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se sono partito ogni tanto devo pur tornare
28 maggio 2015
DOPO LE REGIONALI (di Stefano Olivieri)

Io vivo di sensazioni, mi fido del mio naso spesso anche più dell’esperienza, che in questi tempi fatica a decodificare e catalogare persone ed eventi fra i buoni e i cattivi. Così leggo la sfida di Matteo Renzi con le elezioni regionali di domenica prossima come una probabile Waterloo, a causa di una sequela impressionante di errori strategici. Capita, a chi ottiene il successo troppo in fretta, di sedersi sugli allori e rinunciare a comprendere i mille perché di un percorso trionfale (primarie, segreteria Pd, vittoria alle europee e governo del paese). A caval donato non si guarda in bocca, dice il proverbio. Renzi invece avrebbe fatto bene a cercare di capire, ma ha rinunciato a farlo perché aveva già in mente un progetto ambizioso e cinico, quello di bruciare il partito appena conquistato e dalle sue ceneri far risorgere il suo partito personale, sempre più spostato a destra perché lui è stato sempre intimamente di destra, ma ha scelto di farsi largo a sinistra perché era più semplice dato lo sbando del partito dopo le ultime politiche, e anche perché la sua retorica, le sue visioni sognanti di un bel paese, una bella scuola, un bel lavoro con il Jobs acts sarebbero state troppo sofisticate per farsi largo in un popolo che, fra l’altro, ancora oggi malgrado Fitto, Alfano, Salvini & company fa ancora riferimento all’immarcescibile Berlusconi.
La grande sfida di Renzi è quella di far cambiare completamente pelle al PD, scippando voti a Forza Italia e allo stesso Salvini e rinunciando totalmente al tentativo di riallacciare un dialogo a sinistra, sindacato compreso,
Il vestito, però, è stretto. La ripresa che si dice partita non produce occupazione, le imprese hanno più respiro per i benefit governativi (Irap in meno, Jobs acts, etc) ma non hanno liquidità tant’è che per rifornirsi sono tornate al baratto interno di merci. I lavoratori dipendenti, a cominciare da quelli della scuola, hanno ormai capito il gioco delle tre carte e le milleuno insidie che si nascondono dietro il Jobs acts ( si parla di nuovi posti di lavoro, ma in realtà si tratta in massima parte di stabilizzazione di posti precari. E poiché la stabilizzazione è attuata con la nuova disciplina del Jobs acts, il cosiddetto lavoro a tempo indeterminato che si raggiunge è sempre sotto la spada di Damocle delle tutele crescenti, che fino a quando non crescono del tutto consentono al padrone di licenziare il dipendente e di buttarlo fuori dalla porta con una mancetta. E l’indebolimento della scuola pubblica, soprattutto della sua capacità di selezionare futura classe dirigente, che Renzi intende perseguire con il preside plenipotenziario e l’ingresso di sponsor privati a bilanciare la diminuzione di risorse, va letto insieme al Jobs act nella visione complessiva, che ha il premier, di uno Stato vassallo dei potentati economici e delle multinazionali, destinato a produrre con la scuola pubblica manovalanza di basso livello mentre la scuola privata curerà la futura classe dirigente (in pratica, la riforma Gelmini attuata in pieno).
Dunque mi chiedo, chi voterà per Renzi stavolta? Chi nel popolo del PD darà fiducia a un partito che finora si è mostrato debole con i forti (dalle banche alla Ue fino a Marchionne, che oggi Renzi è andato a omaggiare a Melfi) e forte con i deboli, dai dipendenti ai pensionati, dalle donne ai disoccupati in cerca di prima occupazione? Riuscirà la fusione a freddo con il popolo di destra a bilanciare la perdita di consensi a sinistra?
Secondo me, il PD farà un tonfo clamoroso e purtroppo il resto della sinistra non potrà giovarsene, non essendosi organizzata in tempo. Torneranno su invece la Lega Salvini, il M5S e Forza Italia, disegnando una nuova mappa dell’elettorato che alla fine non consentirà a nessuno di cantare vittoria, preparando un terreno molto incerto alle elezioni politiche anticipate.
Così, dopo aver portato l’Italia al livello della Grecia per gran parte degli indicatori economici, dopo aver impoverito anche la classe media, dopo aver distrutto diritti e tutele nel lavoro, dopo aver svuotato, per le sue ambizioni personali, il più grande partito della sinistra europea, Renzi sarà costretto a gettare la spugna. Se la prenderà con i gufi perché non è capace di fare autocritica e scomparirà dalla scena in attesa di tempi migliori.
Questa la mia previsione, purtroppo distopica, dell’Italia all’indomani del voto regionale. La corte renziana si smobiliterà con velocità inaspettata, soprattutto i più giovani tenteranno di ricollocarsi in qualsiasi partito. Punto.

E non ditemi che faccio il gufo anch’io. È da quando Renzi ha smesso di fare il sindaco di Firenze che ho alzato le antenne.


Stefano Olivieri
http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it


POLITICA
26 marzo 2010
IL BUIO OLTRE LA SIEPE (di Stefano Olivieri)
 

Dunque ricapitoliamo, adesso che è praticamente conclusa la campagna – si fa per dire – elettorale per le prossime elezioni regionali, che porteranno al voto più di 41 milioni di italiani. A ben vedere, il partito del premier Berlusconi dovrebbe fare un monumento ad Alfredo Milioni, invece di castigarlo : con il suo panino ha regalato al presidente l’inaspettata opportunità di riempire con l’ennesima crociata il vuoto imbarazzante, in particolare a livello locale, visto che queste sono elezioni regionali, di un governo militarizzato dalle incombenze legali del suo presidente. Grazie a Milioni Berlusconi ha anche inaugurato una vera inedita liturgia di regime : ha convocato tutto il suo governo sul palco targato PDL, ha fatto giurare gli aspiranti governatori nelle sue mani (non come Bossi, come qualcuno ha scritto, bensì come Napolitano, e anzi questo secondo me è stato lo strappo politicamente più rilevante fatto al capo dello Stato).

Il lavoro, la sua mancanza, la sua incertezza e la sua precarietà, le sue regole e tutele sempre più deviate a vantaggio del padrone, sono il pensiero fisso di due terzi degli italiani. Ma non se ne è parlato. La pressione fiscale, che continua a mortificare i lavoratori dipendenti e premia furbi ed evasori attraverso mille condoni e leggine fatte apposta, è l’altro batticuore dell’Italia, ma non se ne è parlato. L’acqua sempre più privatizzata, l’ambiente saccheggiato e mortificato dall’incuria, lo scellerato ritorno al nucleare del paese che ha più sole, vento e mare fra tutte le nazioni europee, è l’altro dubbio, soprattutto a livello locale, di tanti milioni di elettrici ed elettori, ma non è stato sciolto.

Infine l’apnea informativa. Mi ha fatto male, davvero fisicamente, seguendo ieri sera la trasmissione Raiperunanotte di Santoro, constatare l’abbrutimento culturale ed etico in cui scientemente l’uomo di Arcore ha voluto precipitare la sua gente, quelli che erano a piazza san Giovanni, per intenderci. Non contento del regime mediatico imposto da almeno vent’anni – che vale l’appannaggio di una intera generazione di elettori, alla fine li ha messi a pane e acqua, come si fa con le lumache per farle spurgare prima di mangiarle. Sono rimasto stravolto a sentire quelle voci, a osservare il fanatismo fondamentalista e acritico di quella folla sotto il palco, che subiva l’ultima violenza prostrandosi con il suo coro di sì e di no davanti al profeta. Nessuno di loro a chiedersi se le parole e le domande del premier fossero più o meno manipolate dal suo interesse personale, l’importante era partecipare al coro, era un rito orgiastico collettivo questo rispondere addirittura al dio in persona, affabulatore e carnefice al tempo stesso. Il pericolo dunque non è più Berlusconi, è piuttosto che cosa faranno, dove andranno e che cosa penseranno questi sventurati quando lui prima o poi non ci sarà più, e il suo verbo, il suo mantra saranno vapore che scompare al sole.

Sono sempre più convinto, purtroppo, che il nostro paese sarà costretto a pagare di nuovo pesantemente il suo biglietto d’ingresso nella democrazia, e che la nuova resistenza non sarà gandhiana. Se, come credo e spero, queste elezioni non premieranno Berlusconi, il futuro prossimo vedrà la sua fine o la sua ancora più arrogante e affrettata investitura a duce del terzo millennio. E io a quel punto sarò fra quelli, non so voi, che non resteranno a guardare, neanche per un attimo.

Stefano Olivieri

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17 marzo 2010
ELEZIONI AL BUIO (di Stefano Olivieri)
 

Si è già capito, al prossimo voto regionale l’Italia ci andrà giocando a mosca cieca. Gli elettori senza informazioni sui programmi, senza dibattiti televisivi, senza neanche le promesse tribune elettorali in sostituzione, dovranno da qui al 29 trovare la via del voto da soli, a occhi chiusi, spintonati in continuazione da cortei e manifestazioni, storditi dalle urla di chi stando al governo, dopo aver chiuso le tv e mandato gli ispettori a Trani, ora invita a scendere in piazza per il diritto alla privacy (mai sentita una cosa del genere, è proprio vero allora che la politica sta cambiando..).

Elezioni faidatè insomma, e chi non saprà industriarsi e deciderà di restarsene a casa o magari andare al mare ha già illustri approvazioni, come quella di Montezemolo, che aspetta anche lui al varco con la sua formazione Italiafutura. Si fonderà con quella di Fini, dopo il voto ? Chi lo sa, tutto è ormai possibile, ogni congettura, nel buio totale in cui sono lasciati i cittadini elettori, merita credito.

Berlusconi però resta lo stesso molto preoccupato. Perché questo buio in realtà mortifica la sua esigenza di verificare il flusso di amore proveniente dai suoi elettori. E lui stesso vorrebbe dare, dare, dare di tutto e di più, perché un regalino, anche farlocco ma molto bene incartato fa sempre la sua porca figura, ha sempre il suo valore se consegnato un paio di giorni prima del voto. Ma l’ICI è stata tolta, i rifiuti di Napoli sistemati a dovere e anzi ricominciano a spuntare, gli aiuti a disoccupati e cassintegrati già finiti (anche perché le regioni hanno terminato i soldi da anticipare). Potrebbe lanciare il piano gnokka per i giovani, ti iscrivi e voti PDL e ti diamo un kit gratuito di 20 voucher (buonignokka) da consumare al Salario sportvillage, scegliendo nell’elenco di 350 escort già noto. Potrebbe regalare un bonus energia alle popolazioni italiane nel cui territorio saranno costruite, con tanto di vigilanza armata a spese nostre, le nuove (???) centrali nucleari. Grazie all’innovazione infatti le popolazioni limitrofe ai siti nucleari diverranno fosforescenti e non avranno bisogno di alcuna illuminazione notturna.

Ma in realtà il premier è a corto di idee perché Tremonti gli ha aperto il borsellino statale mostrandogli il vuoto assoluto : la botte è stata raschiata a dovere e se Berlusconi vuol davvero fare regali, li deve fare di tasca sua. Poveretto, fra l’assegno di mantenimento alla moglie e il debito con De Benedetti ha già un sacco di buffi da riparare, se ne lamenta perfino in una telefonata intercettata. E’ proprio disperato, che aspettiamo ad aprire una colletta per lui e per il ministro cloquard Tremonti, precipitato da 4,5 milioni di euro dichiarati nel 2007 ( ammàppela quanto guadagnano i commercialisti) a 39mila euro nel 2008.

Berlusconi ha chiesto 500mila innamorati a piazza san Giovanni il 20 marzo. Ma non saranno troppi per lui ? Si vede che Scapagnini lo ha ben rifornito di caramelline azzurre.

Stefano Olivieri

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4 marzo 2010
Le femministe, piazza Farnese e il PDL ( di Stefano Olivieri)
 

I tempi cambiano. Fra tre giorni, trent’anni fa, piazza Farnese a Roma si riempiva di femministe incazzate contro padroni, mariti, fidanzati, insomma maschi prevaricatori. L’otto marzo tutta la zona del ghetto ebraico, in particolare piazza Farnese e l’attigua piazza di Campo dei fiori, era appannaggio del movimento di liberazione della donna. Ricordo i fiori, le gonne lunghe e i maglioni di lana cruda, i capelli intrecciati e gli scialli, gli slogan e i cortei festosi. Proprio a piazza Farnese nel 72, se non ricordo male, ci fu un memorabile e scherzoso scontro di cori e rime fra le femministe e il neonato FUORI (fronte unitario omosessuali rivoluzionari italiani). Da una parte le donne che urlavano : “Col dito, col dito, l’orgasmo è garantito !”. Dall’altra parte il Fuori rispondeva “col c****, col c*****, è tutto un altro andazzo..”

Altri tempi, altre rivendicazioni. Il divorzio appena ottenuto, i consultori da avviare, la pillola, l’aborto. E i maschietti all’angolo, un po’ intimoriti.

Oggi a piazza Farnese protesta il popolo della libertà , un partito dove le donne emergono soltanto se appoggiate, molto spesso in senso per niente figurato, dal capo supremo. Una protesta, quella di oggi, che dovrebbe essere rivolta prima di tutto agli stessi notabili del partito, naturalmente uomini, che si sono rivelati incapaci perfino di osservare le elementari regole elettorali.

La Polverini, diretta interessata, ci sarà senz’altro. Spero che le altre donne del partito della libertà abbiano un pur tardivo sussulto di dignità, e decidano di non sottomettersi a quest’ennesimo burqa. A piazza Farnese è meglio andarci da femministe che da veline schiave.

Stefano Olivieri
http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it/

3 marzo 2010
E l'Italia aspetta ( di Stefano Olivieri)
 

Le liste sbagliate, truccate, incomplete, i candidati che sbraitano; il presidente del consiglio che straparla come al solito, che lancia la crociata dell’esercito del bene, i giornalisti di regime impegnati come non mai a rimescolare, a coprire, a decolorare l’informazione, fino al ramadan completo decretato dal cda Rai, che ha colto al volo la proposta (bipartisan ????) di un radicale eletto nelle file dell’opposizione e ne ha fatto un piatto prelibato da servire al pensiero unico.

La casta, stavolta è davvero il casi di dirlo, sta davvero mostrando il peggio di se in questa dirittura di arrivo delle elezioni regionali. Il nostro paese è quasi cadavere, tutti gli indici segnano profondo rosso e i dottori autoeletti e autoconvocati a salvarlo non si curano di lui perché sono troppo impegnati a litigare, a rimpallarsi le responsabilità, a rubare in tv una comparsata in più rispetto all’avversario. Mazzettari, corruttori, mafiosi e puttanieri ma anche dilettanti allo sbaraglio, incapaci di rispettare quel minimo di regole previste per poter mantenere il potere che hanno conquistato. Il massimo davvero dell’indecenza.

Mentre mi recavo al lavoro oggi sono stato costretto a fermarmi un buon quarto d’ora, causa fila interminabile di auto, davanti a un muretto dove era disegnata la bandiera italiana e sopra la scritta “campioni del mondo”. Ecco che cosa ci sta fregando, questa smodata manìa di campionismo, di protagonismo che ci spinge a guadagnare la prima posizione soltanto per essere lì a dirlo in tv, non per fare qualcosa. Con un presidente che è il migliore degli ultimi centocinquantanni, con un governo che ha sgominato – dice – tutte le mafie del mondo, con un ministro dell’economia che fa impallidire Nostradamus quanto a preveggenza, dovremmo essere già sulla Luna, altro che primi in Europa. Invece no, andiamo indietro, la nostra economia langue come non mai, la disoccupazione avanza più che altrove e andrà sempre peggio perché adesso cominciano a chiudere – e a migliaia – anche le piccole e medie aziende per le quali sono terminati gli ammortizzatori sociali. Fra l’altro impegnare denaro soltanto sul fronte degli aiuti senza un piano di rilancio dell’economia è suicida, non fa che rimandare la data del funerale, questo ormai lo stanno capendo tutti.

Ecco, diciamo che il paese aspetta la data del suo funerale. Potrebbe essere fra un mese, fra due mesi, ma verrà. E allora tanto vale celebrarlo subito, magari il 29 di marzo. Mandiamo a casa i venditori di fumo e rimbocchiamoci le maniche, che c’è un sacco da fare. Votiamo questo PD per quanto anemico, balbettante, incerto nel tirare fuori le palle. Intanto mandiamo a casa la cricca, che sarà già un bel passo avanti. L'età dell'oro può essere dietro l'angolo.

Stefano Olivieri
http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it/

18 febbraio 2010
LA VITA O LA RIFFA ( di Stefano Olivieri)
 

E’ proprio vero, queste prossime elezioni regionali sono importanti. Bersani potrà anche ricamarci sul “giudizio di Dio” in cui Berlusconi tende a trasformare ogni competizione elettorale, ma è drammaticamente vero che alla fine di marzo l’Italia intera sarà ad un bivio : da una parte la resistenza, la voglia di mettersi in gioco e di unirsi contro un regime prevaricante, di più, contro una filosofia dell’esistenza che trasforma le relazioni individuali e collettive in quella gelatina che sta emergendo dalle ultime intercettazioni. E dico ultime perché Berlusconi stavolta - e questa è l'altra scelta che si può fare - è davvero intenzionato a mettere il silenziatore su questo indispensabile strumento di indagine, fosse pure per decreto : dopo non sapremo più niente, ci attende come in Avatar un bel criosonno di almeno tre anni, fino alla scadenza della legislatura, semmai ce ne sarà ancora una.

Ma il 22, o forse il 28 di marzo prossimi ( Sacconi ha proposto di far slittare il voto per accorpare le comunali e provinciali), il popolo italiano, investito dal premier in persona, ha una grandissima opportunità : testimoniare con il suo voto se questo potente sonnifero lo accetta o meno, se è d’accordo nel farsi un bel sonno mentre l’Italia finiscono di sgranocchiarsela i furbetti e i loro sponsor politici.

Leggo che perfino l’igienista dentale – tale Nicole Minetti – che Berlusconi ha conosciuto al S. Raffaele durante il suo forzato ricovero dopo l’attentato Tartaglia, è diventata con il tocco di re Mida una candidata consigliera nella lista Formigoni per le prossime elezioni regionali. Non è la prima infermiera che curando il premier trova un posto in politica, è successo in passato anche con l’ex caposala Licia Ronzulli, quella che smistava le ragazze a villa Certosa, oggi deputata europea.

Mi rivolgo alle donne, a tutte le donne, ma soprattutto a quelle che votano a destra. Sarete voi, carissime, a fare la differenza a queste prossime elezioni regionali, che Berlusconi ritiene – e sono perfettamente d’accordo – essere un importantissimo test nazionale. Ebbene, prima di votare, prima di entrare in quel gabbiotto con la scheda in mano, pensate a come quest’uomo, Silvio Berlusconi, tiene in considerazione non questa o quella donna, ma l’intero genere femminile. Pensate all’uso che vuole farne, all’uso che ne ha fatto finora, per quel pochissimo che è trapelato dalle indagini, dalle intercettazioni, dai video e dalle foto rubate, dalle ammissioni delle escort che sono state con lui.

So bene che la difesa d’ufficio in questo caso è sempre la stessa : sono fatti privati, l’importante è che abbia ben governato. Ma è importante o no, vi chiedo - guardate la mano sinistra di Berlusconi dove sta, nella foto - essere o meno consapevoli che si da il potere, sempre più potere, a un uomo che le donne intende usarle soltanto come un kleenex, per se e per i propri amici ? E’ importante o no sapere che non contano più gli studi fatti, la competenza, la professionalità acquisita, se non sono accompagnate ad un bel paio di cosce da mostrare generosamente, magari da far anche toccare al maschio potente di turno ? E’ importante o no sapere, capire che questa non è più libertà, emancipazione femminile, ma soltanto un meschino asservimento ad un maschilismo fondamentalista che porta l’Italia indietro non di decenni ma di secoli ?

Non vi chiedo di votare per l’opposizione, che vi appare smunta e dimessa. Vi dico però che sta a voi scegliere fra il partito di un capo assoluto, che potrebbe diventare così forte da decidere che anche le elezioni sono inutili, e i candidati dell’opposizione, i cui rappresentanti sono stati toccati anche loro dagli scandali, è vero, ma si sono dimessi dall’incarico, come pretende la democrazia. Decidete voi, se continuare a voler votare e a scegliere oppure delegare questo residuo diritto a chi candida alle elezioni la giovane igienista dentale del S. Raffaele che ha avuto la fortuna di incontrarlo. Scegliete voi, la vita o la riffa, per voi stesse e per le vostre figlie.

Stefano Olivieri
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