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se sono partito ogni tanto devo pur tornare
14 dicembre 2009
RESTITUIRE ALLE PAROLE LA FORZA DELLA RAGIONE ( di Stefano Olivieri)
 

La magistratura "ha preso una deriva eversiva" e sta cercando di far cadere il governo, aveva detto qualche giorno fa Berlusconi durante una riunione dell'ufficio di presidenza del Pdl, aggiungendo che "il Paese è sull'orlo di una guerra civile".

All’indomani del gesto di uno psicolabile i cui effetti – il volto di Berlusconi in una maschera di sangue – sono oggi su giornali e tv di tutto il mondo, occorre meditare, pensare a lungo prima di parlare. Dalla maggioranza di governo è partita, secca e perentoria, l’accusa all’opposizione – in particolare a Di Pietro, che pur deplorando la violenza dell’episodio lo ha messo in relazione alle parole di un premier che preferisce spaccare in due il paese, invece di unirlo.

Le parole sono pietre, sempre e comunque. Anche se le pietre fanno male subito, e segnano un confine superato il quale a morire per prima è la democrazia, patria dei diritti. Io stesso ho più volte rappresentato il pericolo di schegge impazzite che potevano partire, di gesti inconsulti dettati dalla rabbia o dalla disperazione. Per fortuna, o per disgrazia, non saprei dire, stavolta si è trattato del gesto di un folle. Ma Massimo Tartaglia, in cura da dieci anni per problemi mentali, non è tuttavia mai stato giudicato pericoloso dai familiari e dagli amici, prima di oggi. Dunque ?

Dunque ho sentito Bonaiuti e Larussa, che attaccavano Di Pietro a testa bassa. Ho sentito le parole della Brambilla, che ostentava l’invincibilità del suo presidente e insinuava l’idea che sì, dietro la mano di Massimo Tartaglia ci fosse tutta l’opposizione di sinistra.

Se un folle tenta una scorciatoia per placare la sua rabbia e il suo odio, nessuno deve seguirlo. Prima di tutto chi ha responsabilità politiche, al governo o al’opposizione. Questo gesto è un segnale importante, è vero, ma va interpretato saggiamente : occorre restituire alle parole l’importanza della ragione, non continuare ad adoperarle come clave.

Nelle prossime due settimane il premier dovrà riposare. Eppure sono due settimane importantissime per lui, c’è di mezzo il nuovo lodo Alfano, l’immunità parlamentare e iul taglio delle risorse ai giudici intercettatori, tutto legato in un unico provvedimento che Ghedini e Quagliarella si apprestano a presentare. C’è da credere, giudicando le prime esternazioni del governo dopo l’incidente di ieri, giudicando soprattutto l’irresponsabile comportamento dello stesso premier che ieri, pur ferito e sconvolto, ha inteso esporsi di nuovo alla folla, a quella stessa folla che un attimo prima aveva vomitato l’aggressore, c'è da credere dunque, da pensare che Berlusconi sia tentato oggi da qualcosa.

Perché lo ha fatto ? Che messaggio ha voluto lanciare alle telecamere, con il volto coperto di sangue ? E che razza di servizio di sicurezza è mai questo, che non riesce a tenere a bada, protetto nell’auto, un uomo sanguinante e in preda allo shock ? Berlusconi scende dall’auto, si fa sollevare fino a salire sul predellino, quello stesso predellino da cui non molti mesi fa aveva annunciato la nascita del nuovo partito. Non ce la fa a parlare, guarda intontito la folla mentre i flash dei fotografi dardeggiano la sua faccia, poi si accascia di nuovo nella vettura che finalmente parte. Irresponsabile comportamento di fronte a un pericolo concreto, che non lascia presagire nulla di buono per il futuro. Da questo sudario mediatico potrebbe ad esempio partire una nuova deriva autoritaria proprio in questi giorni, in queste settimane di Natale e capodanno durante le quali il governo lavora non per dare pane ai bisognosi, bensì per creare in tutta fretta nuove leggi ad personam, nuove immunità per il premier. E il legittimo diritto del popolo di manifestare contro queste intenzioni governative potrebbe cozzare contro e più rigide regole di sicurezza, in un clima che se non è da guerra civile, ci si avvicina parecchio.

Diamo retta al Capo dello Stato, che invita tutti all’autocontrollo. Diciamo no alla violenza da qualunque parte venga, ma rivendichiamo nello stesso momento fermamente il nostro diritto di critica a un governo liberticida. Le regole democratiche che ci ha dato la nostra Costituzione non vanno disattese, mai e da nessuno, a cominciare dal premier in persona. Che non deve adesso lasciarsi prendere dalla tentazione di sfruttare questo brutto episodio per la sua personale battaglia. Non sarebbe per niente un comportamento da statista, sarebbe piuttosto la risposta alla sua domanda :"Perchè mi odiano?".

Stefano Olivieri

http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it


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permalink | inviato da Stefano51 il 14/12/2009 alle 10:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
13 dicembre 2009
Berlusconi ferito a Milano (di Stefano Olivieri)
Ferito alla fine di un comizio da uno psicolabile. L'aggressore è stato fermato, si chiama Massimo Tartaglia, 42 anni, incensurato. Un'aggressione che i servizi segreti avevano messo in conto da tempo, ma che comunque per certi versi sembra inverosimile.

Prima di tutto : è maturata in una situazione praticamente tranquilla, Berlusconi stava rilasciando autografi nei pressi della sua auto.

Secondo : l'aggressore, pur palesemente psicolabile ( molti testimoni oculari intervistati dopo il fatto hanno affermato di averlo notato fra la folla ben prima dell'aggressione) è riuscito a raggiungere e a colpire il premier nonostante l'imponente apparato di sicurezza ;

Terzo : Si vede il premier ferito che rientra all'interno dell'auto dove si è rifugiato, ma l'auto è ferma, nessuna sirena, nessuno a fare spazio davanti per farla partire.

Quarto : clamorosamente, Silvio Berlusconi pur ferito decide di uscire di nuovo allo scoperto. Tutti i protocolli di sicurezza in questo caso prevedono che il premier sia immediatamente protetto e portato in tutta fretta lontano dalla folla un posto sicuro. Perchè chi lo ha già colpito potrebbe avere complici, per dirne solo una, e invece il premier scende addirittura dall'auto senza che nessuno lo fermi, non solo, sale sul predellino e si espone alla folla, come per farsi inquadrare meglio dalla tv. Irresponsabile e ambiguo comportamento.

Il video di Berlusconi su Repubblicatv : http://tv.repubblica.it/copertina/milano-berlusconi-ferito-al-volto/40209?video

Nervi saldi ragazzi...

Stefano Olivieri  
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