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se sono partito ogni tanto devo pur tornare
5 luglio 2010
Caso Brancher chiuso, ora il governo pensi agli italiani (di Stefano Olivieri)
 

Si è conclusa la telenovela Brancher. Dopo averlo bene istruito il giorno prima ad Arcore, Berlusconi ha spedito sadicamente il suo uomo a rappresentare urbi et orbi quello che è certamente l'incubo più orrifico per il premier, presentarsi dimissionario addirittura in un'aula di giustizia. Brancher ha fatto il suo compitino con diligenza, prima ha comunicato di rinunciare al legittimo impedimento e poi ha dato le dimissioni da ministro. Berlusconi da capocomico naturalmente condivide la scelta, sottolineando l’altissima moralità di Brancher - …lo ha fatto per il bene del paese… - e il sipario si è finalmente chiuso anche su questa indegna vicenda.

Volevano stupirci con effetti speciali, e ci sono riusciti. Prima Scajola beneficiario di appartamenti in regalo, ora Brancher che voleva essere ministro senza portafoglio ma con il legittimo impedimento, e in più una crisi interna al PDL così grave da far impallidire – si fa per dire – la voce dell’opposizione ufficiale al governo. Un governo così dovrebbe sentirsi al capolinea e invece Berlusconi annuncia l’ennesima fiducia sulla manovra economica. Una manovra cinicamente e stupidamente strabica, che colpisce duro il lavoro dipendente, i pensionati, perfino i disabili, e ignora i ricchi e i furbetti italiani. Proprio oggi l’Istat ha confermato che ormai il disagio aggredisce anche il ceto medio, che si risparmia addirittura sulla spesa alimentare e i ricchi sono sempre più ricchi e impuniti. Come a dire che sono sempre gli stessi a raschiare il barile, mentre il presidente si vanta di aver bloccato la tassa sulle transazioni finanziarie. A favore di chi è inutile chiederglielo.

Sarebbe il caso di colpire duro adesso che la maggioranza si presenta debole. Invece Enrico Letta attacca ma ammicca anche a un governo delle larghe intese ( anche se con la condizione dell’ostracismo verso il premier). L’IDV propone come unica alternativa il ritorno al voto. Casini fa casino come al solito, un po’ di qua e un po’ di là, tanto per non perdere il vizio del grande centro che non c’è. La sinistra non c’è da un pezzo in parlamento e questo fatto sembra contribuire negativamente alla sua unificazione, i maligni potrebbero dire che quando il piatto è povero manca l’entusiasmo dei giocatori. Eppure Vendola c’è e dalla sua Puglia ha battuto diversi colpi, le “fabbrichedinichi” hanno attecchito al centro e cominciano a risalire il nord Italia, sarebbe il caso che almeno Bersani e Vendola comincino a fare qualche riflessione insieme. L’Ulivo che fu sarà pure morto, ma gli italiani che sperano in un ritorno della democrazia ci sono ancora tutti, e adesso anzi non stanno mica solo a sinistra. Per un Berlusconi che guida il governo ormai in stato di ebbrezza ( "..ghe pense mi..") serve il ritiro permanente della patente, e a comminare questa multa non possono che essere gli stessi cittadini che lo hanno votato. I tempi appaiono maturi per un cambiamento, prima lo si fa e meglio potremo affrontare la crisi che sta ammazzando il paese.

Stefano Olivieri
http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it/


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permalink | inviato da Stefano51 il 5/7/2010 alle 20:23 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
POLITICA
25 giugno 2010
PANEM ET CIRCENSES ( di Stefano Olivieri)
 

Il circo è finito anzitempo con la figuraccia rimediata dall’Italia calcistica ai mondiali africani. Finita nel girone più semplice di tutti, la nostra squadra è riuscita ad arrivare ultima. Amen.

Resta il pane, che non c’è. O meglio, che è sempre più caro da guadagnare per i compagni, che quel pane condividono da sempre perché a mangiarlo insieme fa buon sangue. Oggi non c’è manco il tempo di pensare a Lippi e alle lacrime di Quagliarella, che siamo già tristi per conto nostro. Un salasso di una giornata intera di lavoro, uno sciopero fatto con la testa e con il cuore, ma anche ahimè con lo stomaco perché davvero siamo tutti al limite della sussistenza. Minzolini e Fede naturalmente ometteranno di parlare dello sciopero CGIL, per loro – e per il governo del fare – il sindacato da un pezzo si ferma ai due aspiranti ministri Bonanni e Angeletti. Quelli sì che hanno a cuore le famiglie, le loro prima di tutto.

Intanto Brancher neanche è arrivato alla sua poltrona da ministro e già ha battuto un colpo. Non si tratta di lavoro, non ha dato disposizioni e tantomeno ha diramato circolari, però ha fatto sapere subito che anche lui, come il suo premier, è impedito. Legittimamente impedito per il troppo lavoro sul federalismo, malgrado siano ormai in quattro i ministri che ci lavorano : lui ultimo arrivato, poi Calderoli ( semplificazione normativa), Bossi(riforme per il federalismo) e Fitto (rapporti con le regioni), siamo proprio in buone mani. Saranno pure senza portafoglio questi 4 ministri, ma gli italiani non hanno la sveglia al collo, neanche quelli che votano Lega, e hanno già ben capito che sul federalismo che non c’è qualcuno ha cominciato a picconare duro sulle già scarsissime risorse nazionali. I parlamentari in verde paramedico assicurano che tutto avverrà a costo zero, ma intanto sbocciano ministri e ministeri come fosse primavera, e nel nordest ( dati dell'ufficio studi della cgia di Mestre) il pubblico impiego degli enti locali sta conoscendo un nuovo rinascimento con un vero e proprio boom di risorse impiegatizie proprio nelle province e nei comuni leghisti : alla faccia dell’austerity e della semplificazione federaliste.

Tornando a Brancher, che fosse impedito lo sapevamo già. Che sia impedito ad andare ai suoi processi ce lo ha subito fatto sapere lui, non appena nominato ministro. Uno che non si perde in chiacchiere, il “Greganti della Fininvest”. Fu arrestato nel 1993 da Antonio Di Pietro per tangenti (300 milioni al ministro della Sanità Francesco De Lorenzo, per la pubblicità contro l'Aids assegnata dal ministero alle reti Fininvest). Fu subito ribattezzato "il Greganti della Fininvest" perché in cella non aprì bocca, non raccontò i segreti delle tangenti Fininvest. Condannato (in appello) a 2 anni e 8 mesi per falso in bilancio e violazione della legge sul finanziamento ai partiti. Per la sua fedeltà aziendale fu premiato: divenne responsabile di Forza Italia nel Nord e poi, nel 2001, candidato alla Camera in Veneto, eletto senza problemi e subito nominato da Berlusconi sottosegretario alle Riforme e alla devoluzione. Oggi è arrivata la poltrona da ministro, e soprattutto la copertura delle legge ad castam che lo rende impedito ai processi. E’ andato via Scajola ed è arrivato Brancher ma questo resta un governo di impediti, a cominciare dal premier che ancora non ha dismesso l’interim allo sviluppo economico, ma nel frattempo si è guardato bene dal mettere il naso nell’industria e in quelle minutaglie di problemi rappresentate dalla miseria che avanza nelle case degli operai. Se l'interim lo avesse dato alla Carfagna sarebbe stata la stessa cosa, in Italia si fa uno sciopero generale per il disastro della nostra industria e il ministro di riferimento tace, anzi non cè, è nascosto nel doppiopetto di Caraceni del premier come l'alieno mutante capo dei rivoltosi nel film Total Recall con Schwarzenegger. E gli operai ? Si attaccano, tanto Tanto in tv nessuno li fa più vedere, soltanto quel mascalzone di Santoro ma ci pensa Masi a lui.

Cominciano ad essere in tanti i posti infrequentabili per il premier più amato dagli italiani. Le fabbriche in crisi, Pomigliano, Termini Imerese, L’aquila e dintorni per cominciare. Meglio star chiusi a palazzo Grazioli, possibilmente senza telefonare, visto che – come dice lui - siamo tutti intercettati. La manovra aspetta, la gente pure, l’Italia è alla canna del gas, il Pd comincia a capire che a non muoversi adesso si arretra comunque. Se aspettiamo la stella cometa, nel 2013 non ci sarà la Padania ma non ci sarà neanche più l’Italia, e allora conviene attivarsi adesso altrimenti il paese reale finisce come la squadra di Lippi. Chi non risica non rosica, diceva il saggio.

Stefano Olivieri
http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it/
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