Casini e a Rutelli. Se ci sarà o meno un terzo polo, se sarà o meno determinante nel futuro del paese, ciò dipenderà soltanto dalla capacità del PD di porsi al centro del dibattito sociale con tutte e due le gambe, senza paura. E’ questo il momento del gioco duro, non altri.

Stefano Olivieri
http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it/

POLITICA
29 luglio 2010
PICCOLI RE CRESCONO (di Stefano Olivieri)



Berlusconi si prepara alla monarchia. Si esaurisce nel giro di pochi mesi, da quel dito alzato di Fini verso il palco, la prova tecnica di democrazia nel PDL, che resta primo partito nel nostro paese ma somiglia sempre di più ad una corte. Granata, Bocchino e Briguglio deferiti ai probi viri, i dissidenti presi a pesci in faccia dai giornali del padrone e ostracizzati dagli ex aennini ora stretti tutti attorno al premier. Per Fini addirittura si vorrebbe lo sfratto dalla Camera, ma lui non è in subaffitto perchè èstato messo lì dal Presidente della Repubblica e Berlusconi dovrebbe ben saperlo. Il Pdl cucina la sua ribollita mentre il paese muore di fame, complimenti alla cricca del premier per l’alto senso di responsabilità.

Un plotone di finiani già si prepara. Per adesso sono 35 alla Camera e 14 al Senato, ma  la situazione è ancora fluida. Se domani, formando gruppi autonomi, dovessero votare con l'opposizione un qualsiasi provvedimento, il loro voto varrebbe doppio, e c'è da scommettere il ddl intercettazioni sarà il primo ad essere accantonato da Berlusconi in virtù dei nuovi equilibri. Ovviamente chi lascia la corte del re può scordarsi per un po’ la tv e tutti gli annessi e connessi, ma un bel respiro all’aria aperta certe volte non ha prezzo. Il premier ha deciso e il senso dell’operazione è chiarissimo : punirne due per educarne cento, chi resta dovrà ripassarsi in fretta tutto il nuovo rigidissimo cerimoniale di corte per non rischiare nulla. Ma non era il partito dell’amore ? Ah, già, l’amore. Anche quello evidentemente è esclusiva prerogativa del presidente. Che in fondo forse a questo punto ha deciso di andare ad elezioni a settembre, dopo aver "ripulito" il suo partito.

Se Berlusconi ha formalmente per il momento sospeso l’espulsione di Fini e dei finiani (ma nei fatti il divorzio è già in atto), un altro reuccio in carriera lo imita. Marchionne ha sospeso la decisione, annunciata in pompa magna, di voler lasciare Federmeccanica e dire addio al contratto nazionale dei metalmeccanici. La sua spada di Damocle è sempre lì ma per il momento non se ne farà niente, evidentemente aspetta di veder cadere la resistenza di Pomigliano ( e di Mirafiori). C’è da credere che nei prossimi mesi fioccheranno altri licenziamenti di sindacalizzati (CGIL) negli stabilimenti Fiat, mentre l’allegra brigata Sacconi Angeletti Bonanni applaudirà al nuovo reuccio in carriera stigmatizzando ogni voce critica.

Il nostro paese sta diventando così, o stai con il re di turno o sei fuori da tutto. Democrazia, concertazione, pluralismo e giustizia sociale, tutto ormai in soffitta.

Siamo ufficialmente entrati nel medioevo mentre il resto del mondo prova a guardare oltre la crisi. Il popolo non è più sovrano di nulla ma Belen sicuramente ci delizierà a Sanremo. Che vogliamo di più ?

Stefano Olivieri
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POLITICA
25 luglio 2010
Fini e La Russa ( di Stefano Olivieri)

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POLITICA
22 aprile 2010
LE REGOLE DEL PADRONE (di Stefano Olivieri)
 

Fini uscirà probabilmente sconfitto dai numeri di questa Direzione nazionale PDL. Con il passare dei minuti si assottiglia la schiera dei suoi fedelissimi, alle 11,30 la lettera di fiducia a Berlusconi firmata ieri da 75 parlamentari di area ex AN ( in tutto sono 116) ha trovato 15 nuove adesioni e Verdini raggiante annuncia che altre se ne attendono.

Come a dire che Gianfranco Fini sarà più o meno solo quando parlerà a una platea quasi totalmente berlusconizzata, proprio come piace al cavaliere. La corrente interna – la metastasi, come l’ha definita il premier – nascerà morta e la prossima inevitabile conseguenza sarà costituita dalle dimissioni di Fini da presidente della Camera dei Deputati, carica che con buone probabilità potrebbe andare ad un leghista. Suggerirei la trota, per fargli fare un po' di pratica con una carica che evidentemente ormai vale come il due di briscola nell'era del cavaliere.

Così da domani nell’area di centro destra circoleranno due personaggi improvvisamente liberi di impegni : Luca di Montezemolo con il suo Italia Futura che scalda i motori da tempo, e Gianfranco Fini, futuro ex presidente della Camera, cofondatore del PdL.

Ambedue guardano con attenzione e interesse al maggior partito italiano, quello degli indecisi, che con la loro non scelta hanno vistosamente dimagrito alle ultime elezioni amministrative sia il PdL che il PD. Può darsi che si incontrino, può darsi di no, ma qualcosa di nuovo succederà certo nelle prossime settimane, che potrebbe far diventare vecchio il nuovo contrabbandato dal cavaliere.

Al popolo degli elettori della libertà converrebbe seguire con attenzione gli eventi, per sapere se il loro partito si avvia decisamente ad essere monocratico e cesarista come desidera patron Silvio, oppure intenderà inerpicarsi per la difficile strada della democrazia interna.

Mi prenoto già per la puntata tv da Santoro o da Floris con Fini invitato. L’AGcom è avvertito, il telefono del cavaliere potrebbe diventare incandescente per l’occasione.

Stefano Olivieri
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POLITICA
16 dicembre 2008
Dal governo Schiaffi e carezze al Vaticano, purchè se ne parli ( di Stefano Olivieri)

Il governo apre con Sacconi una nuova crociata contro l'eutanasia ( fra l'altro anche contro il parere della Corte di Cassazione, che poco prima aveva respinto il ricorso degli avvocati di Berlusconi circa la ricusazione del giudice Gandus....) nello stesso giorno in cui Fini condanna il comportamento poco coraggioso della Chiesa cattolica durante le leggi razziali. Una tecnica consolidata del governo Berlusconi, che non si smentisce nemmeno con il Vaticano : schiaffi e carezze purchè se ne parli, così il popolo potrà dire : “ Che uomo, non guarda in faccia nemmeno il papa quando è necessario”

Perché approfittando del fatto di riassettare casa non passiamo a Sacconi anche la Binetti..?

Stefano Olivieri
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