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se sono partito ogni tanto devo pur tornare
POLITICA
15 settembre 2011
PDL, ROMPETE LE RIGHE (di Stefano Olivieri)


Lavitola in esilio forzato, Tarantini che, dietro le sbarre, scioglie la sua lingua giorno dopo giorno. Le badanti del premier in libera uscita, ormai i giornali di gossip (e non solo) non riescono più a stare dietro a tutte le rivelazioni, le ragazze si contendono a colpi bassi la pala di “preferita” del sultano, la Minetti passeggia per via Montenapoleone con una t-shirt che porta una scritta che è tutto un programma: “ Senza T-shirt sono anche meglio”.

Insomma il “rompete le righe” attorno al premier è ormai palese, visibile e non più ristretto al parlamento. Ghedini non ce la fa più a tamponare, e i colleghi ad aiutarlo in questo ingrato compito sono sempre di meno. C’è perfino qualche dubbio che non possa passare al Senato la farsa, in calendario proprio in questi giorni, del voto su Ruby nipote di Mubarak. E sulle intercettazioni pesa come un macigno il NIET categorico del Quirinale.

Dunque è questione non più di mesi ma di settimane o forse giorni, ma il PDL imploderà fra breve, o forse si scinderà in due tronconi assottigliando i fedelissimi del cavaliere. Dopo essersi fortemente ridimensionato nell’opinione pubblica ( ormai è nettamente dietro il PD quanto a consensi) il partito del predellino fondato dallo statista più bravo degli ultimi 150 secoli si sta sciogliendo come un pupazzo di neve al sole. Il suo fondatore non tira più, non ha più il tocco di re Mida, anzi esattamente il contrario. Da "utilizzatore finale" è diventato "utilizzato", un limone spremuto fino all'ultima goccia da chi ha capito che ormai è un deadmanwalking, un morto che cammina, politicamente parlando, naturalmente. L’ultima speranza per il partito di maggioranza dell’esecutivo è che Casini faccia un’opera di carità, ma gli ultimi sondaggi mostrano come l’UDC sia per certi versi ancora più aguerrita del PD nel chiedere la testa di Silvio Berlusconi.

Si avvererà probabilmente la profezia di uno che lo conosce bene, quel Feltri che pure tanto lo ha aiutato: “Berlusconi cadrà sulla gnocca”. L’organo sessuale femminile è di fatto diventato la valuta ufficiale nella fittissima rete di relazioni e di affari che lega il nostro presidente del consiglio alle cricche di stato e al mondo del malaffare. L’altro ieri, in consiglio dei ministri, esasperato dalle intercettazioni ne ha sparata un’altra delle sue, affermando che l’87 %  degli italiani è intercettato e dunque un decreto anti intercettazioni sarebbe gradito alla stragrande maggioranza degli elettori.

Vorremmo sommessamente ricordare al premier che, visto che in primis vengono intercettate persone in odore di reato, dunque presunti delinquenti, ciò vorrebbe dire che più dei quattro quinti degli italiani sono potenziali criminali. Per fortuna così non è, il fatto è molto più semplice: le sue frequentazioni, telefoniche e non, sono non proprio irreprensibili se finiscono nei tracciati telefonici a disposizione delle procure. Come a dire che chi pratica con lo zoppo ( o delinquente che sia), prima o poi potrebbe imparare a zoppicare (ovvero a delinquere). Ebbene, a gran parte degli italiani - giudici a parte - pare che il premier accusi una certa zoppìa, da qualche tempo. Sarà forse necessario un altro lifting?

Stefano Olivieri

http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it 


27 gennaio 2011
BERLUSCONI, I FIGLI POTREBBERO INTERDIRLO (di Stefano Olivieri)
 

E’ un classico che fa parte ormai della cultura popolare, quello di persone anziane, sole, un po’ svaporate e con ragguardevoli patrimoni, che si mettono in casa una badante alla quale finiscono per regalare di tutto e di più, spingendosi fino a farla diventare erede legittima del patrimonio.

Di solito, in casi del genere, i parenti stretti del nonnino, fino a quel momento distratti dai loro obblighi affettivi, cominciano ad allarmarsi quando è ormai troppo tardi, e il testamento è stato già modificato.

Quando invece arrivano in tempo, in genere si adoperano con ogni mezzo affinchè i beni del congiunto rimangano in famiglia, e non esitano a ricorrere al giudice nei casi in cui sia acclarata clinicamente l’incapacità di intendere e di volere del nonnino.

Ebbene, moltiplicate il numero delle badanti per dieci, ma che dico, per cento, duecento, fate voi. Poi procuratevi per ciascuna di queste le prove di una sistematica e onerosissima dipendenza delle stesse dall’anziano datore di lavoro, per prestazioni e servizi ben al di là del lavoro di cura in genere previsto per chi ha in cura un anziano. Soprattutto per i prezzi delle prestazioni e servizi, roba da migliaia di euro a botta, e in più gioielli, appartamenti in comodato, etc. etc.

Secondo me, ci sono tutti gli estremi perché i figli e le figlie del premier si cautelino sui loro legittimi diritti al patrimonio paterno. Il forziere personale del premier ha una falla da cui, a causa della sua sempre più stretta patologica dipendenza dalle prestazioni sessuali continuative delle sue badanti, fuoriesce un fiume di denaro di cui nessuno, probabilmente nemmeno lo stesso premier, ha controllo. Se aspettano un altro po’ i figli del premier, in particolare i più giovani, che sono ancora fuori dalla “stanza dei bottoni”, potrebbero avere una brutta sorpresa.

La signora Bartolini ( Veronica Lario) dovrebbe rifletterci. Del resto è stata proprio lei ad ammettere per prima, in quella famosa lettera a Repubblica, che suo marito era malato, spiegando anche di che tipo di malattia si trattasse. Ora che la patologia è conclamata, forse è arrivato il momento di fare quel passo necessario a tutelare l’interesse legittimo suo e dei suoi figli : chiedere al giudice di verificare le capacità mentali del suo ex coniuge e nel caso interdirlo dall’uso di quella parte del patrimonio che spetta per legge ai figli. Ciò non solo per cautelarsi essi stessi, ma anche per far cessare una campagna mediatica che non solo è penosa per Silvio Berlusconi (e indirettamente anche per tutto il paese) ma danneggia in modo serio anche l'immagine e il decoro di tutte le aziende di famiglia.
 
Dunque coraggio signora Bartolini - glielo dico davvero senza reconditi interessi -  anche se è doloroso compia questo passo, lo faccia prima che il ciarpame sotterri davvero anche tutta l’Italia, dopo aver sommerso la sua famiglia.

Stefano Olivieri
http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it

21 gennaio 2011
Volantino per dimissionare la Minetti ( di Stefano Olivieri)

Qualcuno, mi pare frapem, ha lamentato giustamente la poca reattività del PD in Lombardia sul caso Minetti. Per questo pubblico un volantino che ho appena realizzato con il simbolo pdnetwork e vi chiedo di esprimervi. Grazie

Stefano Olivieri

http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it

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