.
Annunci online

se sono partito ogni tanto devo pur tornare
14 giugno 2012
A ciascuno il suo


Stefano Olivieri
http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it

Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. crisi escort esodati

permalink | inviato da Stefano51 il 14/6/2012 alle 10:36 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
23 gennaio 2011
Primo stipendio del 2011 ( di Stefano Olivieri)

Siamo al primo stipendio del 2011. Più magro degli altri anni perché i padroni hanno fatto bungabunga anche con i nostri contratti. Quelli che sono stati chiusi, pochissimi, hanno fatto stringere la cinghia del denaro e anche delle libertà in fabbrica, vedere il caso Fiat. Meno tempo anche per andare al cesso, guai ad ammalarsi e niente sindacato in fabbrica, a meno che non sia uno di quelli che scodinzolano al padrone.
 
E già che sto parlando dei privilegiati, di chi un lavoro, scarso che sia, è riuscito ancora a tenerselo stretto. Il governo si vanta di aver tenuto botta alla crisi, di aver sostenuto il reddito di chi perdeva lavoro. E’ vero, ha dato fondo alle casse, ha usato perfino i fondi per le aree sottosviluppate (che prima o poi dovrebbero essere restituiti ), ma non ha messo in atto una qualsiasi strategia per la ricrescita, nulla di nulla. Così, finita la cassa integrazione e la mobilità, nel corso di quest’anno terribile assisteremo alla crescita logaritmica della povertà in Italia. E neanche il ceto medio, la middle class italiana di colletti bianchi pubblici e privati, se la passa tanto meglio : gran parte dei contratti pubblici sono stati congelati, i tagli orizzontali hanno colpito dalla scuola alla previdenza, passando anche per l’agenzia delle entrate. Brunetta si gode il calo dell’assenteismo ma sa che è una vittoria di Pirro, perché i furbi trovano sempre il modo e gli onesti, invece, stanno peggio di prima lavorando il doppio.
 
Il governo non ha fatto nulla, non ha investito, non ha puntato sui lavoratori italiani, che poi sono anche i principali consumatori dei prodotti italiani. Così le aziende stentano a ripartire, la merce resta in magazzino e il padrone licenzia gli operai, è questo il circolo vizioso che l’ineffabile Tremonti, il dogmatico Sacconi e il sultano Berlusconi non hanno voluto capire. L’Italia quest’anno rischia, rischia il botto grosso e nessuno al governo vuole ammetterlo.
 
Berlusconi è troppo impegnato nella sua battaglia personale. Due video suoi, poi le difese d’ufficio delle sue badanti in tv. L’Italia ha bisogno di lavorare e mangiare, ma lui è munifico soltanto con le ragazze dell’olgettina, alle quali continua anche durante l’inchiesta in atto a bonificare doni da 10000 euro. L’avesse fatto con i terremotati dell’Abruzzo, l’Italia gli sarebbe stata anche riconoscente. Ma lui in Abruzzo ha costruito case che col passar del tempo sembrano sempre più quegli sfondi da film western all’italiana, basta che giri l’angolo e trovi la magagna. Invece alle sue badanti, infermiere, poliziotte ( dipende dalla serata a tema) ha riservato appartamenti con tutti i crismi, spesati perfino di bollette. L’Italia continua a votarlo, si dice. Probabilmente sì, c’è una parte d’’Italia che ha bisogno di lui per continuare a evadere fisco, contributi e quant’altro, e che si aggrappa al sultano per continuare ad avere privilegi. C’è poi un’altra parte del paese che lo vota perché Silvio è diventato una religione, molto ben confezionata dalla tv, e anche perché – occorre dirlo – nessuno dall’opposizione ha ancora avuto l’idea di creare un programma alternativo a quello del governo su tasse, lavoro, scuola, salute, che possa raccogliere le firme di tutti i partiti all’opposizione. Così su un piatto destro della bilancia ci sarà pure sterco di vacca rinseccolito, che pesa però sempre di più dell’aria fritta che si vede dalle parti dell’opposizione.
 
Meno male che la Sorcinelli, ex meteorina anche lei bonificata ( nel senso dei bonifici) dal sultano, a gennaio ha ricevuto il suo stipendio : 10mila euro, per servizi vari, quali lo scoprirà la magistratura. Certo che ora che le ragazze sono interrogate dai giudici, a papi Silvio tocca tenersele buone, senza ritardare i pagamenti.  Vai così Italia, male che vada, adesso che abbiamo anche il suo numero di cellulare ( era sull’agenda di due prostitute) anche se ci tagliano gli stipendi  possiamo sempre telefonargli e chiedergli un regalino, giusto quello -  s’intende - che serve per tirare un po’ il fiato. Mica ci si vuole approfittare, eh papi ?
 
Stefano Olivieri

Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. berlusconi crisi escort bungabunga

permalink | inviato da Stefano51 il 23/1/2011 alle 15:12 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
SOCIETA'
5 novembre 2010
LA PLAYSTATION DI MR. B (di Stefano Olivieri)

ED TV è un film di qualche anno fa. Cynthia Topping (Ellen DeGeneres), direttrice del canale "True Tv", inventa un nuovo programma che spera possa rialzare gli indici di ascolto da tempo in calo. Il programma consiste nel seguire e riprendere, 24 ore su 24, la vita di una persona qualsiasi. Il fortunato è Ed Pekurny (Matthew McConaughey), commesso trentenne in un videonoleggio di San Francisco. Il reality show "EDTv" diventa il programma più visto degli Stati Uniti. Milioni di persone seguono costantemente la vita di Ed, che diventa una celebrità. Ma questa celebrità ben presto gli si ritorce contro, facendo diventare la sua vita un inferno, in cui vengono messi a nudo i segreti della sua famiglia e gli complicano non poco le sue vicende sentimentale con Shari (Jenna Elfman). Alla fine Ed vorrebbe scindere il suo contratto e ne parla con Cynthia, la conduttrice, che vorrebbe accontentarlo. Ma il padrone della tv, impersonato da Rob Reiner ( il regista di Harry ti presento Sally) non ne vuole sapere di chiudere quella insperata miniera d’oro e così alla fine Cynthia, per costringerlo a interrompere la trasmissione, rivela al giovane Ed  che il padrone del network tv è impotente e fa uso di una pompetta, posizionata nello scroto, per gonfiare a piacimento il suo organo sessuale e mantenere così la capacità erettile. E’ inutile dire che l’uomo capitola, il reality ED TV si interrompe bruscamente e il giovane Ed Pekurny  torna padrone della sua vita e della storia sentimentale con Shari.

Questa piccola digressione cinematografica per introdurre quanto rivela oggi “Il fatto quotidiano” sempre a proposito dell’altrettanto infinito sexy reality show  che ha per protagonista, non si sa bene quanto involontario, il nostro premier Silvio Berlusconi. Alle indagini relative al caso da parte dei giudici di Milano, fra l’altro, sembra siano molto interessati alcuni sconosciuti che hanno tentato nel corso di questa estate di forzare l’armadio che conteneva i documenti riguardanti le dichiarazioni di Ruby circa i festini ad Arcore in cui era presente anche Noemi Letizia, una conduttrice televisiva e due ministre. Il fascicolo è stato naturalmente da allora trasferito in una stanza ancora più protetta e blindata, lasciando l’ignoto committente del tentato furto a bocca asciutta.

Torniamo a ED TV e al nostro premier. Ieri sera ad anno zero doveva esserci anche Nadia Macrì, l’ultima escort in ordine di tempo che ha parlato di Berlusconi. Non c’è andata e non ha rilasciato interviste per volere della procura di Milano, però qualcosa evidentemente è filtrata lo stesso, da Nadia o forse da qualche altra fonte perché sempre “Il Fatto quotidiano” oggi fa cenno a una delicata operazione chirurgica a cui si sarebbe sottoposto il paziente ultrasettantenne per risolvere – al San Raffaele di Milano dell’amico don Luigi Verzè – le “fastidiose disfunzioni erettili” legate probabilmente a traumi prodotti da una precedente operazione alla prostata. E pare che Silvio, grazie all’abile lavoro di uno specialista del ramo, il prof. Francesco Montorsi e la sua equipe, abbia risolto “in maniera definitiva (e idraulica) i suoi problemi erotici”.

Insomma, per dirla in breve, il premier ha la pompetta con cui ordina al suo soldatino di mettersi sull’attenti quando è necessario. E questo giocattolo gli deve evidentemente aver preso la mano più di una play station, perché da quando è avvenuta l’operazione, con sospetta coincidenza, si è avuta l’impennata dei festini, dei pulmini carichi di escort, dei relax del cavaliere.

Ora, ben inteso, siamo sempre pronti ad applaudire – guai se così non fosse - quando la scienza e la tecnologia migliorano, con le loro scoperte, la qualità della vita di chi ha subito dolorose mutilazioni e traumi operatori. E che un nonnetto si diverta  alla sua età con la playstation dell’alzabandiera  ci fa quasi tenerezza.

Che per divertirsi chiami ragazze giovanissime e minorenni, però, ci piace già molto  meno. Che poi si giustifichi dicendo che lo fa perché è generoso e vuole soltanto aiutare i bisognosi, non ci piace per niente. Che infine utilizzi la sua carica istituzionale, le scorte di stato, le auto, i pulmini, gli elicotteri, gli aerei e i piroscafi di stato – dunque soldi pubblici, nostri - per fare scorazzare le sue favorite, alcune delle quali oggi addirittura profumatamente stipendiate dallo Stato italiano, ebbene questo ci manda davvero in bestia. Per cui, poiché in questo periodo abbiamo bisogno di un premier davvero a tempo pieno, se lei  vuole giocare con la sua pompetta, signor presidente, faccia pure, ma prima si dimetta. Vede, fa pure rima.

Stefano Olivieri

http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it

 

 


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. berlusconi escort pompetta montorsi

permalink | inviato da Stefano51 il 5/11/2010 alle 20:2 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
11 febbraio 2010
Gnocca di Stato ( di Stefano Olivieri)


Insomma ci risiamo. La lingua batte dove il clito ride, direbbe un mio amico sempre pronto alle manipolazioni linguistiche. Anche Bertolaso ha viaggiato su escort, modello Francesca o Monica non ha importanza, è tutto questo governo ormai che va a puttane. Ma non è una cosa da nascondere, tutt’altro : da quando Berlusconi ha scoperto che gli italiani lo invidiano per il codazzo di belle donne al seguito, il premier non solo non nasconde più quale sia il suo passatempo preferito, ma lo fraternizza, in casa come all'estero ( perfino in Albania si è fatto subito riconoscere..), lo promuove come moneta corrente anche fra i suoi più intimi collaboratori, visto e considerato che il Dipartimento della Protezione civile fa ancora  parte del Governo, e a giudicare dalle intercettazioni sul G8 sardo il servizio di prenotazione escort massaggiatrici era un fatto tutt'altro che irrituale. Al posto del volgare denaro, evidentemente, il premier (palazzo Grazioli e villa Certosa insegnano) preferisce - e il suo esempio è stato a quanto pare subito ripreso dall'imprenditore Diego Anemone per ingraziarsi Bertolaso - che sia piuttosto la gnocca a premiare fedeltà, impegno e attivismo sul lavoro dei suoi collaboratori. Perchè fra l'altro il denaro una volta che lo hai speso se ne è andato e non torna più, mentre di gnocca che ti ronza attorno nell'Italia di oggi ce ne è d'avanzo e poi ti rimane a disposizione per anni (finchè regge), la puoi usare una infinità di volte come premio e in più consuma poco, soprattutto per uno che ha a disposizione televisione e cinema, particine e comparsate da distribuire a destra e a manca come santini, dalle sue tv come da quella di stato, come ci hanno insegnato le intercettazioni di Saccà. In fondo, Berlusconi se la gode e fa godere i suoi amici (avrei dovuto usare un’altra espressione, ma con il termine “gnocca” mi sono già speso ampiamente il bonus trivialità) a spese nostre, dei cittadini beoti di questa penisola italiana, che invece di incazzarsi una volta di più per l’ennesima riprova di questo troiaio di Stato e scacciarlo a furor di popolo da palazzochigi, lanciano fischi di ammirazione al cavaliere e poi magari si chiudono in bagno pensando di essere al posto suo, a palazzo Grazioli, sul lettone di Putin.

Povere donne italiane. Immagino le madri delle adolescenti, che fra i tanti problemi che in genere nascono con il fiorire delle tette delle figlie, oggi ne hanno uno in più : quello che le loro ragazze prima o poi finiscano non con il frequentare i bassifondi cittadini, bensì le molto più infide e pericolose residenze di stato del premier Berlusconi e diventare divisa monetaria al portatore, anzi per meglio dire, all’utilizzatore finale. Care mamme vi capisco, ma vedrete, la natura sta facendo il suo corso, basta aspettare.

Stefano Olivieri
http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it/

POLITICA
22 giugno 2009
Quelle rose gelate ( di Stefano Olivieri)
 

Esistono infiniti, indescrivibili e straordinari modi di dare amore ad una giovane donna. Ne hanno cantato poeti e prosatori da quando è nato il linguaggio, e ciascuno di noi ha dentro di se un giardino segreto dove conserva immagini, suoni, sapori di incontri con l’altra metà del cielo che più gli hanno fatto battere il cuore.

La donna è una rosa che sboccia, risplende e poi sfiorisce, Quando si ama una donna non si bada se sia nella sua primavera o nel suo autunno, perché ogni stagione della vita ha un po’ di sale e un po’ di miele racchiusi insieme. Ma una donna che sboccia è uno spettacolo che ferma il cuore, e solo il cuore merita. Coglierla soltanto per strapparle i petali, violando la sua fragranza soltanto per soddisfare un desiderio bestiale, non ci fa certo più uomini, e non ci rende più giovani se non lo siamo più. Non c’è immagine più spregevole di un uomo vecchio che approfitta di giovani donne solo per assaporarne fugacemente il profumo, e per farlo è disposto a pagare. Quelle rose resteranno belle per qualche giorno, poi come gelate da un inverno precoce appassiranno rapidamente.

Per ciascuna di queste giovani bellissime ma inutili rose che hanno avuto il privilegio di decorare la tavola dell’imperatore, ci sono centinaia, migliaia di margherite e di viole nascoste nell’erba, a cui hanno negato il sole, l’acqua buona, la terra fertile, soltanto perché non hanno saputo, o per dir meglio non hanno voluto mettersi in mostra per essere raccolte.

Per ogni giovane donna, bellissima ma debole al punto da preferire di far cogliere il proprio corpo e non la propria mente e per questo, nell’Italia di papi, omaggiata di farfalle dorate, di automobili, appartamenti, collier di diamanti, viaggi da sogno, esistono migliaia di ragazze che hanno voluto dire no e per questo adesso sgomitano e faticano più del dovuto per farsi strada senza trucchi, senza scorciatoie dorate, senza colpi di basso ventre. L’Italia ha meravigliosi talenti da mettere in gioco, ma fin quando nella stanza dei bottoni ci sarà papi avremo non solo un governo, ma un intero paese che andrà a puttane. Potremo chiudere questa triste pagina italiana quando sopratutto le donne, tutte le donne si renderanno conto fino in fondo di come e di quanto siano state offese, violentate, mortificate e mercificate dall’”utilizzatore finale”. Ci vorrebbe una nuova Resistenza, tutta al femminile, per fermare questa cinica violenza quotidiana, che rimbalza dalla tv ai giornali inondando case, scuole, piazze, fabbriche e uffici, e che ha il suo primo referente in colui che dovrebbe dare l’esempio a tutti. E invece, in questa Italia che va sempre più a puttane, perde tempo correndo dietro a chi lo chiama papi.

Abbiamo letto tutti dell’andirivieni notturno a palazzo Grazioli, in certe sere della settimana. Come in un club privè, una telefonata e il portone si apre, niente poliziotti, niente custodi, niente di niente. Un terrorista travestito da gnocca potrebbe minare in qualsiasi momento il cuore delle istituzioni in questo paese dove proprio sulla insicurezza dei cittadini il governo ha voluto costruire gran parte dei suoi consensi elettorali. Le ragazze sfilano alla chetichella, tutte bellissime, italiane e anche straniere, extracomunitarie a cui nessuno chiederà quella sera il permesso di soggiorno, anche se poi ci passano la notte nella casa del primo cittadino d’Italia. E lui lì ad accoglierle, a raccontare barzellette, a mostrare le gioie di casa cominciando dalle foto di moglie e figli, esibite senza pudore alcuno in una serata che si sa già come andrà a finire. Qualcuna di queste ragazze racconterà che poi con lui non c’è stato nulla, e che anzi ha ricevuto regali e denaro senza dare in cambio nulla. Può essere anche vero, perché d’altra parte è nella quantità che si fa la qualità della scelta, come suggerisce la tecnica aziendale. L’utilizzatore finale ha diritto di scelta ma è magnanimo con le escluse, prodigo perché se lo può permettere, molto di quello sfarzo d’altronde è pagato dai contribuenti.

Per questo tutto ciò non è più gossip, chiacchiera denigratoria, senso di rivalsa. A qualunque uomo piacerebbe, almeno per un giorno, possedere l’”arcivernice” del prof. Pier Cloruro de Lambicchi, con cui basta pennellare un immagine per farla diventare reale, e far uscire fuori da una rivista per soli uomini un intero plotone di ragazze bellissime e disponibili. Ma qui non si parla di un capriccio, di una occasionale caduta di stile, di un isolato scaldaletto bensì della regola, della routine settimanale di un uomo a cui gli italiani hanno affidato lo Stato. E constatare che durante questa gravissima crisi che ha preso il paese e che inghiotte ogni giorno centinaia di famiglie, il premier metta in cima alla sua agenda viagra e pistolino, beh non può fare piacere nemmeno al più acritico dei suoi sostenitori. Se perfino i vescovi della chiesa di Ratzinger - un papa che certo non è lontano dai potenti – chiedono a papi di chiarire, vuol dire che si è toccato il fondo della botte e lì la melma è tale che solo un acido potente potrà rimuoverla. Serve un gigantesco collettivo scrollone etico prima di tutto, serve un nuovo governo che per cominciare non vada a puttane.

Stefano Olivieri
http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it/

sfoglia
  

Rubriche
Link
Cerca

Feed

Feed RSS di questo 

blog Reader
Feed ATOM di questo 

blog Atom
Resta aggiornato con i feed.

Curiosità
blog letto 1 volte

Questo blog si presenta sotto forma di appunti personali, e come tale non segue un vero filo logico nel corso del tempo. Il presente blog non costituisce testata giornalistica, non ha carattere periodico ed è aggiornato secondo la disponibilità e la reperibilita’ dei materiali ivi contenuti. Pertanto, non può essere considerato in alcun modo un prodotto editoriale ai sensi della Legge n° 62 del 7.03.2001. posizionamento sui motori ricerca



IL CANNOCCHIALE