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se sono partito ogni tanto devo pur tornare
POLITICA
16 aprile 2015
Due cose per Bersani ( di Stefano Olivieri)


Pierluigi, ho due cose importanti da dirti.

Ti sto seguendo nel programma di Santoro e mi va di dirtele adesso, perché dopo potrei annoiarmi e cambiare canale.

La prima (sulla quale, quando ne parlasti a suo tempo, non ero d’accordo): le elezioni primarie “in sicurezza”, riservate cioè agli iscritti certificati e non ai cani e ai porci, come dire ai fuoriusciti, ai furbi, ai voltagabbana dell’ultima ora e a quelli che intendono la politica come scambio mercenario di favori personale e null’altro.
È vero, la prepotente affermazione di Renzi alle primarie e la conseguente asfaltatura dei suoi avversari, è stato soprattutto il frutto di un cambio repentino di pelle dell’elettorato del PD, che l’ex sindaco fiorentino non solo aveva messo in conto ma ci confidava anche , e parecchio. Non solo per le sue origini politiche (nel suo pantheon personale ci trovi di tutto, ma neanche un comunista o un ex comunista mentre Craxi, solo per fare un nome, occupa un posto di rilievo).
E’ anche vero, però, che nel suo processo di rottamazione Renzi è sceso dalla falciatrice elettrica ed è salito sul caterpillar senza che dall’interno del suo stesso partito si muovesse una foglia. Il che ha un senso, se scali un partito servendoti di un esercito di mercenari fedeli soltanto a te, è difficile che possa incontrare un dissenso importante. Cose che la gente che ha votato Renzi alle primarie poteva anche non sapere o immaginare, ma che deputati e senatori non renziani avevano il dovere di decodificare in tempo. Nessuno ha fatto nulla, neanche tu.
La seconda cosa, che è quella che mi ha davvero spinto a mettermi davanti alla tastiera. Tu dici che Renzi è comunque una risorsa per il PD e che tu la tua battaglia la vuoi condurre dall’interno.
Caro Bersani, il partito del PD è stramorto per ciò che riguarda il riferimento etico politico a cui tu giustamente alludi. E Renzi ha scalato il partito democratico pagando la minore pigione possibile ( l’affitto, appunto) e per il minor tempo possibile, solo quello necessario per assicurarsi il premierato. E tu questo DEVI saperlo, devi essere consapevole della doppiezza dell’uomo che avete messo lassù, alla testa di tutto, senza battere un ciglio. Neanche la segreteria del partito avete voluto togliergli.
Dovete uscire dal partito, tutti quanti, subito. Dovete rendere pubblico, visibile a tutta Italia il fatto che il PD renziano è tutto un altro partito e sta andando altrove, giovandosi di iscritti e supporters a vario titolo che con la sinistra non hanno mai avuto a che fare oggi, ieri e anche l’altro ieri. Avete Il DOVERE di farlo nei confronti di chi, come me, vi ha votato alle ultime elezioni politiche ( e non alle regionale del 41 %, quelle non contano) e se non lo fate subito, lo sbando della sinistra in Italia diventerà totale e sarà soltanto colpa vostra.
E se tu, invece di farlo, continui a dire che Renzi è una risorsa per il PD soltantro perché il PD è cresciuto, a quel punto non soltanto esci dal mio cuore ma mi si insinua il dubbio che anche Bersani, che pensavo dalla schiena dritta, stia pensando a un ministero qualsiasi.

Ora ti ho detto tutto, e con sincerità, senza giri di parole. Pensaci su e stammi bene, Pierluigi.

Stefano Olivieri
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POLITICA
15 marzo 2015
BERSANI NON FARE L'INDIANO (di Stefano Olivieri)

Tosi scoperchia la Lega a destra, Landini lancia a sinistra l'idea di una Coalizione Sociale.Il popolo italiano è in movimento ma non trova rappresentanza politica plurale e non deve, non vuole adattarsi all'idea di un nuovo duce.
Bersani, tu sei una brava persona, non puoi fare la riserva indiana del Pd. Avresti do vuto realizzare Italia Bene Comune all'indomani delle ulltime elezioni politiche, quando appariva ormai chiaro il disegno di Renzi. Non l'hai fatto ma adesso puoi riproporre l'idea insieme a Landini, una grande officina di sinistra che sia di riferimento per i troppi diseredati italiani.
Se diventerà o no un partito lo decideranno gli italiani, tutte le donne e gli uomini che pensano che la democrazia non sia un format ma una pratica quotidiana, appassionante quanto faticosa di vita, nostra e di nessun altro.
Cominciamo a parlarne subito, senza steccati e retropensieri. Una nuova idea dell'Italia che lavora e produce per competere nel mercato senza trasformare i lavoratori in un esercito di schiavi. Parliamo con Landini e con chiunque voglia parlarne.

 Grazie.

Stefano Olivieri

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20 marzo 2013
PROVE DI GOVERNO (di Stefano Olivieri)



Roma, 20 marzo 2013.

Sono passati 23 giorni dalle elezioni politiche. Più di tre settimane dal big bang che avrebbe dovuto restituire il paese al suo elettorato, l’unico titolare di sovranità secondo la Costituzione. Negli ultimi vent’anni si è fatto uso e abuso della presenza di “società civile” all’interno delle liste elettorali, il più delle volte si è trattato di pietosi copripudenda immediatamente dimessi all’indomani del voto. Quest’anno l’elettorato si è spaccato in quattro, diciamo in tre blocchi e mezzo. Un partito, o per meglio dire un movimento di cittadini ha conquistato il maggior numero di elettori nel nostro paese, superando il 25 % dei consensi. Non è il primo partito in assoluto ( il Pd ha poi recuperato con il milione di elettori italiani all’estero, anch’essi titolari di sacrosanti diritto di voto) ma è sicuramente la novità più interessante di questa legislatura. Perché non vuole, il M5S, allearsi con nessuno ma al tempo stesso esige legittimamente di poter vigilare e soprattutto decidere sui destini di questa legislatura, che si preannuncia irta di ostacoli.

Grillo ha raccolto e coagulato su di se rabbia e disperazione di milioni e milioni di elettori, da destra e da sinistra, indifferentemente. Quegli elettori hanno spedito in Parlamento un piccolo esercito, entusiasta e inesperiente, più o meno, come buona parte delle nuove leve delle altre formazioni politiche. A differenza dagli altri partiti, però, i grillini hanno mille problemi a muoversi, hanno soprattutto l’ordine di non dialogare con nessun parlamentare italiano, e neanche con la stampa (italiana). Qualcosa però è successo con l’elezione delle presidenze di Camera e Senato, e credo che qualcosa d’altro continuerà a succedere, se la fortuna assiste questo disperato paese.

Fra oggi e domani prime prove tecniche di governo e staremo a vedere. Il premier incaricato andrà in Parlamento e come in una battuta all’asta presenterà alcuni progetti che potrebbero, se approvati dall’assemblea, risolvere uno dietro l’altro gli enormi problemi che l’Italia si porta dietro da decenni. Quelle leggi andranno a cercare il consenso fra i delegati dei cittadini e in quel momento si misurerà, al di là e al di sopra di qualsiasi chiacchiera o slogan, la caratura politica di ciascun rappresentante.

Chi voterà contro dovrà motivare la sua scelta e se ne assumerà la responsabilità, di fronte al Parlamento e soprattutto di fronte al paese. Chi segue la logica del cupio dissolvi potrebbe avere qualche sorpresa, andando a nuove elezioni. Chi deciderà di perdere questa fantastica occasione dovrà spiegarlo per bene ai suoi elettori, se mai ne sarà capace.

Stefano Olivieri

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6 marzo 2013
ITALIA BENE COMUNE E MAGGIORITARIO A DOPPIO TURNO SUBITO (di Stefano Olivieri)


E' chiaro che il M5S non vuole assumere alcuna responsabilità di governo. I grillini non daranno la fiducia a nessuno congelando in questo modo la delega ricevuta dai cittadini, in attesa di nuove elezioni che possano, secondo le aspettative di Grillo e Casaleggio, portare a un nuovo più straripante successo del movimento.

Se da tutto questo non dipendessero i destini del nostro paese, sarebbe semplice verificare l'efficacia del programma di Grillo affidandogli il governo e costringendolo a scoprire tutte le sue carte. Perché una cosa è urlare in piazza che si deve fare tabula rasa per ricostruire, un'altra è ricostruire, appunto, senza lasciare indietro nessuno, a partire dai più deboli. Grillo da solo non ha la forza, e vorrei dire anche la competenza, senza alcun retropensiero: la compagine parlamentare del M5S è al noviziato assoluto e il paese non può rischiare esperimenti. Però Grillo non intende stringere alcuna alleanza e dunque si andrà a nuove elezioni, sperando che nel frattempo non ci massacri la speculazione, come già è avvenuto in Grecia.

Siamo in una situazione davvero critica, da Italia postbellica, come suggerisce la foto di questo articolo. A questo punto vedo due cose da fare, assolutamente e subito . 

La prima riguarda il PD e SEL, che devono immediatamente fondersi in ITALIA BENE COMUNE. Una grande, stabile casa in cui la democrazia italiana riesca a entrare anche senza essere costretta a passare dalla rete digitale. Perchè non tutti nel nostro paese sanno usare internet, perché nessuno deve rimanere tagliato fuori.

L'altra cosa da fare è un governo provvisorio, diciamo un governo del presidente perché sarà Napolitano a nominare il premier, che abbia mandato per una sola legge, quella elettorale. Liberiamoci del porcellum e andiamo verso il completamento del sistema maggioritario, introducendo il doppio turno. Non correremo così il rischio degli attuali quattro cantoni, perché il paese è in crisi gravissima e non può mettersi a giocare al cucuzzaro.

Altre soluzioni non esistono. Una vasta e inclusiva alleanza democratica e una legge elettorale matura, per un paese che ha bisogno di cambiare ma senza andare a sbattere. Smettiamola di giocare .

Stefano Olivieri
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26 febbraio 2013
LETTERA A BERSANI (di Stefano Olivieri)


Vorrei dire a Bersani che deve aver coraggio, come tutti i padri di famiglia che di questi tempi si caricano sulle spalle la loro responsabilità e cercano, ogni giorno, di trasformare i problemi in opportunità di crescita.

Andiamo in parlamento e parliamo dell’Italia, delle cose da fare. Ce ne sono tante su cui il movimento cinque stelle vorrà dialogare eccome, e darà il suo appoggio, perché è per quello che sono stati eletti dai cittadini. Dal conflitto d’interessi alla gestione pubblica dei beni comuni come l’acqua, dall’Imu che va completamente ridisegnata sulla capacità fiscale dei cittadini, magari facendola pagare anche alla chiesa. Dalle sacche di privilegio che ancora abbondano nel nostro paese e vanno svuotate senza pietà, perché se c’è stata una cosa brutta in questa crisi, ebbene è stato il cinico arricchimento di chi da italiano ci ha speculato sopra, invece di dare una mano. Evasione fiscale, evasione contributiva, corruzione pubblica e privata si possono combattere e vincere con le leggi adeguate. Intervenendo con medesimo vigore sulle regole del mondo del lavoro per restituire dignità e sicurezza ai lavoratori e alle loro famiglie ma anche su quelle che disciplinano le imprese, gli appalti e i pagamenti. E occorre fare in fretta perché le fiamme della speculazione finanziaria hanno già preso ad ardere di nuovo, e se finiamo come la Grecia neanche Grillo basterà all’Italia, per risolvere i problemi che verranno.

E poi c’è la politica del centrosinistra. Anche lì serve coraggio e fermezza nell’indicare la strada. Subito una casa comune con Vendola, che serva da riferimento a quella quota di sinistra che ancora una volta, come già accade nel 2008, non sarà rappresentata in parlamento. È a sinistra che il PD deve, definitivamente, guardare. Perché se non lo farà subito, caro Bersani, e con gesti, parole ed opere più che convincenti, ci saranno altri compagni che, anche a malincuore, sceglieranno il movimento di Grillo. Perché cominciano a essere troppi i sassolini nelle scarpe, a far male.

In casa mia mia moglie e mio figlio hanno votato Vendola, io ho continuato a votare PD. Ma conservo un amaro ricordo delle leggi Fornero, che il PD ha fatto passare come lame nel burro. A un certo punto del governo Monti in tanti ti abbiamo chiesto di staccare la spina, ancora prima che lo facesse il PDL. Ma tu non ci hai voluto ascoltare.

Adesso hai quest’ultima carta, giocala saggiamente ma senza paura.

Auguri, ne hai bisogno.

Stefano Olivieri

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6 febbraio 2013
MONTI FAI MENO LO SPIRITOSO (di Stefano Olivieri)


Egregio (in senso squisitamente etimologico) professor Monti, fai meno lo spiritoso. Fosti chiamato a governare un difficile passaggio, il cosidetto governo tecnico, e per questo eletto senatore a vita, così da consentire la chiamata di Napolitano. Governasti non da tecnico ma da politico di destra, lo dicono le scelte che hai fatto tu e soprattutto la professora piangente. Abbiamo, è vero, forse rassicurato gli speculatori che stavano facendo spezzatino del nostro paese, ma il prezzo lo hai fatto pagare esclusivamente alla classe lavoratrice dipendente e ai pensionati, perché l’attuale regime fiscale li penalizza fortemente, così come le riforme della Fornero. Invece l’evasione fiscale e contributiva sono ancora ben lontane dall’essere messe sotto controllo e la crisi economica che investe imprese e famiglie continua come e peggio di prima, soprattutto a causa della totale assenza di un organico progetto di sviluppo che tu per primo non hai inteso elaborare e offrire al paese da premier incaricato, perché dopo esserti rivolto sempre dalla stessa parte per drenare risorse, avresti dovuto a questo punto rivolgerti a quelli, non tanti ma potenti e danarosi, che di questa crisi invece si sono avvantaggiati. Non l'hai fatto e hai preferito dimetterti.

Per questo il tuo governo non è stato tecnico ma di destra, perché ti sei sempre ben guardato dall’intervenire su Berlusconi (che, per dirne una, utilizza ancora un bene pubblico come l’etere a prezzi stracciati e senza concorrenza), e in continuità con il tuo predecessore hai continuato non soltanto a impoverire la classe lavoratrice, ma anche a distruggere le nostre risorse future più preziose (i giovani, i tagli all’università e alla scuola).

Oggi l’Italia è in ginocchio e tu hai scelto di scendere in politica, per terminare il tuo lavoro. Sei in gara con il centrosinistra e con la destra Berlusconiana, sei stato scavalcato dal movimento di Grillo. Il buon senso dovrebbe consigliarti una maggiore prudenza, perché quelle che tu chiami riforme hanno affamato il paese e occorrerebbe ben più di un bagno d’umiltà da parte tua per recuperare stima e consensi, soprattutto a sinistra. Invece ti mostri agguerrito e anche villano, come e più di Berlusconi a tratti. Oggi addirittura, impudentemente, hai scoperto del tutto le tue carte mettendoti a ricattare Bersani sulla questione, tutta interna al centrosinistra, della alleanza fra PD e SEL. A chi gioverebbe una distruzione di quell’alleanza, egregio professore, se non quel Berlusconi che tu, a parole ma non a fatti, mostri di combattere?

Egregio professore, ti avevo consigliato di tornare alla Bocconi e non l’hai fatto. Con le tue prime riforme hai sfasciato il welfare italiano, che non è quel colabrodo che pensi tu e il tuo consigliori Ichino, è invece un sistema, senz’altro da migliorare, che ci invidiano in tutto il mondo occidentale, compresi gli USA. Hai voluto stravolgere le tutele e i diritti dei lavoratori senza offrire loro in cambio un progetto di sviluppo globale, sistemico, soprattutto solidale. Perché il tuo intento (e della Fornero) è stato in realtà quello di comprimere, stavolta sì in modo sistemico e duraturo, la condizione economica del lavoro dipendente, per abbassarne il costo. Questo è stato il tuo personalissimo cuneo fiscale, e non ci è piaciuto per niente. Il costo del liberismo che tu difendi, gli errori sciagurati di questo mostro che sa soltanto crescere divorando il lavoro come merce amorfa, non vogliamo pagarlo più, mettitelo bene in testa.

Perciò fai pure la tua competizione elettorale, ma abituati fin d’ora all’idea che, una volta che ci sarà il governo, tutti i partiti rappresentati in parlamento avranno diritto di parola. In particolare quelli del centrosinistra, che verosimilmente dovrebbero risultare vincitori. Il PD farà dunque le riforme con te ma non necessariamente, perché in parlamento oltre alla tua coalizione ci saranno altre rappresentative politiche in grado di votare.

Capito l’antifona?

Stammi bene, e salutami il tuo loden

Stefano Olivieri

http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it

2 febbraio 2013
TE LO DICO IO, BERSANI, COME RISALIRE NEI CONSENSI (di Stefano Olivieri)


Te lo dico io, Bersani, come può tornare a vincere il PD. Se vuoi ristabilire 10 punti di differenza fra il centosinistra e la destra di Berlusconi devi fare tre cose, e subito. Se farai come ti suggerisco io non avrai nemmeno l'impiccio di elemosinare maggioranze al senato. Tieni anche presente il fatto che, se dovesse rivincere Berlusconi, in Italia scoppierebbe la guerra civile. 

La prima: lascia perdere l’affare MPS, non parlarne più. Sarà la magistratura, con tempi non dettati dalla campagna elettorale, a verificare le responsabilità. Gli avversari cavalcheranno la tigre fino alla fine ma non cadere nella trappola. Sappi che le banche, TUTTE LE BANCHE, sono nella lista nera dei pensieri anche della gran parte degli elettori del centrosinistra. Perciò, il PD farebbe molto meglio a lasciare cadere ogni provocazione, invitando semplicemente gli avversari a fornire prove certe, se ne sono in possesso, direttamente alla magistratura.

La seconda cosa: è l’IMU la vera bestia nera degli italiani. E Berlusconi la sua risalita la sta costruendo proprio lì, raccontando che verrà abolita subito. Sono queste le parole che la gente vuol sentire, per allontanare i fantasmi. La rata del prossimo giugno è soltanto fra quattro mesi e in tanti, per pagare l’IMU del 2012, hanno fatto i buffi, si sono già incravattati per bene.

Con il popolo italiano, soprattutto quando è molto preoccupato, non funziona dire che l’IMU sarà rimodulata. Come non funziona affatto dire che non ci sarà nessuna patrimoniale, e veniamo così al terzo punto, perché tu affermi che  l’IMU stessa costituisce una patrimoniale. 

Manco per niente caro Bersani. Perché tuttora i conti correnti dei poveracci sono tassati più delle rendite da capitale; perché l’evasione fiscale ( e anche quella contributiva, a maggior peso) è ancora enorme nel nostro paese; perché il prelievo fiscale, così come è fatto finora, punisce le classi medio basse di reddito; perché l’effetto combinato del blocco dei contratti di lavoro, e del nuovo calcolo dell’indennità integrativa speciale, ormai del tutto priva di senso perché da anni decurtata della quota energetica, han fatto sì che il potere d’acquisto dei lavoratori a reddito fisso sia crollato a picco negli ultimi anni.

Vuoi che continuo? Vogliamo parlare del falso in bilancio e delle tante leggi ad personam e ad castam che dovrebbero essere rimosse e che comunque, una volta rimosse, non produrranno immediati benefici per le tasche di lavoratori dipendenti e pensionati? Vogliamo parlare degli esodati della Fornero, dei milioni di pensionati e pensionandi che grazie alla professora piangente ( a Napoli dicono chiagne e fotte) avranno una vecchiaia insicura anziché serena?

Caro Bersani, è il tuo elettorato a chiedere la patrimoniale. Serve drenare IMMEDIATAMENTE risorse per salvare milioni di famiglie italiane e questo risultato può venire soltanto dal prelievo forzoso dalle tasche di chi si trova oggi in una situazione di benessere rispetto alla media. Benessere che va misurato sui conti correnti, sulla disponibilità quotidiana di approvvigionarsi di mezzi e servizi da parte di una qualsiasi famiglia. Siamo in emergenza e l’emergenza non ammette tentennamenti e mezze misure, ancor più in campagna elettorale.

Perciò, devi dire agli italiani che anche il PD VUOLE TOGLIERE L’IMU, e non rimodularla. E DEVI ANNUNCIARE LA PATRIMONIALE (potrebbe essere una tantum) come strumento di emergenza per riequilibrare l’emorragia di reddito che da quindici anni si sposta dal lavoro al capitale.

Parla di questo, SUBITO e IN MODO CHIARO e vedrai come risaliranno rapidamente i consensi. Non inseguire il ceto moderato, perché è lì che si nasconde in maggior misura ricchezza ed evasione. Se perdi queste elezioni sarà soltanto colpa tua. 

Auguri!

Stefano Olivieri

http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it 

POLITICA
12 gennaio 2013
IL PANE QUOTIDIANO (di Stefano Olivieri)

La crisi ha almeno un lato positivo, quello di scoprire le carte. Le chiacchiere, gli slogan elettorali, gli sguardi penetranti dei leader in tv, le battute azzeccate servono a poco quando lo stomaco brontola perché manca il pane quotidiano e l’orizzonte è nero. Se i soldi che circolano sono pochi per restituire fiato alle famiglie italiane, due e soltanto due sono le cose da fare subito. La prima, quella di verificare se quel denaro è DAVVERO così scarso. Il dubbio è legittimo perché siamo il paese con il tasso di evasione fiscale ( e anche contributiva, ma questo è già un altro discorso) più elevato del mondo. La seconda cosa da fare è strettamente legata all’esito della prima verifica, adottare cioè tutte quelle misure legislative, e non soltanto in campo fiscale, che consentano al tempo stesso una redistribuzione del reddito più equa e una sistemica ripresa virtuosa della produttività, perché il denaro che si spende deve essere poi rimpiazzato da nuove risorse economiche.

Fa bene dunque Bersani, alla vigilia della campagna elettorale, ad avanzare cauto. Il 2013 inizia con lo spread raffreddato ma i motori dell’Italia, che giorno dopo giorno perde i suoi pezzi migliori, l’altro ieri è accaduto alla Richard Ginori, hanno bisogno di essere revisionati in fretta e poi accesi, con il carburante giusto e in quantità sufficiente. Una falsa partenza potrebbe incepparli di nuovo, e la mancanza di rifornimento in corsa potrebbe farci perdere la gara per la sopravvivenza in una Europa che ormai si sta lentamente livellando, perché anche la stessa Germania comincia ad avere qualche problema ( e fra breve anche la Merkel dovrà andare al voto).

Il popolo italiano vuole sapere semplicemente come potrà riprendere a guadagnare il pane quotidiano, con continuità e con la giusta aspettativa che a quel pane si aggiunga, per chi ne ha diritto, prima o poi anche il companatico. Non importa se la salita è ripida, ciò che interessa è vedere sempre ben chiara la meta e soprattutto verificare continuamente che lo sforzo per raggiungerla sia davvero collettivo, che non ci sia insomma troppa gente in plancia a godersi il sole mentre gli altri remano per tutti.

Le ricette sono tante e a prima vista sembrano tutte belle e convincenti. Perfino quelle del cavaliere riesumato, che scopre di poter abolire l’imu alzando il prezzo delle sigarette e dei giochi. Fra l’altro, l’Italia è diventato il biscazziere mondiale dei giochi d’azzardo proprio sotto il decennio del cavaliere, chissà com’è. E gran parte del gettito dei mille giochi e scommesse ormai tutti legalizzati finisce in tasche misteriose (mica tanto poi) e lontane mille miglia dal nostro paese. Com’è lontana Antigua, del resto, l’isola che Berlusconi ha costellato di villoni di lusso come un centro vacanze. 

Ma le ricette troppo complicate vanno messe da parte all'inizio, vero professor Monti? A causa dell'emergenza l'anno scorso fu messa la corda al collo ai soliti noti. Ebbene, lo faremo anche stavolta, ma a pagare dovranno essere per forza altri, quelli che finora non si sono mai presentati all'appello.  

Bersani parta subito con il piede giusto. Raddrizzare l’equità fiscale, restituendo quella progressività alla tassazione che nell’ultimo decennio è venuta a mancare, determinando lo spostamento di reddito più clamoroso dall'inizio della storia d'Italia. E' per questo che servirà una tassa patrimoniale, non c'è proprio niente di scandaloso. Perché il motore dell’Italia sono i lavoratori a reddito fisso, gli stessi lavoratori che fanno funzionare tutto, dallo Stato alle piccole e medie aziende che costituiscono tuttora la parte più pesante dell’industria italiana, e lo stesso madeinitaly che ci ha reso famosi in tutto il mondo. Poi, anzi insieme a questo, restituire etica al mercato del lavoro, intervenendo su tutte quelle regole per furbi che hanno consentito a troppo imprenditori senza scrupoli di approfittare della crisi per fare gli affari migliori della loro vita. Sono gli stessi furbetti che oggi sono pronti a rialzare le sorti del cavaliere, loro sodale da sempre. A questa gente, che non si è fatta scrupolo di strozzare le vite di migliaia di lavoratori soltanto per riempirsi le tasche, sarebbe da togliere anche la cittadinanza italiana.

Fatto questo, il paese potrà ricominciare, con i motori ripuliti e senza scorie. E soltanto allora riprenderanno a guardarci con rispetto davvero anche all’estero. Non basta un presidente di bell’aspetto e dalla pronuncia oxfordiana a farci andare a testa alta. Io preferisco mille volte di più che l’ammirazione arrivi ai nostri operai, a come sanno lavorare e a quanto lavorano quando sono messi nelle condizioni di farlo. È a loro, e alle loro famiglie, che deve subito pensare il prossimo governo del paese.

Stefano Olivieri

http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it


24 dicembre 2012
BUON NATALE A TUTTI!


SE NON E' QUELLO GIUSTO, MEGLIO STROZZARLO NELLA CULLA! 
POLITICA
23 dicembre 2012
MONTI SI CANDIDA E SMONTA IL PDL (di Stefano Olivieri)
 

Così alla fine superMario si candida. Ci ha girato molto attorno, prima di dirlo. Ha ringraziato i presidenti, il parlamento, i partiti che gli hanno consentito di governare fino ad oggi. Ha dimenticato di ringraziare i cittadini, grazie ai sacrifici dei quali gli è stato consentito di tenere alta la testa in Europa. Ha omesso di farlo e non per caso, perché anche quando ha toccato il tema del sovraffollamento delle carceri italiane si è dimenticato di dire che lì dentro c’è tanta gente che ha rubato soltanto un tozzo di pane, mentre i veri birbaccioni stanno ancora fuori perché sul tema giustizia lui ha dovuto tener conto dei desiderata di Berlusconi.

Il popolo, per Mario Monti, non è evidentemente così importante, e l’equità a egli cui accennò a inizio legislatura la dovremo archiviare nello stesso cassetto dove andiamo a conservare le lacrime del ministro Fornero. La candidatura il professore la vincola alla sua “agenda Monti”, e scommetto 10 euro contro un fico secco che nascerà di punto in bianco un gruppo fattapposta che si chiamerà proprio così, per compiacerlo.

L’unica nota positiva è che a questo punto nel PDL è già suonato il segnale di rompete le righe. Il plotone dei “montisti” diventerà un esercito e Berlusconi sarà costretto a reintegrare le perdite arruolando Storace, capitan Uncino il pirata Berbanera. Gli resteranno le amazzoni, le igieniste e e le olgettine, che dovrà sistemare a questo punto a sue spese personali dentro Mediaset, senza farcele pagare ancora una volta a noi.

Il PD. Bersani ha già risposto cautamente, e ha fatto bene. Perché intanto il cerino acceso, per ammissione stessa di Monti, è restato in mano a Berlusconi (tramite il povero Alfano); e anche perché qui non si discute il fatto che occorrano risorse per risolvere la crisi e rilanciare l’economia, qui si discute di come e da chi quelle risorse sono state prelevate. Dunque se l’IMU, e tutto il resto, erano provvedimenti necessari dettati dall’emergenza di pronta cassa ( e la pronta cassa la fai soltanto con i lavoratori dipendenti e pensionati), visto che il credito del paese è risalito, lo spread e sceso e Monti ha detto a Napolitano “Missione compiuta!”, sarà pure il momento a questo punto di ripensare a un modo più sano, più etico e giusto per recuperare i denari che servono al paese. Vorrà dire che il PD, con una destra berlusconiana ormai all’estinzione e un centro montiano in crescita, dovrà anche fare i conti con il professore, ma da posizioni ben diverse. Perché a questo punto è chiaro a tutti, anche ai mille cespugli di sinistra, che diventa fondamentale che il PD vinca le elezioni. E il suo programma di rilancio del paese, se dovrà fare scricchiolare qualche costola, stavolta la dovrà andare a cercare nei quartieri alti, perché i poveracci hanno già dato.

Alla fine dei giochi, forse non è del tutto male che Monti entri in politica. Certo, la furbizia di non candidarsi alle elezioni in quanto senatore a vita sembrerebbe uno sgarbo a Napolitano, ma se il rovescio della medaglia è far fuori una volta per tutte il nano di Arcore, ci passeremo sopra. Se il PD (insieme a Vendola e chi altri vorrà stare, ed escludendo quelli che invece vedrei volentieri fuori dal partito come Renzi e Ichino, manifestatamente filomontiani) vincerà le prossime elezioni, deciderà la sua agenda nel nome del popolo italiano e non del professore della Bocconi, con tutto il rispetto naturalmente.

Rimbocchiamoci le maniche, che l’ultima partita è appena iniziata. Ci sarà da lavorare.

Stefano OLivieri
http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it

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