.
Annunci online

se sono partito ogni tanto devo pur tornare
23 maggio 2010
Berlusconi vuol fare cassa sui disabili veri (di Stefano Olivieri)
 

Allevare un figlio disabile costa dal suo primo giorno di vita. All’inizio tutti i bambini sembrano uguali, piangono e agitano le manine, fanno la pipì in continuazione, prendono il latte dalla mamma stringendo i piccoli pugni. Le prime settimane fanno in genere scomparire quasi del tutto le ansie per un parto difficile e prematuro, le preoccupazioni per un esserino che con il calo fisiologico può facilmente arrivare a pesare meno di un kg. di peso. Ce la fa, non ce la fa, tutti appesi al suo faccino, alle sue smorfie prima di sporcare il pannolino, ma è tutto normale, nella prassi prestabilita e consumata di una giovane famiglia che si allarga. I parenti e gli amici che si affacciano di continuo a casa tua, che gli portano regali sciocchi e inutili, che si complimentano con tua moglie che ha riacquistato subito la linea.

Poi avviene qualcosa, verso il terzo o quarto mese di vita. Anzi non avviene qualcosa. Ancora di più: avviene qualcosa di anomalo. Il bambino tira sù la testa e non la fa ricadere giù dopo qualche secondo, come tutti gli altri. “E’ più forte, è più sveglio” ci diciamo inorgogliendoci per lui. Però alla visita pediatrica di routine per i prematuri il medico ci consiglia cautela, parla di “ipertono”, di “iperattività”. Non è più precoce degli altri bambini, c’è piuttosto un problema di difettoso controllo del rilascio dei muscoli, va controllato. Inizia il tunnel.

Esami su esami, molti a pagamento perché si va dal migliore e non si può aspettare. Elettroencefalogramma, visite su visite, lui ancora così piccolo e già va e viene dagli ospedali, con la mamma come appendice, un cordone ombelicale che invece di recidersi si ingrossa a dismisura e non si reciderà mai, per la vita. Passano i mesi e il gap diventa evidente, si entra nei gironi infernali della fisioterapia forzata, il trattamento “Vojta”. Mamma e figlio per un anno e più, due volte al giorno sull’autobus da casa fino a via dei Sabelli, al centro di neuropsichiatria infantile, a far la fila per la seduta di fisioterapia. Poi all’improvviso uno scivolo previdenziale mette in pensione da un giorno all’altro tutte le fisioterapiste anziane e lascia il centro in mano a ragazzi freschi di corso, il passaparola fra le mamme è fulmineo, chi ha il telefono privato di qualche fisioterapista pensionata lo passa alle altre. Si continuerà come prima ma stavolta a pagamento, per i disabili il welfare è un vestito sempre troppo stretto.

Provate a passare 32 anni così, seguendo un figlio notte e giorno, attraversando Luminalette e operazioni chirurgiche per metterlo in piedi, piangendo di gioia ad ogni minimo suo progresso. Pensate a quando cresce e diventa uomo, ma dovete continuare a vestirlo e a lavarlo, cercando di diventare invisibili e discreti come servitori estranei quando comincia a mostrare vergogna della sua nudità di fronte alla madre e al padre. Pensate alla sua rabbia di vita, alla voglia di scrollarsi di dosso l’handicap, di dimostrare che le gambe non possono fermare, non debbono fermare la mente, l’intelligenza, la creatività. Pensate alla sua delusione quando già a 14 anni, l’età per il primo motorino, la sua folla di amici si azzera all’improvviso perché per gli altri l’orizzonte si è allargato.

Pensateci e riflettete su un governo che per fare quadrare un bilancio statale sconquassato dalla crisi planetaria ma anche dai mille omaggi alle mille “cricche” in circolazione, ora decide non solo di combattere i “falsi invalidi”, cosa per altro doverosa a prescindere dalla crisi, ma anche di fare cassa sulle risorse degli invalidi veri. Queste sono le voci che arrivano dalle stanze di palazzochigi, nuovi limiti di reddito (un inedito completo per l’indennità di accompagnamento, che si eroga a prescindere dal reddito), nuove restrizioni che certamente corrispondono alla scelta di una drastica riduzione delle risorse per la classe più svantaggiata dei cittadini italiani, quella dei disabili e delle loro famiglie.

La prima parte di questo articolo l’ho pubblicata quando mio figlio aveva 28 anni, quasi cinque anni fa. Non è cambiato nulla per ciò che fa il governo del paese per lui, è cambiato molto invece – e Francesco deve ringraziare soltanto se stesso – il suo sistema di relazioni, che si è infittito grazie a un sogno, realizzare un film, che mio figlio è riuscito a far condividere ai tanti aspiranti attori, cameramen, scenografi e costumisti che credono nel suo copione e si impegnano gratuitamente. E l’impegno gratuito, disinteressato è quel che manca oggi, alla nostra politica.

Voglio dare un consiglio bonario a Berlusconi e a tutto il governo. Non toccate i veri disabili se non volete per strada un esercito di madri e di padri che già oggi hanno i loro bravi problemi con i loro figli. Perché l’Italia non è un paese civile, non si impegna direttamente ma preferisce indennizzare questa isola, la più difficile, del suo stato sociale. Soldi in cambio di silenzio, indennità all’accompagnatore e poi pensaci tu a tuo figlio, a riempire le sue giornate, ad accompagnarlo dai suoi amici se riesce a farsene. Le famiglie lo fanno, quasi sempre uno dei due genitori perde il lavoro per dedicarsi a tempo pieno al figlio, e il tempo che passa ci propone sempre più la domanda : che cosa farà quando non ci saremo più ?

Per questo soprattutto combatto Berlusconi e ciò che lui ha seminato e continua a seminare. E più lui alzerà il tiro, più lo alzeranno le madri e i padri validi – e non sapete ancora quanto – dei disabili. 

La disabilità è una malattia sociale profondamente contagiosa all’interno del nucleo familiare. Dal figlio passa ai genitori, li logora e li asciuga, appanna il loro entusiasmo, spenna le loro ambizioni fino a ridurle ad un esile lancia, l’ autonomia del figlio prima che sia troppo tardi, prima che a loro manchino del tutto le forze. Se la sua rabbia di vivere e di emanciparsi è come una droga e ti fa stare in piedi, è il resto dell’organismo che ormai cede, per i bocconi amari che devi ingoiare sulla tua carriera negata, per la cattiveria e il cinismo della gente intorno, per la solidarietà pelosa di uno Stato che vorrebbe tapparti la bocca con qualche soldo in più purchè ci pensi tu a tuo figlio, a fargli il bagno e cambiargli le mutande la mattina, a tentare di aiutarlo quando non trova nessun amico al telefono, a esortarlo ad avere speranza perché prima o poi arriverà il momento in cui potrà far valere il suo sapere e nessuno gli sbatterà più la porta in faccia. Vorrei che fosse domani, che lui potesse venire a dirmi che ha trovato un lavoro ben remunerato e non precario nell’ambiente del cinema, e che ha deciso di provare a vivere da solo e prendersi una badante.

Vorrei vedere il suo futuro finalmente fuori dal tunnel e il giorno dopo farei domanda di pensione, anche se ho solo 59 anni, perché addosso me ne sento 70 e mi piacerebbe passare anche un solo week end al mare con mia moglie come due fidanzati, sapendo che Francesco è contento e lontano da noi. Ma forse una vita sola non basta per raggiungere tanta felicità.

Ci provasse, Berlusconi, a tosare le già esigue risorse destinate ai disabili veri, e avrà pane, ma pane molto duro, per i suoi denti finti.

Stefano Olivieri
http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it/


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. berlusconi disabili falsi invalidi cricca

permalink | inviato da Stefano51 il 23/5/2010 alle 12:54 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
POLITICA
17 maggio 2010
LACRIME E SANGUE (di Stefano Olivieri)
 

Cifre di evasione fiscale da capogiro, con la Lombardia e il Veneto in testa ma poi di seguito anche le regioni del centro e del sud Italia. Non sfugge nessuno secondo l’analisi di www.contribuenti.it, il nostro paese mantiene e consolida il triste primato dell’evasione di massa.

Nei primi 4 mesi del 2010l’imponibile evaso è cresciuto in modo impressionante, del 6,7 %, altro che inflazione. Cinque aree sotto osservazione : economia sommersa (135 miliardi sottratti all’anno), economia criminale (giro di affari in nero di 178 miliardi, tassa evasa pari a 63 miliardi), società di capitali (escluse le grandi imprese, l’81 % non versa le imposte dovute per almeno 18 miliardi di euro l’anno), le “big companies” (31 miliardi di euro evasi), lavoro autonomo e piccole imprese (10 miliardi di euro evasi.

Ancora : i lavoratori in nero in Italia sono stimati attorno ai 2,4 milioni, di questi un terzo proviene da dipendenti (privati e pubblici) che arrotondano lo stipendio.

Questo lo scenario da tenere in considerazione mentre si avvicina la data in cui il ministro Tremonti presenterà la nuova legge finanziaria. Tutto questo, vale la pena di ricordarlo, dopo lo scudo tombale che ha favorito il rientro – praticamente gratuito e anonimo - di capitali sporchissimi per altro spesso impegnati, come è risultato dagli ultimi avvenimenti, per, diciamo così, le pubbliche relazioni delle varie “cricche” operanti nel nostro paese. E c’è anche chi nella maggioranza, dopo il caso Scajola, parla addirittura di nuovi condoni edilizi.

Chi colpirà la nuova finanziaria ? E’ già partito il solito refrain governativo per tranquillizzare gli inebetiti cittadini italiani : non saranno messe nuove tasse. Bella scoperta, il prelievo viene fatto alla fonte, prosciugando gli stipendi e le paghe, congelando aumenti e pensioni, tagliando i finanziamenti agli enti locali costretti, loro sì, ad aumentare le tasse per i servizi sociali indispensabili alle loro comunità.

Contemporaneamente arriverà, bendato come la dea fortuna, il primo decreto attuativo sul federalismo fiscale, più esattamente sul demanio fiscale. Scomparirà in questo modo parte del capitale di tutti, quello su cui lo Stato italiano ha fatto finora affidamento per onorare il suo immane debito estero. Dicono, i leghisti soprattutto, che le regioni sapranno far fruttare i beni demaniali assai meglio dello Stato. Dunque dovrebbero quanto meno battere subito all’incasso di quanto dovuto da chi quei beni già li sta sfruttando da un pezzo senza versare il dovuto, per esempio i titolari di arenili, come ha mostrato un servizio della trasmissione Report ieri sera.

A pagare, siamo pronti a scommetterci, saranno i soliti noti : lavoratori dipendenti pubblici e privati, lavoratori precari e pensionati. Gli altri staranno a guardare, in attesa dei soliti cavilli salva furbi di cui sono stati finora infarciti tutti i provvedimenti fiscali varati dal governo del fare.

Le ultime iniziative della magistratura hanno scoperchiato il vaso delle tante cricche, scoprendo con le mani nella marmellata anche tanti politici collegati, a livello centrale o locale, con questa maggioranza. I cittadini, perfino gli elettori di Berlusconi, hanno finalmente cominciato a capire che il diritto alla privacy non può essere la foglia di fico con cui coprire vergogne nazionali, e il livello di malcontento popolare sta salendo sempre più velocemente.

Prevedo un’estate torrida per la politica italiana. Se l’orientamento della prossima finanziaria non sarà inequivocabilmente quello di colpire severamente furbi e furbetti, Tremonti potrebbe innescare con le sue decisioni una vera e propria insorgenza civile nel paese. Si dia una regolata.

Stefano OLivieri
http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it/


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. finanziaria 2010 Tremonti cricca

permalink | inviato da Stefano51 il 17/5/2010 alle 10:35 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
3 marzo 2010
E l'Italia aspetta ( di Stefano Olivieri)
 

Le liste sbagliate, truccate, incomplete, i candidati che sbraitano; il presidente del consiglio che straparla come al solito, che lancia la crociata dell’esercito del bene, i giornalisti di regime impegnati come non mai a rimescolare, a coprire, a decolorare l’informazione, fino al ramadan completo decretato dal cda Rai, che ha colto al volo la proposta (bipartisan ????) di un radicale eletto nelle file dell’opposizione e ne ha fatto un piatto prelibato da servire al pensiero unico.

La casta, stavolta è davvero il casi di dirlo, sta davvero mostrando il peggio di se in questa dirittura di arrivo delle elezioni regionali. Il nostro paese è quasi cadavere, tutti gli indici segnano profondo rosso e i dottori autoeletti e autoconvocati a salvarlo non si curano di lui perché sono troppo impegnati a litigare, a rimpallarsi le responsabilità, a rubare in tv una comparsata in più rispetto all’avversario. Mazzettari, corruttori, mafiosi e puttanieri ma anche dilettanti allo sbaraglio, incapaci di rispettare quel minimo di regole previste per poter mantenere il potere che hanno conquistato. Il massimo davvero dell’indecenza.

Mentre mi recavo al lavoro oggi sono stato costretto a fermarmi un buon quarto d’ora, causa fila interminabile di auto, davanti a un muretto dove era disegnata la bandiera italiana e sopra la scritta “campioni del mondo”. Ecco che cosa ci sta fregando, questa smodata manìa di campionismo, di protagonismo che ci spinge a guadagnare la prima posizione soltanto per essere lì a dirlo in tv, non per fare qualcosa. Con un presidente che è il migliore degli ultimi centocinquantanni, con un governo che ha sgominato – dice – tutte le mafie del mondo, con un ministro dell’economia che fa impallidire Nostradamus quanto a preveggenza, dovremmo essere già sulla Luna, altro che primi in Europa. Invece no, andiamo indietro, la nostra economia langue come non mai, la disoccupazione avanza più che altrove e andrà sempre peggio perché adesso cominciano a chiudere – e a migliaia – anche le piccole e medie aziende per le quali sono terminati gli ammortizzatori sociali. Fra l’altro impegnare denaro soltanto sul fronte degli aiuti senza un piano di rilancio dell’economia è suicida, non fa che rimandare la data del funerale, questo ormai lo stanno capendo tutti.

Ecco, diciamo che il paese aspetta la data del suo funerale. Potrebbe essere fra un mese, fra due mesi, ma verrà. E allora tanto vale celebrarlo subito, magari il 29 di marzo. Mandiamo a casa i venditori di fumo e rimbocchiamoci le maniche, che c’è un sacco da fare. Votiamo questo PD per quanto anemico, balbettante, incerto nel tirare fuori le palle. Intanto mandiamo a casa la cricca, che sarà già un bel passo avanti. L'età dell'oro può essere dietro l'angolo.

Stefano Olivieri
http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it/

sfoglia
  

Rubriche
Link
Cerca

Feed

Feed RSS di questo 

blog Reader
Feed ATOM di questo 

blog Atom
Resta aggiornato con i feed.

Curiosità
blog letto 1 volte

Questo blog si presenta sotto forma di appunti personali, e come tale non segue un vero filo logico nel corso del tempo. Il presente blog non costituisce testata giornalistica, non ha carattere periodico ed è aggiornato secondo la disponibilità e la reperibilita’ dei materiali ivi contenuti. Pertanto, non può essere considerato in alcun modo un prodotto editoriale ai sensi della Legge n° 62 del 7.03.2001. posizionamento sui motori ricerca



IL CANNOCCHIALE