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se sono partito ogni tanto devo pur tornare
18 febbraio 2013
COSE IN COMUNE
Mario Monti, intervistato da La7: «Io non ho e non avrò niente in comune con questa coalizione di sinistra»

POSSO DIRE MENO MALE? 

Stefano OLivieri
http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it 

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17 aprile 2012
IMU & DISABILI, LA DIMENTICANZA DI MARIO MONTI (di Stefano Olivieri)

Che dimenticanza poi non è, perché in tanti glielo hanno ricordato. Ma non c'è stato nulla da fare: la detrazione per i figli cessa a 25 anni, inderogabilmente. Evidentemente il nostro premier pensa che i disabili e le loro famiglie godano, si fa per dire naturalmente, di sufficienti tutele.

Vorrei ricordare a Monti che il welfare state in Italia si trasforma in welfare family se riferito ai disabili. Lo Stato italiano da sempre ha preferito la via indecorosa dell'indennizzo economico nascondendo sotto il tappeto l'inadeguatezza delle tutele che invece uno stato civile dovrebbe essere in grado di offrire ai suoi cittadini più sfortunati. La legge 68 sull'avviamento al lavoro, ad esempio, è stata un fallimento ancora prima che arrivasse Berlusconi. Nessuno che assuma un disabile, neanche sotto tortura. Preferiscono pagare la multa.
Il disabile grave resta a casa ben oltre il venticinquesimo anno di vita. Per sempre, praticamente, e se non fosse per l'impegno dei genitori e degli amici ( sempre più pochi, in una società che non insegna più la solidarietà sociale), non uscirebbe mai. 
Nelle famiglie che hanno all'interno un figlio disabile lavora fuori quasi sempre  il padre o la madre, alternativamente. Ma l'altro genitore non si gira certo i pollici, perché la cura di un disabile grave adulto è faticosa, sfibrante. E l'aiuto che dà lo stato, meno di 800 euro fra pensione di invalidità e assegno di accompagnamento, non è mai sufficiente a coprire  le spese, a cominciare da quell'automobile in più, necessaria per la sua mobilità, di cui in tempi come questi si farebbe volentieri a meno, se un figlio fosse in grado di gestirsi autonomamente.

La casa, per un disabile, è tutto. A Francesco, mio figlio, abbiamo allargato la stanza, perché ci vive dentro, a parte l'uscita giornaliera, molto più di quanto non facciano gli altri giovani. E di gioventù fra l'altro non dovrei più parlare, perché mio figlio quest'anno compirà 34 anni.

Per lui, però, nessuna detrazione IMU. Evidentemente quella Irpef già basta e avanza. Così come gli importi della pensione e dell'assegno di accompagnamento, fermi da anni malgrado l'Inps, in questi ultimi due anni, abbia recuperato centinaia di migliaia di euro dalla lotta ai falsi invalidi. Non sarebbe giusto che quelle risorse, almeno quelle risorse possano rimanere a sostegno delle famiglie dei disabili veri? Mentre la politica si è mangiata di tutto e di più?
Egregio premier MONTI, potrai anche andare all'estero a presenziare simposi e congressi con il tuo impeccabile inglese ma per me, riguardo a questa cosa,  sei soltanto una VERGOGNA AMBULANTE.
Pronto a ricredermi, naturalmente. Si fa sempre in tempo a rimediare, quando si è "tecnici". Vero?

Stefano Olivieri

http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it 

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13 aprile 2012
CONSIGLI PER GLI ACQUISTI (di Stefano Olivieri)
 

Il signor Rossi è in braghe di tela da un pezzo. In famiglia hanno tagliato tutto, al superfluo non si pensa più da anni, se ne è persa la memoria. Ora si aggredisce la spesa dell’indispensabile, con prudenza e con un po’ di fantasia. Si taglia sulla spesa alimentare, sulla mobilità (benzina), sull’abbigliamento essenziale. I consigli per gli acquisti spottati dalla tv sono un refrain acido e inutile, roba del secolo scorso, qua manca poco che si torni al baratto, alla borsa nera, ai cappotti rivoltati dello scorso secolo.

Abbiamo risparmiato su tutto e, naturalmente, non basta. Per questo il signor Rossi è in braghe di tela. E quando sente parlare di centinaia di milioni di rimborsi elettorali ai partiti, diventa fumantino. Partiti che poi, questa crisi, non l’hanno risolta, per loro manifesta incapacità, e hanno lasciato il posto al governo tecnico di Monti, che facesse lui il lavoro sporco di rimettere un po’ a posto le cose.

Con il crack della lega padrina in casa propria anche l’antipolitica inizia a sbandare. La lega di lotta e di governo non c’è più, è stata tutta inghiottita dal buco nero del cerchio magico. E i poveri disperati del nord senza lavoro e senza denaro non sanno davvero più a che santo votarsi, ci vorrebbe davvero l’armageddon di quello lassù a raddrizzare l’Italia.

Questi italiani. Licenziati, disoccupati, cassintegrati ed esodati in prima fila. Un vero esercito di giovani e soprattutto meno giovani, che chiede di poter lavorare e produrre, e guadagnarsi il pane con cui pagare le tasse che Monti, per non aver voluto sgrullare le tasche dei ricchi e ricchissimi, ha spalmato sulla povera gente. Salari e stipendi taglieggiati, diritti sul lavoro umiliati dalla riedizione di un articolo 18 che è l’ombra di se stesso, pensioni rimandate a babbo morto e poi, quando pure percepite, di fame grazie ai vari ritocchi ai coefficienti di rivalutazione e al calcolo contributivo per tutti.

Per molto, molto meno nel 1848 scoppiarono rivoluzioni in tutta Europa, e il popolo si fece sentire, eccome. Oggi invece si segue la scia dei suicidi in tv e ci si volta dall’altra parte, sperando fino all’ultimo che la cosa non ci riguardi. E invece ci deve interessare eccome. L’ingiustizia, l’iniquità fiscale, la sopraffazione del denaro e delle sue ciniche regole ci deve interessare. Abbiamo ingegno e industrie, abbiamo vento, sole e laghi e fiumi a sufficienza per diventare indipendenti sotto il profilo energetico, scegliendo una decrescita intelligente che privilegi l’ambiente, i territori, i veri bisogni di questo popolo. Possiamo fare da noi, rifiutando le logiche malate di un mercatismo liberista che rende liberi solo i ricchi e schiavi i poveri. Se desiderare tutto questo e applicarsi tutti insieme per realizzarlo significa fare la rivoluzione, allora facciamola, questa benedetta rivoluzione, prima che sia troppo tardi.

Mario Monti, tu oggi sei responsabile di ciò che sta accadendo al paese. La forbice fra poveri e ricchi si sta allargando paurosamente e tu lo sai bene. L’IMU metterà in ginocchio milioni di famiglie, le case ereditate dai padri morti dovranno essere svendute dai figli vivi e arricchiranno gli speculatori. Tu sai bene quel che stai facendo, di finanza sei esperto, e ad alto livello. Dunque non hai scusanti, non hai alibi. Vogliamo subito la tassa patrimoniale sui beni mobili dei ricchi gaudenti, vogliamo un prelievo diretto almeno del 2% sui conti correnti superiori a 500mila euro, vogliamo che i grandi evasori vengano messi in carcere e le tasse da loro dovute immediatamente reincassate e messe a disposizione della comunità. Tassate gli sms di chi ha evidentemente denaro e tempo per spedirne centinaia al giorno; tassate il lusso, i centri benessere e fitness rifugi per ricchi. Bloccate lo tsunami dei miliardi di euro drenati ogni anno dal gioco d'azzardo, online e non, i cui proventi finiscono in mano alla malavita. Tassate la Chiesa, le banche, le assicurazioni e i petrolieri ma lasciate in pace chi vive di salario e stipendio. Premiate l'onestà dell'imprenditoria che soffre per restare nelle regole e menate duro su chi, quelle regole, le infrange quotidianamente. Vogliamo gente pulita e volenterosa, vogliamo vedere merito e onestà negli occhi di chi intraprende, e vogliamo una classe politica che faccia che quel merito lo sappia riconoscere e che faccia politica e basta, senza affari.  Vogliamo partiti poveri di denaro ma ricchi di iscritti e militanti con potere reale di decidere e di eleggere i loro rappresentanti, attraverso le elezioni primarie. Vogliamo, in una sola parola, DEMOCRAZIA. Vera, per tutti. E tu, egregio (in senso squisitamente etimologico) premier Monti, hai finora dimostrato di pensare ad altro, dunque devi farti da parte. Con le buone o con le cattive.

Grazie e arrivederci

Stefano Olivieri

http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it

27 novembre 2011
MONTI NON SCHERZARE (di Stefano Olivieri)

Caro Monti non ci siamo. Una patrimoniale “mini” me la sarei aspettata da un politico e non da un tecnico. Perché il politico ha un certo qual pudore quando accosta la ricchezza, forse perché ne è attratto e non può ammetterlo, lui sempre in cerca di consensi popolari. Una mini patrimoniale in Italia, per di più limitata ai beni immobili, è un contentino per i gonzi. È la coccardina di quella dichiarata equità che doveva essere il passepartout per gli indignados davvero morti di fame che popolano il bel paese e che non si fidano e stanno all’erta. E secondo me fanno bene.
Ciò che sta accadendo in queste settimane ci ha fatto perfino dimenticare Berlusconi. Se non fosse stato per lui, per quella uscita patetica di oggi (“..starò dietro le quinte..”) che lo ha reso ancor più drop out di quanto non fosse già con la sua lotta ai comunisti mentre la spectre finanziaria si mangia il mondo, non ne avremmo neanche parlato. E siamo passati da Berlusconi a Monti proprio per questo motivo, per stare sul punto, per vedere ben chiaro lo scenario doloroso che si prepara. Ma su una questione siamo intransigenti: se la torta sarà amara le fette più grosse andranno fatte ingoiare a chi questa crisi l’ha cavalcata alla grande, sanguisugando senza pietà i sogni e i bisogni delle famiglie italiane.
Dunque: patrimoniale sia ma vera e soprattutto sui beni mobili, sconosciuti o meno al fisco. Trovarli sarà compito vostro, cominciate dai conti correnti, fate il giro dei portieri degli stabili, andate nei porti e fatevi dire di chi sono le barche, interrogate i gioiellieri. Perchè i ricchi sono furbetti: che succede se uno di loro invece di comprarsi un castello lo prende in leasing? Che facciamo, lo graziamo mentre operai e dipendenti finiscono alla mensa della Caritas perché con il ricalcolo delle rendite finanziarie (fermo al 1989) il valore del bicamere in periferia acquistato con trent'anni di mutuo schizza alle stelle? Ma lo sa lei, professor Monti, che nel 1989 operai e dipendenti stavano meglio, ma molto meglio di oggi? Lo sa che da vent’anni a oggi un oceano di denaro si è trasferito dal lavoro alla rendita? E Lei pensa forse che quella rendita si sia trasformata soltanto in ville e superattici? È al corrente di quali e quante fantasie possa produrre nella mente umana la disponibilità di tanto ma tanto denaro? Lo sa che c’è gente in Italia  capace di spendere in una serata anche centomila euro pur di fare bella figura con la squinzia di turno? Lo sa, per forza lo deve sapere, chi ha occupato la sua poltrona prima di lei si dedicava appunto a questo genere di passatempi.
 
E allora ci spieghi, professore: che senso ha oggi una patrimoniale timida e pudibonda? È un ossimoro, un nonsense, soprattutto adesso che la nave sta per affondare. Che senso ha alzare l’IVA che farà lievitare il prezzo del settore alimentare? Che senso ha non affondare il coltello nella parte grassa e grassissima del paese e nello stesso tempo capitozzare le pensioni? Come vuole che trascorrano la vita i futuri pensionati, con quel bel sasso al collo a cui lei  si prepara a legarli? Doveva essere solidarietà intergenerazionale, giusto? E lei ha trovato la soluzione, se il figlio ha una vita precaria, ebbene l’avrà anche il padre. le pare giusto? Lo sa che i padri pensionati oggi aiutano sempre di più i figli disoccupati? Come faranno domani?
Intanto i soldi, quelli veri e con tanti zeri, continuano a girare. La giostra dei ricchi non si ferma mai, gioielli viaggi ville night club troiette a gogò. E auto da 50mila euro in su, perché anche quelle fanno già scandalo, caro premier Monti, un operaio dovrebbe ibernarsi per due anni insieme alla famiglia soltanto per per acquistarne una, per non parlare di come mantenerla. Figuriamoci poi i suv milionari, le ferrarine e le giaguarine che schizzano da tutte le parti per le nostre vie. Ma quest’Italia gaudente e sprecona, chi la controlla? Lei forse, con l’aumento dell’ICI e la mini  patrimoniale sugli appartamenti? Ma vogliamo prenderci in giro,vogliamo davvero destabilizzare il paese?
Facciamo finta che abbiamo scherzato finora, diciamo che che questo minipacchetto di misure che Lei si prepara a varare nei primi di dicembre sia come il “cip” del pokerista. Un cinguettìo per ammansire gli altri giocatori, farli ingolosire per poi …zacchete! Calare giù la mannaia. Con una bella patrimoniale, vera e prosperosa, da 50 miliardi di euro, e dico ancora poco perché di ladroni in Italia ne abbiamo a iosa.
Spero, voglio illudermi che sia così, caro professor Monti, tecnico prestato alla politica. Perché se così non fosse staremmo perdendo tempo prezioso mentre la nave affonda. Il nostro paese ha già conosciuto, e troppo bene alla fine, un premier che prima di governare faceva altro. Quando arrivò, nel 94, disse che voleva aggiustare l’Italia. E invece l’ha sfasciata. Stavolta abbiamo chiamato un tecnico, un idraulico, un medico, scelga lei caro professore  il paragone che più l’aggrada, perché la situazione è disperata. Perciò, se c’è da tagliare, ora non ci deluda mettendo i ricconi in fondo alla fila. perchè siamo diventati molto sospettosi e anche permalosi da un po’ di tempo, potremmo prenderla male anche se siamo democratici. Non perda tempo e rivolti quelle tasche, che le nostre son vuote e semmai vanno riempite.
 
Stefano Olivieri
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