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SOCIETA'
6 settembre 2009
NOEMI 2, LA TOPPA E’ PEGGIORE DEL BUCO (di Stefano Olivieri)
La rediviva Noemi Letizia concede un’intervista a Sky e al Daily Mail (riportata da Repubblica), a distanza di qualche mese dal suo compleanno e da quella festa a Casoria che è stata, come sappiamo, la goccia che ha fatto traboccare il vaso per la moglie del premier Veronica Lario.

Noemi ce la mette tutta per scagionare papi, ma come spesso accade in queste cose, la toppa è molto peggiore del buco. E ci meraviglia il fatto che Berlusconi, così avveduto e intransigente con altre sue fan (ad esempio in una intercettazione aveva intimato a Evelina Manna il silenzio assoluto, senza condizioni), non abbia consigliato alla diciottenne di Portici di starsene zitta e cheta, piuttosto che rilasciare interviste, per di più al concorrente Murdoch. D’altra parte, a voler spezzare una lancia in favore di Noemi, va anche detto che il ferro va battuto finchè è caldo : il cachet della giovane oggi ha un prezzo, domani chissà. Inoltre Mediaset e Rai non avrebbero mai potuto accoglierla senza scatenare un legittimo vespaio di polemiche da parte dell’opposizione al premier, e così alla fine Noemi è approdata a Sky.

A intervistarla è stata la specialista Daphne Barak, che l’ha lasciata andare a ruota libera, sapendo che i frutti prima o poi sarebbero caduti dall’albero. Noemi si è detta profondamente dispiaciuta del disastro familiare del premier, e ha ribadito che quanto raccontato dai giornali è pura invenzione, dal momento che lei conosce Berlusconi fin da piccolissima : “Conosco Silvio da quando ho memoria. Mio padre mi portava da lui quando ero piccola. Accadeva spesso. Ma per me era una cosa normale. Non è che Silvio fosse una persona straordinaria per me”. E il nome papi è solo un vezzo affettuoso, niente di più : “..quando ero piccola, gli ho dato il nomignolo che tutti conoscono ora. Perché io sono una persona dolce, mi piace dare nomignoli alle persone che amo. E così ne ho dato uno a Silvio, perché è dolce. Era per dimostrargli affetto”.

Noemi carissima, ma se tu avessi conosciuto “papi” fin da piccolissima, andandolo a trovare “spesso” con il tuo papà, spiegaci allora perché non si è trovato ancora nessuno che possa giurare di aver visto insieme Benedetto Letizia e Silvio Berlusconi in una qualsiasi occasione pubblica, visto e considerato che da quel poco che ci è stato detto dal premier a riguardo, era la cosa pubblica, la politica appunto, ad averli fatti incontrare. E se davvero affermi di conoscere Berlusconi da quando hai memoria, diciamo insomma da piccolissima, come mai il presidente avrebbe tenuto la moglie Veronica all’oscuro di questa conoscenza, di una relazione così solida con una famiglia napoletana così lontana dal jet set, per almeno 10 o 15 anni ?

Se affermi questo, immagino che allora testimonierai in favore di tuo padre, quando andrà a processo la querela che lui ha fatto nei confronti di Gino Flaminio, il tuo ex fidanzato. In una videointervista Gino avevo raccontato di aver appreso da te come era nato il rapporto fra te e Berlusconi, e aveva detto di aver assistito lui stesso ad alcune telefonate del premier, che tu nemmeno avevi riconosciuto al telefono. Ma come si fa a non riconoscere al telefono qualcuno che si frequenta da almeno dieci, quindici anni ? Dunque Gino Flaminio ha detto il falso, forse non è nemmeno vero che eravate fidanzati dal 2007 al 2009 ? Sarebbe il secondo falso fidanzato, cara Noemi, dopo Cozzolino.

Cara Noemi, siamo (ancora) in democrazia, per cui tu sei assolutamente libera di raccontare la tua versione dei fatti, e noi siamo liberi di ragionare sulle tue stesse affermazioni. Affermazioni che – ci perdonerai, ma è così – continuano a non convincerci perché, come vedi, non fanno che generare nuove domande. Un consiglio sincero : se Silvio Berlusconi davvero non è per te “una persona straordinaria” bensì un amico fra i tanti, faresti bene a diminuire la tua visibilità piuttosto che rilasciare interviste. A un concorrente, poi. Ma “papi”, lo sapeva ?

Stefano Olivieri
http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it/
POLITICA
11 maggio 2009
NON DIMENTICARE NOEMI (di Stefano Olivieri)
 



Non derubrichiamo ciò che è accaduto a Casoria per favore. Non accettiamo la mano di bianco che stampa e tv hanno preso a dare sull’argomento, declassandolo dietro ai clandestini respinti, all’Italia multietnica o meno, alla querelle fra Berlusconi e la CEI sulla questione dell’accoglienza e sul dovere di assistenza. Ciò che è accaduto a Casoria è il frame, assai sospetto per dire la verità, di un film sulla cui trama Berlusconi in primis dovrebbe fornire informazioni dettagliate e sufficienti non per l’età della ragazzotta, non per la sciagurata intervista da lei rilasciata ( “papi” etc..) e nemmeno per la distanza stellare che separa – almeno per quel che ci si vuole far sapere - i destini di una umile famiglia del napoletano da quelli della famiglia del presidente del consiglio.

Qui se tutto deve essere messo a tacere – madre e figlia ormai irreperibili; il padre Elio rilascia interviste scontatamente addomesticate – vuol dire che il pesce puzza sul serio, talmente tanto che neanche con la potenza mediatica di cui dispone il cavaliere si ritiene di correre il rischio di continuare a parlarne. Invece si deve, e si deve pretendere con forza che la stampa sia più coraggiosa che mai, perché se si tace stavolta vuol dire che l’omertà ha avvolto interamente la democrazia italiana.

Tralasciando le giustificazioni – addirittura offensive per l’intelligenza degli elettori, ma si sa che il premier li considera da sempre come bambini di undici anni e neanche troppo svegli.. – trascurando dunque l’amore smisurato di Silvio Berlusconi per i ceti umili e il suo giovanilismo (…), restano due ipotesi di lettura della vicenda. La prima, quella più pruriginosa e in verità avvalorata in modo autorevole da Veronica Lario, è che il legame fra Berlusconi e la diciottenne Noemi ci sia eccome e sia andato ben oltre le foto di compleanno e i collier d’oro e diamanti da seimila euro. E che Berlusconi abbia già detto nel merito molte bugie è comprovato da più parti. Il padre di Noemi non è mai stato autista di Craxi, e probabilmente non ha mai frequentato i socialisti campani che contano. Inoltre l’improvvisata non era affatto una improvvisata, più di un testimone ha visto gente della sicurezza del premier ripassare da cima a fondo il ristorante di Casoria il giorno prima della festa. E le foto, ritoccate e anche in modo pacchiano, come è stato verificato da più parti. Sul web infine si mormora perfino sui consigli dei ministri tenuti a Napoli, proprio in questo periodo.

E a questo punto arriviamo alla seconda ipotesi, meno pruriginosa ma molto più allarmante. Ipotizziamo per esempio che la straordinaria, sciagurata intervista rilasciata da Noemi non sia da addebitare alla beata incoscienza della diciottenne e che dietro ci sia invece una regia. Pensateci : lei che chiama Silvio “papi”, lei che racconta che è stata più volte da lui a consolarlo e a cantare il karaoke mentre intanto sul web circola il book che la presenta come una procace e ammiccante lolita. Nipotina sì, certo, anche figlioccia se vogliamo, ma molto, molto pruriginosa. E sempre da lei poi, la clamorosa affermazione sul suo futuro : una Cuccarini, una soubrette famosa oppure, come ripiego, anche un posto in parlamento, tanto ci pensa “papi”. Diciamoci la verità, è così paradossale lo scivolone da sembrare una puntata di “Scherzi a parte”. Invece è cronaca, non una fiction. E allora ?

Allora forse il premier non parla, non dice più di tanto non per una improvvisa quanto insolita pudicizia, a parte le implicazioni familiari, probabilmente inaspettate da lui stesso. Berlusconi non parla per non rivelare cose che non si possono rivelare, e che potrebbero avere ben poco a che fare con il supposto flirt con Noemi. Qualcuno potrebbe, sapendo qual è il suo punto debole, avergli teso una trappola in cui è caduto. Chi sia questo qualcuno è una domanda a cui ciascuno può dare la sua risposta, fino a quando non verrà a galla tutta la verità. Perchè se questo è un film, tutta l’Italia ha diritto a leggere i titoli di coda. Se non è un film, vogliamo avere la certezza, al di là di ogni ragionevole dubbio, di essere guidati da un premier che non sia costretto a cedere a pressioni di cui non può citare la natura e l’origine. Siamo ancora in democrazia e l’affare Noemi deve essere spiegato per bene.

Stefano Olivieri
http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it/


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permalink | inviato da Stefano51 il 11/5/2009 alle 12:44 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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