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se sono partito ogni tanto devo pur tornare
POLITICA
16 giugno 2009
Rivoluzione a porte chiuse ( di Stefano Olivieri)
 

Giulio Tremonti, Giuliano Amato, Piero Fassino, Gianni Letta, Enrico Letta, Antonio Maccanico, Pietro Ichino, Bruno Tabacci, Giorgio La Malfa, Stefano Saglia. Lucia Annunziata, Antonio Polito, Mario Draghi, Carlo Azeglio Ciampi, Paolo Mieli, Tommaso Padoa Schioppa, Giorgio Napolitano.

Sono solo alcuni dei nomi – tutti prestigiosissimi – dei vip nostrani della politica, della finanza, del giornalismo e dell’imprenditoria iscritti e/o simpatizzanti di Aspen Institute Italia. Che cosa sia Aspen l’ho spiegato altrove tempo fa, qui basti dire che si tratta di una associazione molto, molto esclusiva che ha un suo singolare metodo (riprendo testualmente dal sito di Aspen Italia) :

“… Il “metodo Aspen” privilegia il confronto e il dibattito “a porte chiuse” , favorisce le relazioni interpersonali e consente un effettivo aggiornamento dei temi in discussione. Lo scopo non è quello di trovare risposte unanimi o semplicemente rassicuranti, ma di evidenziare la complessità dei fenomeni del mondo contemporaneo e stimolare quell’approfondimento culturale da cui emergano valori ed ideali universali capaci di ispirare una leadership moderna e consapevole….

Forse fra quei nomi dovrei aggiungere anche quello di Massimo D’Alema, quale referente della fondazione Italiani Europei che con Aspen Institute ha ultimamente spesso intrecciato sinergie.

Fra l’altro proprio Aspen e credo anche la sua rivista di riferimento Aspenia ( diretta da Lucia Annunziata) ospitarono, all’indomani delle elezioni che portarono alla stentata vittoria dell’Unione, l’ipotesi di una “grosse koalition” all’italiana sul modello che era stato appena varato in Germania dalla Merkel.

Mi fa un po’ impressione pensare a esponenti PD che intreccino relazioni interpersonali in convegni a porte chiuse dove si approfondiscono valori ed ideali capaci di ispirare una leadership moderna e consapevole. Mi viene in mente ad esempio se ciò non sia in contrasto con quanto riportato nel Codice etico del PD al punto 3 ( Responsabilità personale e Autonomia della Politica) lettera c, che recita così :

non appartenere ad associazioni che comportino un vincolo di segretezza o

comunque a carattere riservato, ovvero che comportino forme di mutuo sostegno,

tali da porre in pericolo il rispetto dei principi di uguaglianza di fronte alla legge e

di imparzialità delle pubbliche istituzioni;..”

Vorrei ne merito chiedere sommessamente a tutti gli interessati rappresentanti del PD, e con estrema deferenza anche al Presidente della Repubblica Napolitano, se abbiano riflettuto se ci sia un qualche conflitto fra le due appartenenze. Per me esiste e se fosse mai che il PD si deve tenere pronto a qualche scossa, ebbene da democratico pretendo che ciò scaturisca semmai da un plusvalore di democrazia e non dal suo contrario.

Comunque sia, tornando all'oggi, vuoi vedere che le “scosse” che ipotizza D’Alema non vengono da informazioni riservate di giudici pugliesi come ipotizza il ministro Fitto, bensì dall’ambiente Aspen ? Penso al nome di Gianni Letta, fatto sempre più spesso in questi giorni e sempre più decontestualizzato da quello di Silvio Berlusconi, ad esempio.

Ora mi spiego il mal di testa del cavaliere.

Stefano Olivieri

http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it

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