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se sono partito ogni tanto devo pur tornare
POLITICA
31 dicembre 2009
CARO DEMANIO ADDIO ( di Stefano Olivieri)
 

Rimarranno un ricordo anche i terreni demaniali. Lembi di territorio spesso dimenticati dallo Stato, incolti e abbandonati. Spiaggie, coste frastagliate, dirupi rocciosi ricchi di vegetazione spontanea. Ma anche boschi, laghi, antichi ruderi, angoli incontaminati. In Calabria ad esempio, dove vado spesso, ce ne sono tantissimi anche fronte mare, dove la speculazione pesante non è ancora arrivata. Poi c’è il demanio ferroviario, la striscia protetta attorno al tracciato ferroviario, dove non dovrebbero sorgere costruzioni che pure si vedono, e anche tante.

Questi pezzettini di Italia ancora senza padrone, o per meglio dire più o meno orfani di uno Stato che li ha a malapena censiti ma mai adeguatamente sorvegliati, diventeranno con l’anno nuovo il piatto forte dei palazzinari amici del padre padrone di questo paese. Tutto grazie ad decreto mille proroghe, che contiene sempre delle brutte sorprese di fine anno, da quando al governo c’è Berlusconi. I migliori regali di Natale il premier li riserva sempre a se stesso e ai suoi amici, e questo è davvero un regalone. Scompariranno i canneti sotto i ponti vista mare, scomparirà la macchia mediterranea che è sopravissuta finora, scomparirà il verde naturale. Gli abusi edilizi fin qui consumati nei terreni del demanio faranno ben presto sorridere rispetto alla nube di cemento che si profila all’orizzonte.

Anche per questa Italia che scompare dobbiamo fermarli.

Stefano Olivieri

http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it

8 settembre 2008
Dal Molin, Berlusconi faccia un bel ripasso sui beni demaniali (di Stefano Olivieri)
 

Berlusconi prende di punta il referendum sul Dal Molin giudicandolo inopportuno e ammonendo il sindaco Vairati di Vicenza. Lo fa – il 5 settembre - con una lettera indirizzata al sindaco che pare l’annuncio preventivo di una fermezza e di una durezza poliziesca che non ha atteso nemmeno 24 ore per manifestarsi, con gli scontri avvenuti sabato fra polizia e manifestanti. E nella lettera quasi bacchetta i vicentini organizzatori del referendum, ricordando loro che la zona destinata agli americani ( Ederle 2) è del demanio pubblico e dunque incedibile per la vendita ( i referendari propongono che il Comune di Vicenza acquisti l’area).

Berlusconi però non spiega che cosa sia il demanio pubblico e che cosa ci si può fare. Così è bene un ripasso su tutto ciò che riguarda il demanio pubblico :

Codice Civile - CAPO II
Dei beni appartenenti allo Stato, agli enti pubblici e agli enti ecclesiastici

Art.822 - Demanio pubblico - Appartengono allo Stato e fanno parte del demanio pubblico il lido del mare, la spiaggia, le rade e i porti, i fiumi, i torrenti, i laghi e le altre acque definite pubbliche dalle leggi in materia; le opere destinate alla difesa nazionale.
Fanno parimenti parte del demanio pubblico, se appartengono allo Stato, le strade, le autostrade e le strade ferrate; gli aerodromi; gli acquedotti; gli immobili riconosciuti d'interesse storico, archeologico e artistico a norma delle leggi in materia, le raccolte dei musei, delle pinacoteche, degli archivi, delle biblioteche, e infine gli altri beni che sono dalla legge assoggettati al regime proprio del demanio pubblico.

Art.823 - Condizione giuridica del demanio pubblico - I beni che fanno parte del demanio pubblico sono inalienabili e non possono formare oggetto di diritti a favore di terzi, se non nei modi e nei limiti stabiliti dalle leggi che li riguardano.
Spetta all'autorità amministrativa la tutela dei beni che fanno parte del demanio pubblico. Essa ha facoltà sia di procedere in via amministrativa, sia di valersi dei mezzi ordinari a difesa della proprietà e del possesso regolati dal presente codice.

Art.824 - Beni delle province e dei comuni soggetti al regime dei beni demaniali - I beni della specie di quelli indicati dal secondo comma dell'articolo 822, se appartengono alle province o ai comuni, sono soggetti al regime del demanio pubblico.
Allo stesso regime sono soggetti i cimiteri e i mercati comunali.

Art.825 - Diritti demaniali su beni altrui - Sono parimenti soggetti al regime del demanio pubblico i diritti reali che spettano allo Stato, alle province e ai comuni su beni appartenenti ad altri soggetti, quando i diritti stessi sono costituiti per l'utilità di alcuno dei beni indicati dagli articoli precedenti o per il conseguimento di fini di pubblico interesse corrispondenti a quelli a cui servono i beni medesimi.

Art.826 - Patrimonio dello Stato, delle province e dei comuni - I beni appartenenti allo Stato, alle province e ai comuni, i quali non siano della specie di quelli indicati dagli articoli precedenti, costituiscono il patrimonio dello Stato o, rispettivamente, delle province e dei comuni.
Fanno parte del patrimonio indisponibile dello Stato le foreste che a norma delle leggi in materia costituiscono il demanio forestale dello Stato, le miniere, le cave e torbiere quando la disponibilità ne è sottratta al proprietario del fondo, le cose d'interesse storico, archeologico, paletnologico, paleontologico e artistico, da chiunque e in qualunque modo ritrovate nel sottosuolo, i beni costituenti la dotazione della presidenza della Repubblica, le caserme, gli armamenti, gli aeromobili militari e le navi da guerra.
Fanno parte del patrimonio indisponibile dello Stato o, rispettivamente, delle province e dei comuni, secondo la loro appartenenza, gli edifici destinati a sede di uffici pubblici, con i loro arredi, e gli altri beni destinati a un pubblico servizio.

Art.827 - Beni immobili vacanti - I beni immobili che non sono in proprietà di alcuno spettano al patrimonio dello Stato.

Art.828 - Condizione giuridica dei beni patrimoniali - I beni che costituiscono il patrimonio dello Stato, delle province e dei comuni sono soggetti alle regole particolari che li concernono e, in quanto non è diversamente disposto, alle regole del presente codice.
I beni che fanno parte del patrimonio indisponibile non possono essere sottratti alla loro destinazione, se non nei modi stabiliti dalle leggi che li riguardano.

Art.829 - Passaggio di beni dal demanio al patrimoni - Il passaggio dei beni dal demanio pubblico al patrimonio dello Stato deve essere dichiarato dall'autorità amministrativa. Dell'atto deve essere dato annunzio nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica.
Per quanto riguarda i beni delle province e dei comuni, il provvedimento che dichiara il passaggio al patrimonio dev'essere pubblicato nei modi stabiliti per i regolamenti comunali e provinciali.

Art.830 - Beni degli enti pubblici non territoriali - I beni appartenenti agli enti pubblici non territoriali sono soggetti alle regole del presente codice, salve le disposizioni delle leggi speciali.
Ai beni di tali enti che sono destinati a un pubblico servizio si applica la disposizione del secondo comma dell'articolo 828.

Art.831 - Beni degli enti ecclesiastici ed edifici di culto - I beni degli enti ecclesiastici sono soggetti alle norme del presente codice, in quanto non è diversamente disposto dalle leggi speciali che li riguardano.
Gli edifici destinati all'esercizio pubblico del culto cattolico, anche se appartengono a privati, non possono essere sottratti alla loro destinazione neppure per effetto di alienazione, fino a che la destinazione stessa non sia cessata in conformità delle leggi che li riguardano.

Ho sottolineato intenzionalmente il primo comma dell’articolo 823 (condizione giuridica del demanio pubblico) perché credo che abbia a che fare con l’affermazione del presidente del consiglio sul referendum No Dal Molin. Ad oggi infatti non esiste alcuna legge pubblicata su G.U. che faccia riferimento alla cessione di fatto agli USA dell’area in questione, e questo al di fuori anche di qualsiasi accordo ONU o Nato. E’ un vero e proprio atto di servitù che Silvio Berlusconi, al tempo della sua seconda legislatura, ha inteso fare all’alleato statunitense, ed è un atto che andrebbe oggi rimeditato alla luce degli ultimi sviluppi internazionali ( le guerre stellari di Bush da una parte, l’espansionismo sovietico dall’altra).

Infine, ma assolutamente non ultimo, l’esproprio del diritto popolare alla pace del popolo italiano, sancito dalla Costituzione. Non può valere qui il “si vis pacem, para bellum” perché il regalo del Dal Molin non lo si fa ad un organismo sovranazionale come l’ONU ( che per altro per statuto non dovrebbe utilizzare lo strumento bellico per riappacificare i popoli) o come la Nato, ma ad una potenza straniera ancorchè alleata dell’Italia. Nel nostro paese sono presenti 113 installazioni militari statunitensi e sarebbe semmai il caso di diminuirle, non di aumentarle. Il partito democratico dovrebbe non sottrarsi a questa discussione, e non solo per questioni spicciole di convenienza politica locale ( Vairati è stato eletto anche dagli elettori dell’Unione), ma per chiarire a se stesso e soprattutto ai suoi elettori da che parte stare su un tema così delicato.

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