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se sono partito ogni tanto devo pur tornare
31 gennaio 2011
D’ALEMA, IL CLN, LA BICAMERALE E L'ITALIA ( di Stefano Olivieri)
 



Arriva buon ultimo ma arriva, anche D’Alema, ad ammettere che a mali estremi occorre reagire con estremi rimedi. Anche se PERò non ho letto nei resoconti o sentito cenno, nel suo intervento dalla Annunziata ( mezz’ora), di una ipotesi di coalizione davvero a 360 gradi in vista di ipotetiche elezioni. Si continua infatti – e anche D’Alema lo ha fatto – a ignorare da parte del PD il fatto che esiste in Italia la sinistra, anche se non più rappresentata in parlamento ( grazie soprattutto alla campagna del “voto utile” che di fatto, fallendo come ricostituente per l’appena nato partito democratico, sortì soltanto l’effetto di eliminare la sinistra dal Parlamento nelle elezioni politiche del 2008).

Il fatto che questa sinistra sia ancora oggi – malgrado la purga – molto lontana da una sintesi unitaria ( a parte il caso di SeL di Vendola, che naviga col vento in poppa), non può e non deve giustificare l’ostracismo del PD. Se un partito si dichiara a vocazione maggioritaria, “inclusivo” e soprattutto democratico, questi paraocchi non sono soltanto inutili ma dannosi. E le scoppole che arrivano dalle primarie ( prima in Puglia, poi in Piemonte, l’altro ieri in Sardegna, dove ha vinto di nuovo il rappresentante SeL) avvertono che non si può ancora a lungo ignorare la cosa. Se ci sono dei nodi di fondo ( etici, politici, culturali) da sciogliere che si affronti il problema una volta per tutte, ma per favore basta con i paraocchi : l’opposizione nel paese NON E’ soltanto PD IDV UDC e FLI, c’è ancora molto altro e se si continua a ignorare questa cosa ben che vada crescerà il partito del non voto, che nei sondaggi ha toccato la quota, sconosciuta nel nostro paese, del 40 %. Che democrazia sarebbe mai questa, con il 40 % della popolazione che non riesce a individuare un apprezzabile rappresentante ? E’ una domanda per tutti, a cominciare dal premier.

Comunque, tornando alle parole di D’Alema e facendo ricorso alla memoria breve, mi è venuta in mente la bicamerale, e ho immediatamente rimosso il ricordo, perché adesso una cosa del genere farebbe ridere i polli. L’altro ricordo è molto più remoto, così tanto che io – che pure giovane non sono – non ero nemmeno nato. Parlo del CLN, per il quale riporto, a beneficio del lettore, la sintesi apprezzabile di wikipedia :

Era una formazione interpartitica formata da movimenti di diversa estrazione culturale e ideologica, composta da rappresentanti di comunisti (PCI), democristiani (DC), azionisti (PdA), liberali (PLI), socialisti (PSIUP) e demolaburisti (PDL). Il Partito Repubblicano Italiano rimase fuori dal CLN, pur partecipando alla Resistenza, per la sua posizione istituzionale che comportava una pregiudiziale antimonarchica-istituzionale. Rimasero fuori anche alcuni gruppi di sinistra che non accettavano il compromesso dell'unità nazionale su cui si basava il CLN che prevedeva la "precedenza alla lotta contro il nemico esterno, spostando a dopo la vittoria il problema dell'assetto Istituzionale dello Stato".

Alla seduta di fondazione parteciparono: Ivanoe Bonomi (PDL, Presidente), Scoccimarro e Amendola (PCI), De Gasperi (DC), La Malfa e Fenoaltea (PdA), Nenni e Romita (PSI), Ruini (DL), Casati (PLI). Il mese successivo si erano già costituiti i Comitati Regionali. Successivamente anche Comitati Provinciali.

Il primo a presiedere il CLN fu Ivanoe Bonomi a cui spettò, dopo la liberazione di Roma (giugno 1944), di assumere responsabilità di governo con la Presidenza del Consiglio. A lui successero alla Presidenza del Consiglio il 21 giugno 1945 Ferruccio Parri e il 10 dicembre 1945 Alcide De Gasperi. Il CLN ha coordinato e diretto la Resistenza e fu diviso in CLNAI (Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia, presieduto da 1943 al 1945 da Alfredo Pizzoni) con sede nella Milano occupata e il CLNC (Comitato di Liberazione Nazionale Centrale); operò come organismo clandestino durante la Resistenza ed ebbe per delega poteri di governo nei giorni di insurrezione nazionale.

Il 16 ottobre 1943 viene votata la mozione che si può riassumere in tre punti base:

  • assumere tutti i poteri costituzionali dello Stato evitando ogni atteggiamento che possa compromettere la concordia della nazione e pregiudicare la futura decisione popolare;
  • condurre la guerra di liberazione a fianco degli alleati angloamericani;
  • convocare il popolo al cessare delle ostilità per decidere sulla forma istituzionale dello Stato.

Come si vede, niente di nuovo sotto il sole. Salvo il fatto che si andrebbe comunque alle elezioni con la legge Calderoli in vigore, e dunque con l’ennesimo parlamento di nominati, perché dell’eventualità di fare delle “primarie di coalizione” da Vendola fino a Fini non credo proprio che che se ne possa parlare. Starà ad ogni singola formazione, nell’eventualità in cui maturi questo megacartello elettorale, la responsabilità di autoregolamentarsi per cercare, ciascuno in riferimento al proprio elettorato, di colmare il solco abissale scavato negli ultimi anni – e non solo per responsabilità di Berlusconi – fra la politica degli eletti e quella degli elettori.

L’agenda del paese è da allarme rosso, c’è solo l’imbarazzo della scelta. Dal lavoro alla scuola, dall’ambiente alla salute, dal welfare alla sicurezza. Per dirne una, oggi è il “click day” per i lavoratori extracomunitari, la riffa dei poveri. Perché se non si hanno le curve ( e il pelo sullo stomaco) di Ruby rubacuori essere extracomunitari in Italia significa ben altre nottate che quelle di Arcore, e soprattutto ben altre fatiche.

L’unico aiuto che può venire dall’affare Ruby è questo risveglio delle coscienze addormentate. Perché il governo Berlusconi e lo stesso premier hanno ben altre colpe che aver fatto bunga bunga di notte, e se ne devono andare via. Napolitano in questi giorni medita e qualcuno azzarda l'ipotesi che voglia sciogliere le camere d'imperio. ma perchè fare questo favore al cavaliere ? Facciamolo arrostire, prima o poi cadrà da solo. Io dico che non passa febbraio.

Stefano Olivieri
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29 dicembre 2010
Mandiamoli a lavorare ( di Stefano Olivieri)

Prendiamocelo quest' impegno per il 2011: mandiamoli a lavorare sul serio i sanguisuga della politica italiana, a cominciare dai birbaccioni che stanno al governo. E che sia un lavoro serio, faticoso, controllato dal popolo, che insegni loro quanto può essere saporito un pezzo di pane gustato dopo otto ore al tornio, e quanto sia dolce il riposo anche se il letto è scomodo, quando hai le ossa rotte.

Mandiamoli a lavorare e per farlo andiamo alle elezioni, senza paura. Perchè la parte di italiani che questo governo ha fatto stare male è enormemente superiore a quella che ha fatto star bene, e anche tanto bene. Questa crisi è venuta da lontano ma ha messo in Italia radici robuste grazie a un governo che ha pensato a se stesso, e al suo capo, mentre il paese affondava.  Se profetizziamo sventure per l'anno che verrà è soltanto perchè con le tasche vuote è difficile essere ottimisti, e a vuotarle sappiamo chi è stato.

Vorrei dire al PD che continua a tentennare sulle cose serie che è tempo di intendersi : da che parte vuole stare il partito ? A chi devo dar retta sull'affaire FIAT, a Fassino che evidentemente pensa già alla campagna elettorale da sindaco ? A D'alema forse, che ironizza sul fatto che Landini non può parlare della catena di montaggio perchè non ci lavora? E Massimo invece, che è entrato in Parlamento con i calzoni corti e da allora non se ne è più andato (o meglio : si è trasferito a quello europeo), quale lavoro di fatica potrebbe vantare nel suo curriculum davanti ai suoi elettori ?

Marchionne e la Fiat stanno giocando pesante e il governo Berlusconi, a cominciare da Sacconi e finendo con Brunetta, gli regge la sporta. Quando avranno finito di rubare gli ultimi diritti e tutele, quando avranno svuotato di ogni rappresentatività i sindacati, saremo tornati indietro di cento anni, altro che progresso. A D'Alema e Fassino consiglio di tornare a fare un bel ripasso perchè la sinistra se la sono persa per strada da un pezzo, e se vogliono continuare a pontificare si scelgano un altro partito, come ha fatto Rutelli.

Il PD deve scegliere subito e senza esitazioni. Qui non si tratta di 10 minuti in più o in meno di pausa, qui non parliamo di produttività o di assenteismo. Non ne parliamo perchè la CGIL non ha mai difeso gli assenteisti, ma i diritti sì, mettendo paletti invalicabili al decoro, alla sicurezza, alla dignità dei lavoratori, di tutti i lavoratori. 

Buon fine anno PD. Non perdere la testa, non perdere il cuore altrimenti esploderai insieme ai botti di capodanno. Non basta essere più grandi per fare la voce grossa, bisogna anche dire le cose giuste, altrimenti gli elettori ti puniscono. E un'Italia di schiavi non conviene a nessuno, tanto meno al partito democratico.

P.S. : nel fotomontaggio avrei dovuto metterci anche Fassino e D'Alema, se non l'ho fatto è soltanto perchè se li avessi messi in ultima fila non li avrebbe riconosciuti nessuno.

Stefano Olivieri

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permalink | inviato da Stefano51 il 29/12/2010 alle 23:8 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
POLITICA
16 giugno 2009
Rivoluzione a porte chiuse ( di Stefano Olivieri)
 

Giulio Tremonti, Giuliano Amato, Piero Fassino, Gianni Letta, Enrico Letta, Antonio Maccanico, Pietro Ichino, Bruno Tabacci, Giorgio La Malfa, Stefano Saglia. Lucia Annunziata, Antonio Polito, Mario Draghi, Carlo Azeglio Ciampi, Paolo Mieli, Tommaso Padoa Schioppa, Giorgio Napolitano.

Sono solo alcuni dei nomi – tutti prestigiosissimi – dei vip nostrani della politica, della finanza, del giornalismo e dell’imprenditoria iscritti e/o simpatizzanti di Aspen Institute Italia. Che cosa sia Aspen l’ho spiegato altrove tempo fa, qui basti dire che si tratta di una associazione molto, molto esclusiva che ha un suo singolare metodo (riprendo testualmente dal sito di Aspen Italia) :

“… Il “metodo Aspen” privilegia il confronto e il dibattito “a porte chiuse” , favorisce le relazioni interpersonali e consente un effettivo aggiornamento dei temi in discussione. Lo scopo non è quello di trovare risposte unanimi o semplicemente rassicuranti, ma di evidenziare la complessità dei fenomeni del mondo contemporaneo e stimolare quell’approfondimento culturale da cui emergano valori ed ideali universali capaci di ispirare una leadership moderna e consapevole….

Forse fra quei nomi dovrei aggiungere anche quello di Massimo D’Alema, quale referente della fondazione Italiani Europei che con Aspen Institute ha ultimamente spesso intrecciato sinergie.

Fra l’altro proprio Aspen e credo anche la sua rivista di riferimento Aspenia ( diretta da Lucia Annunziata) ospitarono, all’indomani delle elezioni che portarono alla stentata vittoria dell’Unione, l’ipotesi di una “grosse koalition” all’italiana sul modello che era stato appena varato in Germania dalla Merkel.

Mi fa un po’ impressione pensare a esponenti PD che intreccino relazioni interpersonali in convegni a porte chiuse dove si approfondiscono valori ed ideali capaci di ispirare una leadership moderna e consapevole. Mi viene in mente ad esempio se ciò non sia in contrasto con quanto riportato nel Codice etico del PD al punto 3 ( Responsabilità personale e Autonomia della Politica) lettera c, che recita così :

non appartenere ad associazioni che comportino un vincolo di segretezza o

comunque a carattere riservato, ovvero che comportino forme di mutuo sostegno,

tali da porre in pericolo il rispetto dei principi di uguaglianza di fronte alla legge e

di imparzialità delle pubbliche istituzioni;..”

Vorrei ne merito chiedere sommessamente a tutti gli interessati rappresentanti del PD, e con estrema deferenza anche al Presidente della Repubblica Napolitano, se abbiano riflettuto se ci sia un qualche conflitto fra le due appartenenze. Per me esiste e se fosse mai che il PD si deve tenere pronto a qualche scossa, ebbene da democratico pretendo che ciò scaturisca semmai da un plusvalore di democrazia e non dal suo contrario.

Comunque sia, tornando all'oggi, vuoi vedere che le “scosse” che ipotizza D’Alema non vengono da informazioni riservate di giudici pugliesi come ipotizza il ministro Fitto, bensì dall’ambiente Aspen ? Penso al nome di Gianni Letta, fatto sempre più spesso in questi giorni e sempre più decontestualizzato da quello di Silvio Berlusconi, ad esempio.

Ora mi spiego il mal di testa del cavaliere.

Stefano Olivieri

http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it

POLITICA
14 giugno 2009
La scossa di D'Alema ( di Stefano Olivieri)
....Ma allora ha ragione Berlusconi a parlare di complotto !!!



Stefano Olivieri
http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it/

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permalink | inviato da Stefano51 il 14/6/2009 alle 19:57 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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