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se sono partito ogni tanto devo pur tornare
27 novembre 2011
MONTI NON SCHERZARE (di Stefano Olivieri)

Caro Monti non ci siamo. Una patrimoniale “mini” me la sarei aspettata da un politico e non da un tecnico. Perché il politico ha un certo qual pudore quando accosta la ricchezza, forse perché ne è attratto e non può ammetterlo, lui sempre in cerca di consensi popolari. Una mini patrimoniale in Italia, per di più limitata ai beni immobili, è un contentino per i gonzi. È la coccardina di quella dichiarata equità che doveva essere il passepartout per gli indignados davvero morti di fame che popolano il bel paese e che non si fidano e stanno all’erta. E secondo me fanno bene.
Ciò che sta accadendo in queste settimane ci ha fatto perfino dimenticare Berlusconi. Se non fosse stato per lui, per quella uscita patetica di oggi (“..starò dietro le quinte..”) che lo ha reso ancor più drop out di quanto non fosse già con la sua lotta ai comunisti mentre la spectre finanziaria si mangia il mondo, non ne avremmo neanche parlato. E siamo passati da Berlusconi a Monti proprio per questo motivo, per stare sul punto, per vedere ben chiaro lo scenario doloroso che si prepara. Ma su una questione siamo intransigenti: se la torta sarà amara le fette più grosse andranno fatte ingoiare a chi questa crisi l’ha cavalcata alla grande, sanguisugando senza pietà i sogni e i bisogni delle famiglie italiane.
Dunque: patrimoniale sia ma vera e soprattutto sui beni mobili, sconosciuti o meno al fisco. Trovarli sarà compito vostro, cominciate dai conti correnti, fate il giro dei portieri degli stabili, andate nei porti e fatevi dire di chi sono le barche, interrogate i gioiellieri. Perchè i ricchi sono furbetti: che succede se uno di loro invece di comprarsi un castello lo prende in leasing? Che facciamo, lo graziamo mentre operai e dipendenti finiscono alla mensa della Caritas perché con il ricalcolo delle rendite finanziarie (fermo al 1989) il valore del bicamere in periferia acquistato con trent'anni di mutuo schizza alle stelle? Ma lo sa lei, professor Monti, che nel 1989 operai e dipendenti stavano meglio, ma molto meglio di oggi? Lo sa che da vent’anni a oggi un oceano di denaro si è trasferito dal lavoro alla rendita? E Lei pensa forse che quella rendita si sia trasformata soltanto in ville e superattici? È al corrente di quali e quante fantasie possa produrre nella mente umana la disponibilità di tanto ma tanto denaro? Lo sa che c’è gente in Italia  capace di spendere in una serata anche centomila euro pur di fare bella figura con la squinzia di turno? Lo sa, per forza lo deve sapere, chi ha occupato la sua poltrona prima di lei si dedicava appunto a questo genere di passatempi.
 
E allora ci spieghi, professore: che senso ha oggi una patrimoniale timida e pudibonda? È un ossimoro, un nonsense, soprattutto adesso che la nave sta per affondare. Che senso ha alzare l’IVA che farà lievitare il prezzo del settore alimentare? Che senso ha non affondare il coltello nella parte grassa e grassissima del paese e nello stesso tempo capitozzare le pensioni? Come vuole che trascorrano la vita i futuri pensionati, con quel bel sasso al collo a cui lei  si prepara a legarli? Doveva essere solidarietà intergenerazionale, giusto? E lei ha trovato la soluzione, se il figlio ha una vita precaria, ebbene l’avrà anche il padre. le pare giusto? Lo sa che i padri pensionati oggi aiutano sempre di più i figli disoccupati? Come faranno domani?
Intanto i soldi, quelli veri e con tanti zeri, continuano a girare. La giostra dei ricchi non si ferma mai, gioielli viaggi ville night club troiette a gogò. E auto da 50mila euro in su, perché anche quelle fanno già scandalo, caro premier Monti, un operaio dovrebbe ibernarsi per due anni insieme alla famiglia soltanto per per acquistarne una, per non parlare di come mantenerla. Figuriamoci poi i suv milionari, le ferrarine e le giaguarine che schizzano da tutte le parti per le nostre vie. Ma quest’Italia gaudente e sprecona, chi la controlla? Lei forse, con l’aumento dell’ICI e la mini  patrimoniale sugli appartamenti? Ma vogliamo prenderci in giro,vogliamo davvero destabilizzare il paese?
Facciamo finta che abbiamo scherzato finora, diciamo che che questo minipacchetto di misure che Lei si prepara a varare nei primi di dicembre sia come il “cip” del pokerista. Un cinguettìo per ammansire gli altri giocatori, farli ingolosire per poi …zacchete! Calare giù la mannaia. Con una bella patrimoniale, vera e prosperosa, da 50 miliardi di euro, e dico ancora poco perché di ladroni in Italia ne abbiamo a iosa.
Spero, voglio illudermi che sia così, caro professor Monti, tecnico prestato alla politica. Perché se così non fosse staremmo perdendo tempo prezioso mentre la nave affonda. Il nostro paese ha già conosciuto, e troppo bene alla fine, un premier che prima di governare faceva altro. Quando arrivò, nel 94, disse che voleva aggiustare l’Italia. E invece l’ha sfasciata. Stavolta abbiamo chiamato un tecnico, un idraulico, un medico, scelga lei caro professore  il paragone che più l’aggrada, perché la situazione è disperata. Perciò, se c’è da tagliare, ora non ci deluda mettendo i ricconi in fondo alla fila. perchè siamo diventati molto sospettosi e anche permalosi da un po’ di tempo, potremmo prenderla male anche se siamo democratici. Non perda tempo e rivolti quelle tasche, che le nostre son vuote e semmai vanno riempite.
 
Stefano Olivieri
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