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se sono partito ogni tanto devo pur tornare
19 luglio 2014
Fatelo, non ditelo (messaggio al governo) di Stefano Olivieri
 

Oggi è l’anniversario, 22 anni, della morte di Borsellino. Ma è anche il giorno dopo la morte dei quasi trecento passeggeri, più di ottanta bambini, dell’aereo asiatico abbattuto sui cieli ucraini da un missile russo. È poi il giorno dopo dell’ennesimo attacco di Israele sui cieli e per le strade di Gaza e infine, tornando all’Italia che i nostri giornali considerano l’ombelico del mondo, dell’assoluzione di Silvio Berlusconi sul caso Ruby.

Un mix di notizie fra loro inconciliabili finisce per diventare soporifero in un paese già addormentato dalla sua stessa rassegnazione a non cambiare. Il mondo intorno a noi, a due passi da noi considerata la vicinanza di Ucraina e Palestina, va in pezzi e tutto ciò produce ormai uno sdegno moderato, anomalo, fuorviante. Le prime pagine dei giornali sono occupate dalle analisi della rimonta di Silvio, dal suo rinnovato candore, dalla sua reiterata fiducia nella magistratura buona che lo assolve dai suoi peccatucci troppo privati per diventare materia processuale. Non c’è stata concussione, non c’è stato sesso con minori, non ci sono state le orge a pagamento nella casa del premier, nulla di nulla. Così il partito del premier, molto più vasto delle sue stesse tessere, risorge dalle ceneri e Brunetta chiede una commissione d’inchiesta e una lista di proscrizione dei cattivi.

Gli italiani, però, quasi non se ne sono accorti perché sono in guerra da mesi, da anni contro una crisi patologica che ha ormai colpito pesantemente anche il ceto medio. I senza casa, senza lavoro, senza prospettive sono più di un terzo del paese e anche se il nuovo premier Renzi è giovane e molto simpatico alla Merkel, sono sfiduciati verso il futuro. Non vedono ancora i furbi e gli evasori sufficientemente perseguiti dalla legge, non vedono spiragli da cui possa arrivare qualche euro in più alle famiglie, non vedono riforme tangibili e incassabili immediatamente da una popolazione ridotta allo stremo. I lavoratori dipendenti sono sempre più schiavi e malpagati mentre dall’altra parte gli imprenditori furbi continuano a evadere, i commercianti a non scontrinare come trent’anni fa più o meno, i padroni a evadere tasse e contributi.

Dov’è il colpo d’ala promesso, dov’è il riscatto etico, dov’è la pistola fumante di un partito maggioritario del 40, 8 % che ha dichiarato di volersi mettere alla testa del paese per portarlo fuori dalla palude? E perché la stampa continua a sbrodolare prime pagine su fatti e persone che non riguardano la carne viva del paese piuttosto che dare voce e visibilità ai tanti, troppi che ogni giorno finiscono inghiottiti dalla miseria e dalla disperazione?

Non è più tempo di chiacchiere ma di scelte. Raddrizzare il fisco, eliminare le spese non indispensabili e colpire l’evasione recuperando e redistribuendo quel reddito finito in poche mani, del tutto insensibili verso i guai comuni, questo occorre fare subito. Non ci facciamo nulla di un senato fantoccio, non ci facciamo niente degli F35 che neanche in USA fanno volare più, non ci facciamo nulla degli streaming. Basta. L’Italia da mille euro al mese non starà a guardare in silenzio e se non si vuole finire nel caos occorrono procedure d’emergenza da accollare a chi finora con questa crisi non solo non ci ha perso ma ci ha guadagnato, spudoratamente. Voi sapete, tutti ormai sanno, a chi ci si deve rivolgere. Fatelo, non ditelo.

Stefano OLivieri
http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it


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permalink | inviato da Stefano51 il 19/7/2014 alle 7:27 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
6 giugno 2010
GUERRA E FAME ( di Stefano Olivieri )
 Questo paese non ha bisogno di eroi e di superuomini su macchine volanti che uccidono. L’Italia ripudia la guerra e coloro che sulla guerra lucrano e fanno affari, come le fabbriche di armi e armamenti. Siamo un popolo che sprofonda in una crisi senza precedenti, i padri di famiglia fanno debiti per tirare avanti, si tagliano stipendi e pensioni, si stringe la cinghia perfino agli invalidi alzando l’asticella del diritto all’85 % ( praticamente dai 2/3 a più dei 4/5: per avere diritto all’assegno di invalidità il richiedente deve avere già un piede nella fossa, quasi quasi conviene presentare insieme anche la domanda di reversibilità della vedova..).

Dall’altra parte si considera strenua lotta all’evasione fiscale avere introdotto la ricevuta elettronica per i pagamenti superiori a 7000 euro ( ma andate in giro piuttosto a vedere quanti commercianti non fanno più scontrini !...) e aver resuscitato ( colo in minima parte) la riforma Visco con la tracciabilità degli assegni superiori a 5000 euro ( e se uno emette due assegni da 2500 ?..). E poi ? Poi basta, non c’è trippa.

Invece la trippa c’è, e anche le patate. Sappiano i moderati elettori del cavaliere che dovranno andare in giro anche con le pezze al c**o, ma non potranno far mancare al ministro La Russa i suoi bei giocattolini F35 (operazione approvata il 6 aprile di quest’anno). Costano un botto l’uno e ne abbiamo commissionati 131 per fare i primi della classe e oltre al costo d’acquisto ( oltre 13 miliardi di euro : 1 miliardo l’anno fino al 2026) ne hanno uno ( circa il 50 % : 6 miliardi e mezzo) per l’esercizio e la manutenzione, e senza considerare le spese di aggiornamento e addestramento di chi dovrà pilotarli. Sono armi da offesa, non da difesa, possono tranquillamente trasportare bombe nucleari ( che bello !!) e tutte quelle cosine che fanno tanta bua ai cattivi.

Ma contro chi li dovremo usare ? Questo non è importante. Gli italiani, i disoccupati, i cassintegrati, i terremotati abbiano fiducia, che qualcosa il governo si inventerà. C’è sempre una guerra in giro per il mondo.

Stefano Olivieri

http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it/


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permalink | inviato da Stefano51 il 6/6/2010 alle 19:43 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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