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se sono partito ogni tanto devo pur tornare
14 aprile 2012
PROTEZIONE CIVILE, FONDO A PERDERE (di Stefano Olivieri)

A proposito delle accise sulla benzina per (ri)finanziare la Protezione civile, vi propongo la lettura di un mio articolo di due anni fa. Era il febbraio del 2010 e Bertolaso era il vicerè d’Italia. Oggi al governo c’è Mario Monti, che in qualità di premier potrebbe, e DOVREBBE secondo me, prima di chiedere ai cittadini nuovi contributi per la Protezione Civile, rispondere a tante domande a cui Berlusconi e Bertolaso non hanno dato risposta.
Prima di contribuire all’ennesimo aumento della benzina (EGREGIO PREMIER E MINISTRI TUTTI, MA NON AVETE PROPRIO VERGOGNA? ) sarebbe il caso che i cittadini contribuenti riflettano su come e dove sono finiti gli euro destinati agli aiuti umanitari. Prima di far pagare gli italiani Monti faccia chiarezza una volta per tutte sul forziere della Protezione Civile di Bertolaso. Non abbiamo più la sveglia al collo. Ecco il testo dell’articolo:

Protezione civile e la cassa della solidarietà ( di Stefano Olivieri)



C’è un aspetto ancora per niente indagato di tutta la vicenda che ha coinvolto in questi giorni i vertici della Protezione civile. Un capitolo non proprio irrilevante data la categoria dei rilievi mossi dai magistrati che stanno indagando, e che riguarda da vicino tutti noi italiani per la montagna di euro raccolti.

Fra le tante sue attività infatti, la Protezione civile gestisce da anni anche la cassa della solidarietà sociale, ovvero il flusso (enorme) di denaro drenato attraverso sms e donazioni di vario tipo per eventi calamitosi. Sono cifre da capogiro, da bilancio dello Stato per intenderci. Ma nessuno finora fra tv e quotidiani ne ha parlato e invece la cosa merita attenzione. Giusto per fare tre esempi :

Tsunami 2004 :

nel dettaglio, la somma (che ammonta esattamente a 45.067.707 euro) e' stata cosi' raccolta: 27.075.252 di euro attraverso l'invio di sms da vodafone, wind, tim e "3", in accordo con rai e mediaset; 4.100.000 di euro da telecom con il contributo degli altri operatori della telefonia fissa; 2.000.000 dalla rai che ha devoluto gli introiti pubblicitari realizzati lo scorso 5 gennaio, giornata di lutto in europa per le vittime delle calamita'. a queste cifre, spiega una nota del dipartimento, "vanno aggiunte quelle raccolte dal comitato 'un aiuto subito' del tg5 e corriere della sera" e quelle versate direttamente sul fondo nazionale della protezione civile. Lo Stato italiano - secondo notizie tratte dal Corriere della Sera – ha contribuito con 70 milioni di euro stanziati, più 38 di crediti a Sri Lanka e Thailandia. Quindi il totale dell'aiuto italiano arriva così a circa 150 milioni di euro. La Protezione civile si occuperà delle risorse donate dagli italiani, alla Farnesina toccherà, sempre in collaborazione con la Protezione Civile, la gestione dei fondi del governo.

Terremoto Abruzzo

Sempre tratto da Corriere.it : “Terremoto Abruzzo: Bertolaso presenta i fondi stanziati dall’Unione Europea

Il Commissario delegato per l’emergenza terremoto Guido Bertolaso ha presentato oggi alla stampa lo stanziamento di quasi 494 milioni di euro da parte dell’Unione Europea per il terremoto in Abruzzo, “il più alto mai concesso ad un paese membro”. Entro la fine di novembre, ha spiegato Bertolaso, l’Unione Europea dovrebbe erogare il contributo, “dopo la firma dell’accordo tra il Governo italiano e la Commissione”.

Il contributo viene stanziato nell’ambito del Fondo Europeo di Solidarietà, finalizzato ad aiutare gli stati membri in caso di gravi catastrofi naturali che abbiamo serie ripercussioni sulle condizioni di vita dei cittadini, sull’ambiente naturale e sull’economia. Si tratta di uno strumento al quale l’Unione Europea ricorre in circostanze eccezionali e che va a integrare gli stanziamenti nazionali per far fronte alle tragedie come quella abruzzese.

L’Italia ha fatto domanda per accedere al Fondo lo scorso giugno, allegando un dossier sui danni totali, stimati in 10,2 miliardi di euro. Il Parlamento Europeo ha dato il via libera allo stanziamento lo scorso 8 ottobre. I fondi saranno utilizzati per interventi mirati a completare l’esigenza abitativa degli sfollati e degli studenti e per il recupero delle infrastrutture essenziali.”

Terremoto Haiti :

la raccolta fondi è ancora in corso (tramite il numero 48 540) e anche in questo caso la Protezione Civile italiana fa da collettore principale.

Ora la domanda che l’Italia ha sulla punta della lingua è sicuramente questa : che fine hanno fatto tutti questi soldi ? Se è vero, come pare, che lo stesso Bertolaso inizia ad ammettere che qualche defaillance nei controlli – e qui ci riferiamo non agli sms inviati, ma direttamente agli appalti alle ditte e ai rapporti fra ditte e Protezione civile – c’è stata, non è lecito pensare che anche la gestione della cassaforte della solidarietà sociale, affidata da Berlusconi a Bertolaso, possa avere più di qualcosa che non va ?

Aspettiamo fiduciosi che qualcuno ci risponda, prima che la Protezione civile divenga una spa e il presidente del Consiglio si trasformi in presidente del consorzio. Perché sapere che ci sono imprenditori che ridono delle disgrazie altrui fa male, ma apprendere, semmai fosse, che è il Governo a farci la cresta, dovrebbe far partire il licenziamento in massa per tutto l’esecutivo. Ancora brucia la memoria dello scandalo della missione Arcobaleno.

Era il 15 febbraio del 2010, oggi siamo nel 2012 e nessuno ci ha ancora detto dove è finito quel fiume di denaro. L'attuale presidente del Consiglio dovrebbe farcelo sapere, prima di chiederci altri soldi. Un contributo di chiarezza e di trasparenza verso chi ha già l'acqua alla gola per il lavoro che non c'è, le pensioni di fame, l'IMU, l'inflazione alle stelle, la benzina tartassata.

Stefano Olivieri
http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it


22 febbraio 2010
L’esca, la trappola e i sorci (di Stefano Olivieri)
 

Così i sorci – gli imprenditori “birbantelli” come li ha amabilmente definiti il nostro premier, quelli che se la ridevano sui morti dell’Aquila e non solo, quelli che avevano trasformato i grandi eventi della Protezione civile in una miniera d’oro ( per loro naturalmente), ebbene quei sorci, compagni di merende di chi avrebbe dovuto controllarli, stavano per scappare dalla trappola ( alla volta di Acapulco, alla faccia nostra) perché qualcuno gli aveva aperto la gabbia.

La collusione del procuratore aggiunto Achille Toro, la sua gola profonda era stata ascoltata non solo dai diretti interessati (Balducci, Anemone & c.) ma anche dal governo nazionale fin dalla mattina del 29 gennaio 2010, come emerge dall’ultimo stralcio di indagini. E questa rivelazione mette in ben altra luce l’improvviso attivismo dell’esecutivo sul decreto che riguarda proprio la Protezione civile, compresi gli articoli che avrebbero dovuto fornire l’impunità agli arrestati.

E Berlusconi invece ha detto ai giudici di vergognarsi, e continua a sostenere di voler mettere il bavaglio alle intercettazioni. Se non ci fossero state oggi oggi tutti i cittadini italiani starebbero probabilmente più tranquilli, certo più disinformati, sicuramente più derubati di quanto non lo siano già adesso. Si vuole che la fiction continui, mettetevi tranquilli davanti alla tv.

Quando si fa confusione con la scusa dell’emergenza fra controllori e controllati, si crea un sistema criminogeno a prescindere dai controlli. Quando poi non si controlla nemmeno è ancora peggio. Quando si parla di mele marce isolate e non di sistema del malaffare non ci si vuole assumere le responsabilità di un fallimento completo.

L’esca, la trappola, i sorci che scappano. La cricca non sarebbe stata tale, senza uno sponsor adeguato. Le macerie dell’Aquila sono lì, a distanza di quasi un anno dal terremoto. La città è morta, ci sono ancora diecimila aquilani in albergo e quel che è peggio, il lavoro a L’Aquila non c’è più, e senza lavoro una città muore, altro che “new town” e verde alberato. Se Berlusconi vive in un dorato mulino bianco, l’Italia intera diventa deserto.

La “feccia che risale il pozzo”, come definì il berlusconismo Indro Montanelli, viene alla luce e infetta tutto il paese. Non solo i cittadini onesti ma anche l’imprenditoria sana, quella che resta sempre fuori dai giochi quando si gioca a carte coperte, devono essere consapevoli che soltanto attraverso il voto si può dare un segnale forte della sofferenza che ormai avvolge l’intero paese.

Mandiamoli a casa, tutti. Qui c'è puzza di fogna.

Stefano Olivieri

http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it

18 febbraio 2010
Tangentopoli 2, nessuno sapeva niente ( di Stefano Olivieri)
 

Lo conferma la Corte dei Conti, la corruzione è di casa nel bel paese, come e più di prima. Si scoperchia il G8 sardo, si scoperchia l'Aquila, i grandi eventi. Quegli impiccioni comunisti dei magistrati ficcano il naso dovunque e mettono in croce quei santi uomini che si adoperano, che si sacrificano ogni giorno, dsinteressatamente, per la comunità dei cittadini. Ma sono disattenti, forse troppo ingenui, perchè dietro di loro, a loro insaputa - dicono - si nasconde una banda di mariuoli che fa paura.

Bertolaso non sapeva. Lui, che aveva tutte le licenze possibili e immaginabili, tutti i poteri dell'emergenza, si è lasciato infinocchiare, escort e massaggi a parte. Gianni Letta non sapeva nulla neanche lui : " Sono stato ingannato" tuona oggi da palazzochigi. Non sapeva nulla neanche il coordinatore nazionale del PDL Verdini, chissà quanti non sapevano e dichiareranno nei prossimi giorni di non avere nemmeno immaginato che cosa stesse succedendo.

E naturalmente, manco a dirlo, non sapeva neanche Berlusconi. Lo diciamo noi prima che lo dica lui stesso, così gli risparmiamo la fatica.

Ma se tutti non sapevano, non si immaginavano nulla, che razza di governo è questo ? Per essere il governo "del fare" occorre saperle, certe cose, anche bene. O no ?

Vorrei sapere che cosa si aspetta per scendere con i forconi in piazza.

Stefano Olivieri 

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permalink | inviato da Stefano51 il 18/2/2010 alle 9:35 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
15 febbraio 2010
Protezione civile e la cassa della solidarietà ( di Stefano Olivieri)
C’è un aspetto ancora per niente indagato di tutta la vicenda che ha coinvolto in questi giorni i vertici della Protezione civile. Un capitolo non proprio irrilevante data la categoria dei rilievi mossi dai magistrati che stanno indagando, e che riguarda da vicino tutti noi italiani per la montagna di euro raccolti.

Fra le tante sue attività infatti, la Protezione civile gestisce da anni anche la cassa della solidarietà sociale, ovvero il flusso (enorme) di denaro drenato attraverso sms e donazioni di vario tipo per eventi calamitosi. Sono cifre da capogiro, da bilancio dello Stato per intenderci. Ma nessuno finora fra tv e quotidiani ne ha parlato e invece la cosa merita attenzione. Giusto per fare tre esempi :

Tsunami 2004 :

nel dettaglio, la somma (che ammonta esattamente a 45.067.707 euro) e' stata cosi' raccolta: 27.075.252 di euro attraverso l'invio di sms da vodafone, wind, tim e "3", in accordo con rai e mediaset; 4.100.000 di euro da telecom con il contributo degli altri operatori della telefonia fissa; 2.000.000 dalla rai che ha devoluto gli introiti pubblicitari realizzati lo scorso 5 gennaio, giornata di lutto in europa per le vittime delle calamita'. a queste cifre, spiega una nota del dipartimento, "vanno aggiunte quelle raccolte dal comitato 'un aiuto subito' del tg5 e corriere della sera" e quelle versate direttamente sul fondo nazionale della protezione civile.
Lo Stato italiano - secondo notizie tratte dal Corriere della Sera – ha contribuito con 70 milioni di euro stanziati, più 38 di crediti a Sri Lanka e Thailandia. Quindi il totale dell'aiuto italiano arriva così a circa 150 milioni di euro. La Protezione civile si occuperà delle risorse donate dagli italiani, alla Farnesina toccherà, sempre in collaborazione con la Protezione Civile, la gestione dei fondi del governo.

Terremoto Abruzzo

Sempre tratto da Corriere.it : “Terremoto Abruzzo: Bertolaso presenta i fondi stanziati dall’Unione Europea

Il Commissario delegato per l’emergenza terremoto Guido Bertolaso ha presentato oggi alla stampa lo stanziamento di quasi 494 milioni di euro da parte dell’Unione Europea per il terremoto in Abruzzo, “il più alto mai concesso ad un paese membro”. Entro la fine di novembre, ha spiegato Bertolaso, l’Unione Europea dovrebbe erogare il contributo, “dopo la firma dell’accordo tra il Governo italiano e la Commissione”.

Il contributo viene stanziato nell’ambito del Fondo Europeo di Solidarietà, finalizzato ad aiutare gli stati membri in caso di gravi catastrofi naturali che abbiamo serie ripercussioni sulle condizioni di vita dei cittadini, sull’ambiente naturale e sull’economia. Si tratta di uno strumento al quale l’Unione Europea ricorre in circostanze eccezionali e che va a integrare gli stanziamenti nazionali per far fronte alle tragedie come quella abruzzese.

L’Italia ha fatto domanda per accedere al Fondo lo scorso giugno, allegando un dossier sui danni totali, stimati in 10,2 miliardi di euro. Il Parlamento Europeo ha dato il via libera allo stanziamento lo scorso 8 ottobre. I fondi saranno utilizzati per interventi mirati a completare l’esigenza abitativa degli sfollati e degli studenti e per il recupero delle infrastrutture essenziali.”

Terremoto Haiti :

la raccolta fondi è ancora in corso (tramite il numero 48 540) e anche in questo caso la Protezione Civile italiana fa da collettore principale.

Ora la domanda che l’Italia ha sulla punta della lingua è sicuramente questa : che fine hanno fatto tutti questi soldi ? Se è vero, come pare, che lo stesso Bertolaso inizia ad ammettere che qualche defaillance nei controlli – e qui ci riferiamo non agli sms inviati, ma direttamente agli appalti alle ditte e ai rapporti fra ditte e Protezione civile – c’è stata, non è lecito pensare che anche la gestione della cassaforte della solidarietà sociale, affidata da Berlusconi a Bertolaso, possa avere più di qualcosa che non va ?

Aspettiamo fiduciosi che qualcuno ci risponda, prima che la Protezione civile divenga una spa e il presidente del Consiglio si trasformi in presidente del consorzio. Perché sapere che ci sono imprenditori che ridono delle disgrazie altrui fa male, ma apprendere, semmai fosse, che è il Governo a farci la cresta, dovrebbe far partire il licenziamento in massa per tutto l’esecutivo. Ancora brucia la memoria dello scandalo della missione Arcobaleno.

Stefano Olivieri

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11 febbraio 2010
Gnocca di Stato ( di Stefano Olivieri)


Insomma ci risiamo. La lingua batte dove il clito ride, direbbe un mio amico sempre pronto alle manipolazioni linguistiche. Anche Bertolaso ha viaggiato su escort, modello Francesca o Monica non ha importanza, è tutto questo governo ormai che va a puttane. Ma non è una cosa da nascondere, tutt’altro : da quando Berlusconi ha scoperto che gli italiani lo invidiano per il codazzo di belle donne al seguito, il premier non solo non nasconde più quale sia il suo passatempo preferito, ma lo fraternizza, in casa come all'estero ( perfino in Albania si è fatto subito riconoscere..), lo promuove come moneta corrente anche fra i suoi più intimi collaboratori, visto e considerato che il Dipartimento della Protezione civile fa ancora  parte del Governo, e a giudicare dalle intercettazioni sul G8 sardo il servizio di prenotazione escort massaggiatrici era un fatto tutt'altro che irrituale. Al posto del volgare denaro, evidentemente, il premier (palazzo Grazioli e villa Certosa insegnano) preferisce - e il suo esempio è stato a quanto pare subito ripreso dall'imprenditore Diego Anemone per ingraziarsi Bertolaso - che sia piuttosto la gnocca a premiare fedeltà, impegno e attivismo sul lavoro dei suoi collaboratori. Perchè fra l'altro il denaro una volta che lo hai speso se ne è andato e non torna più, mentre di gnocca che ti ronza attorno nell'Italia di oggi ce ne è d'avanzo e poi ti rimane a disposizione per anni (finchè regge), la puoi usare una infinità di volte come premio e in più consuma poco, soprattutto per uno che ha a disposizione televisione e cinema, particine e comparsate da distribuire a destra e a manca come santini, dalle sue tv come da quella di stato, come ci hanno insegnato le intercettazioni di Saccà. In fondo, Berlusconi se la gode e fa godere i suoi amici (avrei dovuto usare un’altra espressione, ma con il termine “gnocca” mi sono già speso ampiamente il bonus trivialità) a spese nostre, dei cittadini beoti di questa penisola italiana, che invece di incazzarsi una volta di più per l’ennesima riprova di questo troiaio di Stato e scacciarlo a furor di popolo da palazzochigi, lanciano fischi di ammirazione al cavaliere e poi magari si chiudono in bagno pensando di essere al posto suo, a palazzo Grazioli, sul lettone di Putin.

Povere donne italiane. Immagino le madri delle adolescenti, che fra i tanti problemi che in genere nascono con il fiorire delle tette delle figlie, oggi ne hanno uno in più : quello che le loro ragazze prima o poi finiscano non con il frequentare i bassifondi cittadini, bensì le molto più infide e pericolose residenze di stato del premier Berlusconi e diventare divisa monetaria al portatore, anzi per meglio dire, all’utilizzatore finale. Care mamme vi capisco, ma vedrete, la natura sta facendo il suo corso, basta aspettare.

Stefano Olivieri
http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it/

27 gennaio 2010
COME GIANNI E PINOTTO (di Stefano Olivieri)
 
Gianni e Pinotto ? Due dilettanti rispetto a Silvio e Guido. Il siparietto che è andato in onda in questo giorni fra il premier e il capo della protezione civile da lui inviato ad Haiti merita di essere studiato ben bene, non solo per coglierne l’intrinseca tragica comicità ( ahinoi) ma anche per fare un ripasso sull’assoluta inconsistenza attitudinale del presidente del consiglio italiano in politica estera.

Non è bastata la dichiarazione di Berlusconi che ha apertamente sconfessato il suo collaboratore, non sono bastate le parole di Frattini per ricucire lo strappo. Hilary Clinton ha ben capito dove voleva andare a parare il premier italiano con l’invio di Bertolaso ad Haiti, e ha fatto benissimo a mortificare l’indegno tentativo di speculazione politica messo in atto con l’unica definizione che meritava : chiacchiere da bar.

Ricostruiamo i fatti : Berlusconi intervistato dai cronisti sul terremoto di Haiti spende quasi nulla delle sue parole per la tragedia ed entra subito nella polemica politica : laggiù c’è una grande disorganizzazione e c’è necessità di un coordinamento. Per questo annuncia che manderà Bertolaso. Nel perfetto stile decisionista del più grande presidente del consiglio degli ultimi 150 secoli.

Ora tutti ci ricordiamo il G8 dell’Aquila. Costato un botto di soldi, ma che sarebbero rientrati tutti perché, come a suo tempo assicurò il premier, i paesi del G8 messi di fronte alla tragedia in tempo reale avrebbero fatto a gara per “adottare” chi la chiesa, chi il palazzo del governo, chi la fontana illustre, etc. etc. Le delegazioni estere andarono in giro fra i detriti del terremoto con il nostro premier in testa al corteo, e accanto a lui il fido Bertolaso, spiegando l’emergenza di ricostruzione di un centro storico  che ancora oggi è di là da venire.

Che cosa avrà detto a Bertolaso Berlusconi prima di mandarlo ad Haiti, e quale mandato il capo della protezione civile abbia ricevuto dal premier, non lo sapremo certo mai, dopo la figuraccia. Però è fuor di dubbio che il consiglio del premier sia stato non certo quello di mettersi in un cantuccio ed osservare, prima di aprire bocca. Gli avrà detto : “Vai là, dì che sei quello della ricostruzione dell’Aquila e del G8, fatti sentire…” Perché Bertolaso non ha fatto in tempo a scendere dall’aereo e se ne è uscito con le critiche, fra l’altro dirette all’esercito americano, di mancanza di organizzazione negli aiuti.

E’ stato un autentico karakiri. Prima di tutto perché toccare con una critica l’esercito Usa significa mettersi contro l’opinione pubblica di tutto il popolo statunitense. Secondo perché in casa nostra Bertolaso e Berlusconi proprio dell’esercito si sono ampiamente serviti e si continuano a servire, ieri e oggi nelle operazioni della monnezza napoletana, domani probabilmente per i siti nucleari.

Gianni e Pinotto non avrebbero davvero saputo far meglio. Peccato che quelli erano attori, e ridere delle loro prodezze faceva solo bene al cuore. Ai nostri due invece gli elettori hanno affidato i destini del paese, poveri noi.

Stefano Olivieri
http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it/

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