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se sono partito ogni tanto devo pur tornare
26 febbraio 2013
LETTERA A BERSANI (di Stefano Olivieri)


Vorrei dire a Bersani che deve aver coraggio, come tutti i padri di famiglia che di questi tempi si caricano sulle spalle la loro responsabilità e cercano, ogni giorno, di trasformare i problemi in opportunità di crescita.

Andiamo in parlamento e parliamo dell’Italia, delle cose da fare. Ce ne sono tante su cui il movimento cinque stelle vorrà dialogare eccome, e darà il suo appoggio, perché è per quello che sono stati eletti dai cittadini. Dal conflitto d’interessi alla gestione pubblica dei beni comuni come l’acqua, dall’Imu che va completamente ridisegnata sulla capacità fiscale dei cittadini, magari facendola pagare anche alla chiesa. Dalle sacche di privilegio che ancora abbondano nel nostro paese e vanno svuotate senza pietà, perché se c’è stata una cosa brutta in questa crisi, ebbene è stato il cinico arricchimento di chi da italiano ci ha speculato sopra, invece di dare una mano. Evasione fiscale, evasione contributiva, corruzione pubblica e privata si possono combattere e vincere con le leggi adeguate. Intervenendo con medesimo vigore sulle regole del mondo del lavoro per restituire dignità e sicurezza ai lavoratori e alle loro famiglie ma anche su quelle che disciplinano le imprese, gli appalti e i pagamenti. E occorre fare in fretta perché le fiamme della speculazione finanziaria hanno già preso ad ardere di nuovo, e se finiamo come la Grecia neanche Grillo basterà all’Italia, per risolvere i problemi che verranno.

E poi c’è la politica del centrosinistra. Anche lì serve coraggio e fermezza nell’indicare la strada. Subito una casa comune con Vendola, che serva da riferimento a quella quota di sinistra che ancora una volta, come già accade nel 2008, non sarà rappresentata in parlamento. È a sinistra che il PD deve, definitivamente, guardare. Perché se non lo farà subito, caro Bersani, e con gesti, parole ed opere più che convincenti, ci saranno altri compagni che, anche a malincuore, sceglieranno il movimento di Grillo. Perché cominciano a essere troppi i sassolini nelle scarpe, a far male.

In casa mia mia moglie e mio figlio hanno votato Vendola, io ho continuato a votare PD. Ma conservo un amaro ricordo delle leggi Fornero, che il PD ha fatto passare come lame nel burro. A un certo punto del governo Monti in tanti ti abbiamo chiesto di staccare la spina, ancora prima che lo facesse il PDL. Ma tu non ci hai voluto ascoltare.

Adesso hai quest’ultima carta, giocala saggiamente ma senza paura.

Auguri, ne hai bisogno.

Stefano Olivieri

http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it

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