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5 agosto 2011
LUIGI BERLUSCONI, TALIS PATER... ( di Stefano Olivieri)

Silvio Berlusconi ieri, tentando di esorcizzare il dubbio che il tracollo della borsa possa essere in qualche modo collegato alla sua indisponibilità a farsi da parte,  ha citato suo padre Luigi, da cui avrebbe imparato da giovane le malizie della borsa italiana. A parte il fatto che stiamo parlando di un uomo – il padre Luigi appunto – nato all’inizio del 1900 e dubitiamo fortemente che si possa procedere nel terzo millennio con quel tipo di insegnamenti, resta da chiarire se e come Luigi Berlusconi (nomen omen : dal latino berluscus, che vuol dire due volte losco) possa essere citato dal figlio come esempio di rettitudine morale e di trasparenza. A tal proposito è illuminante l’iniziativa della pagina face book “Sette domande al primo ministro italiano, signor Silvio Berlusconi” . Questo il testo delle sette domande, da cui emerge anche la figura del padre del premier:  
 
Signor Berlusconi,
 
...potrebbe rispondere pubblicamente a queste domande?
 
 
Premessa:
 
 
La Banca Rasini di Milano, di proprietà negli anni ’70 di Carlo Rasini, è stata indicata da Sindona e in molti documenti ufficiali di magistrati che hanno indagato sulla mafia, come la principale banca utilizzata dalla mafia per il riciclo del denaro sporco nel Nord - Italia.
 
Di questa Banca sono stati clienti Pippo Calò, Totò Riina e Bernardo Provenzano, negli anni in cui formavano la cupola della mafia.
 
In quegli stessi anni il Sig. Luigi Berlusconi lavorava presso la Banca, prima come impiegato, poi come Procuratore con diritto di firma e infine come Direttore.
 
 
1) Nel 1970, il procuratore della banca Luigi Berlusconi ratifica un'operazione molto particolare: la banca Rasini acquisisce una quota della Brittener Anstalt, una società di Nassau legata alla Cisalpina Overseas Nassau Bank, nel cui consiglio d'amministrazione figurano Roberto Calvi, Licio Gelli, Michele Sindona e monsignor Paul Marcinkus. Questo Luigi Berlusconi, procuratore con diritto di firma della banca Rasini, era suo padre?
 
 
2) Sempre intorno agli anni ’70 il Sig. Silvio Berlusconi ha registrato presso la banca Rasini ventitré holding come “negozi di parrucchiere ed estetista”, è lei questo Signor Silvio Berlusconi?
 
 
3) Lei ha registrato presso la banca Rasini, ventitré “Holding Italiane” che hanno detenuto per molto tempo il capitale della Fininvest, ed altre 15 Holding, incaricate di operazioni su mercati esteri. Le ventitré holding di parrucchiere, che non furono trovate ad una prima indagine della guardia di finanza, e le ventitré Holding italiane, sono la stessa cosa?
 
 
4) Nel 1979 il finanziere Massimo Maria Berruti che dirigeva e poi archiviò l’indagine della Guardia di Finanza sulle ventitré holding della Banca Rasini, si dimise dalla Guardia di Finanza. Questo signor Massimo Maria Berruti è lo stesso che fu assunto dalla Fininvest subito dopo le dimissioni dalla Guardia di Finanza, fu poi condannato per corruzione, eletto in seguito parlamentare nelle file di Forza Italia, e incaricato dei rapporti delle quattro società Fininvest con l’avvocato londinese David Mills, appena condannato in Italia su segnalazione della magistratura inglese?
 
 
5) Nel 1973 il tutore dell’allora minorenne ereditiera Anna Maria Casati Stampa si occupò della vendita al Sig. Silvio Berlusconi della tenuta della famiglia Casati ad Arcore. La tenuta dei Casati consisteva in una tenuta di un milione di metri quadrati, un edificio settecentesco con annesso parco, villa San Martino, di circa 3’500 metri quadri, 147 stanze, una pinacoteca con opere del Quattrocento e Cinquecento, una biblioteca con circa 3000 volumi antichi, un parco immenso, scuderie e piscine. Un valore inestimabile che fu venduto per la cifra di 500 milioni di lire (250'000 euro) in titoli azionari di società all'epoca non quotate in borsa, che furono da lei riacquistati pochi anni dopo per 250 milioni.(125'000 euro). Il tutore della Casati Stampa era un avvocato di nome Cesare Previti. Questo avvocato è lo stesso che poi è diventato suo avvocato della Fininvest, senatore di Forza Italia, Ministro della Difesa, condannato per corruzione ai giudici, interdetto dai diritti civili e dai pubblici uffici, e che lei continua a frequentare?
 
 
 
6) A Milano, in via Sant’Orsola 3, nacque nel 1978 una società denominata Par.Ma.Fid. La Par.Ma.Fid. è la medesima società fiduciaria che ha gestito tutti i beni di Antonio Virgilio, finanziere di Cosa Nostra e riciclatore di capitali per conto dei clan di Giuseppe e Alfredo Bono, Salvatore Enea, Gaetano Fidanzati, Gaetano Carollo, Carmelo Gaeta e altri boss – di area corleonese e non – operanti a Milano nel traffico di stupefacenti a livello mondiale e nei sequestri di persona. Signor Berlusconi, importanti quote di diverse delle suddette ventitré Holding verranno da lei intestate proprio alla Par. Ma.Fid. Per conto di chi la Par.Ma.Fid. ha gestito questa grande fetta del Gruppo Fininvest e perché lei decise di affidare proprio a questa società una parte così notevole dei suoi beni?
 
 
7) Signor Berlusconi da dove sono venuti gli immensi capitali che hanno dato inizio, all’età di ventisette anni, alla sua scalata al mondo finanziario italiano?
 
 
Vede, Signor Berlusconi, tutti gli eventuali reati cui si riferiscono le domande di cui sopra sono oramai prescritti. Ma il problema è che i favori ricevuti dalla mafia non cadono mai in prescrizione, i cittadini italiani, europei, i primi ministri dei paesi con cui lei vuole incontrarsi, hanno il diritto di sapere se lei sia ricattabile o se sia una persona libera.
 
 
P.S. Dato che lei è già stato condannato in via definitiva per dichiarazioni false rese ad un giudice in un tribunale, dovrebbe farci la cortesia di fornire anche le prove di quello che dice, le sole risposte non essendo ovviamente sufficienti.
 
Carlo Cosmelli
 
http://sites.google.com/site/carlocosmelliwebsite/Home
 
 
Le informazioni riportate nelle sette domande sono state estratte dal libro “L’odore dei soldi” di Elio Veltri e Marco Travaglio (Editori Riuniti) 2001. Sono quindi ben note alla stampa ed ai parlamentari italiani.
 
Il Signor Berlusconi ha intentato due cause agli autori del libro: la prima, per diffamazione, si è conclusa nel 2005 con l’assoluzione dei due autori e la condanna del signor Berlusconi a pagare 100'000 euro di spese. La seconda causa, una richiesta di risarcimento per diffamazione a mezzo stampa, è stata respinta dal tribunale di Roma con l’obbligo del pagamento di 15'000 euro di spese da parte del querelante.
 
 
 
 
 
Stefano Olivieri

http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it

2 agosto 2011
LA PATRIMONIALE DI SILVIO & GIULIO ( di Stefano Olivieri)
 

Dicevano di non volerla e sfottevano la sinistra che a loro dire la voleva resuscitare. Dicevano che l’Italia era solida, che il nostro risparmio (???) era solido, che le nostre banche erano immuni dalla crisi planetaria.

Dicevano tante altre cose che non ripetiamo per carità cristiana verso il popolo italiano. Ma un fatto è certo:dicevano menzogne. A cominciare da Tremonti, che si è vantato per due anni di aver predetto la crisi prima degli altri ministri europei e di aver messo i nostri conti in sicurezza. Tremonti sembrava il marchio di garanzia, il mantello magico sotto il quale, misteriosamente, la fragile Italietta avrebbe attraversato la crisi e raggiunto lidi tranquilli senza farsi divorare dai pescecani speculatori. Erano talmente sicuri al governo che sarebbe andata così, che l’Italia è stato l’unico paese a non mettere all’ordine del giorno la crisi mondiale in parlamento, un parlamento occupato ancora una volta a legiferare sulle occorrenze personali del suo premier.

Poi Tremonti è cominciato a vacillare, anche perché nel frattempo lo stesso premier lo aveva escluso dal suo circolo della fiducia. Prima delle elezioni amministrative il premier avrebbe voluto avere qualche spicciolo con cui confezionare qualcuno dei suoi famosi pacchi italiani, ma Tremonti ha stretto i cordoni della borsa e Berlusconi se l’è legata al dito.

Fatto sta che ormai, mentre Berlusconi litiga con Tremonti e Bossi sposta i ministeri al nord, la borsa italiana non fa che cascare giù un giorno sì e l’altro pure, e tutte le uova si sono ormai rotte. Perfino la Confindustria si è spaventata, la gente ritira i soldi dalle banche e torna a metterli sotto al materasso ma Berlusconi continua imperterrito a sorridere. Tremonti convoca il comitato di stabilità e lui invece convoca per domani il parlamento intero perché farà un annuncio dei suoi, ci dirà che tipo di frittata all’italiana intende cucinarci mettendo da parte il suo ministro dell'economia.

La verità è una sola, e non la dico solo ai poveracci che già avevano perso tutto da anni. Lo dico agli imprenditori, ai commercianti, a chi ha la grana e gioca in borsa, insomma al popolo del PDL: Berlusconi ha tradito tutti, ha tradito l’Italia e sta tradendo anche voi. Le perdite in borsa di questi giorni sono la peggiore tassa patrimoniale che un governo incapace e che sfugge dalle sue responsabilità vi avrebbe potuto regalare.

Se questo governo non va subito via, affonderà l’Italia.


Stefano Olivieri
http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it

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