.
Annunci online

se sono partito ogni tanto devo pur tornare
26 ottobre 2011
NOIO VULEVON SAVUAR... (di Stefano Olivieri)


Ci faremo la solita pessima figura, con la “lettera di intenti” confezionata a quattro mani da Bossi e Berlusconi, sempre più compagni di merende. Arrossiamo al solo pensiero del premier che vola a Bruxelles con in tasca la pistola fumante del suo completo fallimento, un balbettìo di proposte accroccate fra loro, dai condoni alle pensioni, qualsiasi cosa pur di non toccare la grana del padrone e della sua classe di riferimento. Sarà macelleria sociale assicurata nel loro stile, forti con i deboli e deboli con i forti, il parlamento italiano non conosce ancora una riga di questa lettera. Vergogna !

 

Si è detto e si è scritto in queste ore dell’orgoglio nazionale, di come l’intero paese avrebbe dovuto rispondere a botta calda alle risatine di Sarkozy e della Merkel. Io credo che sia proprio l’orgoglio ad averci ammutolito, di fronte a un nostro rappresentante così inadeguato alla carica, alle responsabilità che gli competono. Più che orgoglio dunque, si tratta di vergogna. Perché anche chi non ha votato Berlusconi ogni giorno di più non riesce a capacitarsi di come un gran pezzo del paese continui a pendere per lui. E se anche il carisma personale del premier è precipitato nel fango, il suo partito di riferimento, quel popolo della libertà fondato sul predellino di una mercedes, continua a piacere a un quarto degli elettori. Tutti ricchi possidenti, timorosi di perdere i privilegi inanellati sotto le legislature del cavaliere? Non credo, i conti non tornerebbero. C’è piuttosto un problema di disimpegno politico e di sottosviluppo culturale che Berlusconi nel corso di questo ultimo quindicennio, in particolare, ha sapientemente coltivato attraverso le sue tv. La libertà di fare, meglio se fuori dalle regole. E di sopraffare chi è meno furbo di te. L’Italia berlusconiana, decontestualizzata dal resto del mondo, è un colorito presepe con tutte le sue maschere tragicomiche, i suoi ruffiani e le donnine attorno al re, l’uomo che appena qualche anno fa si diceva fosse in odore di santità, salvo scoprire quel che si è scoperto.

 

Così questa farsa si sta chiudendo. Non sarà oggi, i due compagni di merende si sosterranno l’un l’altro per non cadere, al solito. Ma l’Italia del lavoro e dell’ingegno, l’Italia di Marconi e di Leonardo, l’Italia della Fincantieri e dell’Iribus sta chiudendo bottega causa mancanza di governo. Non possiamo più permettercelo, l’orgoglio nazionale deve venir fuori non per rintuzzare un qualsiasi Luis De Funes (De Gaulle, Mitterand, Chirac non avrebbero mai avuto la caduta di stile di Sarkozy). Il nostro orgoglio ci deve servire per espellere dopo vent’anni il bubbone fetido di Berlusconi e della sua cricca. Più poveri, lo sappiamo, ma liberi di ricostruire il futuro, nostro e dei nostri figli. Con un governo attento al paese e rigoroso sul serio, non più compartecipato da zoccole e ruffiani compiacenti verso il padrone. Non aspettiamo che sia la Ue a dircelo.

 

Stefano Olivieri

http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it

 


 
sfoglia
  

Rubriche
Link
Cerca

Feed

Feed RSS di questo 

blog Reader
Feed ATOM di questo 

blog Atom
Resta aggiornato con i feed.

Curiosità
blog letto 1 volte

Questo blog si presenta sotto forma di appunti personali, e come tale non segue un vero filo logico nel corso del tempo. Il presente blog non costituisce testata giornalistica, non ha carattere periodico ed è aggiornato secondo la disponibilità e la reperibilita’ dei materiali ivi contenuti. Pertanto, non può essere considerato in alcun modo un prodotto editoriale ai sensi della Legge n° 62 del 7.03.2001. posizionamento sui motori ricerca



IL CANNOCCHIALE