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se sono partito ogni tanto devo pur tornare
19 settembre 2012
E' ANCORA L'iTALIA DEL BUNGABUNGA (di Stefano Olivieri)


Non c’è bisogno di grandi sforzi di fantasia per accostare la festa dell’onorevole De Romanis del 2010 alle seratine eleganti dell’ex premier. Era, e probabilmente lo è ancora, l’Italia del bungabunga e troppo tempo dovrà passare prima che questo machismo da basso impero ( con donne compiacenti da basso impero, va detto purtroppo anche questo ) possa liquefarsi all’aria sana.

Bisogna prima di tutto cambiarla, quell’aria. In Parlamento come negli enti locali di questo nostro sciagurato paese che non riesce a cacciare i mercanti dal tempio. Da troppo tempo un’Italia marginale nei numeri ma godereccia, parassita e sprecona tiene banco arrogantemente, e non è bastato che Berlusconi desse le dimissioni per fare abbassare la cresta a questi cialtroni. Perché il commissario italiano Monti ha continuato a tenere ben conto delle pressioni della destra italiana e i risultati si sono visti. Oggi l’Italia povera è ancora più povera e quella ricca ancora più ricca e arrogante. Monti ha approfittato abilmente dell’imbarazzo del PD, ancor oggi sospeso fra Vendola e Casini, per realizzare tutti i desiderata dell’ex premier. Non solo, ma agendo esattamente come Berlusconi, cioè infierendo soprattutto sulla classe medio bassa della popolazione, su operai, dipendenti pubblici e privati, pensionati, fornisce oggi a Berlusconi l’occasione di replicare la favola dell’abbassamento delle tasse, dell’abolizione dell’IMU, della creazione di cento milioni di posti di lavoro dal nulla. 

Il populismo di destra riceve da Monti, nei fatti, un’eredità di bonus da spendere in termini elettorali assai più convincente del messaggio che necessariamente Bersani deve costruire, e con molta fatica, per smarcarsi definitivamente dalla deriva del governo dei professori e dei finanzieri.

Berlusconi, invece, non ha bisogno di smarcarsi perché ha da sempre abituato gli italiani a vederlo come il campione dell’antipolitica. Dunque, adeguatamente somministrata dalle tv del biscione, ben presto la minestra riscaldata dell’ex premier scenderà di nuovo sulle tavole degli italiani e molti, purtroppo, se la mangeranno, ancora una volta.

A meno che non si sparigli questo gioco infame e non si inchiodi Monti, Fornero, Passera & company alle loro responsabilità, prima fra tutte quella di aver scavato un solco ancora più profondo fra l’Italia che ruba e continua a godere e quella che lavora e soffre gli stenti di una ripresa che non arriva perché nessuno finora ne ha creato i presupposti.

È tempo di scelte radicali, che non sono fra destra e sinistra, categorie ormai logore. È tempo di scegliere, molto semplicemente, con quali risorse vogliamo uscire da questa crisi prima che ci ingoi del tutto. Bersani, sarebbe ora che tu ascoltassi la gente. La legislatura può anche finire alla sua scadenza naturale ma le carte, da parte del PD e della sinistra che vorrà stare dalla sua parte, devono essere scoperte da subito, perché il cavaliere sta per farlo. E le sue, come si sa, sono truccate.

Stefano Olivieri

http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it 

POLITICA
12 settembre 2011
ARIA DI "GRAN CONSIGLIO" IN CASA PDL ( di Stefano Olivieri)


Arrivano alla spicciolata, si affacciano e poi se ne vanno. Il neo segretario Alfano vara preoccupato la linea durissima (alla faccia della democrazia interna) e annuncia che d’ora in poi coloro che non saranno d’accordo con le scelte del partito si dovranno “accomodare ai bordi del campo”. Beppe Pisanu, la Marcegaglia, Bonanni della Cisl. Alemanno da Roma, Tosi da Verona ( non è PDL ma il suo niet fa ancora più male, se possibile). Infine la Polverini, ma soltanto per adesso.

Il PDL perde i pezzi non soltanto come consensi nel paese, ma anche e soprattutto fra i suoi stessi eletti. Il cavaliere è sempre più nero e sempre più solo, in questo suo disperato tentativo di far sembrare l’Italia il paese dei suoi miracoli. Ora si dovrà guardare anche dagli amici, anche dai più fidati. C’è aria di fronda, da “gran consiglio” di mussoliniana memoria.

In Italia, del resto, non esiste purtroppo l’impeachment e in qualche modo si dovrà trovare una soluzione, all’italiana, appunto. Sicuramente ci stanno già lavorando, da qualche parte. Sicuramente a palazzo Grazioli pure, per una possibile e personalissima exit strategy. La magistratura incombe, e pare non più soltanto su questioni di badanti intime, stavolta. La via di fuga  va preparata per bene, in fin dei conti stiamo parlando del più grande statista degli ultimi 150 secoli. peccato che i suoi amici del nord Africa abbiano avuto qualche contrattempo, perchè a lui il caldo piace assai.

Alfano chiede ai grandi del PDL di rendere conto sul web dei loro finesettimana, per una questione di etica. Attendiamo di conoscere l’indirizzo web del blog del premier, per consultarlo.

Intanto Borsa e spread anche oggi tornano a segnare in Italia, purtroppo, profondo rosso. E la UE subito ammonisce di tenersi pronti per una manovra aggiuntiva e convincente. Sono inflessibili questi europei, forse vogliono vedere anche il taglio del presidente del consiglio, per convincersi.

Stefano Olivieri

http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it

4 marzo 2010
Le femministe, piazza Farnese e il PDL ( di Stefano Olivieri)
 

I tempi cambiano. Fra tre giorni, trent’anni fa, piazza Farnese a Roma si riempiva di femministe incazzate contro padroni, mariti, fidanzati, insomma maschi prevaricatori. L’otto marzo tutta la zona del ghetto ebraico, in particolare piazza Farnese e l’attigua piazza di Campo dei fiori, era appannaggio del movimento di liberazione della donna. Ricordo i fiori, le gonne lunghe e i maglioni di lana cruda, i capelli intrecciati e gli scialli, gli slogan e i cortei festosi. Proprio a piazza Farnese nel 72, se non ricordo male, ci fu un memorabile e scherzoso scontro di cori e rime fra le femministe e il neonato FUORI (fronte unitario omosessuali rivoluzionari italiani). Da una parte le donne che urlavano : “Col dito, col dito, l’orgasmo è garantito !”. Dall’altra parte il Fuori rispondeva “col c****, col c*****, è tutto un altro andazzo..”

Altri tempi, altre rivendicazioni. Il divorzio appena ottenuto, i consultori da avviare, la pillola, l’aborto. E i maschietti all’angolo, un po’ intimoriti.

Oggi a piazza Farnese protesta il popolo della libertà , un partito dove le donne emergono soltanto se appoggiate, molto spesso in senso per niente figurato, dal capo supremo. Una protesta, quella di oggi, che dovrebbe essere rivolta prima di tutto agli stessi notabili del partito, naturalmente uomini, che si sono rivelati incapaci perfino di osservare le elementari regole elettorali.

La Polverini, diretta interessata, ci sarà senz’altro. Spero che le altre donne del partito della libertà abbiano un pur tardivo sussulto di dignità, e decidano di non sottomettersi a quest’ennesimo burqa. A piazza Farnese è meglio andarci da femministe che da veline schiave.

Stefano Olivieri
http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it/

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