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Stefano OLivieri
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permalink | inviato da Stefano51 il 23/2/2013 alle 10:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
POLITICA
12 gennaio 2013
IL PANE QUOTIDIANO (di Stefano Olivieri)

La crisi ha almeno un lato positivo, quello di scoprire le carte. Le chiacchiere, gli slogan elettorali, gli sguardi penetranti dei leader in tv, le battute azzeccate servono a poco quando lo stomaco brontola perché manca il pane quotidiano e l’orizzonte è nero. Se i soldi che circolano sono pochi per restituire fiato alle famiglie italiane, due e soltanto due sono le cose da fare subito. La prima, quella di verificare se quel denaro è DAVVERO così scarso. Il dubbio è legittimo perché siamo il paese con il tasso di evasione fiscale ( e anche contributiva, ma questo è già un altro discorso) più elevato del mondo. La seconda cosa da fare è strettamente legata all’esito della prima verifica, adottare cioè tutte quelle misure legislative, e non soltanto in campo fiscale, che consentano al tempo stesso una redistribuzione del reddito più equa e una sistemica ripresa virtuosa della produttività, perché il denaro che si spende deve essere poi rimpiazzato da nuove risorse economiche.

Fa bene dunque Bersani, alla vigilia della campagna elettorale, ad avanzare cauto. Il 2013 inizia con lo spread raffreddato ma i motori dell’Italia, che giorno dopo giorno perde i suoi pezzi migliori, l’altro ieri è accaduto alla Richard Ginori, hanno bisogno di essere revisionati in fretta e poi accesi, con il carburante giusto e in quantità sufficiente. Una falsa partenza potrebbe incepparli di nuovo, e la mancanza di rifornimento in corsa potrebbe farci perdere la gara per la sopravvivenza in una Europa che ormai si sta lentamente livellando, perché anche la stessa Germania comincia ad avere qualche problema ( e fra breve anche la Merkel dovrà andare al voto).

Il popolo italiano vuole sapere semplicemente come potrà riprendere a guadagnare il pane quotidiano, con continuità e con la giusta aspettativa che a quel pane si aggiunga, per chi ne ha diritto, prima o poi anche il companatico. Non importa se la salita è ripida, ciò che interessa è vedere sempre ben chiara la meta e soprattutto verificare continuamente che lo sforzo per raggiungerla sia davvero collettivo, che non ci sia insomma troppa gente in plancia a godersi il sole mentre gli altri remano per tutti.

Le ricette sono tante e a prima vista sembrano tutte belle e convincenti. Perfino quelle del cavaliere riesumato, che scopre di poter abolire l’imu alzando il prezzo delle sigarette e dei giochi. Fra l’altro, l’Italia è diventato il biscazziere mondiale dei giochi d’azzardo proprio sotto il decennio del cavaliere, chissà com’è. E gran parte del gettito dei mille giochi e scommesse ormai tutti legalizzati finisce in tasche misteriose (mica tanto poi) e lontane mille miglia dal nostro paese. Com’è lontana Antigua, del resto, l’isola che Berlusconi ha costellato di villoni di lusso come un centro vacanze. 

Ma le ricette troppo complicate vanno messe da parte all'inizio, vero professor Monti? A causa dell'emergenza l'anno scorso fu messa la corda al collo ai soliti noti. Ebbene, lo faremo anche stavolta, ma a pagare dovranno essere per forza altri, quelli che finora non si sono mai presentati all'appello.  

Bersani parta subito con il piede giusto. Raddrizzare l’equità fiscale, restituendo quella progressività alla tassazione che nell’ultimo decennio è venuta a mancare, determinando lo spostamento di reddito più clamoroso dall'inizio della storia d'Italia. E' per questo che servirà una tassa patrimoniale, non c'è proprio niente di scandaloso. Perché il motore dell’Italia sono i lavoratori a reddito fisso, gli stessi lavoratori che fanno funzionare tutto, dallo Stato alle piccole e medie aziende che costituiscono tuttora la parte più pesante dell’industria italiana, e lo stesso madeinitaly che ci ha reso famosi in tutto il mondo. Poi, anzi insieme a questo, restituire etica al mercato del lavoro, intervenendo su tutte quelle regole per furbi che hanno consentito a troppo imprenditori senza scrupoli di approfittare della crisi per fare gli affari migliori della loro vita. Sono gli stessi furbetti che oggi sono pronti a rialzare le sorti del cavaliere, loro sodale da sempre. A questa gente, che non si è fatta scrupolo di strozzare le vite di migliaia di lavoratori soltanto per riempirsi le tasche, sarebbe da togliere anche la cittadinanza italiana.

Fatto questo, il paese potrà ricominciare, con i motori ripuliti e senza scorie. E soltanto allora riprenderanno a guardarci con rispetto davvero anche all’estero. Non basta un presidente di bell’aspetto e dalla pronuncia oxfordiana a farci andare a testa alta. Io preferisco mille volte di più che l’ammirazione arrivi ai nostri operai, a come sanno lavorare e a quanto lavorano quando sono messi nelle condizioni di farlo. È a loro, e alle loro famiglie, che deve subito pensare il prossimo governo del paese.

Stefano Olivieri

http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it


26 settembre 2012
MARIO GRANDE ELETTORE DI SILVIO (di Stefano Olivieri)


Mi affaccio per postare soltanto un trafiletto, ripreso da Repubblica online di oggi 26 settembre 2012: 

MONTI, BERLUSCONI? PIENO DIRITTO A RIPRESENTARSI

«Non so» se Silvio Berlusconi «si presenterà alle elezioni, ne avrebbe chiaramente tutto il diritto. Non ha mai lasciato la politica, ha lasciato la premiership». Lo ha detto il premier. «Vedo in lui uno dei maggiori sostenitori del governo»

Se a qualcuno fosse rimasto qualche dubbio....

Stefano Olivieri
http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it 


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