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se sono partito ogni tanto devo pur tornare
21 aprile 2013
ITALIA BENE COMUNE. Subito! (di Stefano Olivieri)

Il Pd è morto. La democrazia è un bene comune che unisce chi la riconosce e divide chi tenta di servirsene per fare altro. A Dalema non andava bene Prodi, a Renzi non garbava Rodotà e il PD si è spiaggiato con la rielezione di Napolitano che prelude inevitabilmente a un governo di larghe intese con la destra di Berlusconi o a elezioni anticipate con un centrosinistra sfasciato.

Non c’è tempo per piangere sul latte versato perché è il paese a piangere, prima di tutto. Problemi gravissimi incombono su milioni di famiglie e la disperazione è una cattiva consigliera. Tocca dunque ricreare un riferimento affidabile prima che si accendano i fuochi e che qualche capopolo approfitti del caos. Ci vuole un bell'esorcista per il partito posseduto dai demoni e quest'esorcista non può essere che esterno al partito, senzqa baffetti e senza accento fiorentino per intenderci.

Berlusconi è già in campagna elettorale e ha risorse sufficienti per dipingere una nuova fantastica tela fatta di meno tasse e più lavoro. Grillo cavalca l’ondata di indignazione popolare per la mancata elezione di Rodotà a presidente, che anche moltissimi democratici avrebbero volentieri visto al Quirinale. Se la demagogia diventa sovrana, l’Italia è fritta. La rete politica è inquinata dalla casta e dai veleni degli affari personali, ma attenzione: la rete dei cittadini non è immune da critiche, non è salvifica per il semplice fatto di essere “altro”. La democrazia ha delle regole, faticose ma indispensabili, da seguire per garantire delega e rappresentanza politica agli eletti. E se Berlusconi ha mandato le sue badanti in parlamento, anche Grillo ha le sue colpe perché con il suo esercito di eletti (mediamente impreparati al compito) non ha voluto rispondere all’offerta del PD (gli otto punti su cui si poteva cominciare a lavorare) per alimentare il malcontento e aumentare il suo bottino di voti, ma di fatto uccidendo il paese. 

Il comico genovese ora consegna il governo nelle mani di Berlusconi. Il M5S, ben intesi, non ha distrutto il PD, che ha fatto tutto da solo, ma ne ha sicuramente agevolato il disfacimento lasciando la destra libera di capitalizzare questa situazione. E Bersani ha commesso errori, è vero, avrebbe dovuto staccare la spina a Monti prima di Berlusconi e andare subito a elezioni. Ora però non c’è tempo per voltarsi indietro, in maniche di camicia tocca sudare e organizzare in fretta una casa comune.

L’otto maggio è la prima data utile per questa costituente di sinistra, già convocata a Roma da Nichi Vendola. Per quella data mi auguro che il PD sia già morto ( e anche il simbolo deve essere distrutto) e che donne e uomini di buona volontà si riuniscano per risolvere i problemi delle famiglie italiane alle prese con il rosso in banca, con l’Imu, con la disoccupazione, con la fame. Ricominciamo dal lavoro, dai diritti dei più deboli, da una giustizia fiscale e retributiva che da troppo tempo è assente. Ristabiliamo i confini e il decoro della classe lavoratrice, facciamo che il lavoro smetta di essere merce, guardiamo alla Costituzione che è l’unica vera garanzia. I partiti liquidi, i frullati misti di imprenditori d’accatto e mestieranti della politica, lasciamoli ad altri perché la nuova bandiera stavolta dovrà essere chiara e facile da impugnare. ITALIA BENE COMUNE, potremmo chiamarla, come già si era detto. Ma può avere anche un altro nome, l’importante è essere sicuri dei compagni di viaggio, perché fra un paio di mesi si va alle elezioni.

Vendola, Barca, Fassina, Orlando, Orfini  e  i “giovani turchi”, la Puppato, Cofferati e tutti gli altri altri. Ma I nomi servono solo a indicare la strada ad almeno quindici milioni di cittadini che attendono di essere davvero rappresentati e difesi. Poi ci vorranno le idee, quelle giuste e condivise. Per costruire prima di tutto, che è molto più complicato di distruggere, e Grillo lo sa bene, per questo tiene in freezer i suoi eletti.

Facciamolo subito, questo nuovo partito. 

Stefano Olivieri

http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it


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