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se sono partito ogni tanto devo pur tornare
21 novembre 2010
ULTIMO INTERIM (di Stefano Olivieri)

POLITICA
9 dicembre 2008
Caro ministro le scrivo ( di Stefano Olivieri)
 

Caro ministro Carfagna, le scrivo per una cosa, una delle tante, che non mi è andata giù del suo governo. La crisi che come un vento gelido ha investito anche il nostro paese non guarda in faccia nessuno e colpisce indiscriminatamente, sta poi alla responsabilità di un governo democratico intervenire in modo da proteggere in primo luogo i più deboli e meno tutelati. Così però non accade in Italia : il premier Berlusconi ha promesso aiuti alle aziende di credito in crisi di liquidità e l’aiuto arriva subito attraverso il dl 9 ottobre 2008, n. 155 dal titolo : "Misure urgenti per garantire la stabilità del sistema creditizio e la continuità nell'erogazione del credito alle imprese e ai consumatori, nell'attuale situazione di crisi dei mercati finanziari internazionali". Attraverso il decreto lo Stato si fa garante e aiuta le aziende di credito a superare il momentaccio, perché è in questi momenti che si vede la vera solidarietà.

Le banche ringraziano e che cosa fanno ? Chiedono al ministero del Lavoro un parere circa la possibilità, sia pure circoscritta al periodo di crisi ( 36 mesi, previsti dal dl), di derogare dall’impegno di assumere disabili. Lo chiedono perché effettivamente all’interno della legge n. 68 del 1999 ( quella che disciplina il collocamento dei lavoratori disabili) è previsto ( art. 3) l’esonero da questo obbligo nel caso di aziende che, a fronte di una crisi, ricorrano a procedure di mobilità, a contratti di solidarietà, o alla cassa guadagni strordinaria. Le banche infatti non hanno ammortizzatori sociali come la C.I.G. e hanno istituito fra loro un fondo di solidarietà per superare i momenti difficili.

Ora il primo rilievo che faccio è il seguente : dato per scontato che il concetto di solidarietà dell’A.B.I. è evidentemente strabico, altrimenti il quesito non sarebbe stato nemmeno posto al governo, perché il ministero di Sacconi prima di dare il via libera attraverso il direttore generale per l'attività ispettiva, Paolo Pennesi, non ha sentito la necessità di chiedere a sua volta il parere del Dipartimento delle Pari Opportunità, visto che la questione riguarda una impari opportunità di lavoro che si andava configurando a sfavore della categoria di lavoratori più svantaggiata ?

La seconda considerazione riguarda il Dipartimento delle Pari Opportunità. Come mai su una faccenda del genere, non sentendosi interpellato dal ministro del Lavoro, non ha fatto sentire la sua voce ? Forse che i disabili non fanno parte del core business del dipartimento ?

Fra l’altro nel provvedimento del governo si ipotizza anche lo sblocco dei “fondi dormienti”. Perché ad esempio non prevedere che siano utilizzati proprio questi per indennizzare le banche che, anche in periodo di crisi, sceglieranno di continuare ad assumere lavoratori disabili ?

La solidarietà, caro Ministro, non può essere a senso unico. I disabili hanno fra l’altro già dato un pesante obolo a questa crisi, per dirne solo una, attraverso il taglio del sostegno scolastico previsto da Tremonti ( e per altro, occorre dirlo, iniziato già nella precedente legislatura con l’intervento di Padoa Schioppa).

Mio figlio trentenne, disabile dalla nascita, non andrà mai a lavorare in banca, perché coltiva con passione la cultura e della scrittura cinematografica e su questa affascinante ma difficile strada intende continuare il suo percorso. Ma vi sono certamente fra i milioni di disabili italiani tanti aspiranti impiegati bancari, le cui aspettative non possono andare deluse proprio adesso. La coperta sociale deve coprire i più deboli, non i più forti, e lei in qualità di ministro delle pari opportunità non può esimersi dal porre con vigore all’attenzione del premier questa questione.

Ci attendiamo che lo faccia presto.






Stefano Olivieri
http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it/

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