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se sono partito ogni tanto devo pur tornare
2 gennaio 2011
CARO ANNO 2011 (di Stefano Olivieri)

Ti saluto con affetto anche se sei ancora del tutto sconosciuto. E anche se so già che ti presenti con un carico di novità – si fa per dire - che non saranno per niente gradite a chi già oggi, anzi già nel 2010, aveva appena di che sopravvivere. Ci saranno i soliti aumenti, anche sui generi e sui servizi che hanno subito pesanti rincari nell’anno precedente, e l’affanno aumenterà in molte famiglie.
 
Vedere nero non piace a nessuno, credimi. Basta con la favola che i poveri sono tali perché a furia di lamentarsi si tirano addosso la malasorte. A chi non piacerebbe svegliarsi la mattina a cuor leggero senza l’incubo di un lavoro incerto e malpagato, o ancora peggio senza un lavoro per niente ? A chi non piacerebbe poter disporre di denaro non solo per il pane quotidiano, per l’affitto e il mutuo, per le bollette da pagare e i libri dei figli, ma anche di qualcosa in più per togliersi ogni tanto uno sfizio, un pranzo al ristorante, un weekend con tua moglie per non farla cucinare per due giorni e strapparla per 48 ore dalle fatiche della famiglia ? C’è gente nel nostro paese che non sa nemmeno di che cosa sto parlando, che si rotola nel denaro ed è sempre vissuta nell’agiatezza, ma io so che chi si suda il pane mi comprende, al di là e al di sopra di qualsiasi credo politico e religioso.
 
Già, perché poi perfino la madre Chiesa ci si è messa di traverso in questa farsa di poveri menagrami e di ricchi superottimisti. E un autorevole cardinale – addirittura Bagnasco – proprio sotto Natale si è divertito a lanciar strali contro i profeti di sventure. Lo stesso Bagnasco che, all’indomani del voto di fiducia al governo Berlusconi, aveva osservato come da quel risultato emergesse «un desiderio di governabilità in modo chiaro e democratico», ripetutamente espresso dagli italiani, che «deve essere da tutti rispettato e da tutti perseguito». Come possa aver considerato “chiaro e democratico” il modo in cui sono stati ottenuti quegli striminziti tre voti con cui Berlusconi ha evitato la sfiducia è per me un mistero, anche se posso capire – ma certo non approvare – i motivi molto profani e poco sacri che spingono il Vaticano a tifare per un presidente del Consiglio piduista adultero e probabile corruttore di minorenni e accertato corruttore di maggiorenni. “Ecclesia casta et meretrix” diceva sant’Ambrogio, e aveva ragione. Bagnasco si sa come la pensi, lo hanno capito prima di tutto uomini di fede che in mezzo alla gente ci stanno per davvero. Come don Paolo Farinella, che gli ha scritto in passato, proprio a proposito di Berlusconi, una gran bella lettera .
 
Caro anno nuovo, comunque Bagnasco una cosa giusta l’ha detta, al di là della speranza nell’altro mondo, dove gli ultimi saranno i primi. Ha detto ad esempio che “che la tentazione della sfiducia prende facilmente il singolo, ma può avvelenare la società intera, una città, un Paese. E questo diventa ancor più deleterio e pericoloso…” Condivido questa osservazione, e faccio tuttavia presente al cardinale che da sempre la povera gente tende ad essere più solidale della gente benestante. Quando si ha troppo denaro in tasca i valori condivisi tendono a stiepidirsi fino a scomparire, per cui sarebbe bene che il cardinale rivolgesse il suo pistolotto sulla sfiducia e il suo invito all’ottimismo non già a chi oggi non ha neanche gli occhi per piangere, ma piuttosto a chi in questa crisi ha continuato a ingrassarsi, proprio come quel famoso vitello raccontato dal Vangelo e sacrificato per il ritorno del figliol prodigo.
 
Ora noi non pretendiamo certo di arrostire Berlusconi – che ci fa anche un po’ schifo al solo pensiero – ma dal Vaticano non possiamo accettare che rimanga silenzioso e inerte di fronte a un governo che capitalizza i profitti sempre da una parte e le perdite sempre da un’altra.  E se la Chiesa tiene davvero alle sue pecorelle smarrite, che se le vada a cercare prima di tutto nei villoni dei quartieri alti, dove ci sono i parchi privati e le piscine, le guardie armate e le telecamere, e le ragazzotte nude a disposizione del sultano. Perché pratica molto di più il Vangelo l’operaio che si alza alle quattro di mattina per tirare su la famiglia, e magari la domenica mattina dorme, invece di andare a messa. Perché per mandare avanti il paese hanno chiesto di rinunciare al sabato a lui operaio, non certo al re Mida d’Italia, o a Marchionne. Gente che, a sentirla sull’argomento, ti risponde stizzita che dorme solo 4 ore a notte per lavorare. Però non ti dice che si alza alle quattro di mattina, e come si riposa quando si riposa. A parte che il riposo per i ricchi è una parola volgare, loro parlano di “relax” e di “seratine simpatiche fra amici”. Quelle infarcite di escort, che poi è il modo ipocrita dei ricchi per definire le mignotte.
 
Caro anno nuovo, voglio dirti che malgrado il tuo carico di sventure sono ottimista. Perché la solidarietà dei poveracci, dei diseredati è un’erba povera ma assolutamente fertile, e riesce a crescere ovunque, divorandosi anche le erbe rare e delicate dei parchi privati. La natura, quando i bisogni diventano primordiali, finisce per prevalere anche all'interno di una specie evoluta come la nostra. Con l’acqua e il gelo di questo inverno piovoso e aggrottato ancora non si vede, ma quando arriverà la tua primavera, caro 2011, vedrai che i campi saranno verdi e sterminati, su e giù per questo nostro bel paese. E allora toglieremo i sacchi di sabbia alle finestre e usciremo per strada, tutti, e a quel punto non ce ne sarà più per nessuno. Neanche per i cardinali strabici, per i capitani d’industria bucanieri e i presidenti corruttori.
 
Stefano Olivieri
 
SOCIETA'
25 giugno 2009
CARO BAGNASCO TI SCRIVO (di don Paolo Farinella)
 



Ospito molto volentieri sul mio blog questa lettera – che ormai sta facendo il giro della rete – di don Paolo Farinella, prete e biblista della diocesi di Genova. Lo faccio perché proprio l’altro ieri Minzolini, nella sua excusatio non petita in tv circa l’oscuramento deciso dalla sua testata su tutto il caso denominato Bari-gate, ha parlato ironicamente di mangiapreti improvvisamente trasformati in novelli Savonarola. Ebbene, don Farinella è un prete, con tanto di tonaca e di fedeli che lo ascoltano ( peccato non risiedere a Genova, per lui andrei a messa volentieri), e dunque le sue riflessioni sono, come dire, legittime. Ecco la lettera :

Egregio sig. Cardinale,

viviamo nella stessa città e apparteniamo alla stessa Chiesa: lei vescovo, io prete. Lei è anche capo dei vescovi italiani, dividendosi al 50% tra Genova e Roma. A Genova si dice che lei è poco presente alla vita della diocesi e probabilmente a Roma diranno lo stesso in senso inverso. E' il destino dei commessi viaggiatori e dei cardinali a percentuale. Con questo documento pubblico, mi rivolgo al 50% del cardinale che fa il Presidente della Cei, ma anche al 50% del cardinale che fa il vescovo di Genova perché le scelte del primo interessano per caduta diretta il popolo della sua città.

Ho letto la sua prolusione alla 59a assemblea generale della Cei (24-29 maggio 2009) e anche la sua conferenza stampa del 29 maggio 2009. Mi ha colpito la delicatezza, quasi il fastidio con cui ha trattato - o meglio non ha trattato - la questione morale (o immorale?) che investe il nostro Paese a causa dei comportamenti del presidente del consiglio, ormai dimostrati in modo inequivocabile: frequentazione abituale di minorenni, spergiuro sui figli, uso della falsità come strumento di governo, pianificazione della bugia sui mass media sotto controllo, calunnia come lotta politica.


Lei e il segretario della Cei avete stemperato le parole fino a diluirle in brodino bevibile anche dalle novizie di un convento. Eppure le accuse sono gravi e le fonti certe: la moglie accusa pubblicamente il marito presidente del consiglio di "frequentare minorenni", dichiara che deve essere trattato "come un malato", lo descrive come il "drago al quale vanno offerte vergini in sacrificio". Le interviste pubblicate da un solo (sic!) quotidiano italiano nel deserto dell'omertà di tutti gli altri e da quasi tutta la stampa estera, hanno confermato, oltre ogni dubbio, che il presidente del consiglio ha mentito spudoratamente alla Nazione e continua a mentire sui suoi processi giudiziari, sull'inazione del suo governo. Una sentenza di tribunale di 1° grado ha certificato che egli è corruttore di testimoni chiamati in giudizio e usa la bugia come strumento ordinario di vita e di governo. Eppure si fa vanto della morale cattolica: Dio, Patria, Famiglia. In una tv compiacente ha trasformato in suo privato in un affaire pubblico per utilizzarlo a scopi elettorali, senza alcun ritegno etico e istituzionale.

Lei, sig. Cardinale, presenta il magistero dei vescovi (e del papa) come garante della Morale, centrata sulla persona e sui valori della famiglia, eppure né lei né i vescovi avete detto una parola inequivocabile su un uomo, capo del governo, che ha portato il nostro popolo al livello più basso del degrado morale, valorizzando gli istinti di seduzione, di forza/furbizia e di egoismo individuale. I vescovi assistono allo sfacelo morale del Paese ciechi e muti, afoni, sepolti in una cortina di incenso che impedisce loro di vedere la "verità" che è la nuda "realtà". Il vostro atteggiamento è recidivo perché avete usato lo stesso innocuo linguaggio con i respingimenti degli immigrati in violazione di tutti i dettami del diritto e dell'Etica e della Dottrina sociale della Chiesa cattolica, con cui il governo è solito fare i gargarismi a vostro compiacimento e per vostra presa in giro. Avete fatto il diavolo a quattro contro le convivenze (Dico) e le tutele annesse, avete fatto fallire un referendum in nome dei supremi "principi non negoziabili" e ora non avete altro da dire se non che le vostre paroline sono "per tutti", cioè per nessuno.

Il popolo credente e diversamente credente si divide in due categorie: i disorientati e i rassegnati. I primi non capiscono perché non avete lesinato bacchettate all'integerrimo e cattolico praticante, Prof. Romano Prodi, mentre assolvete ogni immoralità di Berlusconi.
Non date forse un'assoluzione previa, quando vi sforzate di precisare che in campo etico voi "parlate per tutti"? Questa espressione vuota vi permette di non nominare individualmente alcuno e di salvare la capra della morale generica (cioè l'immoralità) e i cavoli degli interessi cospicui in cui siete coinvolti: nella stessa intervista lei ha avanzato la richiesta di maggiori finanziamenti per le scuole private, ponendo da sé in relazione i due fatti. E' forse un avvertimento che se non arrivano i finanziamenti, voi siete già pronti a scaricare il governo e l'attuale maggioranza che sta in piedi in forza del voto dei cattolici atei? Molti cominciano a lasciare la Chiesa e a devolvere l'8xmille ad altre confessioni religiose: lei sicuramente sa che le offerte alla Chiesa cattolica continuano a diminuire; deve, però, sapere che è una conseguenza diretta dell'inesistente magistero della Cei che ha mutato la profezia in diplomazia e la verità in servilismo.

I cattolici rassegnati stanno ancora peggio perché concludono che se i vescovi non condannano Berlusconi e il berlusconismo, significa che non è grave e passano sopra a stili di vita sessuale con harem incorporato, metodo di governo fondato sulla falsità, sulla bugia e sull'odio dell'avversario pur di vincere a tutti i costi. I cattolici lo votano e le donne cattoliche stravedono per un modello di corruttela, le cui tv e giornali senza scrupoli deformano moralmente il nostro popolo con "modelli televisivi" ignobili, rissosi e immorali.

Agli occhi della nostra gente voi, vescovi taciturni, siete corresponsabili e complici, sia che tacciate sia che, ancora più grave, tentiate di sminuire la portata delle responsabilità personali. Il popolo ha codificato questo reato con il detto: è tanto ladro chi ruba quanto chi para il sacco. Perché parate il sacco a Berlusconi e alla sua sconcia maggioranza? Perché non alzate la voce per dire che il nostro popolo è un popolo drogato dalla tv, al 50% di proprietà personale e per l'altro 50% sotto l'influenza diretta del presidente del consiglio? Perché non dite una parola sul conflitto d'interessi che sta schiacciando la legalità e i fondamentali etici del nostro Paese? Perché continuate a fornicare con un uomo immorale che predica i valori cattolici della famiglia e poi divorzia, si risposa, divorzia ancora e si circonda di minorenni per sollazzare la sua senile svirilità? Perché non dite che con uomini simili non avete nulla da spartire come credenti, come pastori e come garanti della morale cattolica? Perché non lo avete sconfessato quando ha respinto gli immigrati, consegnandoli a morte certa?

Non è lo stesso uomo che ha fatto un decreto per salvare ad ogni costo la vita vegetale di Eluana Englaro? Non siete voi gli stessi che difendete la vita "dal suo sorgere fino al suo concludersi naturale"? La vita dei neri vale meno di quella di una bianca? Fino a questo punto siete stati contaminati dall'eresia della Lega e del berlusconismo? Perché non dite che i cattolici che lo sostengono in qualsiasi modo, sono corresponsabili e complici dei suoi delitti che anche l'etica naturale condanna? Come sono lontani i tempi di Sant'Ambrogio che nel 390 impedì a Teodosio di entrare nel duomo di Milano perché "anche l'imperatore é nella Chiesa, non al disopra della Chiesa". Voi onorate un vitello d'oro.

Io e, mi creda, molti altri credenti pensiamo che lei e i vescovi avete perduto la vostra autorità e avete rinnegato il vostro magistero perché agite per interesse e non per verità. Per opportunismo, non per vangelo. Un governo dissipatore e una maggioranza, schiavi di un padrone che dispone di ingenti capitali provenienti da "mammona iniquitatis", si è reso disposto a saldarvi qualsiasi richiesta economica in base al principio che ogni uomo e istituzione hanno il loro prezzo. La promessa prevede il vostro silenzio che - è il caso di dirlo - è un silenzio d'oro? Quando il vostro silenzio non regge l'evidenza dell'ignominia dei fatti, voi, da esperti, pesate le parole e parlate a suocera perché nuora intenda, ma senza disturbarla troppo: "troncare, sopire ... sopire, troncare".

Sig. Cardinale, ricorda il conte zio dei Promessi Sposi? "Veda vostra paternità; son cose, come io le dicevo, da finirsi tra di noi, da seppellirsi qui, cose che a rimestarle troppo ... si fa peggio. Lei sa cosa segue: quest'urti, queste picche, principiano talvolta da una bagattella, e vanno avanti, vanno avanti... A voler trovarne il fondo, o non se ne viene a capo, o vengon fuori cent'altri imbrogli. Sopire, troncare, padre molto reverendo: troncare, sopire" (A. Manzoni, Promessi Sposi, cap. IX). Dobbiamo pensare che le accuse di pedofilia al presidente del consiglio e le bugie provate al Paese siano una "bagatella" per il cui perdono bastano "cinque Pater, Ave e Gloria"? La situazione è stata descritta in modo feroce e offensivo per voi dall'ex presidente della Repubblica, Francesco Cossiga, che voi non avete smentito: "Alla Chiesa molto importa dei comportamenti privati. Ma tra un devoto monogamo [leggi: Prodi] che contesta certe sue direttive e uno sciupa femmine che invece dà una mano concreta, la Chiesa dice bravo allo sciupa femmine. Ecclesia casta et meretrix" (La Stampa, 8-5-2009).

Mi permetta di richiamare alla sua memoria, un passo di un Padre della Chiesa, l'integerrimo sant'Ilario di Poitier, che già nel sec. IV metteva in guardia dalle lusinghe e dai regali dell'imperatore Costanzo, il Berlusconi cesarista di turno: "Noi non abbiamo più un imperatore anticristiano che ci perseguita, ma dobbiamo lottare contro un persecutore ancora più insidioso, un nemico che lusinga; non ci flagella la schiena ma ci accarezza il ventre; non ci confisca i beni (dandoci così la vita), ma ci arricchisce per darci la morte; non ci spinge verso la libertà mettendoci in carcere, ma verso la schiavitù invitandoci e onorandoci nel palazzo; non ci colpisce il corpo, ma prende possesso del cuore; non ci taglia la testa con la spada, ma ci uccide l'anima con il denaro" (Ilario di Poitiers, Contro l'imperatore Costanzo 5).

Egregio sig. Cardinale, in nome di quel Dio che lei dice di rappresentare, ci dia un saggio di profezia, un sussurro di vangelo, un lampo estivo di coerenza di fede e di credibilità. Se non può farlo il 50% di pertinenza del presidente della Cei "per interessi superiori", lo faccia almeno il 50% di competenza del vescovo di una città dove tanta, tantissima gente si sta allontanando dalla vita della Chiesa a motivo della morale elastica dei vescovi italiani, basata sul principio di opportunismo che è la negazione della verità e del tessuto connettivo della convivenza civile.

Lei ha parlato di "emergenza educativa" che è anche il tema proposto per il prossimo decennio e si è lamentato dei "modelli negativi della tv". Suppongo che lei sappia che le tv non nascono sotto l'arco di Tito, ma hanno un proprietario che è capo del governo e nella duplice veste condiziona programmi, pubblicità, economia, modelli e stili di vita, etica e comportamenti dei giovani ai quali non sa offrire altro che la prospettiva del "velinismo" o in subordine di parlamentare alle dirette dipendenze del capo che elargisce posti al parlamento come premi di fedeltà a chi si dimostra più servizievole, specialmente se donne. Dicono le cronache che il sultano abbia gongolato di fronte alla sua reazione perché temeva peggio e, se lo dice lui che è un esperto, possiamo credergli. Ora con la benedizione del vostro solletico, può continuare nella sua lasciva intraprendenza e nella tratta delle minorenni da immolare sull'altare del tempio del suo narcisismo paranoico, a beneficio del paese di Berlusconistan, come la stampa inglese ha definito l'Italia.

Egregio sig. Cardinale, possiamo sperare ancora che i vescovi esercitino il servizio della loro autorità con autorevolezza, senza alchimie a copertura dei ricchi potenti e a danno della limpidezza delle verità come insegna Giovanni Battista che all'Erode di turno grida senza paura per la sua stessa vita: "Non licet"? Al Precursore la sua parola di condanna costò la vita, mentre a voi il vostro "tacere" porta fortuna.

In attesa di un suo riscontro porgo distinti saluti.

Genova 31 maggio 2009
Paolo Farinella, prete


Stefano Olivieri
http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it/

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