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se sono partito ogni tanto devo pur tornare
17 marzo 2011
No fly zone in Libia, oggi il voto ONU ( di Stefano Olivieri)

Ciò che sta succedendo in Libia viene passato sotto silenzio in Italia dalla stampa amica dell’amico di Gheddafi. Ma è un genocidio e Berlusconi, che da “volenteroso” per Bush si è trasformato in svogliato e riottoso di fronte alle stragi di civili in Libia, sta condizionando pesantemente il fronte anti Gheddafi che si è realizzato in Europa.
 
Occorrono prese di posizioni chiare e certe, e occorre soprattutto agire in fretta con deterrenti che siano convincenti per un pazzo sanguinario come il colonnello libico. L’ipotesi di una  “No fly zone”  avversata da subito – e in modo ufficiale – nel nostro paese per esplicite dichiarazioni del ministro Frattini, andrà comunque in discussione oggi all’ONU. Se passerà una risoluzione per un intervento che possa garantire la No fly zone in Libia, il governo italiano sarà costretto ad allinearsi senza indugio, altrimenti sarà costretto a spiegare a tutte le Nazioni Unite i motivi della sua posizione.
 
Oggi è il giorno in cui si festeggia – si fa per dire – l’unità del nostro paese. Con un partito come la Lega che vergognosamente non solo sta apertamente boicottando questa ricorrenza, non presentandosi in Parlamento, ma fa anche una vera e propria campagna politica in giro per il paese ( vedi Salvini a Milano) per provocare disordini. E tutto questo senza neanche una tiratina di orecchie da parte di un premier che sembra sempre più un re travicello in mezzo ad uno stagno di ranocchie. Per festeggiare ancora più degnamente l’unità italiana sarebbe bene riuscire a comprendere quanto sia importante e fondamentale per il nostro paese appoggiare la democrazia dei paesi nordafricani.
 
Bersagliamo il parlamento italiano di email chiedendo che venga messo all’ordine del giorno il voto sulla Libia non appena sarà nota la determinazione dell’Onu. Fermiamo la strage dell’amico di Berlusconi.
 
Stefano Olivieri
 

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permalink | inviato da Stefano51 il 17/3/2011 alle 13:0 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
13 luglio 2010
PROVE TECNICHE DI CRISI (di Stefano Olivieri)
 

Si chiama sfiducia a Cosentino (sottosegretario) ma in realtà queste sono in tutto e per tutto prove tecniche di crisi. La mozione di sfiducia raccoglierà le adesioni di Pd, IDV, UDC e dei finiani, per la prima volta insieme. Se il governo perde questa battaglia vuol dire che può essere anche sfiduciato. Magari proprio sul ddl intercettazioni. Ha ragione Berlusconi ad uscire dai gangheri e a lanciare il suo diktat, la partita è importante e lui lo sa. Quello che non può fare – perché non c’è il tempo di fondare un nuovo partito di Forzaitalia2, tenendo fuori Fini e i suoi – è cacciare l’opposizione interna dal suo partito.

A tutto questo si aggiunge il warning autorevolissimo dell’ONU, che addirittura annuncia di mettere sotto tutela il nostro paese per verificarne la democrazia. E’ ora che la maggioranza prepari una notte del gran consiglio. Se non l’ha già fatto.

Stefano Olivieri

http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it

7 giugno 2010
TUTTI PAZZI PER GAZA (di Stefano Olivieri)
 

Ieri il papa, durissimo con Israele, a raccomandare La distensione e la rimozione del blocco navale su Gaza. Oggi la Mezzaluna rossa iraniana che annuncia l’invio di aiuti umanitari, con tanto di scorta navale dei pasdaran pronti a forzare il blocco.

Non serve grande immaginazione per capire che la crisi mediorientale non potrà mai essere risolta senza la collaborazione dei due contendenti. Non serve particolare buonsenso per comprendere che non si difende Israele e i suoi abitanti attaccando (e uccidendo) in acque internazionali una flotta umanitaria. Come ho già scritto, gli atti di guerra sono una cosa, gli atti di terrorismo un’altra e il terrorismo va combattuto ovunque e contro chiunque.

L’ultimo che l’ha fatta fuori dal vaso in questo caso è Israele, e Israele dovrà togliere subito il blocco su Gaza se non vuole addossarsi la responsabilità di un rischio enorme, quello di un improvvisa estensione del conflitto. In un momento per altro difficile per il mondo intero, a causa della crisi economica che può spostare in modo rilevante l’equilibrio delle alleanze sul quadrante mediorientale.

La politica estera italiana è stata per tanti decenni un esempio di equilibrio. Per la nostra posizione nel mediterraneo, per la nostra storia e il nostro sistema produttivo noi siamo un paese che può dare e ricevere molto dal medio oriente, e per questo dobbiamo essere prudenti e lungimiranti. Il niet del governo italiano all’indagine ONU sulla aggressione alla flottiglia non lasciano ben sperare per il futuro, servirebbe un immediato ripensamento per rafforzare la politica estera europea così direttamente interessata al conflitto mediorientale. Il partito democratico deve uscire con una nota ufficiale e chiedere un voto in parlamento su Gaza, oggi e non domani. Abbiamo certo tantissimi problemi interni, ma una cosa del genere non può essere ignorata.

Stefano Olivieri
http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it/

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