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se sono partito ogni tanto devo pur tornare
POLITICA
5 marzo 2009
UN PAESE INTERO IN C.I.G ( di Stefano Olivieri)
 

l’Inps ha fatto i conti e i dati del mese scorso ripropongono il trend di novembre e dicembre 2008. Tra gestione industria (ordinaria e straordinaria) ed edilizia nel febbraio 2009 le ore autorizzate sono state 42,5 milioni, cioè il 169,7% in più rispetto al febbraio 2008. Se si confronta il primo bimestre (gennaio più febbraio) 2009 con l’omologo periodo dello scorso anno l’incremento di ore autorizzate è stato del 131,7% (per un totale di 72 milioni di ore).

Scomponendo il dato emerge l’aumento eccezionale del ricorso alla cassa integrazione ordinaria (gestione industria): nel mese di febbraio appena passato sono state autorizzate 25,9 milioni di ore, contro le 3,9 milioni di ore dello stesso mese dello scorso anno, con un incremento del 553,17%. Se si fa il confronto sul primo bimestre dell’anno l’incremento sullo stesso periodo del 2008 è del 443,26%.

La COVIP informa che i cassintegrati da più di un anno sono per legge autorizzati a riscattare fino al 50 % della propria posizione accumulata nella previdenza complementare e per questo adesso la neonata terza gamba della previdenza italiana è già a rischio estinzione. Vale in particolare per i cassintegrati – e sono tantissimi – già avanti con l’età, che non faranno in tempo a rimettere i soldi nel fondo integrativo prima di andare in pensione. Ma anche il fondo pensioni lavoro dipendente è a rischio, per il rimaneggiamento della legge 88 / 89 fatto da Tremonti & c. con cui il governo si è disinvoltamente autorizzato a pescare denaro anche lì. E’ come se in una famiglia, per la lavapanni che si è rotta, si andassero a prendere i soldi destinati al pagamento della bolletta della luce. I panni si continueranno a lavare ma dopo un mese non pagando la bolletta la corrente verrà staccata e non funzionerà più niente, lavapanni compresa. Mala tempora currunt ! Per gli italiani a reddito fisso che tirano la cinghia non esiste più rifugio, e la stessa classe media è sempre più schiacciata fra la povertà che dilaga e i ricchi sempre più ricchi : la classe economica dei fornitori e produttori di beni e servizi, infatti, ha dimostrato, con un p.i.l. che arretra ai minimi storici ( - 2,6 la previsione , una delle più nere da 40 anni) e una inflazione che continua a crescere, di saper essere solidale sempre e soltanto con se stessa. Di più, nella crisi che sta distruggendo le famiglie italiane ha adottato comportamenti sempre più aggressivi e profittatori, dai cartelli di banche e assicurazioni alle speculazioni selvagge di immobiliaristi d’assalto che aspettano al varco chi è indebitato fino all’osso e ha come unico bene la casa di abitazione.

L’ho già scritto, molto prima del sindacato e della politica d’opposizione, e lo ripeto oggi : altro che riforma pensioni ( dopo il popò di miliardi scialacquati in Alitalia e rimborso ICI), il governo sappia che democrazia vuole, anzi pretende che in periodo di crisi e di rischio bancarotta per l’intero paese chi può paghi, in rapporto alle sue disponibilità, il soccorso e l’aiuto necessario alle classi più deboli. Ci si dovrà arrivare in un modo o nell’altro, ci dovrà arrivare ob torto collo perfino Berlusconi perché se non lo farà ci sarà davvero il rischio di un incendio sociale senza precedenti. Io sono fra quelli che andrà sotto palazzo Chigi – mia moglie si è già prenotata per starmi a fianco – ad aspettare all’ingresso il premier e chiedergli perché mai la crisi venga spalmata sempre e soltanto sulle famiglie. Se l’Europa ci chiede riforme strutturali, ebbene si guardi anche in alto e non solo in basso, ai redditi da capitale tuttora tassati assai meno dei conti correnti, ad aliquote fiscali che continuano a premiare i redditi alti e altissimi e mortificano la classe media e i poveracci, a una evasione e a una corruzione senza più controlli. Sarò lì all’ingresso di palazzochigi a dirgli che, se vuole una repubblica delle banane, se la vada a cercare altrove, non qui in Italia.

Il 2009 sia l’anno del grande risveglio delle coscienze assopite. Gli scioperi costeranno pure, ma a farsi intimidire da un governo del genere c’è il rischio che ti appioppino uno “sciopero virtuale” anche quando sei al lavoro, facendo tutt’uno della strategia di attacco al sindacato con la sciagurata campagna antifannulloni.

Al PD chiedo che faccia tacere chi come Letta o Ichino dimentica quanto già ha dovuto ingoiare la classe lavoratrice. Se la crisi è globale, globale deve essere per davvero lo strumento per uscirne, ma non è con questo governo che riusciremo a farlo. La diseguaglianza sociale e soprattutto economica che tutti i governi Berlusconi – soprattutto quest’ultimo – hanno sempre perseguito può e deve essere affrontata senza mezzi termini e per questo occorre un impegno straordinario, partiti e cittadini dell’opposizione uniti, perché si vada a uno scontro duro – dialettico ma duro e intransigente – con un esecutivo che non può reggere questa sfida immane. Ogni giorno che passa sono centinaia di posti di lavoro in meno, e se manca un progetto sano che confidando sulle risorse del paese trovi la strada per trasformare la crisi in una occasione di rilancio, rischiamo di mangiarci in pochi mesi quei quattro soldi rimasti in cassa e poi dichiarare bancarotta. Se Tremonti parla di auto ad idrogeno, Berlusconi e Scajola si gingillano con il nucleare e il paese non sa a chi dare retta. la "Robin Hood tax" del ministro consente in Italia di pagare la benzina a 1,2 euro al litro mentre il petrolio sta a 40 dollari al barile, e alle banche di continuare a giocare con lo spread a danno dei risparmiatori. Questi ci stanno menando per il naso, e quando le fabbriche saranno tutte chiuse e tutto il paese sarà in cassa integrazione sarà troppo tardi. Cacciamoli prima dalla stanza dei bottoni, Franceschini ed Epifani suonino la carica all’Italia che lavora.

23 novembre 2008
NECESSITA' FA VIRTU', MA NON PER SILVIO (di Stefano Olivieri)

 Non può farci niente, è proprio connaturata all’uomo questa logica utilitaristica e antisolidale di un certo tipo di imprenditoria d’antan che il nostro paese non riesce a scrostarsi di dosso, e non vi riuscirà fino a quando il bastone del comando resterà nelle mani di Berlusconi. Questo suo parlare sempre come se stesse davanti a un registratore di cassa e tu davanti a lui in attesa che ti dica il prezzo. Quando parla ad esempio dei beni artistici italiani li trasforma in cifre, tutte le chiese insieme da una parte, tutti i siti archeologici dall'altra, tutti i musei, e poi fa la somma entusiasta, come se il tesoro che ha l’Italia lo scoprisse in quel momento per la prima volta, più della metà del patrimonio mondiale, venghino signori turisti. In realtà il suo non è amore per l’arte, ma per il denaro che si potrebbe tirar fuori dai nostri giacimenti artistici se soltanto si potesse imprenditorializzare liberamente l’operazione alla sua maniera. E ci sta già provando, ha detto a Bondi di assumere un supermanager di McDonald per curare i musei, mica serve la laurea in archeologia per salassare a dovere i turisti giapponesi, no ? Magari negli atri dei musei si potrà organizzare qualcosa di carino, qualche velina un po’ scosciata vestita da Indiana Jones sopra un SUV con cui scorazzare in giro per gli scavi, oppure che so, qualche vecchia pietruzza senza valore tagliata a fette e venduta con certificato del museo, di queste cose i texani ci vanno matti.

E’ così che si fanno i dindi diamine, ci sarà pure un po’ di crisi ma che cavolo, basta industriarsi un po’ e non ascoltare gli iettatori di sinistra. Se tutti consumassero e spendessero un po’ di più staremmo già meglio e il governo potrebbe occuparsi di cose più serie che tirare su il morale al paese. Perché per esempio da gennaio qualche pensiero c’è, con quei trecento miliardi di bot che vanno in scadenza, e se la gente vorrà monetizzarli per tappare qualche buffo allora sì che ci sarà crisi ma per colpa vostra, che siete depressi. Intanto aiutiamo chi possiamo, mica possiamo fare miracoli. La pretesa di detassare la tredicesima è davvero surreale, che non lo sa la gente che abbiamo speso tutto per togliere l’ici ? Mica si stampano euro a palazzochigi, che diamine ! E la UE, con la sua battaglia donchisciottesca sul clima : ma non lo sanno a Bruxelles come stanno messe le imprese italiane ? E’ tutta una scusa per boicottare il nostro paese, l’Europa è piena di facinorosi comunisti che non aspettano altro che fare lo sgambetto all’Italia. Così vaffanculo a Kioto e agli altri protocolli, non sarà un po’ di veleno in più nell’aria e nell’acqua a rovinare l’Italia, ora cribbio bisogna risollevare il paese tutti insieme, lavorando e mica facendo scioperi come quei rinnegati dei comunisti, e non c'è trippa nemmeno per l'Unicef e i suoi bambini tutti abbronzati. E poi smettetela anche con 'sta storia dell’Alitalia per favore, lo capite o no che se si fosse ceduto tutto ad Air France a quest’ora i turisti giapponesi li avrebbero portati tutti nei castelli della Loira invece che a Pompei ? Invece io con i miei capitani coraggiosi ho salvato la compagnia, e ci sarà pure qualche esubero in più ma la crisi è mondiale cari miei, lo sapete quanti licenziamenti dovrà fare il vostro Obama ?

Questo è Silvio Berlusconi. Pensate : potremmo approfittare di questa enorme crisi per invertire la rotta, impegnare risorse nella ricerca e creare migliaia di posti di lavoro stabili e ben retribuiti nella lotta all’inquinamento, al dissesto idrogeologico, alla cementificazione selvaggia e abusiva nel nostro paese. Con il sole, il mare, il vento che ci ritroviamo in dote potremmo essere il paese leader mondiale nelle energie alternative e invece no, di alternativo abbiamo soltanto un premier che pensa ai fatti suoi e si diverte a fare cucù alla Merkel.

Silvio l’incantatore, il facilitatore, quello che riuscirebbe a vendere ghiaccio agli esquimesi, purchè abbiano tutti la tv naturalmente. Silvio l'obnubilatore di coscienze via etere : tagliategli le antenne e avrete un patetico anziano venditore di pentole, da preferirgli anche Mastrota. Lasciategli le tv e ricompare il doppiopetto blu e il sorriso impallinante, quel viso di gomma che è capace perfino di lacrimare come la Madonnina di Civitavecchia. Ma Silvio l’incantatore ha esaurito insieme ai soldi nostri i suoi trucchi, stavolta anche il fondo del barile è stato raschiato a dovere ma non per le vere emergenze del paese, e a meno che non ci metta del suo l’Italia, cari miei elettori del cavaliere, nel prossimo anno andrà in bancarotta.

Non ci sono i soldi per pagare le casse integrazioni. Non ci sono i soldi per onorare i debiti da bot. Non ci sono i soldi da restituire a comuni e regioni per i mancati incassi di ICI. etc. Non ci sono i soldi probabilmente nemmeno per fare quei contratti schifosi del pubblico impiego che pure hanno visto la firma di Cisl e Uil. Non ci sono i soldi per assumere i precari e nemmeno quelli per costruire le case promesse alle giovani coppie. Non c’è niente di niente, soltanto qualche bonus fiscale per professionisti e aziende, i più coccolati dal premier anche nelle emergenze più nere.

Da gennaio vedremo i sondaggi, che cosa diranno. Da gennaio per altro pagheremo, oltre quei due o tre miliardi della bad company di Alitalia, anche circa trecentomila euro al giorno per tenerci Emilio Fede sui canali analogici della tv. Queste sono tasse indispensabili al premier, così importanti che manco si devono definire tasse, tanto le pagheremo noi, popolo bue. Mi sa tanto che la vaccinazione a cui alludeva il buon Montanelli è arrivata, finalmente arrivata.

Stefano Olivieri
http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it/

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