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se sono partito ogni tanto devo pur tornare
23 marzo 2013
LA DEMOCRAZIA NON E' MAI ARROGANTE (di Stefano Olivieri)

La democrazia non è mai arrogante. È invece umile e laboriosa, si fa strada e piazza dove serve e quando è il momento giusto, chiede di governare, mai di comandare. Li abbiamo già avuti i duci e i ducetti, quelli del pensiero unico e dell’unico partito. Sono arrivati e poi sono passati, lasciando sempre dietro di loro segni di grande devastazione.

Nelle prossime settimane raddoppierà, da un giorno all’altro, il numero dei grandi poveri in Italia. Quelli che proprio stanno male, che non hanno più gli occhi per piangere e neanche la voce per gridare la loro disperazione. Un numero spropositato, pauroso, allarmante. Sono i cassintegrati in deroga, che stanno per essere buttati per strada, armi e bagagli, anzi meglio: lavoro e famiglie.

Per questa gente la democrazia finisce nello stesso istante in cui perdono la contrattualità del pane quotidiano, giacchè ormai si vive in un mondo che tutto considera mercatabile, anche i diritti sanciti dalla Costituzione.

È singolare che nel programma del movimento cinque stelle ci sia attenzione per l’inalienabilità della casa di abitazione, e si taccia del lavoro. Perché è il lavoro che restituisce dignità alla persona umana, non il denaro, fosse anche sotto forma di reddito di cittadinanza.

Sono ore da ultima spiaggia, poche e disperate, non c’è più tempo. Quando si accenderanno i fuochi saremo gli uni contro gli altri e non ci saranno partiti né movimenti a parlare per noi e di noi. Non resterà nulla, solo la disperazione.

Chiedo a tutti i parlamentari autenticamente democratici un severo, rigoroso esame di coscienza. Non vanificate lo spaventoso sacrificio economico già subito in questi ultimi anni dalla classe lavoratrice, dai pensionati, da tutti coloro che non hanno potuto fare il loro prezzo durante la crisi e hanno subito, pagandolo, il prezzo fatto dagli altri. Si tratta di una folla infinita di cittadini, onesti e laboriosi, che con grande responsabilità si sono caricati sulle spalle il destino del paese mentre altri continuavano, e continuano, a ingrassare. Lo hanno fatto non per ignavia, hanno accettato il sacrificio in cambio di un sogno: poter cambiare, per se stessi e per i loro figli, finalmente il volto di un paese eticamente modificato da decenni di saccheggi e soprusi. Questo sogno potrebbe avverarsi se ci fosse la volontà di farlo. Oppure svanirà e alla mitezza subentrerà la rabbia, mai la rassegnazione.

Se andiamo a fondo, non ce ne sarà per nessuno. L’Italia sarà un unico grande falò e i primi a bruciare saranno coloro che hanno impedito che questo sogno, giunto a un solo palmo, potesse concretamente realizzarsi.

SE vi sarò costretto io andrò insieme agli altri sulle montagne, e porterò con me una lista di nomi. Per non dimenticare chi ha tradito il mio paese.

Resistenza, Resistenza, Resistenza.

PENSATECI BENE, ELETTI IN PARLAMENTO. L’ITALIA VI GUARDA.

Stefano Olivieri

http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it

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