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se sono partito ogni tanto devo pur tornare
19 luglio 2014
Fatelo, non ditelo (messaggio al governo) di Stefano Olivieri
 

Oggi è l’anniversario, 22 anni, della morte di Borsellino. Ma è anche il giorno dopo la morte dei quasi trecento passeggeri, più di ottanta bambini, dell’aereo asiatico abbattuto sui cieli ucraini da un missile russo. È poi il giorno dopo dell’ennesimo attacco di Israele sui cieli e per le strade di Gaza e infine, tornando all’Italia che i nostri giornali considerano l’ombelico del mondo, dell’assoluzione di Silvio Berlusconi sul caso Ruby.

Un mix di notizie fra loro inconciliabili finisce per diventare soporifero in un paese già addormentato dalla sua stessa rassegnazione a non cambiare. Il mondo intorno a noi, a due passi da noi considerata la vicinanza di Ucraina e Palestina, va in pezzi e tutto ciò produce ormai uno sdegno moderato, anomalo, fuorviante. Le prime pagine dei giornali sono occupate dalle analisi della rimonta di Silvio, dal suo rinnovato candore, dalla sua reiterata fiducia nella magistratura buona che lo assolve dai suoi peccatucci troppo privati per diventare materia processuale. Non c’è stata concussione, non c’è stato sesso con minori, non ci sono state le orge a pagamento nella casa del premier, nulla di nulla. Così il partito del premier, molto più vasto delle sue stesse tessere, risorge dalle ceneri e Brunetta chiede una commissione d’inchiesta e una lista di proscrizione dei cattivi.

Gli italiani, però, quasi non se ne sono accorti perché sono in guerra da mesi, da anni contro una crisi patologica che ha ormai colpito pesantemente anche il ceto medio. I senza casa, senza lavoro, senza prospettive sono più di un terzo del paese e anche se il nuovo premier Renzi è giovane e molto simpatico alla Merkel, sono sfiduciati verso il futuro. Non vedono ancora i furbi e gli evasori sufficientemente perseguiti dalla legge, non vedono spiragli da cui possa arrivare qualche euro in più alle famiglie, non vedono riforme tangibili e incassabili immediatamente da una popolazione ridotta allo stremo. I lavoratori dipendenti sono sempre più schiavi e malpagati mentre dall’altra parte gli imprenditori furbi continuano a evadere, i commercianti a non scontrinare come trent’anni fa più o meno, i padroni a evadere tasse e contributi.

Dov’è il colpo d’ala promesso, dov’è il riscatto etico, dov’è la pistola fumante di un partito maggioritario del 40, 8 % che ha dichiarato di volersi mettere alla testa del paese per portarlo fuori dalla palude? E perché la stampa continua a sbrodolare prime pagine su fatti e persone che non riguardano la carne viva del paese piuttosto che dare voce e visibilità ai tanti, troppi che ogni giorno finiscono inghiottiti dalla miseria e dalla disperazione?

Non è più tempo di chiacchiere ma di scelte. Raddrizzare il fisco, eliminare le spese non indispensabili e colpire l’evasione recuperando e redistribuendo quel reddito finito in poche mani, del tutto insensibili verso i guai comuni, questo occorre fare subito. Non ci facciamo nulla di un senato fantoccio, non ci facciamo niente degli F35 che neanche in USA fanno volare più, non ci facciamo nulla degli streaming. Basta. L’Italia da mille euro al mese non starà a guardare in silenzio e se non si vuole finire nel caos occorrono procedure d’emergenza da accollare a chi finora con questa crisi non solo non ci ha perso ma ci ha guadagnato, spudoratamente. Voi sapete, tutti ormai sanno, a chi ci si deve rivolgere. Fatelo, non ditelo.

Stefano OLivieri
http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it


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8 aprile 2011
UN PRESIDENTE PUTTANIERE ( di Stefano Olivieri)

Un imprenditore tv ricco, cinico e potente scende in politica e diventa premier, creando dal nulla un partito. Esperto di tv, è un grande affabulatore e la gente lo segue quando parla, all’indomani di tangentopoli, di un nuovo miracolo italiano. In realtà il miracolo vero lo subisce il suo patrimonio, che grazie a una serie di leggi costruite ad hoc si incrementa e raddoppia in poco tempo. Passano 17 anni, durante la maggior parte dei quali l’uomo viene riconfermato premier. Il suo potere economico cresce ancora e gli da alla testa, anche perché la sua età comincia ad essere avanzata. L’uomo vede ormai nel suo denaro la bacchetta magica con cui ottenere tutto: esercita le giuste pressioni su parlamentari dell’opposizione che si dimostrano sensibili ai suoi argomenti e si circonda notte e giorno di giovani donne, come un vero sultano. Le favorite, in cambio della loro dedizione, vengono premiate perfino chi con un seggio parlamentare, chi addirittura con la carica di ministro. La moglie a un certo punto lo abbandona, disgustata dalla sua condotta e lui, finalmente libero dal giogo matrimoniale, si lascia ancora più andare. Grazie alla chirurgia e alla chimica farmacologica rabbercia come può il suo fisico ormai provato e continua, mentre il paese precipita nella crisi economico sociale più grave dal dopoguerra, a correre dietro alle gonne di ragazze sempre più giovani, addirittura minorenni.
 
Una di queste una sera viene arrestata e la sua amica, prostituta abituale, telefona subito al premier, di cui ha naturalmente – e non è la sola ad averlo – il numero di cellulare. L’uomo si trova all’estero in missione, ma poiché la giovanissima arrestata è una che ha la lingua lungua non esita un attimo e chiama personalmente la questura di Milano, ottenendo che sia liberata al più presto con una balla mostruosa: la ragazza sarebbe la nipote di Mubarak, il leader dell’Egitto.
 
Dalle intercettazioni nasce un processo su questo caso. L’uomo è accusato di concussione nei confronti degli uomini della questura, e naturalmente anche di prostituzione minorile. Mentre l’inchiesta va avanti, il premier riunisce la sua maggioranza e la spinge a votare in parlamento sul conflitto di attribuzione. Il voto obbliga alla presenza perfino i ministri per superare l’opposizione, e adesso sarà la Corte Costituzionale a decidere quale giudice dovrà fare il processo. Se la scelta dovesse ricadere sul tribunale dei ministri, il parlamento dovrà votare in questo caso il luogo a procedere e naturalmente la maggioranza lo negherà.
 
Se accadrà, continueremo ad avere al governo un premier puttaniere che se ne frega dei guai del suo paese. Se dovesse accadere, all’Italia democratica non resta che una rivoluzione nordafricana. Tanto ormai ci siamo già in Africa, come categorie di problemi.   
 
Stefano Olivieri

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POLITICA
15 febbraio 2011
DA PORTARE IN PIAZZA ( di Stefano Olivieri)
Un piccolo gadget per le prossime manifestazioni.




Stefano Olivieri
http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it
POLITICA
15 febbraio 2011
L'AMORE RANCIDO ( di Stefano Olivieri)
 

Voglio raccontarvi oggi quattro momenti di quotidiana vita familiare. Che testimoniano come, pur volendo continuare a vivere normalmente, sia impossibile non imbattersi nel virus che ha contaminato nel profondo il nostro paese.

Primo step : Ieri mia moglie e mio figlio sono andati al centro di Roma. Francesco, appassionato di cinema a 360 gradi, e dunque anche delle colonne sonore dei film, voleva verificare gli ultimi arrivi nel negozio più fornito della capitale, le storiche “Messaggerie Musicali”, due piani di cultura ( libri, audiolibri, dischi e cd, etc.) in un tridente barocco ormai invaso dalle jeanserie.

Ebbene, le Messaggerie non c’erano più, il negozio era chiuso e al suo posto sta per nascere l’ennesimo supermercato d’abbigliamento. L’asfissia culturale comincia a raggiungere i picchi di quella informativa, l’offerta merceologica si riduce sulla cultura e dilaga nell’apparenza. Ci ricorda qualcosa ? E’ una Italia che cambia, ma per andare dove? Chiudono le biblioteche, si alza il biglietto dei cinema, prosperano palestre e boutique. Ma che Italia è mai questa ? Perchè mai devo sentirmi straniero in patria ?

Secondo step : dopo la delusione ( fra l’altro davanti alle Messaggerie c’erano comodi parcheggi auto per disabili, inesistenti altrove), mia moglie e mio figlio sono tornati a casa. Facendo tappa all’edicola, dove mia moglie ha acquistato “Sorrisi e canzoni”, il settimanale di guida ai programmi tv più popolare. Ebbene, ieri in omaggio si è vista consegnare anche una copia di Panorama, che all’interno presenta un servizio dettagliatissimo sulle donne chew “non ci stanno ad andare in piazza”. Chiaro il riferimento alla manifestazione del 13 febbraio, chiarissimo l’intento legato alla gratuità estemporanea del settimanale ( che con 400mila copie vendute alla settimana è quello attualmente più diffuso in Italia). Naturalmente – lo chiarisco nel caso questo mio articolo venga riproposto in qualche angolo del web i cui visitatori siano anche fans del cavalier Berlusconi – Panorama fa parte della scuderia Mondadori e dunque è legittimo pensare che il presidente del Consiglio abbia voluto rinunciare a un incasso settimanale per rispondere a botta calda alle urla in piazza del 13 febbraio. Come a dire, che la storia infinita del conflitto di interessi continua, e anzi si accresce ogni giorno di episodi. Stavolta tocca all’amore romantico urlato dalle donne in piazza il 13 contro l’amore rancido e prezzolato di minorenni che vanno con vecchi dal "culo flaccido", il sesso paritario e consapevole contro la serialità industriale dei bungabunga. E quel che manda tutti in bestia è il fatto che spesso il prezzo della prestazione viene fatta pagare dalla comunità dei cittadini, attraverso i remuneratissimi incarichi da deputata, ministro, consigliera e via dicendo. Uno schifo. Le favorite del premier vanno sempre avanti, le talentuose senza sponsor restano al palo.

E a proposito, arriviamo al terzo step : la telefonata affettuosissima di Mauro Masi alla trasmissione “Il Grande fratello”. Baci e abbracci, e rassicurazioni di vegliare sulla trasparenza del voto. Come a dire – parola di presidente genuflesso – che la Raffaella Fico (papigirl raccomandatissima dal premier e partecipante in Honduras) deve stare più che tranquilla, andrà avanti. Tutto un altro presidente Rai rispetto a quello che ha telefonato a Santoro ( e non per differenza di marketing aziendale : Annozero è una trasmissione che “tira” tantissimo anche in termini di introiti pubblicitari, oltre che di auditel).

Ci sarebbe poi, a fine serata, un ultimo step, il quarto. L’anticipo lo abbiamo durante la trasmissione l’Infedele di Lerner su La7, quando un giornalista di Libero annuncia rivelazioni su un caso cui si starebbe interessando la Procura di Roma, sempre legate al filone della prostituzione minorile a carico del premier Berlusconi. Per il momento sono soltanto voci, si parla addirittura stavolta di una quindicenne all’epoca dei fatti, il fatto certo è che il piatto si fa ricco e la decisione del gip di Milano Cristina Di Censo, di far procedere o meno il rito processuale legato alle indagini su concussione e prostituzione minorile a carico del premier per direttissima, si fa a questo punto particolarmente delicata.

Sarà la settimana campale, questa. Con Berlusconi che sfida già apertamente Napolitano (“…ha bisogno del mio parere per sciogliere le camere…”) ed è pronto a infornare il decreto legge sul processo breve e sulle intercettazioni. Se troverà di nuovo 315 teste chine pronte ad ammettere anche che gli asini volano pur di accontentarlo, la nostra repubblica conoscerà momenti drammatici. Speriamo di non doverli raccontare, speriamo davvero che qualcuno nella maggioranza di governo si senta per una volta davvero “responsabile” per tutto il paese che rappresenta e non per il destino di un capo di cui l’intero pianeta ha già decretato la morte civile.

Stefano Olivieri

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29 gennaio 2011
LIBERTA' E DEMOCRAZIA PASSANO ATTRAVERSO LA RETE ( di Stefano Olivieri)

Si è appena dimesso il governo egiziano di Mubarak, sedicente zio di Ruby rubacuori. L’Egitto segue Albania e Tunisia in questo straordinario gennaio 2011 che segna nel breve giro di pochi giorni la capitolazione di  Zin el-Abidin Ben Ali, al potere da 23 anni in Tunisia. Ora si è rifugiato in Arabia Saudita.
 
Poi è stata la volta dell’Albania di Sally Berisha. Un premier dispotico e molto amico di Berlusconi, era appena il 3 dicembre del 2010 quando “…Una delegazione dei Club della Libertà guidata dal Presidente della Commissione Trasporti della Camera, on.Mario Valducci, presidente anche dei Club della Libertà, ha incontrato il Primo Ministro albanese Sali Berisha a FeClub della Libertà Albania con sede a Tirana, ha affrontato due temi principali, due pilastri: infrastrutture statali e tecnologiche e situazione politica…” ( da l’Unità online). In quell’occasione Berisha commentò : “Sono entusiasta che questo movimento dei Club di Silvio Berlusconi sia arrivato in Albania, la libertà è un grande valore…”. Poi il 20 gennaio gli spari sui manifestanti inermi, i morti, e l’altro ieri una protesta oceanica a Tirana, in ricordo di quei morti. Di fronte a quella folla rabbiosa ma composta Berisha ha scelto il silenzio, mentre l’opposizione si candida per la guida del paese. Aria tesissima, da guerra civile,
 
Infine l’Egitto, è cronaca di queste ore. Mubarak ha scelto la linea dura, ha tentato di mettere il bavaglio all’informazione web e ai telefoni, ma è stato tutto inutile e adesso anche per l’Egitto si apre, forse, una nuova stagione.
 
Naturalmente non è tutto oro ciò che luccica. Accanto alle legittime e sacrosante proteste della popolazione tunisina, albanese ed egiziana, oppressa da tre regimi tutt’altro che benevoli, c’è l’ombra inquieta di Al Qaeda. In Tunisia per esempio, in perfetta coincidenza dei disordini, l’organizzazione Al-Qaeda nel Maghreb islamico (Aqmi), uno dei gruppi terroristi appartenenti alla rete di Bin Laden, ha diffuso un video, subito individuato dai servizi americani, in cui Abu Musab Abdul Wadud, leader di Aqmi invita i tunisini a rovesciare il regime del presidente Ben Ali. E che Bin Laden e i suoi sappiano maneggiare assai bene le comunicazioni di massa purtroppo lo sappiamo da quel 11 settembre 2011, quando tre aerei in mano a terroristi islamici fecero fuori il World Trade Center a New York e un’ala del Pentagono a Washington. La sequenza dell’attacco era stata sicuramente studiata per far si che i media televisivi potessero riprendere il terrore e diffonderlo in modo virale in tutto il pianeta.
 
Occorre dunque essere cauti, esattamente come sta facendo Obama con il suo alleato Mubarak : siamo per la libertà e la giustizia dei popoli, esattamente nella stessa misura in cui siamo schierati contro il terrorismo. Quel che conta di più è restituire al popolo egiziano ( ma anche a quello tunisino e albanese) la capacità di autodeterminarsi e di poter scegliere liberamente i propri rappresentanti a cui affidare il governo.
 
E l’Italia ? Forse Berlusconi tirerà un sospiro di sollievo al pensiero che questa inaspettata tempesta politica nel mediterraneo possa in qualche modo distogliere l’attenzione dalle sue feste eleganti dove si gioca a scopa, ed è certo che non fa bene a questo paese rimanere invischiato da anni nelle conseguenze giudiziarie dei pruriti senili del premier mentre nel mondo accadono cose importantissime : a parte le vicende già citate, c’è ad esempio il nuovo equilibrio socioeconomico che va velocemente delineandosi ( per dirne solo una la Cina, l’India, il Brasile che oggi  “tirano” la ripresa mondiale con Usa, Giappone e la vecchia Europa costretta a rincorrere).
 
Berlusconi spera di far dimenticare Ruby, ma ciò che ormai non può ignorare il paese è l’inadeguatezza di questo governo. E le bugie del suo premier : non solo Ruby ma anche Mills e Mediatrade ( i nuovi processi al varco), e poi il percolato dei rifiuti napoletani sversato in mare con l’accondiscendenza del plenipotenziario Bertolaso, e le nuove case in Abruzzo che già perdono i pezzi…
 
La favola è finita signor presidente, a prescindere dalle schifezze che lei fa a casa sua con le ragazzine. E’ ora di voltare pagina anche in Italia.
 
Potrà la rete internet, i social network, il tam tam informatico  della rete e degli sms aiutare anche il nostro paese a liberarsi da un regime vecchio e corrotto come quello di Berlusconi ? Potrà soprattutto far lievitare e rendere visibile una convincente alternativa democratica, perché il partito dei dubbiosi è ormai arrivato secondo i sondaggi al 40 % ? Io spero davvero di si, ma occorre l’impegno, la mobilitazione, la fantasia creativa ( perché questa battaglia si gioca anche e soprattutto sui media), il sacrificio e l’impegno di tutti. Ad esempio, sto cercando insieme ad altri amici di Facebook di lanciare la pagina "Siamo tutti nipoti di..." per mettere in risalto davanti a tutto il mondo la balla che il premier ci vuole propinare ( ha creduto che Ruby fosse nipote di Mubarak, e per questo ha telefonato in Questura, da presidente del consiglio, perchè quello era un caso di galateo internazionale...).
 
Insomma, diamoci tutti da fare, e subito. Nessuno può stare alla finestra ad aspettare che si faccia la storia. La storia siamo noi.
 
Stefano Olivieri
29 gennaio 2011
SIAMO TUTTI NIPOTI DI… UNA IDEA PER FACEBOOK ( di Stefano Olivieri )

Io non ne ho purtroppo il tempo per farlo, ma sarebbe davvero il caso di creare un apposito evento su Facebook per dare la massima visibilità al tentativo del premier di far passare la sua assurda tesi ( ho creduto davvero che Ruby fosse nipote di Mubarak e quindi ho agito da presidente del Consiglio per il bene dei rapporti internazionali quando ho telefonato in Questura). la pagina Facebook si potrebbe intitolare "SIAMO TUTTI NIPOTI DI..." e raccogliere adesioni di tante persone ( con relativa foto segnaletica, con un bel cartello appeso al collo che dice ad esempio : sono cognato di George Bush; oppure suocera di Putin; fate voi). Una volta che si è fatto un gruppo consistente ( sopratutto di romani, per questioni logistiche) ci si da appuntamento con i cartelli davanti vanti a Montecitorio, per chiedere anche noi le bustarelle che lui ha dato alla "bisognosa" Ruby e non solo a lei. Occorre battere il ferro finchè è caldo, svegliare la gente addormentata dietro le chiacchiere e i proclami del premier. Occorre farlo subito, perché lui spera soltanto di far dimenticare, e invece bisogna far capire, e ricordare ogni giorno.  
 
Che cosa ne dite dell'idea ? Coraggio, c'è qualcuno che si prende la briga di organizzare una cosa del genere su FB ? Io, credetemi, non ne ho davvero il tempo per problemi seri, ma sarò certo il primo ad iscrivermi !!!
 
Ultimora : LA PAGINA FACEBOOK ( grazie a Francesco Jones per la sollecita collaborazione!!!) è stata già creata e la trovate  a questo indirizzo :
 
Iscrivetevi numerosi, se riusciamo a fare in pochi giorni un numero di 500, 1000 iscritti (possibilmente romani, o disposti comunque a partecipare un giorno a Roma), potremo organizare con i cartelli un bel sit in sotto le finestre del premier. Chissà se crederà anche a noi, visto che si è bevuto la bugia di Ruby (sempre ammesso che poi Ruby abbia detto di essere la nipote di Mubarak, perchè non sembra che stiano così le cose...).
 
Stefano Olivieri
28 gennaio 2011
MEGLIO PASSARE PER FESSI CHE ESSERE CONDANNATI ( di Stefano Olivieri)

Così, dopo vari consigli di guerra tenuti con i suoi dipendenti e collaboratori, il gran capo ha dettato le istruzioni: primo, le carte delle intercettazioni vanno restituite alla Procura di Milano; secondo, si sposta il processo al tribunale dei ministri  ( che non è costituito da ministri : si tratta di uno speciale collegio composto da tre magistrati ordinari e tre supplenti estratti a sorte operante presso il tribunale del capoluogo di distretto di Corte d’Appello. Il suo compito non è quello di vagliare tutti i reati commessi da un componente del governo, ma solamente quelli compiuti nell’esercizio delle sue funzioni).
 
Il punto è che occorre stabilire con certezza se il reato ipotizzato ( concussione ) sia stato commesso dal premier nel pieno esercizio delle sue funzioni oppure da privato cittadino. I suoi avvocati su questo non hanno dubbi ( anche perché se non fa così è spacciato) e gli hanno suggerito di passare per fesso, cioè di aver creduto come un allocco alle parole di Ruby, quando lei gli avrebbe detto ( cosa ancora tutta da dimostrare) di essere la nipote di Mubarak.
 
Insomma, Berlusconi è un credulone. Ma uno di quelli proprio patentati, che dopo essersi bevuto le balle di una ragazzotta paracula, interviene addirittura dall’estero, telefonando in Questura a Milano e ottenendo alla fine che, in barba a qualsiasi regolamento in materia ( Ruby era minorenne), la ragazza possa riacquistare la libertà. Naturalmente per Berlusconi e i suoi legali è un dettaglio del tutto trascurabile anche il fatto che il premier sia stato avvertito dell'emergenza di Ruby da una puttana che aveva il suo numero in agenda ( e non era neanche la sola ad averlo). Mentre scrivo apprendo che è in arrivo un'altra rivelazione : l'altra minorenne delle papigirls, la brasiliana Iris Berardi, sarebbe nientepopodimeno che nipote di Lula ! Forza pesci, che aspettate ad abboccare? 
 
L’Italia si dovrà bere questa sbobba tutta d’un fiato, per non vomitare. Perché questa storia fa acqua da tutte le parti, anche se la si volesse far passare per buona. Berlusconi ad esempio ha più volte negato di essere al corrente che Ruby fosse minorenne, e allora non si spiega perché quella notte si è prodigato a trovarle una badante ( Nicole Minetti : come affidare una vergine al boia di Londra); ancora : se lui ha davvero creduto alla storia della parentela con Mubarak, perché quella stessa notte non ha fatto intervenire direttamente l’ambasciata egiziana ? Ah già, dimenticavo. E’ un credulone, non ci sta con il cervello. Ha creduto perché è uno buono di cuore, tant’è che poi alla bisognosa sono arrivate un sacco di buste di denaro contante, e gioielli, e auto di lusso, per non parlare degli inviti alle “feste eleganti” del premier. Insomma per Ruby cenerentola del terzo millennio Silvio è stato come la fata smemorina, un po’ caciarona e svaporata ma con un cuore grandissimo. E questa moderna favola adesso se la deve bere tutto il popolo italiano, tutta d’un fiato. Ma Silvio non ha dubbi, se la berranno, perché “l’elettore – come ebbe a dire anni fa – è come un bambino di undici anni, e neanche troppo sveglio.”
 
Mi piacerebbe che da domani si creasse una fila di questuanti bisognosi, tutti con parentele famose. La suocera di Bush, il nipote di Cicchitto, la figlia segreta della Binetti, i cognati di Gheddafi e via dicendo. Ciascuno con il suo bel cartello davanti a palazzo Grazioli, a pietire una bustarella dal munificente e credulone premier. Che non ci sta abbastanza con la testa per capire se Ruby era bugiarda o meno, epperò resta ben seduto nella sua poltrona di presidente del consiglio. Tanto, per governare un popolo di imbecilli, va benissimo anche un presidente rincoglionito. Uno che pensa che alla gente basti  - nella logica dell'imperatore : panem et circenses. Solo che lui poi le ballerine se le porta a casa -  che basti dunque un giorno di ferie in più ( il 17 marzo, 150° anniversario della nostra repubblica) per dimenticare subito le centinaia di bustarelle di migliaia e migliaia di euro distribuite alle sue troiette, alcune delle quali fatte assumere dallo Stato con stipendi da capogiro a carico dei contribuenti. Uno che pensa questo, certo, tanto normale non può essere. Ora manca soltanto il decreto legge che abbassa la minore età da 18 a 16 anni e poi il cerchio è chiuso. 
 
Tunisia, Albania - quella dell'amico Sally Berisha - adesso l'Egitto di Mubarak. Il mediterraneo incendiato mentre il premier si trastulla con Ruby & c. La rete internet ha molto aiutatola riscossa degli oppressi in questi ultimi eventi, e continuerà a farlo. Quando in Italia ?
 
Stefano Olivieri
20 gennaio 2011
Niente Sesso ( di Stefano Olivieri)

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permalink | inviato da Stefano51 il 20/1/2011 alle 13:53 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
14 gennaio 2011
DI NUOVO RUBY (di Stefano Olivieri)

A botta calda, non appena la Corte ha confermato l’anticostituzionalità del lodo Alfano, i magistrati bolscevichi si sono rifatti sotto. Senza alcuna delicatezza per l’attempato premier, che giusto voleva pacificare gli animi dopo tanta tensione, e si era preparato un bel discorsetto alla camomilla per il parlamento.

Invece no, torna Ruby, la Ruby più procace, più sexy, più trasgressiva, più minorenne che mai. E anche tanto sventata, perché della sua relazione con il premier ha lasciato tante tracce digitali, che la giustizia italiana ha raccolto meticolosamente. Abbastanza materiale da certificare una presenza della ragazzina piuttosto continua in quel di Arcore, ma anche in Sardegna. Ora si capisce meglio la telefonata notturna in questura di Silvio, e le sue frottole su Mubarak.
 
Il premier al solito casca dalle nuvole (è da una vita che lo fa, certo che volava bello alto…) e dichiara che è tutta una montatura dei giudici. I giudici di Milano pensano invece, evidentemente, che a montare sia stato lui e parlano di “prove evidenti” e di processo con rito immediato, come si conviene nel caso di reati particolarmente efferati come quello ipotizzato in questo caso (concussione e prostituzione minorile).
 
Berlusconi è un tipo fantasioso e cercherà ancora una volta di stupire l’Italia con il classico coniglio che esce dal suo cappello. Vediamo quali , per ipotesi, potrebbero essere i motivi per cui l’ammaliante Ruby si è trovata spesso e volentieri a casa sua :
 
1.    E’ davvero la nipote segreta di Mubarak e vuole essere lanciata da Berlusconi nel firmamento televisivo italiano;
 
2.    E’ una stagista che sta facendo pratica per entrare nel gabinetto del premier;
 
3.    E’ una figlia segreta di Berlusconi, venuta a reclamare la sua quota di eredità;
 
4.    E’ la badante del premier, in prova per impratichirsi della lingua;
 
Sui nuovi sviluppi del caso Ruby è stato anche intervistato Emilio Fede, che un po’ piccato ha risposto che lui è tranquillo perché con la ragazzina non ci ha fatto nulla e alla fine ha mandato affanculo l’intervistatrice. 
Lo farebbe volentieri anche Berlusconi ma con i giudici anche un premier come lui deve andare cauto, perché altrimenti scatta anche il reato di oltraggio alla corte. Comunque Feltri l’aveva detto : “Quello cade sulla gnocca”.
 
Stefano Olivieri
SOCIETA'
7 dicembre 2010
TRADUZIONI MAROCCHINE (di Stefano Olivieri)

Mohammed è libero e non c’entra nulla con Yara. L’operaio marocchino di 22 anni resta indagato e ha trascorso due notti in cella mentre già in tivù l’avevano cucinato a dovere, fra l’altro sfortunatamente nelle stesse ore un suo connazionale drogato e senza patente faceva una vera strage di ciclisti all’altro capo dell’Italia. Inevitabile sommare gli episodi e via alla stura dell’odio verso gli alieni, alla fine ci mancava Tettamanzi con quel suo “"Davanti ai gravissimi fatti che stiamo apprendendo dalla cronaca di questi giorni restiamo profondamente addolorati, anzi sconcertati. Prego per le vittime di queste e di tutte le violenze, per i loro familiari. Prego inoltre perché non si sovrapponga genericamente a tutti gli immigrati la categoria della delinquenza". Che tradotto in titolo da prima pagina equivale a un “non tutti gli extracomunitari sono delinquenti”. Era meglio se stava zitto, invece di sedarsi la folla razzista si è rinfocolata , forte dello sponsor vescovile. La mente va ad Erica e Omar, che dopo aver fatto spezzatino di mamma e fratellino avevano accusato due albanesi, scatenando il kukluxclan leghista. Intanto resta il giallo della traduzione. Si apprende che sono stati sette i consulenti che, in momenti diversi, hanno tradotto la frase di Mohammed Fikri. In particolare, tre sarebbero stati d'accordo nel dire che la frase era del tipo: "Perdonami Dio non l'ho uccisa io... Ascoltami Dio, Ascoltami...", e sulla base di questo è stato deciso il fermo. Altri quattro, come si legge nell'ordinanza di convalida dello stesso fermo e della conseguente liberazione dell'indagato, hanno confermato che nella frase non c'era alcun riferimento alla vicenda di Yara. Ora, se la matematica non è un’opinione, quanto meno i primi tre traduttori non sono propriamente attendibili. E non si riesce neppure a sapere come abbiano potuto tradurre "Perdonami Dio non l'ho uccisa io... Ascoltami Dio, Ascoltami..." se Mohammed ha invece detto altre cose. Fra l’altro pare strano che, parlando al telefono con la fidanzata, un ragazzo marocchino si metta a invocare il perdono di Allah per un omicidio.

 

Ma allora che cosa ha detto Mohammed ? Sulla base di  quale intercettazione questo ragazzo è stato fermato su una nave diretta a Tangeri, quando fra l’altro si era già in acque internazionali ? Che cosa ne pensa il Marocco, che già si è visto sottrarre la seducente Ruby rubacuori, affiliata d’ufficio dal premier in persona al presidente egiziano Mubarak ? Forse la polizia italiana avrà pensato a un gesto bipartizan : per una marocchina ladra che scampa la galera grazie ai buoni uffici del presidente, un operaio marocchino innocente si fa due giorni di cella con l'accusa di omicidio, e quando esce nemmeno una frase di scusa.  Per colpa di una traduzione errata Mohammed è stato rinchiuso per quarantott'ore ed è stato costretto a uscire su un furgone blindato e con i vetri oscurati, per sfuggire alla folla. Quale sanzione è prevista per un traduttore così impreciso ?

 

Io un ideuzza ce l’avrei. Gli regalerei un obbligatorio viaggio di ripasso linguistico in Marocco, di una settimana. Naturalmente tutto spesato, vitto e alloggio e financo l’interprete. Un interprete, bene inteso, abile esattamente come lui. Così quando entrerà in un bazar e si rivolgerà a un commerciante per sapere se può scontargli un tappeto da 12 dirham, l’interprete potrebbe tradurre al commerciante la sua richiesta pressappoco in questo modo : “ Vorrei tanto fare bungabunga con tua moglie e con tua figlia dodicenne”.  Così potrebbe farsi anche lui l'esperienza di due giorni di prigioni marocchine, ben che gli vada.  

 

A Mohammed, invece, come risarcimento gli darei in affidamento Ruby, così la tapina se ne torna a casa. Una bella vacanza per due su una spiaggia marocchina, però spesati dal premier. Tanto, regalo più, regalo meno, potrebbe farlo pure un bel gesto allo sfortunato Mohammed, no ?  Perchè poi Ruby, con quella badante Nicole Minetti, proprio non era riuscita a legare, poveretta...
  
Stefano Olivieri

 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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IL CANNOCCHIALE