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se sono partito ogni tanto devo pur tornare
28 febbraio 2013
ATTENTO GRILLO ANCHE I TUOI VOTI POSSONO BRUCIARE (di Stefano Olivieri)



Attento Grillo, anche i tuoi voti bruciano. Abbi rispetto della democrazia, abbi rispetto dei cittadini italiani, tutti. Anche e soprattutto abbi rispetto di chi non ti ha votato e oggi presta comunque attenzione alle istanze portate non da te personalmente, ma da chi ha dato il voto al movimento cinque stelle.

La democrazia è una pratica difficile, quotidiana. Impone sacrifici e passione, sofferenza. Impone soprattutto dialogo, ascolto, attenzione agli altri. Perché non siamo tutti uguali, non viviamo tutti allo stesso modo, non guadagniamo tutti lo stesso denaro. Tu e il tuo apprendista stregone Casaleggio state giocando col fuoco, a non considerare con rispetto il voto degli elettori. Fra i vostri, lo sapete più che bene, c’è chi ha voluto semplicemente lanciare un segnale al proprio partito, votandovi. C’è anche chi vi ha votato semplicemente per moda, o per simpatia nei tuoi confronti. Fra di voi ci sono i precari, ma anche tanti furbi che chiagneno e fottono, e poi girano in suv da 100mila euro.

Ma il fuoco che tu evochi, spingendo con la tua intransigenza e diciamolo pure, con la tua mancanza di rispetto, il PD verso un governissimo con il PDL, può essere micidiale per l’intero paese. Può bruciare in un attimo le speranze, le attese della componente più autenticamente democratica del tuo elettorato. Sta certo che non ti seguiranno, che si fermeranno e ti fermeranno prima. Non trattare i deputati e senatori neoeletti nel tuo movimento come i soldati di un plotone d’esecuzione. Falli lavorare, fagli fare le leggi che servono al paese, sono stati eletti per questo motivo. Io, 62 anni,  voto sinistra da 44 anni, con una moglie e un figlio sulle spalle mi sudo ogni giorno il pane quotidiano per restare a galla e se tu adesso, con i tuoi giochetti da risiko, mandi tutto in malora giuro su Dio che ti vengo a cercare ovunque. E non da solo, saremo in tanti.

La vita difficile, spesso disperata di tante famiglie italiane non può, non deve restare appesa al gioco d’azzardo che tu intendi portare avanti. È finita la campagna elettorale, ora la Costituzione pretende comportamenti legali e responsabili. Come quello di governare, per esempio. E un partito che ha registrato il consenso di un quarto degli elettori, ha l’obbligo di farlo, checché ne pensi il suo fondatore. Altrimenti non è un fondatore, è un ajatollah. Eletti grillini, è giunta l’ora che voi tagliate il vostro cordone ombelicale, perché ormai siete senatori e deputati. Ricordatevi che a portarvi in parlamento sono stati gli elettori, non Grillo. E quegli stessi elettori possono buttarvi fuori.

Perciò:

1. Legge elettorale, da rifare eliminando il porcellum. Niente premi di maggioranza ma doppio turno, così da far scoprire le carte a tutti i partiti. Il popolo deve essere sovrano, tu sei il primo a dirlo. Bene, con il porcellum non lo sarà mai, tu e Casaleggio lo sapete benissimo e dovete dirlo;

2. Nuove regole per il lavoro, che restituiscano dignità e sicurezza ai lavoratori dipendenti pubblici e privati. Vogliamo guadagnarci lo stipendio, altro che reddito di cittadinanza!

3. Conflitto di interessi, SUBITO;

4. Falso in bilancio, SUBITO;

5. Prelievo forzoso dai conti correnti superiori a 500mila euro, SUBITO, per finanziare la redistribuzione fiscale secondo regole più eque;

6. Cuneo fiscale a vantaggio delle famiglie e del lavoro dipendente, SUBITO!

Il resto, con il prossimo governo.

Pensaci bene Grillo. Anche tu sei appeso a un filo.


Stefano Olivieri

http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it


POLITICA
13 luglio 2009
CENSURA SU GRILLO ? (di Stefano Olivieri)
 

Spero davvero di no. Però è già strano, inspiegabile che su pdnetwork non appaia neanche un post dedicato alla candidatura di Beppe Grillo. Al di là di come possa essere interpretato il gesto, se una boutade ( ma Grillo stesso ha subito chiarito di voler fare sul serio), una provocazione o altro, il personaggio Grillo è troppo ingombrante da poterlo ignorare. E soprattutto è troppo conosciuto ( e seguito) da far pensare che non riesca entro i tempi previsti a superare le forche caudine delle regole che devono rispettare i candidati alle primarie. Regole che onestamente - l'ho già scritto altre volte -  fanno a cazzotti con i tanti princìpi a cui il PD per statuto dovrebbe ispirarsi ( pari opportunità; vocazione maggioritaria; inclusione sociale; etc.) e che continuano a favorire soltanto i “big” già eletti e comunque già conosciuti, ovvero chi ha sufficienti mezzi e tempo per dedicarsi a una vera (e dispendiosa) campagna elettorale in giro per l’Italia. Se già alle primarie la società civile la si strozza in questo modo, figuriamoci che cosa può avvenire alle elezioni vere e proprie, dove si trova il posto ( con la solita tecnica della cooptazione) per un operaio soltanto se è scampato all’ennesima strage da “morte bianca”, oppure per la Serracchiani di turno che ha avuto la fortuna e l’intelligenza di cogliere il momento giusto nel posto giusto per fare il suo ingresso nella politica che si vede, quella che rimbalza da youtube sulla tv.

Critiche su Grillo si possono certamente fare, e ci mancherebbe pure. Ma che non siano della serie “ha sempre attaccato il pd” perché il PD non è un circolo esclusivo e soprattutto, in questo momento, non è precisamente inattaccabile da critiche.

Vorrei dunque che serenamente se ne potesse parlare, andando al merito delle cose dette da Grillo, alle sue idee, molte delle quali condivisibili. Perché se passa il principio che non si possa più esprimere critiche – anche velenose se vogliamo – a un partito che ha raccolto l’eredità ( e in buona parte anche gli elettori) dei DS e della Margherita, con il dichiarato fine di risvegliare dal sonno chi finora non ha saputo scegliere una posizione precisa su tanti temi scottanti ( non faccio l’elenco per brevità), allora vuol dire che queste elezioni primarie partono davvero male, allora vuol dire che la casta è ben presente anche dentro il nostro partito, basti pensare alla tempesta che si è abbattuta su Ignazio Marino per aver lui semplicemente sollevato un legittimo dubbio sulla reale conoscenza da parte del partito non di ogni singolo iscritto – che secondo me sarebbe pure bene pretenderlo in un clima di totale trasparenza, ma capisco che oggi comporterebbe qualche problema – ma su un coordinatore di circolo PD, quale era il Bianchini indiziato di stupro.

Quella attualmente vigente, grazie alla porcata di Calderoli, è la terza legislatura di “nominati”, non ce lo scordiamo per favore. Abbiamo mandato giù da quasi dieci anni tanti errori commessi dai nostri rappresentanti in parlamento, quando erano al governo come quando sono stati all’opposizione. E stanno tutti ancora lì, al loro posto, nessuno che abbia pagato dazio. Mentre molti elettori se ne sono andati o hanno smesso di votare perché disamorati da una classe politica che continuava ad auto replicarsi e a fregarsene degli umori, delle incertezze, dei giudizi della gente comune sul loro operato, salvo ricordarsene sotto elezioni .

Per favore, trattiamo la candidatura di Beppe Grillo ( ma anche quella di Ignazio Marino, che non mi pare abbia avuto finora grande visibilità) alla stregua delle altre candidature. Niente censure né ostacoli, tutti allineati il 25 ottobre sulla striscia di partenza e vinca il migliore, altrimenti sarà inutile. Non appelliamoci al “bon ton” per nascondere imbarazzi e difficoltà di posizionamento rispetto ai tanti spinosi problemi che ha il paese. Sono gli stessi problemi che devono rappresentare il core business del partito democratico, e su di essi il dibattito deve essere intenso, appassionato, anche feroce se vogliamo, perché più voci ci saranno, maggiore sarà la certezza di giungere a una sintesi programmatica che rispecchi da vicino il popolo del pd, per quanto eterogeneo e smarrito possa essere diventato. Un po’ più di democrazia non guasterebbe.

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